VARIA |
IL BULLISMO A SCUOLA
di Maria Rosaria Tenuta (1)
Una ricerca condotta in una scuola media
L’iniziativa promossa dai docenti della scuola media XYZ è
volta alla costruzione di una cultura della legalità, cultura di
cui oggi in Italia c’è un grande bisogno, così come
ha evidenziato anche Don Ciotti, in qualità di presidente di una
sede di documentazione contro la camorra a Napoli, affermando: <<è
criminale non solo chi commette reati, ma anche chi non pone le premesse
sociali e culturali perché la malavita non attecchisca>>.
Pertanto, è nato nella scuola media succitata un Osservatorio
permanente sugli alunni, al fine di consentire la piena ed
armonica formazione della loro personalità, in tutti i suoi aspetti,
attraverso il delicato compito educativo svolto dai docenti.
L’attenzione rivolta ai giovani in crescita e la prevenzione nascono
dal fatto che essi vivono esperienze negative, tali da poter compromettere
seriamente la loro crescita.
La scuola, assieme alla famiglia, deve offrire ai giovani gli strumenti
per affrontare in forma autonoma la vita con tutte le sue difficoltà
e contraddizioni, creando un ambiente in cui i valori che si intendono trasmettere
ssiano vissuti e comunicati con l’esempio.
Don Bosco affermava: <<non basta amare i giovani: occorre
che loro si accorgano di essere amati>>.
Ed è proprio questo grande bisogno di amore e di accettazione che
sembra emergere dai risultati di un test che è stato somministrato
dalla scrivente, nella sua qualità di psicologa, nell’ambito
del progetto di Educazione alla legalità
relativo al tema del bullismo a scuola.
L’intervento della psicologa è stato ritenuto opportuno, perché
svolgesse una funzione di valore aggiuntivo al sistema formativo ed ai suoi
obiettivi di sviluppo, a servizio dell’autonomia degli attori del
sistema scolastico, al fine di fare della scuola ciò che l’articolo
3 della Costituzione richiede come luogo mirato al pieno sviluppo di ogni
persona e per la rimozione degli ostacoli che si oppongono a tale sviluppo
ed impediscono la libera e consapevole partecipazione alla vita della nazione.
Quindi, è stato somministrato dalla psicologa un questionario dal
titolo “ABITUDINI, GUSTI E TENDENZE”
ad un campione rappresentativo di alunni di I, II, III classe della predetta
scuola media.
Il campione è stato scelto mediante randomizzazione della popolazione
degli studenti della su citata scuola media.
I risultati evidenziano degli elementi interessanti per la conoscenza dei
giovani alunni e per la prevenzione di eventuali situazioni a rischio.
Il campione rappresentativo è costituito da alunni di età
compresa tra gli 11 ed i 15 anni. Circa la metà di essi ha perso
degli anni a scuola.
Per quanto riguarda la famiglia di origine, è emerso che un’alta
percentuale di studenti proviene da un ambiente socio-economico e culturale
medio-basso. Pochissimi dei genitori dei giovani intervistati hanno conseguito
il diploma o la laurea.
Inoltre, fra i genitori vi è una discreta percentuale di disoccupati.
Per quanto riguarda i giovani e le loro abitudini, si è evidenziata
una buona attitudine allo studio ed ai sani giochi in cortile, un uso moderato
della Televisione.
Un’alta percentuale dei giovani intervistati frequenta la parrocchia
e, quindi, un ambiente più protetto, anche se non sembrano essere
presenti in quartiere molte iniziative da parte di associazioni di volontariato.
La maggior parte degli alunni frequenta più o meno regolarmente la
messa, mentre bassissima è la percentuale dei non frequentanti.
Molto importante è il gruppo degli amici, dei pari, che sembra essere
mediamente numeroso (fra i 5 ed i 10 amici). La frequentazione avviene per
lo più con i compagni di scuola e con gli amici che abitano nel vicinato.
Trattandosi di adolescenti, è rilevante la presenza di un amico od
amica “del cuore”, cioè più caro, cui si è
più legati e con il quale si condividono i giochi e le confidenze.
