UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA SECONDARIA 2° |
MEDICINA ATTRAVERSO I SECOLI di. G. Martino, A. Tortora, M. Vozzi
Modulo di approfondimento interdisciplinare (Greco, Filosofia, Scienze)
Liceo ginnasio “M. Galdi” – Cava de’Tirreni (SA)
Premessa
Il seguente lavoro, incentrato su, una tematica multidisciplinare dal titolo: “ La professione medica attraverso i secoli “, è stato svolto nell’anno scolastico 2004/2005 presso il Liceo classico “M.Galdi” di Cava de’Tirreni nelle seconde classi liceali (2° A e 2° D). Vi hanno partecipato i docenti di lingua e letteratura greca (Giuseppina Martino), di scienze (Anna Tortora), di filosofia (MariapiaVozzi).
La proposta è nata dall’esigenza di favorire il dialogo e l’interazione fra tutte le componenti nelle quali si articola la cultura. La nascita e l’evoluzione della medicina occidentale è stata presentata, pertanto, in maniera multidisciplinare dai docenti di scienze, di filosofia e di greco. Il traguardo finale è stato quello di far comprendere agli alunni l’importanza, per la risoluzione di problemi complessi, di un approccio multidisciplinare integrato.
Si è cercato di favorire negli allievi l’acquisizione di una prospettiva storico – epistemologica del sapere scientifico nella convinzione che, solo sottolineando la dimensione storica della Scienza, questa possa divenire strumento di formazione per le giovani generazioni. Occorre, perciò, trattare anche gli argomenti scientifici come un momento del rapporto dell’Uomo con la ricerca della conoscenza.
Il Liceo Classico, nel porre su un piano di pari dignità i diversi saperi, in quanto tutti prodotti della mente umana, deve saper superare la dicotomia tra sapere scientifico e sapere umanistico.
Il lavoro è stato svolto sia in orario curriculare (per un totale di sei ore), sia in orario extracurriculare (per un totale di otto ore) che prevedeva un incontro seminariale e una visita guidata ai luoghi della Scuola Medica Salernitana .
I contenuti proposti agli studenti sono i seguenti:
§ Ippocrate: la nascita della medicina occidentale.
§ “Il prometeo incatenato”: la visione di Eschilo e quella di Platone.
§ Galeno: il medico più famoso della latinità.
§ Un medioevo senza santi: la Scuola Medica Salernitana.
§ L’alchimia di Paracelso (dalla magia alla scienza).
§ La nascita della moderna anatomia.
§ Gli sviluppi della ricerca tra ‘800 e ‘900.
§ La professione medica oggi.
Sulla base di questa esperienza gli allievi hanno elaborato un saggio dal titolo: “Le origini e l’evoluzione della Medicina in Occidente” che hanno presentato al concorso “Premio Valitutti”.risultando tra i vincitori.
Itinerario proposto
Quale “medicina” ?
Nel corso dei secoli la medicina si è evoluta in modi e tempi diversi a seconda della cultura dei popoli che l’hanno praticata.
I popoli occidentali hanno sviluppato una filosofia che si basa sulla cura esclusiva del corpo e, quindi, dei sintomi della malattia. I popoli orientali hanno sviluppato, invece, una filosofia olistica che concepisce il corpo come un tutt’uno con la sua parte spirituale.
La medicina nell’antico Egitto
“La medicina è suddivisa in Egitto in questa maniera: ogni medico cura una sola malattia, non numerose. Tutto è pieno di medici: gli uni sono medici per gli occhi, gli altri per la testa, per i denti, per l’addome, per le malattie di localizzazione incerta.” (Erodono,Storie, II, 84)
Alcmeone di Crotone (VI sec.a.C.)
Sul finire del VI secolo viene ad affermarsi nell’Italia meridionale una scuola medica di ispirazione pitagorica, che trova il suo massimo esponente in Alcmeone di Crotone (la sua data di nascita dovrebbe essere intorno al 560 mentre quella di morte è sconosciuta). Il pensiero di Alcmeone si sintetizza sostanzialmente nello studio della scienza della vita sana; applica alla medicina categorie razionali, attribuendo alla malattia un’origine biologica e non una causa divina. Rompe, in un certo senso, un atteggiamento di sottomissione sacrale, gettando le basi per quello che sarebbe divenuto in seguito il nuovo pensiero medico occidentale.
Ippocrate (460 – 370 a.C.)
