UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA SECONDARIA 2°


STUDI SULLA CURVATURA DELLO SPAZIO
di Roberto Ettore Bertagnolio

Dal vuoto quantistico alla percezione geometrica inerente alla curvatura della luce e dello spazio
La teoria insiemistica ha un ruolo fondamentale per la formazione del linguaggio matematico e corrisponde alla concretizzazione della struttura neurologica degli Oggetti Mentali seguendo ad un tempo (come ho dimostrato), uno schema neuropsicoanalitico rigido di mediazione fra inconscio e conscio. La non casualità dello schema, è stata provata anche nel versante neuroscientifico per altre finalità nelle ultime ricerche cognitive condotte al California Institute of Technology da Chistof Koch e Susan Greenfield(1), in cui mettono a fuoco la non casualità della rete di neuroni per un percetto specifico. L’allineamento dei grafi di neuroni che poi, attraverso passaggi complessi, si concretizza nella struttura insiemistica, non sarebbe possibile se alla base non ci fosse l’impalcatura della Coscienza, coi suoi due sistemi chiave, specifico (contenuto) e non specifico (contesto). Naturalmente, questo comporta per la struttura matematica che ne deriva, anomalie profonde causate dallo “scarto” tra i due sistemi. Tali anomalie, non sono risolvibili sul piano del linguaggio formale, perché tale linguaggio non è un semplice ESCAMOTAGE, ( P. Maddy)(2), ma ha una radicata derivazione da una dimensione neurologica, intrecciantesi con le leggi percettive. La struttura insiemistica, in quanto linguaggio “oggettivato”, è composta “apparentemente”anche da insiemi “Impuri”, vale a dire insiemi determinati da oggetti fisici e in quanto tali possiedono anche una collocazione spazio-temporale e soggiacciono ai limiti cognitivi che tale condizione comporta. La materializzazione finale di questi presupposti neuropercettivi nella struttura matematica, includendo anche l’incognita X, (corrispondente alla X di Kant) risulta:

  1. O. M.= insieme Ø
  2. V. (VUOTO) = IL Ø NON E’ Ø.
  3. INCOGNITA DI INTERSEZIONE, il (vuoto) presuppone un contenuto psichico assai complesso, già intuito genialmente da Kant. (Richard Trudeau p. 130 rif. “critica della ragion pura” vedere anche mio studio sull’incognita di intersezione – Le scienze web news).

ACCETTARE IL FATTO CHE IL VUOTO NON SIA TALE.
Questo significa che apparentemente la logica matematica fondata neurologicamente sul non vuoto coincida con il VUOTO QUANTISTICO, ma così non è: il vuoto quantistico è popolato da coppie di particelle e antiparticelle virtuali che appaiono e si annullano. Il vuoto insito nella neurostruttura logico-matematica non si identifica in ciò, perché il materiale neurologico specifico impedisce alla neurostruttura di aderire a tale logica. Suddetto materiale costruisce un concatenamento logico indipendente, non dalla fisica, bensì dalla – realtà delle cose (intelligenza della natura o logica evoluzionistica). In questo senso la struttura matematica è un’ALIENAZIONE dalla Realtà, il massimo frutto di tale alienazione è il DOGMA DELL’ASSOLUTA OGGETTIVITÁ. Tutti i fenomeni astrofisici degli ultimi 50 anni, fino alla teoria delle stringhe, sono tutte interpretazioni distorte da una struttura logico simbolica intrecciata al rapporto anomalo presente nel pensiero occidentale tra Soggetto-Oggetto, anomalia di natura neuropercettiva che fa capo alla dialettica talamo –corticale.

