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educazione ambientale nella riforma di Laura Alberico

 

 

Nelle indicazioni nazionali della riforma particolare importanza rivestono le “educazioni”. Ricordando che la scuola media  dell’obbligo è essenzialmente orientativa e formativa l’azione educativa deve mirare allo sviluppo della personalità dell’alunno valorizzando un apprendimento “interpretativo” della realtà nei suoi vari aspetti. Quanto mai attuale si rivela  la concezione pedagogica di Bruner che  considera il processo cognitivo un percorso flessibile che, partendo dai bisogni degli alunni, si articola in un processo a spirale; questo ci fa capire come l’insegnamento ha un carattere ciclico e non deve seguire rigidi schemi. L’obiettivo fondamentale dell’educazione scientifica è lo sviluppo delle competenze osservative-logico-linguistiche che risultano trasversali a tutte le discipline e alla loro specifica metodologia.

L’apprendimento scientifico inizia già nel primo ciclo scolastico come osservazione e manipolazione di oggetti concreti. Infatti Piaget considera fondamentale l’attività diretta del bambino che “è un soggetto attivo che confronta, esclude, ordina, categorizza, riformula, verifica…”.E’ chiaro che il percorso cognitivo procede parallelamente all’acquisizione e allo sviluppo della lingua e degli schemi logici del pensiero.

In questa prospettiva l’educazione ambientale può fornire un importante contributo alla formazione integrale della persona e rappresenta uno scenario in cui le attività didattiche proposte assumono una forte valenza educativa perché mettono in relazione l’ambiente esterno con l’”io” e il proprio vissuto psicologico-emotivo. L’educazione ambientale ha lo scopo di sensibilizzare gli alunni  verso le tematiche di interesse attuale e le proposte didattiche devono tendere a valorizzare gli aspetti olistici del processo educativo perché la semplice trasmissione dei contenuti risulta spesso poco efficace ai fini di un apprendimento significativo. Il termine “educazione”(dal latino e-ducere) significa proprio indirizzare e guidare l’alunno a sviluppare e a concretizzare capacità e attitudini che potenzialmente egli già possiede per giungere all’acquisizione di senso critico, responsabilità e comportamenti utili per il benessere individuale e sociale. J.W.Goethe ne:“Le affinità elettive” scriveva: ”Le doti vengono presupposte, esse devono trasformarsi in capacità. E’ questo lo scopo di ogni educazione”.

Nelle indicazioni nazionali della riforma le “macrotematiche” (identità, ambiente, affettività, orientamento) costituiscono un ventaglio di proposte didattiche in cui i processi cognitivi disciplinari si articolano nel quadro dei piani dell’offerta formativa di ogni singola scuola.

Le U.A. rappresentano un percorso flessibile e adattabile perché la loro progettazione  è aperta  alle diverse educazioni, inoltre esse possono essere  sviluppate in senso ascendente o discendente, partendo dai bisogni formativi di ogni singolo alunno per giungere  alle conoscenze disciplinari del PECUP e viceversa.

Le educazioni costituiscono un aspetto importante nella formazione del futuro uomo e cittadino perché attraverso le stesse può svilupparsi un processo osmotico tra la formazione culturale e comportamentale che gli alunni fanno proprie nel loro percorso scolastico.

 

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