Colui che distinse la medicina dalla religione fu Ippocrate. La medicina di Ippocrate vuole emanciparsi dal sacro, si propone di evitare la morte evitabile, che è poi la morte dovuta a ignoranza, le cui radici affondano nell’attribuire al divino le cause degli eventi (come era nella tradizione omerica).
Ippocrate determinò il lessico dell’arte medica, introdusse espressioni come prognosi, terapia, diagnosi. Prognosi: giudizio clinico sull’evoluzione futura della malattia in esame; terapia: parte della medicina che tratta della cura delle malattie; diagnosi: definizione di una malattia attraverso l’interrogatorio del malato, i sintomi e gli esami di laboratorio (da “lo Zingarelli”).
Diagnosi (passato) Prognosi (futuro) Terapia (presente) La sua prudenza rimase proverbiale: “la vita è breve, l’arte medica lunga, l’occasione momentanea, l’esperimento pericoloso, il giudizio difficile” (dagli Aforismi). Pur essendo l’esperienza fallace e difficile il decidere, il medico deve essere pronto e ligio al dovere, ma a loro volta i pazienti e gli assistenti devono collaborare alla guarigione e si deve anche confidare in circostanze cooperatrici. Ancora oggi è attuale il suo “giuramento”. Dal “giuramento di Ippocrate”: … Sceglierò il regime per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, e mi asterrò dal recar danno e offesa… Galeno di Pergamo (131 – 200 d.C.) La medicina domestica centro–italica era totalmente diversa dalla dotta arte greca, basata su teorie filosofiche, rimedi complicati e diagnosi spesso incomprensibili. Galeno fu senz’altro il più famoso medico della latinità: la sua autorità rimase indiscussa fino al Rinascimento e ancora oggi si chiamano preparati galenici i rimedi realizzati senza operazioni chimiche, ma attraverso miscelazione, estrazione o macinazione. Galeno apprese l’arte medica ad Alessandria, il massimo centro di cultura dell’epoca, sui testi della scuola di Ippocrate. Praticò come medico dei gladiatori, acquisendo una grande esperienza delle ferite, dei traumi e dell’anatomia, sia umana che animale. Secondo le sue teorie esisteva un principio attivo, il “pneuma”, spirito o soffio, che entrava nei polmoni con la respirazione, mescolandosi al sangue. Nel fegato il sangue era nutrito e assumeva il pneuma vitale, mentre nel cervello si raffinava e si spiritualizzava. La Scuola Medica Salernitana (XI secolo) Ippocrate Galeno Medicina araba Medicina ebraica I dottori di Salerno si spingevano fino ai più remoti villaggi del meridione, diagnosticando, curando, affidando il loro sapere senza reticenze alle popolane che facevano tesoro dei consigli e dei rimedi. L’interscambio tra la medicina ufficiale e quella popolare era continuo e costante. Il medico senza boria affermava: “magis fide quam ratione operari exstimo”. Va ricordato il contributo dato dalle donne ad una struttura non soltanto scolastica ma anche dotata di attività ambulatoriale. I nomi di Abella, Mercuriade, Rebecca Guarna, Costanza Calenda si riassumono nel personaggio di Trocta (o Trotula) de Ruggiero, nell’XI secolo ostretica e levatrice nella Scuola, cui si deve il “De mulierum passionibus in ante et post partum”. I maestri salernitani erano profondi conoscitori del mondo vegetale ed abili nella manipolazione di erbe. L’opera fondamentale della botanica medicinale medioevale è il Circa instans, attribuita al maestro salernitano Matteo Plateario. I precetti igienici dettati dalla Scuola e posti a fondamento della sua dottrina ebbero una grande diffusione grazie al Regimen Sanitatis Salernitanum, l’opera alla quale è maggiormente legata la fama di Salerno. Mondino de’ Liuzzi e la Scuola di Bologna. Mondino de’ Liuzzi pubblicò nel 1316 il primo trattato di anatomia umana. L’importanza di Mondino, del suo testo e della Scuola anatomica formatasi nell’ambito dello Studio bolognese tra il XIII e il XIV secolo, è rilevante soprattutto nel campo della metodologia della scienza medica: il fatto di condurre delle dissezioni nell’ambito dello Studio, cioè con scopi dichiaratamente accademici e culturali, porterà lentamente al rinnovamento della medicina nel suo complesso. L’Anatomia di Mondino è stata spesso paragonata, più che a un trattato, a un manuale di dissezione; ogni capitolo contiene la descrizione delle tecniche settorie. Oltre la parte tecnica, contiene anche delle