L’ENUNCIATO: IL VUOTO NON E’ VUOTO, A prima vista corrisponde allo stesso assioma base per la struttura del numero(3), ovvero le basi della matematica partono da questa ambiguità cognitiva, cioè dal fatto che si creda vuoto uno spazio che non è tale, solo apparentemente coincidente con una fluttuazione di vuoto quantistico, quando una coppia formata da una particella e dalla sua antiparticella, può apparire dal nulla e subito dopo scomparire. Il contributo neurologico impedisce al linguaggio matematico di aderire a tale realtà

INSIEMI, PERCEZIONE E GEOMETRIA
Secondo il platonismo tutti gli insiemi sono oggetti astratti dalla dimensione spazio-temporale, cioè oggetti immateriali anche se i loro elementi sono oggetti naturali. Ma gli insiemi sono anche formati da “oggetti fisici”, allora in questo caso bisogna considerare la dimensione “spazio-temporale”, e la sua logica “percettiva”discutibile. A questo punto la domanda è: esistono davvero gli insiemi impuri e con essi l’intera geometria euclidea o sono un errore percettivo? Su questo piano, non c’è una ragione solida che li giustifichi, tranne il fatto che i cosiddetti insiemi impuri derivino da uno spostamento dell’asse strettamente neurostrutturale. Tale operazione realizza una anomalia tridimensionale forgiata da più elementi sincronizzati(4) e dalla visione binoculare che contribuiscono alla della profondità della visione assieme ad altri fattori come la “trasversalità gravitazionale” nella LUCE. L’asse viene sicuramente spostato dal SISTEMA SPECIFICO (CONTENUTO) al SISTEMA NON SPECIFICO (CONTESTO). La luce e la tensione gravitazionale riconosciuta da Einstein, crea dal lato del non sistema specifico, l’illusione della curvatura anche dello spazio.
Lo scarto strutturale fra esterno e interno, si interiorizza nella micro dialettica Talamo – Corticale. Le dissonanze all’interno di questa dialettica appaiono in macro nelle contraddizioni fra Contesto e Contenuto e falsano il rapporto Oggetto-Soggetto. Questi è ciò che ha causato l’ irrigidimento dei concetti e che ha impedito alla fisica del novecento di trovare una soluzione alla sue contraddizioni epistemologiche. L’intuizione di Imanuel Kant è stata una rivoluzione Copernicana: ha smantellato la geometria euclidea dalla materia esterna (oggetto) ma l’ha reinstallata purtroppo attraverso le categorie trascendentali, con la stessa priorità assoluta nella mente. Ma il filosofo tedesco non poteva far di più, la neuropsicologia cognitiva ed altre scienze similari erano ancora di la da venire, e i meccanismi dialettico – percettivi erano ancora TABÚ. Ora conosciamo tali meccanismi neurologici che stanno alla base di tale dialettica, e conosciamo anche tutte le componenti che danno luogo alle anomalie percettive, partendo da quella originaria dallo scarto tra inconscio – conscio, tra contesto e contenuto, tra specifico e non specifico, tra presunto euclideo – esterno e non euclideo interno. Nel pensiero ottocentesco i capostipiti di questa dialettica erano, appunto, Kant da un lato e Lobacevskij dall’altro. Sembra apparentemente una contrapposizione classica fra due poli dialettici, soggettivo e oggettivo, l’uno delle categorie geometriche immerse nello spazio trascendentale, indipendenti da qualsiasi origine empirica (Kant), l’altro pensiero immanente con le categorie immerse nello spazio fisico (tridimensionale). Ma nei passi di Lobacevskij più significativi, messi in evidenza da Lombardo Radice(5), il senso cambia del tutto: “Il contatto costruisce l’attributo caratteristico dei corpi; ad esso debbono il nome di corpi geometrici, non appena noi teniamo l’attenzione su questa loro proprietà, e non consideriamo tutte le altre proprietà siano essenziali o accidentali”. Oppure “….nella natura non vi sono né rette, né curve, né piani, né superfici curve: in essa troviamo soltanto corpi, di modo che tutto il resto, creato dalla nostra immaginazione, sussiste nella sola teoria”.Con il concetto di CONTATTO egli ha anticipato ciò che riveleranno le neuroscienze future, la psicologia cognitiva e la pedagogia moderna, che afferma sempre il valore del contatto fisico alla base della apprendimento e della formazione della struttura del pensiero tramite gli Oggetti Mentali. Il contatto empirico con la materia è rilevato dall’esperienza conoscitiva della realtà da parte dei ciechi, o l’esperienza rilevata dal metodo Montessori il quale insiste sulla manipolazione della materia da parte dei bambini come essenziale per la formazione della struttura del pensiero.
La mancata soluzione della dialettizzazione OGGETTO-SOGGETTO, problema che percorre tutta la storia del pensiero occidentale, è a mio avviso da riportare al problema percettivo, questione ancora aperta, legata indirettamente all’illusione tridimensionale, che, a mio avviso,spiega in parte gli escamotage alla base sia della geometria ellittica che iperbolica.
La risoluzione comporta sul piano geometrico una struttura che superi il dualismo EUCLIDEO – NON EUCLIDEO, per raggiungere una visione geometrica PIANA MONODIMESIONALE.

