DARWIN CHARLES
di Laura Alberico

L’uomo-scienziato Charles Darwin
Ricorre in questo anno il bicentenario della nascita di C.Darwin (1809-1822), l’uomo che ha rivoluzionato il mondo scientifico con la teoria dell’evoluzione i cui presupposti rappresentano ancora oggi le basi principali per comprendere la storia della vita sulla terra. “Senza Darwin il mondo naturale avrebbe ben poco senso. Darwin ha trasformato la storia naturale in una scienza”.
Queste parole di David Attenborough ci fanno capire l’importanza dell’opera di Darwin senza la quale non avremmo potuto ricostruire gli eventi microscopici che nel corso di milioni di anni hanno portato alla comparsa della specie più evoluta sul piano biologico e culturale (homo sapiens sapiens).
Sappiamo tutto o quasi dello scienziato ma forse poco della sua storia personale. Perse la madre all’età di otto anni e fu affidato alle cure di una governante, sicuramente la presenza del padre nella sua educazione ebbe un riflesso negativo perché, come accadeva all’epoca, i figli della buona borghesia erano indirizzati verso gli studi che i genitori ritenevano più adatti; in questo caso il padre avrebbe voluto che Charles intraprendesse la “carriera” ecclesiastica.
Ma il giovane era attratto dagli studi naturalistici e manifestava sin da piccolo delle spiccate doti di osservazione che lo portavano a indagare in modo quasi ossessivo la varietà dei fenomeni naturali e biologici che gli si presentavano nella vita quotidiana.
Collezionò farfalle, coleotteri, conchiglie che raccoglieva nelle sue escursioni, diventò anche impagliatore di uccelli. Lo spirito di ricerca accompagnò Darwin per tutta la vita e divenne una unica e vera testimonianza per l’intera umanità quando si imbarcò nel 1831 sul brigantino Beagle..
Nel viaggio durato cinque anni sulle coste del Sud America ebbe l’occasione di osservare le varietà delle specie animali e vegetali e di trascrivere sul diario personale tutte quelle caratteristiche che gli avrebbero consentito di formulare la teoria dell’evoluzione delle specie, un’opera che a tutt’oggi rappresenta il trattato scientifico più completo ed esauriente della storia della vita e dell’evoluzione dei viventi.
Purtroppo già durante questo lunghissimo viaggio Darwin cominciò ad accusare vari disturbi fisici e il suo stato di salute peggiorò al rientro in Inghilterra. Molti parlano di malattia “misteriosa” di questo illustre scienziato e diverse sono le ipotesi a riguardo. I sintomi che Darwin accusava erano di varia origine: spossatezza cronica, dolori gastrointestinali, nausea, mal di testa, tremori, palpitazioni, insonnia e depressione. E’ probabile che Darwin abbia contratto la malattia di Chagas dovuta alla puntura di un insetto che veicola l’infezione da tripanosoma. Egli stesso racconta nei suoi appunti di viaggio come gli insetti ematofagi si accanivano verso la sua persona quando si trovava nel villaggio di Luxan, vicino Mendoza.
Non deve comunque essere sottovalutata l’origine psicosomatica di questa malattia perché lo scienziato manifestò, in seguito, difficoltà a parlare in pubblico o a trovarsi in spazi aperti ed anche a rimanere solo. Gli anni che seguirono il viaggio sul Beagle furono anni dedicati alla sistemazione organica di tutto il materiale raccolto; in assoluta solitudine Darwin si ritirò nella casa situata nella campagna del Kent dove riuscì a ricostruire il mosaico complesso delle dinamiche evolutive delle specie viventi e nel 1859 venne pubblicata “ L’origine delle specie”.
Leggiamo dalla sua autobiografia come fosse stato sempre presente nella sua vita il “desiderio bruciante di aggiungere foss’anche un contributo modesto al nobile edificio delle scienze della natura”. Oggi possiamo dire che la sua opera e il suo contributo sono stati determinanti per comprendere i meccanismi dell’evoluzione e che lo spirito di ricerca che lo ha sempre accompagnato è stato sempre un compagno di viaggio fedele e insostituibile, un costante e vivo desiderio di conoscere la natura e di raccontarne la sua storia.

2 marzo 2009

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