precise descrizioni di anatomia macroscopica e i necessari richiami di fisiologia; la descrizione di molti organi è anche corredata da annotazioni di patologia. L’Anatomia è un’opera emblematica della medicina medioevale, per il confronto a cui sono sottoposti in ogni capitolo le conoscenze tramandate (teoria classica) e l’osservazione attuale. Paracelso (1493 – 1541): tra scienza e magia. La medicina medievale aveva come sfondo la teologia, la medicina rinascimentale, invece, la magia. Paracelso (Filippo Teofrasto von Hohenheim) era mistico ed enigmatico, mago e sperimentatore, un innovatore che amava fare colpo su colleghi e discepoli. Secondo lui tutta la medicina si basava su quattro pilastri: la filosofia, l’astronomia, l’alchimia e la virtù. La vera innovazione di Paracelso era l’introduzione dei prodotti alchemici e minerali come terapie sostitutive al posto dei rimedi di origine vegetale. Sentendosi un medico nuovo, Paracelso riteneva che l’alchimia fosse la vera fonte di rimedi salutari. In questo senso abbandonò l’erboristeria e aprì la strada alla ricerca sulle medicine sintetizzate chimicamente. Paracelso vedeva tre sostanze basilari: mercurio, zolfo e sale (i tria prima) come il fondamento delle sue ricette. La nascita della moderna anatomia. Il Seicento è l’età della rivoluzione scientifica ma anche il secolo della riflessione sul metodo. Nel campo della medicina la pubblicazione in latino nel 1531 del De anatomicis administrationibus, una delle massime opere di Galeno, rilancia l’interesse per l’anatomia; un interesse che culmina nel 1543 con l’apparizione del De umani corporis fabrica di Andrea Vesalio[1]. Il testo di Vesalio innova in più punti le conoscenze anatomiche e soprattutto rivaluta la dissezione dei cadaveri e l’osservazione diretta, da tempo abbandonate nelle università europee. Le splendide tavole che corredano il libro, destinato a un grande successo, costituiscono un modello prezioso per numerosi manuali stampati un po’ovunque per gli studenti di medicina. Bernardino Ramazzini: il padre della medicina del lavoro. Bernardino Ramazzini (1633–1714) frequentò l’Università di Parma dove divenne dottore di filosofia e medicina nel 1659. Nel 1700 pubblicò la prima edizione del suo trattato più famoso, “De morbis artificum diatriba”, in cui investigò oltre quaranta occupazioni. La relazione tra rischi e malattia individuata da Ramazzini si basa su intuizioni che anticipavano l’approccio scientifico della moderna epidemiologia[2]. Gli sviluppi della ricerca tra ‘800 e ‘900. Louis Pasteur, biologo e chimico francese (1822–1895); laureato nel 1847 in fisica e chimica. Nel 1854, alla facoltà di scienze di Lilla, si dedicò allo studio delle fermentazioni lattica, alcolica, butirrica, ecc. rivoluzionando completamente questo campo di studi. Scoprì che le fermentazioni sono dovute a microrganismi altamente specifici che spesso vivono in assenza di aria, non avendo bisogno di ossigeno. La scoperta di tali microrganismi spinse Pasteur a indagare sulla loro origine inserendosi così nella secolare polemica relativa alla generazione spontanea, cui pose fine inequivocabilmente attorno al 1860, dimostrando la provenienza dei suddetti microrganismi dal pulviscolo atmosferico. Nel 1881 cominciò le ricerche sulla rabbia che sfociarono nella realizzazione di un vaccino utilizzabile negli uomini morsi da animali rabbiosi. Questa scoperta consacrò definitivamente la gloria di Pasteur, che nel 1888 fu messo alla direzione dell'istituto che porta il suo nome. Alexander Fleming, medico e batteriologo inglese (1881–1955). Svolse tutta la sua attività presso l'ospedale Saint Mary di Londra come professore di batteriologia. Dal 1927 studiò le proprietà di una muffa del genere Penicillium e osservò che essa produceva una sostanza, la penicillina, dotata di proprietà inibenti verso lo streptococco. Per le sue ricerche, Fleming ricevette nel 1945 il premio Nobel per la medicina. Albert Sabin, medico polacco naturalizzato americano (1906 – 1993). Ottenuta la cittadinanza statunitense, si laureò nel 1931 all'università di New York. Professore di pediatria all'università di Cincinnati (Ohio) dal 1939, si dedicò allo studio di malattie infettive, in particolare della poliomielite e del virus che la determina. Dopo averne dimostrata la coltivabilità sul tessuto