VARIA

SCUOLE APERTE DEL GOLFO DI POLICASTRO
di Raffaela Luciano

Scuole Aperte che si chiudono dopo un anno ricco di iniziative, e scuole pronte a ri-aprirsi per affrontare – sulla scìa del già realizzato – un nuovo anno scolastico.
Il momento della riflessione sui percorsi che si vanno percorrendo o che si è finito di percorrere (le ripetizioni sono volute) è – probabilmente l’elemento che distingue un atteggiamento autoreferenziale e celebrativo da un atteggiamento volto al riesame critico per il miglioramento dell’azione didattica della scuola..
Come Dirigente scolasticadi un Istituto dove il progetto regionale “Scuole Aperte” si è concretizzato in un’offerta formativa arricchente perché frutto di un progetto di respiro territoriale ed integrato, non mi esimo dal ri-vivere tutto ciò che lungo il cammino abbiamo incontrato …
L’ideazione in primis – ovvero il passaggio dal momento della conoscenza e dell’analisi del contesto di riferimento alla formulazione di un’idea che aiutasse a rispondere alle richieste espresse ed ai bisogni non avvertiti degli utenti.
La condivisione dell’idea – indi– con l’insieme dei collaboratori che hanno fatto il “punto della situazione” con la neo – dirigente.
La implementazione del progetto – poi – che tenesse conto delle risultanze delle riflessioni comuni e dell’idea condivisa da realizzare.
L’attuazione, infine, che ha messo la macchina su strada ed ha sperimentato la sua capacità di camminare e portare noi operatori scolastici e i nostri ragazzi e i nostri adulti proprio dove desideravamo andare …
Come dire: siamo partiti da …; siamo passati per …; e siamo arrivati a …
Con la ovvia consapevolezza che la validazione più vera di tutto quanto si è fatto sta anche nella possibilità di dare ad esso un prosieguo.
Scuole Aperte è nato dalla lettura del territorio della nostra Regione– vario e complesso per le problematiche che presenta e per le oggettive difficoltà che la risposta a tali problematiche incontra. Parlare di insuccesso scolastico, di dispersione scolastica, di necessità di offrire percorsi personalizzanti(attraverso opportunità e pianiintegrati) agli alunni della scuola della nostra Campania, significa affrontareproblematichepoliedriche e complesse, quasi impossibili da padroneggiare completamente e gestire efficacemente, per cui le risposte e le ipotesi che man mano si vanno articolando sono – per natura – limitate e parziali.
Tale è stata la riflessione iniziale operata nell’I.C. “S. Croce” di Sapri (SA), che ha spinto il gruppo di lavoro verso la pianificazione di azioni essenziali ma condivise nelle finalità e nei contenuti e – perciò – efficaci rispetto allo scopo.
I moduli ed i relativi percorsi laboratoriali hanno visto la partecipazione di utenti di tutte le fasce di età e – tra questi – di quei soggetti “a rischio” che nei tradizionali percorsi didattici non trovano piena risposta alle loro esigenze formative …
La scuola si trova di fronte a molte sfide, oggi, sospesa com’è tra l’impegno a realizzare obiettivi di respiro europeo e mondiale (favorendo lo sviluppo di competenze che rendano possibile a ciascuno l’inclusione nel mondo del lavoro e della cultura)e la necessità di puntare a questo obiettivo passando attraverso percorsi efficaci di personalizzazione …
L’arte, lo sport, la promozione e la cura del pensiero creativo, la comunicazione plurilinguistica, sono canali attraverso i quali la diversità può esprimersi e migliorasi facendo di ciascuno un soggetto cosciente di sé e – quindi – capace di interagire con chi è diverso da lui, persona o contesto che sia.
La pretesa non è di poco conto, ma è la finalità che la scuola deve perseguire per vincere la sfida imposta dalla molteplicità degli stimoli e delle proposte che derivano dalla globalizzazione e da una concezione della cultura che rischia di renderla schiava degli stessi processi che ne concretizzano la diffusione.
La scuola deve riappropriarsi dello spazio dell’educazione, e-ducendo dai giovani, ciò che di più originale, irripetibile e positivo essi possiedono - le loro capacità – e operando perché esse si trasformino in competenze, perché essi costruiscano la propria identità umana e sociale a partiredalla personale identità competente.
Mettere l’alunno nella possibilità di incontrare le occasioni giuste per esprimere se stesso e di sviluppare anche così il senso dell’autostima è presupposto imprescindibile per il successo scolastico e non solo.
E la scuola autonoma è in possesso degli strumenti giusti per far questo, attraverso una concreta realizzazione dellaflessibilità organizzativa e didattica, la progettazione di un’offerta formativa che prenda lo spunto realmente dalle richieste espresse e dai bisogni non avvertiti dell’utenza e del conteso; attraverso il reciproco riconoscimento dei soggetti istituzionali e non che “agiscono sul campo”; attraverso la ricerca del successo formativo per tutti gli alunni, che si avvale di ampi spazi di creatività e di una “apertura mentale” della scuola, reale e non solo dichiarata …