LA NON RISOLUZIONE DIALETTICA SULLA QUESTIONE SOGGETTO –OGGETTO, IN FISICA, HA PORTATO A CONSIDERAZIONIERRATE,IN PARTICOLARE NELLA CONCEZIONE DEL RAPPORTO GRAVITA’-PERCEZIONE. L’ERRORE STA NELL’IGNORARE COMPLETAMENTE L’UNICUM DEL CONCETTO DI LUCE E LA SUA TRASVERSALITA’GRAVITAZIONALE PER QUANTO RIGUARDA LA PERCEZIONE ANCHE DELLO SPAZIO.

OCCORRE FARE IL PUNTO
ENUNCIATI:

  1. L’universo è infinito ed è composto da infiniti big bang e big crunch. *collasso finale dell’universo.
  2. Il tridimensionale è un’anomalia percettiva e lo spazio curvo il risultato cognitivo dell’anomalia.
  3. La matematica non può verificare il concetto di infinito, e quindi neanche dare un giudizio sul quinto postulato euclideo.
  4. Il cammino di intuizione logica del concetto di infinito si ha solo a livello neoropsicologico.
  5. L’unica geometria possibile è la :geometria piana monodimensionale.
  6. Si deve intendere l’universo con infiniti big bang e big crunch, non come un “multiversi”, ma come un unico universo che risponde alle leggi della termodinamica, gli infiniti universi che costituiscono un “unicum”. Questi universi nascono e muoiono come le stelle(6). Einstein nel momento in cui modifica la legge Newtoniana sulla gravità, in seguito ai limiti intriseci alla velocità della luce e dall’impossibilità di mandare dei segni ad una velocità maggiore introduce nella teoria modificata il concetto che ogni cosa è dotata sia di energia sia di massa, anche la luce, sente quindi l’attrazione gravitazionale, da quel momento si percepisce la traiettoria rettilinea della luce come curvilinea. Questo non dimostra la curvatura della luce, ma semplicemente “l’unicum” della trasversalità della gravità riguardo la modifica della percezione. Questa modifica avviene quando la luce riflessa di un oggetto colpisce la retina in impulsi elettrochimici .(S. M. Cosslyn ricerche sulle immagini mentali). Ma questo non basta per dare all’immagine mentale l’illusione tridimensionale. La retina fa parte del sistema specifico (contenuto), ma per creare all’interno dell’immagine mentale la percezione del tridimensionale deve essere stimolato all’interno della dialettica TALAMO-CORTICALE (T-C) ed anche il sistema strutturale inerente alle immagini di memoria ovvero il SISTEMA NON SPECIFICO (CONTESTO), ed è proprio lo scartostrutturale fra i due sistemi (ANOMALIA ORIGINARIA) a dar vita alla curvatura ovviamente tridimensionale dello spazio. Questa anomalia viene incrementate anche, come abbiamo già accennato dalla visione BINOCULARE, che contribuisce alla percezione della profondità (Kosslyn p. 102 Le immagini della mente ed. Giunti)” ciascun occhio inquadra il mondo da un angolo leggermente diverso, a causa dei cinque centimetri di distanza che separano le due pupille, e le due riprese si fondono in un'unica visione tridimensionale. Per altri elementi, vedere il mio schema sulla sincronizzazione.

