VARIA

STRANIERI NELLE SCUOLE
di Maria Antonietta Crea

La scuola italiana e gli alunni stranieri

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in un recente rapporto, evidenzia che nel 2011 gli studenti stranieri presenti nelle scuole italiane saranno più di 1 milione.
Attualmente sono il 6,4% della popolazione scolastica, ovvero, un alunno su 16 è straniero.
Questo aumento esponenziale è dovuto sia aiprovvedimenti di regolarizzazione messi in atto dal governo italiano tra il 2002 e il 2004, sia all’aumento dell’immigrazione comunitaria che extracomunitaria.
L’aumento della popolazione scolastica straniera procede, percentualmente, al ritmo del 20-25 per cento l'anno.
I dati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca hanno registrato, infatti, nell’anno scolastico 2005-2006la presenza di 425.000 alunni stranieri, nel 2006-2007, 501.445 unità e nel 2007-2008, 574.133 unità.
Gli alunni più numerosi sono quelli rumeni (92.734 mila), seguono quelli di nazionalità albanese (78 mila), i marocchini (68mila), i cinesi (24 mila), i montenegrini e gli ecuadoregni (16 mila).
Un alunno su 10 è straniero in Lombardia, Veneto, Marche, Umbria ed Emilia-Romagna, mentre nel Sud Italia e nelle isole, l’incidenza percentuale varia tra l’1,3 e il 2,3 %, ma con qualche eccezione come la Calabria, dove quasi 1 alunno su 2 è di cittadinanza non italiana (la percentuale sul totale degli alunni è dell’1,8%).
Fra le città che hanno più popolazione scolastica straniera c’è Milano (14,2%), seguono Alessandria (13,9%), Prato (13,7%), Reggio Emilia (13,0%) e Torino (12,6%).
Il maggior numero di alunni stranieri si registra nella scuola primaria e secondaria di I grado.
Per quanto concerne lascuola secondaria di II grado,il maggior numero di iscritti si registra presso igli Istituti Professionali e d’Arte, dove rappresentano l’8,7% del totale degli studenti, mentre negli Istituti Tecnici raggiungono il 4,8.
Modesta è ,invece, la presenza nei Licei Classici e Scientifici, con un’incidenza sul totale degli iscritti, rispettivamente, dell’1,4 e dell’1,9%.
Un fenomeno preoccupante, rilevato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, tra gli alunni con cittadinanza non italiana, iscritti negli Istituti Tecnici e Professionali è la non regolarità nella frequenza scolastica, dovuta sia a difficoltà linguistiche, sia a difficoltà di integrazione socio-culturale.
In media, il 42,5% di alunni stranieri non è in regola con gli studi e con il crescere dell’età aumentano il disagio scolastico e le “ripetenze” in tutti gli ordini e gradi d’istruzione e la percentuale dei ripetenti stranieriè superiore, infatti, a quella degli alunnicoetanei italiani.
Un dato positivo è, invece, quello relativo alla scolarizzazione dei nomadi.
Nell’anno scolastico 2007-2008 hanno raggiunto le 12.342 unità, con un +4,3% rispetto all’anno scolastico precedente
.
Tale risultato, si è raggiunto grazie alla collaborazione tra istituti scolastici e diversi attori sociali ed è stato favorito, anche, da un Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Opera Nomadi siglato nelgiugno del 2005.
Più della metà degli alunni nomadi frequenta la scuola primaria esecondaria di I grado, mentre solo l’1,5% frequenta la scuola secondaria di II grado.
A livello territoriale, la regione con il maggior numero di alunni nomadiè il Lazio con 2.331 unità.

21 luglio 2008

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