VARIA

 

 ICT Center of Excellence For Research, Innovation,

Education and industrial Labs partnership

Comunicato Stampa

 

I dati dell’indagine CEFRIEL “Master It in Italia”

Le donne alla conquista dell’IT

Il 22% dei professionisti altamente specializzati in Informaton Technology è oggi composto
da donne. Figure altamente specializzate che, tuttavia, fanno più fatica dei colleghi maschi a fare carriera e, anche per questo, hanno una maggiore propensione a fuggire all’estero

 

Milano, Maggio 2004 – Sono sempre di più le donne che fanno carriera in un settore tradizionalmente “maschile” come l’Information Technology. Ma, al tempo stesso, le professioniste impegnate nei settori più innovativi soffrono una significativa differenza di stipendio rispetto ai colleghi maschi, sono sottorappresentate in settori di punta come la ricerca e l’università e hanno una maggiore propensione a cercare opportunità di carriere fuori dall’Italia. Sono questi i risultati di una ricerca del CEFRIEL sulla carriera e il livello retributivo dei laureati che hanno frequentato corsi di alta specializzazione post-universitari in Information Technology.

Le donne al vertice dell’Information Technology

La ricerca sulla carriera e il livello retributivo dei laureati che hanno frequentato corsi di alta specializzazione post-universitari si basa sulla situazione lavorativa di oltre 350 professionisti che hanno conseguito negli ultimi 15 anni un Master in Information Technology presso il CEFRIEL,  giunto alla XVI edizione (le iscrizioni alla XVII edizione scadono il prossimo 18 giugno).

 

Si tratta di quella che possiamo considerare la “fascia alta” degli specialisti in ICT del nostro paese: manager, ricercatori, imprenditori che sono la principale risorsa umana che l’Italia ha a disposizione per sviluppare quell’innovazione che, come ripetono tutti, è l’unico vero motore duraturo per lo sviluppo del paese.

L’Indagine mostra un’interessante femminizzazione per il settore in Italia (oltre il 22%). Questo importante risultato, (superiore di ben sette punti alla media del comparto calcolata da Assinform) è il risultato della maggiore propensione alla specializzazione post laurea delle donne, che negli ultimi anni sono cresciute sia nelle facoltà legate a Ingegneria, sia nei corsi di Scienze dell’Informazione, Fisica e Matematica. Dalla ricerca si evince anche che il master favorisce l’inserimento nell’ambito dell’Information Technology, sia per gli uomini sia per le donne: l’86% degli intervistati (senza significative differenze di genere) svolge, infatti, la sua attività lavorativa nel settore ICT. Segno che il Master IT fornisce opportunità di ingresso in maniera paritaria nel mondo dell’Information Technology.

Le differenze tra uomini e donne si evidenziano nell’analisi del tipo di attività svolta, del reddito percepito e della propensione a cambiare lavoro ed emigrare all’estero (la cosiddetta fuga dei cervelli rosa).

Cosa fanno le professioniste dell’ICT

Per quel che riguarda il primo aspetto, l’indagine mostra come nel complesso del campione siano prevalenti le figure tecnico/commerciali (45%) e di chi opera nella consulenza (27%). Nonostante questo, il 21% dei professionisti con una composizione post-universitaria in Information & Communication Technology, un quinto del totale, si occupa di ricerca e sviluppo in ambito ICT e il 3% ha raggiunto posizioni di rilievo nel campo della formazione con particolare riferimento alle carriere universitarie.

Dal punto di vista dell’analisi di genere, tuttavia, si evidenziano le prime differenze sostanziali. Gli uomini hanno infatti una presenza molto maggiore nella ricerca (24% contro il 12% delle donne) e nell’università (3% contro l’1,5% delle donne). Due ambienti che appaiono quindi molto più conservatori di settori come la consulenza e l’area tecnico commerciale. Segno che l’ingresso delle donne dell’Information Technology sta avvenendo soprattutto in quelle aree che hanno avuto un forte sviluppo negli ultimi anni e hanno avuto, di conseguenza, una composizione della forza lavoro molto più dinamica.

Quanto guadagnano le professioniste dell’IT

La maggioranza dei professionisti (55%) che ha conseguito un Master IT da almeno 5 anni ha una media retributiva superiore a 40.000 euro (media del settore secondo Assinform), mentre il 52% delle figure junior (che hanno conseguito il Master tra il 1998 e il 2002), supera il benchmark di 20.000 € lordi annui. Un dato che mostra come, anche negli ultimi anni, il valore di un Master IT ha mantenuto la propria validità come strumento per ottenere posizioni più remunerate e una carriera più rapida.

Se scomponiamo questo dato per genere, troviamo la più importante discrepanza tra uomini e donne: solo il 29% delle donne, infatti, guadagna più della media del settore contro il 57% degli uomini e, tra le specialiste in Information Technology, chi guadagna più di 40.000 € è in minoranza, mentre tra gli uomini è in forte maggioranza.

Una differenza che conferma i dati della Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professiona-lità (C.I.D.A.) che segnalano come le donne guadagnino in media il 20% in meno dei colleghi ma-schi.

La fuga dei cervelli rosa

Stipendi più bassi e lavori meno gratificanti (per sempre in una fascia alta sia del settore che del mercato del lavoro in generale) sono molto probabilmente tra le cause dell’alta mobilità sia lavorativa sia geografica delle donne altamente specializzate in Information Technology.

Le professioniste IT altamente specializzate cambiano, infatti, più frequentemente lavoro rispetto ai colleghi. Se in media, il 54% degli intervistati ha dichiarato di aver cambiato almeno 2 posti di lavoro dopo la conclusione del Master, la percentuale si alza a oltre il 59% per le donne. E le differenze non finiscono qui: la percentuale di professioniste dell’IT che hanno scelto di lavorare all’estero, infatti, è il doppio di quella dei colleghi maschi: mentre oltre il 5,71% delle donne hanno lasciato l’Italia, solo il 2,86% degli uomini lavora fuori dai confini italiani.

 

***

CEFRIEL, ICT Center of Excellence for Research, Innovation, Education and industrial Labs partnership, opera dal 1988 come centro di eccellenza nella formazione, nella ricerca e nell'innovazione per le imprese e gli enti pubblici nel settore dell’Information Technology. Eroga il più importante Master in Information Technology in Italia e raccoglie oltre 160 tra ricercatori e studenti. Il consorzio è nato da un accordo tra Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Regione Lombardia e le più importanti aziende ICT per facilitare un positivo scambio tra il mondo universitario e quello industriale. Tra le aziende aderenti: Alcatel Italia, Ciaolab Technologies, Compunetix, Elettronica Industriale (Gruppo Mediaset), Engineering Ingegneria Informatica, Ericsson Lab Italy, Hewlett Packard, Italtel, Microsoft, Pirelli Cavi e Sistemi, Sdi Sentieri di Innovazione, Siemens Business Services, Siemens Mobile Communications, STMicroelectronics, Telecom Italia, Tim, Vodafone Omnitel.

   

 Contatti Stampa
Daniele Salvaggio - dsalvaggio@dagcom.com - Tel. 02- 89054161- Elena Guzzella - eguzzella@dagcom.com

 

6 maggio 2004

HomePage