Quasi la metà degli intervistati, inoltre, dichiara di aver fatto
scherzi pericolosi e pesanti. In genere si è trattato di scherzi
fatti a persone estranee, come il lancio di petardi, l’apertura di
una bombola a gas, il buttare pietre sui o dai balconi, distruggere opere
pubbliche, spaccare bottiglie di vetro, dare fuoco a qualcosa, far scivolare
qualcuno su di una buccia di banana, etc.
Il gruppo sembra essere un elemento molto importante, ed anche le regole
fissate all’interno di esso sono seguite da un’alta percentuale
degli intervistati. Questo elemento porta a fare l’ipotesi del concetto
di banda, intesa come piccola “gang” di adolescenti volta a
compiere atti trasgressivi e violenti, soprattutto eterodiretti.
Per quanto riguarda la scuola, gli intervistati dichiarano di avere in alta
percentuale un buon rapporto con i compagni di classe; inoltre, un’alta
percentuale degli alunni ritiene di avere un buon rapporto con i professori.
Per quanto riguarda il fenomeno della tolleranza della diversità
ed unicità della persona, non sembrano manifestarsi fenomeni vistosi
di intolleranza verso gli immigrati, comunque relativamente presenti nella
popolazione degli intervistati. Peraltro, sono sporadici i casi in cui non
vi sono rapporti buoni con gli immigrati.
Gli alunni intervistati appartengono in alta percentuale a famiglie mediamente
numerose.
Generalmente, preferiscono dialogare con i genitori, in particolar modo
con la madre, ed anche con i fratelli. Solo una minima percentuale dichiara
di aprirsi con persone estranee al nucleo familiare. Bassissima è
la percentuale di coloro che non lo fanno con nessuno.
Inoltre, quasi tutti i ragazzi intervistati attribuiscono il disagio giovanile
a problematiche di relazione con i genitori e si dichiara convinto dell’importanza
di aprire un dialogo costruttivo con i propri genitori, piuttosto che intraprendere
percorsi distruttivi.
In famiglia sembra esserci dialogo ed occasioni di discussione dei problemi.
I giovani, tuttavia, percepiscono come minaccioso per la propria incolumità
e, quindi, pericoloso, il quartiere in cui vivono. Solo una minima percentuale
di essi si discosta da questa preoccupazione.
Da un punto di vista ecologico, sono piuttosto soddisfatti delle zone verdi
presenti nel quartiere.
Per quanto riguarda, invece, la sicurezza, gli intervistati denunciano,
purtroppo, un’alta frequenza di scippi, furti e rapine nel loro quartiere,
anche se circa la metà di essi dichiara che tali atti criminali non
siano compiuti da persone che vivono nel loro stesso quartiere. Solo una
bassa percentuale dei giovani intervistati, peraltro, dichiara di avere
avuto contatti amichevoli con gli autori degli scippi, dei furti e delle
rapine.
Inoltre, quasi la metà del campione di alunni denuncia che nel proprio
quartiere si sono verificati atti delittuosi. La maggior parte di essi prova
rabbia e paura per sé e per la propria famiglia. In pochi, infine,
sono rassegnati a questi eventi, che, purtroppo, accadono spesso. Il 20%
circa dei giovani alunni ha aiutato un amico od un conoscente a compiere
qualcosa di illegale.
Alla richiesta se potessero capitare loro azioni e comportamenti illeciti,
le risposte indicano ambivalenza; se da un lato il fattore della “desiderabilità
sociale” influenza in positivo le risposte dei giovani intervistati,
dall’altro non escludono di poter compiere anch’essi delle azioni
illegali.
La maggior parte degli alunni vorrebbe migliorare la qualità di vita
del proprio quartiere, soprattutto desidererebbe fosse aumentata la vigilanza
e la sicurezza delle persone. Questo elemento denota che i giovani intervistati
vivono il proprio quartiere come fortemente pericoloso e non si sentono
protetti adeguatamente dagli adulti.
Inoltre, la maggior parte di essi chiede di poter avere per sé strutture
ricreative e sportive, associazioni di volontariato che si dedichino ad
essi ed, infine, una discreta parte degli alunni chiede che venga recuperato
il degrado edilizio. Circa i due terzi del campione intervistato, inoltre,
vorrebbe lasciare per sempre o temporaneamente il proprio quartiere, proprio
perché non ne è contento sotto diversi punti di vista.
