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EDUCAZIONE PERSONALIZZATA PER L’ECCELLENZA DELL’INDIVIDUO
Si apre il dibattito sulle peculiarità del sistema educativo che punta a valorizzare le specificità maschili e femminili

Con la tavola rotonda “La valorizzazione delle differenze di genere in educazione”, Faes - Associazione Famiglia e Scuola – si è fatta promotrice della diffusione dell’educazione differenziata per maschi e femmine come risposta alle difficili sfide che la scuola, oggi più che mai, è chiamata ad affrontare. Il FAES utilizza questa metodologia educativa da più di 30 anni, come componente importante dell’educazione personalizzata, che si propone di attuare nei propri Centri scolastici: la crescita di ogni alunno come persona, nelle sue caratteristiche, attitudini, capacità, realizzata in stretta collaborazione con la famiglia.Nel corso dell’appuntamento sono stati presentati i primi volumi realizzati in Italia sul tema, secondo cui la valorizzazione delle specificità maschili e femminili nella scuola, anche creando scuole solo per maschi e solo per femmine, permette di conseguire l’eccellenza di ciascun individuo. Si tratta di “Maschi e femmine a scuola. Le differenze di genere in educazione”, a cura di Giuseppe Zanniello, SEI, Torino; e “La valorizzazione delle specificità femminili e maschili. Una didattica differenziata per le alunne e per gli alunni”, che contiene le risultanze del Convegno su questo tema tenuto dall’AsPeI (Associazione di Pedagogia Italiana) a cura di Alessandra La Marca, Armando editore, Roma.
Ad arricchire ulteriormente il dibattito, aperto da Carmen Pontieri, Presidente della Conferenza permanente dei Centri scolastici Faes e moderato da Claudio Marcellino, Direttore del Centro scolastico FAES Argonne di Milano: Alessandra La Marca, Professore Ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale Università degli Studi di Palermo, Giuseppe Mari, Professore Ordinario di Pedagogia Generale Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Bianca Spadolini, Professore Ordinario di Pedagogia Generale Università RomaTRE.
“Adottare il metodo personalizzato significa coltivare l'unicità della persona a partire dalla conoscenza e dal rispetto delle caratteristiche di ogni soggetto, che è unico e irripetibile - dichiara Carmen Pontieri, Presidente della Conferenza permanente dei Centri scolastici FAES.Educare a pensare, a volere, ad agire basandosi sul concetto della specificità di ognuno, sulle modalità della comunicazione e sull'esercizio della libertà responsabile, nella consapevolezza che capacità, attitudini, circostanze familiari e sociali, e quindi a maggior ragione l’essere maschio o femmina, non sono solo dati di realtà, ma prima di tutto caratteristiche da valorizzare nella costruzione di un progetto per ogni alunno.
“Numerose ricerche svolte negli ultimi venti anni – commenta Alessandra La Marca, autrice e Professore Ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale Università degli Studi di Palermo - negli U.S.A., in Canada, in Giappone, in Australia, nel Regno Unito, in Svezia e in Germania hanno dimostrato che le alunne e gli alunni apprendono meglio e imparano a relazionarsi meglio con le persone dell’altro sesso, nelle scuole in cui si adotta il sistema dell’educazione personalizzata. Di conseguenza, nei Paesi citati, negli ultimi dieci anni, è stato dato impulso alle scuole solo maschili o solo femminili per valorizzare le caratteristiche peculiari degli uomini e delle donne, in un’ottica di integrazione. Un fenomeno in crescita all’estero ma che in Italia è ancora marginale – continua Alessandra La Marca. Sarebbe auspicabile che anche nel nostro Paese si aprisse un periodo di feconda sperimentazione pedagogica, finalizzata a verificare come si possano valorizzare meglio le differenze di genere sessuale nelle scuole”.
“Nei nostri centri scolastici FAES, aperti a Milano dal 1974, oltre 20.000 studenti e studentesse si sono formati con il sistema educativo personalizzato – commenta Claudio Marcellino, Direttore del Centro scolastico FAES Argonne di Milano.Nel concreto,l'alunno, protagonista del suo percorso formativo, è educato a un costante miglioramento grazie all'alleanza tra scuola e famiglia. Ovvero, genitori che vanno a scuola per migliorare come genitori, che si informano e si formano attraverso Master, che si aggiornano per svolgere una professione, quella educativa, oggi "ad alto rischio" e insegnanti, che imparano dal genitore a guardare all'alunno in modo più ampio e completo, mettendo a servizio del genitore la loro competenza didattica e formativa.
19 marzo 2008
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