IL PROGETTO IN SINTESI

TITOLO:
“Golfo, terra mia”

MODULI E LABORATORI:

DURATA/PERIODO:
320 ore di attività svolte nel corso di rientri aventi cadenza trisettimanale della durata di 2/3 ore con inizio delle attività il 21 novembre 2007 e termine il 21 giugno 2008.

FINALITA' SPECIFICHE:

DESTINATARI:

PARTNERS:

MODALITA’ DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE

Momenti fondamentali ed imprescindibili, il monitoraggio e la valutazione nei suoi diversi momenti (ex ante – in itinere – ex post) hanno rappresentato un campo di attenzione particolare all’interno del progetto.
La richiesta di partecipazione, innanzitutto, è stata un indicatore chiaro del bisogno di scuola avvertito dall’utenza …
Il tempo – scuola “normale”, ci è stato chiaro, rappresenta, sì, il punto di riferimento principale per le famiglie e gli studenti, ma oltre a questo si è rivelata quanto mai opportuna la previsione di spazi e momenti qualitativamente e quantitativamente diversificanti ed amplianti l’offerta formativa … Ampliamento sostanziale, realizzato non mediante semplice “somma di interventi” o per mera “riproposizione di contenuti”.
Di fronte alla richiesta di partecipazione, la capacità di risposta si è rivelata insufficiente, anche perché le scuole avevano dei parametri di riferimento da rispettare dettati dall’impianto generale del Progetto Regionale.
In realtà la Regione ha avuto tra i suoi obiettivi quello di offrire di più ad un target definito e preciso di utenti, ed in questo sta uno dei punti forti dell’iniziativa.
Ma nel contesto territoriale nel quale agisce l’I.C. “S. Croce”, l’offerta è stata accolta anche per il suo carattere di novità – perchè prevedeva momenti di condivisione dei percorsi tra adulti e ragazzi, studenti interni ed esterni all’istituto - oltre che per la sua caratteristica di varietà – per i contenuti specifici proposti, capaci di coinvolgere e motivare più soggetti in base ai loro interessi, alle loro “inclinazioni”, un po’ anche “alla scoperta” dell’ancora ignoto, ossia di quella identità competente che deve essere obiettivo di conoscenza dei docenti e degli stessi utenti.
Tanto si aveva difare con il progetto “Golfo, terra mia” sviluppato nell’ambito del Progetto “Scuole Aperte” regionale, creando momenti di interazione e integrazione con tutte le risorse del territorio: Enti Locali, Associazioni, famiglie…, e facendo della scuola un ambiente particolare di apprendimento, capace di rinnovarsi e presentarsi sotto una nuova veste nel suo ambiente dedicato o di trasferirsi altrove portando con sé la sua competenza psico-pedagogica e didattica, in ambienti normalmente destinati a specifici settori formativi, ma non in possesso del sapere specifico proprio della scuola.
Valorizzare le persone attraverso l’impiego efficace e la valorizzazione delle risorse … per tentare di entrare dentro i problemi della realtà complessa e cominciare ad affrontarli.
Cominciare … solo cominciare: questo il resoconto di un’idea progettuale che si è compiuta - per onorare i termini stabiliti - il 21 giugno scorso …
Con l’impegno – però – che ad essa si dia un seguito.
Perchè la scuola vera è sempre aperta.

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31 luglio 2008