VARIA

OPPORTUNITA' FORMATIVE DEL TURISMO SCOLASTICO
di Laura Alberico

Il turismo scolastico può avere varie caratteristiche:

Il turismo scolastico apre la scuola al mondo esterno e offre agli alunni occasioni di confrontarsi e di socializzare nel gruppo dei pari. Mediante il rapporto destrutturato che gli alunni e gli insegnanti riescono a stabilire fuori dalla scuola si crea una nuova didattica e come diceva Gramsci “apre la scuola alla vita”. La scuola non è l’unico veicolo di conoscenze e deve sempre interagire con altri sistemi culturali occupandosi del come e cosa si debba insegnare. In Italia si è riconosciuta l’esigenza di sviluppare la tematica ambientale ma spesso sono gli enti esterni che intervengono nelle istituzioni scolastiche proponendo attività che non sempre hanno una valenza concreta e spendibile sul piano della formazione. Secondo Morin nella scuola devono essere sviluppate le potenzialità individuali e in particolare:

Il turismo scolastico ha bisogno pertanto di esprimersi in dinamiche esperenziali perché ha come obiettivo la sedimentazione del sapere ( guardare per apprendere e ricordare utilizzando il metodo induttivo). Il contatto con la natura consente agli alunni di discriminare tra il paesaggio virtuale e quello naturale e di riconoscerne differenti origini e significati. La decontestualizzazione cioè vivere al di fuori dell’ambiente scolastico rende possibile procedimenti mentali inaspettati (abilità e capacità che non vengono richieste normalmente e possono manifestarsi abbattendo le sovrastrutture). In questo panorama formativo l’alunno viene aiutato nella ricerca della self-identity ( autostima, autoriflessione) potenziando le abilità trasversali, la capacità di comprendere l’altro e di affrontare situazioni in diversi contesti. Secondo Gardner le opportunità formative sono veramente tali se riescono a sviluppare le strutture mentali (formae mentis) dell’intelligenza verbale, logico-matematica, spaziale, corporea-cinestetica, musicale, personale, interpersonale. P. Salovey sostiene che la capacità di comprendere gli altri e la natura contribuisce alla crescita dell’intelligenza sociale, quella disponibilità ed attitudine ad accogliere la diversità e a riconoscerne il significato più vero e profondo nel rispetto delle esigenze e degli interessi di ognuno.

17 ottobre 2008