SCHEMA

ENUNCIATO: NON E’ DIMOSTRATA IN ALCUN MODO LA CURVATURA DELLA LUCE E NEACHE QUELLA DELLO SPAZIO. PROPRIO L’UNICUMTRASVERSALE DELLA GRAVITÁ APPARTENENTE ALLA LUCE, ALL’INTERNO DELLA VISIONE INDUCE ALL’ERRORE PERCETTIVO. BISOGNA DISTINUERE LO “SPAZIOMATERIAMASSA E LUCEMATERIA-MASSA”. IL NON RICONOSCIMENTO DELL’UNICUM HA INDOTTO EISTEIN AD INVERTIREL’ORDINEDIPOSIZIONEREALEDELLASTELLAX E POSIZIONEAPPARENTEDELLASTESSA.

SCHEMA DELLA PROVA CLASSICA DELLA RELATIVITÁ GENERALE.
(verificata dal fisico inglese Arthur Eddington al largo della Guinea Spagnola)

Storiografia dell’esperimento ritenuto la prova classica di validità della relatività generale: Durante l’eclisse del 29 maggio 1919 il fisico inglese Sir Arthur Eddington, organizzò due spedizioni scientifiche, una al largo della Guinea Spagnola, l’altra a Soblarl in Brasile. I risultati di queste osservazioni data la curvatura della luce convinsero della validità della Relatività generale. In realtà fu provata la nuova teoria gravitazionale che da alla luce energia e massa (che non aveva rilevato Newton), ma non la curvatura della luce o dello spazio in generale. Einstein non ha idea dei nuovi meccanismi percettivi, sono ancora di la da venire, e soprattutto non conosce l’unicum della luce. E’ stato proprio lui a darle una energia ed una massa, ma così facendo (giustamente) non poteva ancora accorgersi dell’influenza della gravità sulla percezione del tridimensionale, come hanno soprattutto rivelato gli esperimenti a gravità zero. (esperimenti a gravitàzero - organizzazioni E.S.A. ITALIA).

SCHEMA MODIFICATO DALLA NUOVA LEGGE GRAVITAZIONALE CON GLI EFFETTI TRASVERSALI CHE COSTITUISCONO UNICUM DELLA LUCE CHE INFLUENZA IL SISTEMA OTTICO-PERCETTIVO, TRAMITE LA DIALETTICA TALAMO-CORTICALE E RICONOSCE

Il non riconoscimento dell’unicum della luce e del concetto di spazio infinito, porta ad invertire la posizione delle stelle ,incorrendo come rimedio all’Escamotage dell’incurvatura dello spazio.

SCHEMA GENERALE DEL PENSIERO-LOGICO-SIMBOLICO, CHE RIASSUME L’ANOMALIA ORIGINARIA ALLA BASE PERCEZIONE TRIDIMENSIONALE. (Il prodotto culturale espresso in termini matematici ha l’equivalenza anche sul piano della fisica teorica,-entrambi i piani non corrispondono al piano reale).

Schema sulla Struttura del Pensiero Logico-simbolico

LA STRUTTURA DUALISTICA PERCETTIVA ALLA BASE DELL’ASSUNZIONE ANOMALA DELLA CURVATURA DELLO SPAZIO E DEL TRASPORTO PER PARALLELISMO. QUALCHE OSSERVAZIONE SUL RUOLO DELLA LUCE E SULLA SIMMETRIA.