Per quanto riguarda i valori, i ragazzi hanno risposto di ritenere di grandissima
importanza l’onestà, la solidarietà, la laboriosità
ed il rispetto delle leggi, mentre non considerano molto importanti l’individualismo
e la scaltrezza. Danno invece valore al successo personale. Ritengono importante
rispettare la legge, anche se considerata sbagliata, e credono nello Stato
e nella partecipazione di ogni cittadino per contribuire al suo buon funzionamento.
Solo un piccolo numero di intervistati considera dei piccoli atti trasgressivi,
quali, ad esempio, non pagare il biglietto dell’autobus, un qualcosa
non del tutto illecito, e, quindi condannabile.
Quasi la metà degli adolescenti intervistati, inoltre, risponderebbe
negativamente al torto di un amico, ma solo una piccola parte si farebbe
giustizia anche con la forza. Infine, meno della metà dei giovani
ha compiuto piccoli furti.
Quindi, non si segnalano comportamenti conclamati di violenza e di prepotenza,
ma emergono, tuttavia, dalle risposte al questionario somministrato, situazioni
a rischio relative ad atti di intolleranza, di prepotenza e di violenza
verso i compagni. Alcuni degli alunni intervistati segnalano di essere stati
vittime di prepotenze, soprattutto nei momenti extrascolastici. A loro volta,
dichiarano di aver compiuto prepotenze ultimamente con una frequenza piuttosto
alta. Inoltre, è da evidenziare che nella maggior parte dei casi,
le prepotenze subite non vengono denunciate né in famiglia, né
a scuola, malgrado i giovani intervistati si sentano protetti e sostenuti
dai propri insegnanti quando rischiano di subire delle prepotenze. Non si
sentono neanche del tutto abbandonati dai compagni, nel momento in cui subiscono
delle prepotenze, e questo dato denota che le prepotenze non avvengono prevalentemente
nel gruppo dei pari, bensì vengono perpetrate ai danni di questi
adolescenti soprattutto in altri contesti.
Quasi la metà degli intervistati non si sente accettato, e questo
rappresenta un elemento di disagio, di rischio rispetto ad un’eventuale
devianza. Infatti, emerge molto forte il desiderio di questi adolescenti
di essere accettati e considerati come bravi, come buoni, e di non essere
etichettati o rinchiusi in ruoli negativi. Questo dato invita a riflettere
sull’importante ruolo che la scuola può svolgere nell’educazione
dei giovani in crescita, mediante l’utilizzo di un’aspettativa
positiva, propria dell’Effetto Pigmalione.
Dai risultati del test si evince anche che la maggior parte degli intervistati
ha un atteggiamento empatico nei confronti di chi subisce delle prepotenze,
anche se si evidenzia una piccola percentuale di risposte nelle quali gli
alunni dichiarano di voler reagire in maniera violenta alle prepotenze,
ed un’altra piccola ma significativa percentuale che resta indifferente
all’accaduto.
Infine, in maniera unanime, gli adolescenti intervistati condannano le prepotenze
e giudicano male coloro che le perpetrano ai danni di altri. Tutto questo
dimostra che questi giovani alunni hanno un grande bisogno di valori positivi
e di buoni esempi da parte degli adulti. Inoltre, essi mostrano di discernere
il bene dal male, anche se a volte si sentono impotenti dinanzi alle violenze
ed alle prepotenze. Per alcuni di essi il modello di riferimento è
stato diseducativo, ma i più sono in una condizione di disagio e,
quindi, a rischio, perché non si sentono accettati.
Questo elemento, emerso dalla somministrazione del test, lascia ben sperare
nella riuscita positiva di un intervento educativo mirato da parte della
scuola, al fine di evitare che situazioni a rischio degenerino in disagio
e che elementi di disagio già presenti sfocino in devianze conclamate.
Questo potrà essere realizzato in un clima quale quello già
presente in questa scuola media, caratterizzato da amore e rispetto per
gli alunni da parte dei docenti, e da una grande considerazione , da parte
degli alunni, dell’importanza dell’esperienza scolastica come
occasione per sentirsi “importanti” in positivo e, quindi, meritevoli
di successo personale nel senso più costruttivo del termine, da veri
cittadini della società in cui vivono.
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(1) Psicologa clinica e di comunità
17 ottobre 2008