FORMAZIONE CRITICA ED OPINIONI DELLA PROFESSORESSA di Virginia Mariani

Non so, ma mi domando se la formazione critica consente anche queste considerazioni, che potrebbero essere fatte anche all’inverso da chi la pensa diversamente.
Comunque, mi sento di sottoscrivere le seguenti:
<< Come posso dirmi persona cristiana se non amo il mio prossimo, per esempio, rifiutandomi di  svolgere due o più attività lavorative o ridistribuendo le ricchezze, anche le mie? Come posso ispirarmi a Cristo, al suo ministero di pace accoglienza solidarietà, predicando una cosa e facendone un’altra o appoggiando chi la fa? Come posso essere per la vita se lascio morire di fame e sete ogni giorno bambini/e già nati/e? Come posso parlare di libertà e agli/le altri/e non consento di poter fare libere scelte consapevoli? Come posso ancorarmi al crocifisso e volerlo appeso su qualsiasi muro e non accorgermi che quel muro, per di più statale italiano e pubblico, sta per crollare letteralmente sotto il peso dell’incuria e della speculazione?>>
Umberto Tenuta

Ora ascolto con molta attenzione i testi delle canzoni, cercando alle volte di distrarmi dal fatto che musicalmente mi ricordino altro fraseggio o che non siano propriamente valide.  E così che mi son balzate alle orecchie due canzoni e in particolare due incisi. Il primo è quello della canzone “Attimo” di Gianna Nannini “Letti freddi, pugni schiaffi, / muri appesi ai crocefissi”;  il secondo è quello di “ Se non ami” di Nek “… se non ami non hai il senso delle cose più piccole … / l’amore attende e non è invadente e non grida mai / se parli ti ascolta, tutto sopporta, crede in quel che fai…”
Per chi conosce la Bibbia e le lettere di Paolo in particolare questi ultimi versi sembrano, appunto, il plagio di  I Corinzi 13, ma chissà quante giovani orecchie avranno esultato di tenerezza nell’ascoltare per la prima volta queste parole scritte, per di più, dal proprio bel cantante preferito… Un po’ come quando papa Wojtyla si paragonò all’atleta di Cristo e queste parole risuonavano da un tg all’altro, da uno speciale a un altro come parole ‘originali’ e pregne di simpatico estro! (era sempre l’apostolo Paolo)
E comunque, Nek pare non sia nuovo ai plagi, e noi anche alle troppe mistificazioni intenzionali e non, e il caso vuole che sia stato almeno per un po’ il cantante preferito del Vaticano quando a Sanremo esordì con la canzone contro l’aborto “In te”. Correva l’anno 1993.
Sono passati un po’ di anni e ne è passata di acqua sotto i ponti, ma purtroppo anche su interi paesi mista a fango e detriti, e il nuovo ma anziano papa per bocca dei suoi invita a non votare chi è a favore dell’aborto e i neoeletti, increduli pure loro alla fine dello scrutinio per cotanta grazia, parlano e sparlano ora anche contro la RU 486 onnipresentemente in tutti i programmi tv dimentichi della legge esistente, la 194 del 1978, per loro forse un modello di auto d’epoca.
Ma che si può pretendere da chi, in prevalenza di sesso maschile, si sposa con rito celtico o non si sposa per nulla convivendo e fornicando, forse poi correndo ai ripari con il matrimonio e successivamente divorziando, brucia platealmente le leggi, seppur non più vigenti, in nome della semplificazione che a furia di falò rievoca ben altri tipi di pulizia, parla di famiglia e ne ha almeno due o tre da mantenere, grazie a uno stipendio mensile che per noi è il totale annuale, si richiama alla tradizione e si fa paladino dei valori cristiani, nonostante gli unici ai quali tiene veramente sono quelli propri nelle banche anche estere, celebra il dio Po e propone di apporre sulla bandiera italiana il crocifisso, sebbene con quella bandiera ha dimostrato di volerne fare altro uso, così come del crocifisso il cui messaggio d’amore diventa l’espulsione degli extracomunitari o dei clandestini durante il periodo natalizio.
 Ora, restando il fatto che anche io sono favorevole all’aborto nel senso che sono assolutamente concorde nell’ammettere che ci sono casi in cui l'aborto è il male minore e che per quei casi ci devono essere condizioni che rispettano la dignità umana, all'irritazione per l'uso sfacciato di certi temi per fare politica, che ricadono nel privato delle donne, aggiungo l’indignazione per il viscerale sincretismo nel quale vivono i politici, e chi come loro e per loro, nel quale pure vorrebbero fare vivere noi come fosse la cosa più normale al mondo.
Come posso dirmi persona cristiana se non amo il mio prossimo, per esempio, rifiutandomi di  svolgere due o più attività lavorative o ridistribuendo le ricchezze, anche le mie? Come posso ispirarmi a Cristo, al suo ministero di pace accoglienza solidarietà, predicando una cosa e facendone un’altra o appoggiando chi la fa? Come posso essere per la vita se lascio morire di fame e sete ogni giorno bambini/e già nati/e? Come posso parlare di libertà e agli/le altri/e non consento di poter fare libere scelte consapevoli? Come posso ancorarmi al crocifisso e volerlo appeso su qualsiasi muro e non accorgermi che quel muro, per di più statale italiano e pubblico, sta per crollare letteralmente sotto il peso dell’incuria e della speculazione?
E così, dalla inderogabile affissione del crocifisso ai muri, che osteggio ma che, mi si perdoni, ultimamente in classe strumentalizzo per invitare calorosamente i miei alunni/e di scuola media a riflettere sulle domande di cui sopra e su loro stessi/e, muri di incomprensione e di indifferenza, di violenze e di soprusi, di menzogne e di raggiri, di egoismi e di interessi privati, vengono eretti ogni giorno. E su questi con fierezza si mantiene in piedi la nostra società di plastica e la nostra identità dissociata, sincretismo e sincretinismo.
Che il Signore mi perdoni: non ho intenzione di sopportare!

22 aprile 2010

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