nervoso e la localizzazione primitiva nel tubo digerente, nel 1953 realizzò un mutante che non determinava paralisi ma si moltiplicava nel sistema digerente umano stimolando la formazione di anticorpi attivi contro tutti i virus poliomielitici. Dal 1956 tale virus viene usato efficacemente per la vaccinoprofilassi della poliomielite, sostituendo quello preparato nel 1952 da J. Salk, meno rapido e sicuro. q Le sfide della medicina. ü La battaglia finale nella guerra contro i tumori. ü La cura delle malattie cardiovascolari. ü I peggiori nemici della vecchiaia: il morbo di Alzheimer e quello di Parkinson. ü La cura delle malattie infettive. ü La medicina molecolare: una medicina personalizzata. La cultura della prevenzione. La medicina moderna agisce su due fronti: la ricerca e la prevenzione. Se è vero che ogni anno in Italia sono ancora molte le persone che muoiono per vari tipi di tumori, è altrettanto vero che, in base alle previsioni scientifiche, si ipotizza una diminuzione del tasso di mortalità di almeno il 40% se la popolazione: smettesse di fumare, seguisse un’alimentazione corretta, si sottoponesse con regolarità a visite mediche, controlli ed esami di diagnosi precoce. Numerosi studi hanno contribuito alla definizione dei fattori di rischio anche per le malattie cardiovascolari. Il controllo di questi fattori di rischio è efficace nel ridurre l’incidenza di malattie sia nei soggetti sani che nelle persone che hanno già avuto eventi ischemici. Il diritto alla salute Stato di salute: condizione di benessere fisico, psichico e sociale. (definizione dell’Oms) “Il diritto alla salute è una delle forme fondamentali in cui si esprime il diritto all’uguaglianza”. (C.A. Ciampi – In occasione della Giornata nazionale contro il cancro – anno 2004). Dall’intervento di Carlo Urbani (presente a Oslo nel 1999, con la delegazione di Msf, per ricevere il premio Nobel per la pace): “… questo riconoscimento premia la convinzione che salute e dignità umana non sono scindibili e che è un dovere stare vicino alle vittime e garantire i loro diritti.” Tra le numerose campagne per il diritto alla salute ricordiamo quella per l’accesso ai farmaci essenziali (sostenuta dall’Oms e realizzata da Medici senza frontiere) lanciata con lo slogan: “La salute è un diritto? Dipende da dove vivi”. I farmaci essenziali sono medicine considerate indispensabili per curare le più comuni malattie, che dovrebbero essere accessibili a tutti, particolarmente alle fasce di popolazioni che ne hanno maggiormente bisogno. Il chirurgo di guerra. “… Si parla tanto di diritti umani. E quel diritto elementare di essere curati quando si è feriti o malati, che viene calpestato con regolarità impressionante ? … nei teatri di guerra del mondo è una regola costante” (Gino Strada – da Pappagalli verdi). Gino Strada è chirurgo di guerra e uno dei fondatori di Emergency, da anni è impegnato in prima linea per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra. La deontologia medica L’etica professionale o deontologia accomuna doveri morali e obblighi giuridici. Sin dalla sua comparsa sulla Terra, l’uomo ha dovuto fronteggiare la “malattia” con espedienti empirici e rituali magici nel tentativo d’influire su chiunque fosse affetto da mali oscuri. Con la medicina moderna il rapporto tra il medico e l’ammalato migliora, non solo per gli effetti della ricerca scientifica, ma anche sulla base di una normativa deontologica. Il codice di deontologia medica si rifà all’antico giuramento di Ippocrate, giuramento che ancora oggi i giovani medici, al momento della laurea, sono invitati a prestare. Testi consultati · Catalogo della mostra “La Scuola Medica Salernitana” – Electa Napoli (1988) · La Storia (volumi: 4, 8, 9) – La biblioteca di Repubblica · Le Scienze dossier – Il Medioevo – (luglio 2003) · La Repubblica – inserto “Salute” · Enciclopedia multimediale – Rizzoli Larousse [1] A. Vesalio: forma italianizzata di Andreas van Wescle, medico e anatomista fiammingo (1514 – 1564). [2] Epidemiologia: branca della medicina che studia sul piano statistico la distribuzione delle malattie e dei loro fattori causali o di rischio, allo scopo di individuare gli interventi preventivi più efficaci.

Scuola Medica Salernitana:
un Medioevo senza Santi

28 marzo 2006
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