IPPOCRATE di Laura Alberico

L’uomo e la natura secondoIppocrate

Ancora oggi il giuramento di Ippocrate ( 460 a.C.- 377 a.C.), considerato il padre della medicina rappresenta una testimonianza di vocazione e dedizione per la professione medica. Esso fonda le radici sui principi etici del valore della vita e sulla responsabilità che ogni medico deve assumersi nel curare le malattie. Per la sua importanza nella storia della medicina il giuramento di Ippocrateresta tuttora un documento attuale in cui emerge una visione olisticadell’uomo, artefice della propria salute e delle proprie scelte di vita: “Questo almeno mi sembra necessario che il medico sappia sulla natura e faccia ogni sforzo per sapere, se vuol adempiere in qualche modo ai suoi doveri e cioè che cos’è l’uomo in rapporto a ciò che mangia e a ciò che beve e a tutto il suo regime di vita, e quali conseguenze a ciascuno di ciascuna cosa derivano”. Ippocrate tuttavia non stigmatizza l’origine delle malattie solo sui principi della scuola medica italica che riteneva l’acqua, l’aria, la terra e il fuoco influenze determinanti sulla salute e la malattia, sulla vita e la morte. Egli non nega la loro importanza ma ne evidenzia la reciproca influenza e coesistenza; gli elementi naturali suddetti interagiscono determinando i sintomi evidenti della malattia :”Quanti si sono accinti a parlare o a scrivere di medicina, fondando il proprio discorso su un postulato, il caldo e il freddo, l’umido o il secco, troppo semplificando la causa originaria delle malattie e della morte degli uomini, a tutti i casi attribuendo la medesima causa, perché si basano su uno o due postulati, costoro sono palesemente in errore..” Per Ippocrate è necessario studiare l’uomo e le sue abitudini di vita,il suo passato e il presente quindi prescrivere le cure opportune per ristabilire l’equilibrio tra il microcosmo ( l’uomo) e il macrocosmo( l’ambiente). Nella celebre raccolta degli Aforismi leggiamo:” La vita è breve, l’arte è lunga, l’occasione fuggevole, l’esperimento rischioso, il giudizio difficile”. La mancanza di certezze sull’origine e la causa delle malattie rende il pensiero di Ippocrate libero dalle antiche convinzioni e proiettato verso il futuro della ricerca medica che potrà dare risposte adeguate solo se il metodo applicato vedrà l’uomo e la natura in un dinamico equilibrio” E’ la nostra natura il vero medico delle nostre malattie” ( vis medicatrix naturae) Egli spiega la natura umana considerando l’esistenza di quattro umori : sangue, flemma, bile gialla e bile nera. La prevalenza di uno di questi umori determina il temperamento e per estensione la personalità dell’individuo. Il tipo sanguigno è rubicondo, gioviale, allegro, goloso; il tipo flemmatico è grasso, lento e pigro; il tipo melanconico invece presenta un eccesso di bile neraed è magro, debole, pallido, avaro mentre il collerico è magro asciutto, irascibile, permaloso, furbo, generoso e superbo. Leggiamo negli “Aforismi”: “Se paura o tristezza durano per molto tempo questo è un fenomeno melancolico”; l’eccesso di bile nera determina questa malattia che oggi si chiama depressione. L’uomo è sano quando questi umori sono in reciproco equilibrio, viceversa è malato quando uno di essi è in eccesso o in difetto. Le quattro stagioni sono in stretto rapporto con i temperamenti suddetti. L’inverno rappresenta il tipo flemmatico, predisposto alle malattie catarrali, la primavera influenza il temperamento sanguigno predisponendo l’uomo alle malattie della circolazione, il tipo affetto da bile gialla ha come configurazione l’estate e una disposizione alle malattie della bile mentre l’autunno ha come temperamento corrispondente l’individuo affetto da bile nera che evidenzia una predisposizione costituzionale a determinate malattie. La teoria dei quattro umori rivela come l’uomo sia il risultato di caratteristiche interne alla sua costituzione corporea ma anche di situazioni ambientali esterne che, come una specie di “costellazione”, influenzano il suo stato di salute. La teoria eziologica delle malattie mette in evidenza uno studio accurato della personalità individuale ; compito della medicina è stabilire empiricamente le relazioni di causa- effetto che determinano la rottura dell’equilibrio originario e quindi la manifestazione dei sintomi della malattia. Secondo Ippocrate la medicina ha il compito di studiare l’anatomia e la fisiologia del corpo umanomodificando le condizioni ambientali che sono nocive per la salute, intervenendo quando necessario sulle abitudini alimentari scorrette per ristabilire l’equilibrio perduto. Questi studi sono raccolti nel Corpus ippocraticum , un testo classico di medicina che rimase tale fino al secolo XVIII, in esso il rigore metodologico rappresenta un denominatore comune per la valutazione degli elementi ambientali e biologiciche vedono l’uomo e la natura strettamente legati e interdipendenti. Ancora oggi i principi basilari della medicina tramandati da questo grande medico greco sono presenti come riferimento nella medicina alternativa che offre al malato la possibilità di guarire mediante terapie olistiche che considerano il corpo e la mente, le emozioni e lo spiritoun grande serbatoio di potenzialità e risorse. In questo senso possiamo considerare Ippocrate il primo naturopata della storia. Egli scrive negli “ Aforismi”: “Rallegratevi dei vostri poteri interiori perché sono la fonte della vostra salute e della vostra perfezione”.

25 maggio 2009

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