Il lato B dello schema si riferisce al sistema non specifico (contesto) e riguarda i dati di Memoria fondati sulla millenaria dialettica tra selezione naturale fondante la struttura evolutiva biologica e la base materiale fondante la struttura storico-dialettica. E’ questa dialettica che ci spiana la strada per la profondità (3D).
Il lato A dello schema ovvero il sistema specifico (contenuto) riguarda in particolare l’input visivo legato al Parallassebinoculare e tutti i fenomeni similari compresi quelli gestaltici. Tutto questo non darebbe atto all’anomalia tridimensionale se non vi fosse uno scarto tra i due sistemi, scarto insanabile che è alla base della struttura logico–simbolica (matematica) eall’erroneacurvaturageometricadellospazio. Riguardo alla curvatura, ilcervello dà una grossa mano a tal proposito. Un compito che spetta a quest’ultimo svolgere perché l’immagine che si crea sulla retina è bidimensionale, dal momento che l’immagine viene proiettata su una superficie ricurva. “Per la precisione di immagini ce ne sono due, una per occhio, ed è per lo più in questo modo che la natura ci mette in grado di vedere il mondo in tre dimensioni”(7). Personalmente credo che questo non basti ad INSTALLARE l’intera visione tridimensionale senza il concorso dell’incidenza della DIALETTICA STRUTTURALE alla base del reale, è quest’ultima che dà consistenza alla tridimensionalità. Naturalmente un grosso ruolo viene svolto dalla funzione trasversale del gravitazionale insita nella luce stessa, elemento nuovo messo a fuoco da Einstein nel momento in cui ha modificato la stessa legge gravitazionale.

QUESTIONE EINSTEIN-MACH (ovvero il problema dello spazio finito o infinito e della sua curvatura)
Il problema alla base è sempre di natura percettiva, in questo caso la percezione ha a che fare sempre con l’anomalia che riguarda l’aspetto tridimensionale del reale. Einstein come Mach rifiuta l’idea di UN SISTEMA DI RIFERIMENTO SPAZIO-TEMPO-ASSOLUTO.
In contrapposizione allo spazio assoluto Mach propone che sia la distribuzione nell’universo della materia per definire i sistemi inerziali.
La teoria della Relatività Generale condivide questo principio. Einstein per non contraddire Mach sceglie a mio avviso una soluzione dell’universo contraddittoria, si convinse da un lato che lo spazio doveva essere FINITO perché la distribuzione in esso della MATERIA era FINITA, ma ad un tempo tuttavia era SENZA CONFINI. Per questo scelse la soluzione delle geometrie ELITTICHE e da nche IPERBOLICHE che sono sempre una variante delle soluzioni di Gauss. Serviva cioè la CURVATURA DELLO SPAZIO per ovviare all’errore percettivo legato al TRIDIMESIONALE

Schema:

Le confusioni concettuali come a suo tempo ho dimostrato sono in parte individuabili nel sistema neuro-percettivo(8).

Spazio correttivo dell’anomalia:

LINEA MONODIMESIONALEPER FINIMETODOLOGICI
(rappresentate uno spaziopienoinfinito in tutte le direzione e adimensionale)

LA STATICITÁ DELL’UNIVERSO: ERRORE PERCETTIVO-COGNITIVO DI EINSTEIN
LA QUESTIONE DELL’ESPANSIONE E DELLA CURVATURA.
Quando individuiamo, come è stato largamente provato, che l’universo non è statico ma in espansione si pone la questione dell’influenza della GRAVITÁ sull’espansione, del rallentamento o meno di quest’ultima a causa della stessa.
Dato che per Einstein LA CURVATURA MEDIA E’ CORRELATA ALLA DENSITÁ MEDIA, GEOMETRIA E DESTINO DEL COSMO SONO INTRECCIATI.
Questo lo si può sostenere nelle infinite “curvature parziali” (percepite come tali a causa anomalia tridimensionale), legate agli infiniti big-bang e big-crunch che avvengono su questo SPAZIO-PIENO-INFINITO-ADIMENSIONALE, questi palloncini (percepiti come tali) di Gauss che nascono e poi scoppiano all’infinito.

SCHEMA BASE DI TUTTE LE CURVATURE (odiGauss):

IL TRASPORTO PER PARALLELELISMO DI LEVI CIVITA
È un passo avanti atto a superare l’idea di curvatura, ma ad un tempo un fallimento: non smentisce il sistema di coordinate tridimensionali anzi lo riconosce come essenziale.
Schema di rappresentazione dello spazio di Levi Civita, schema che permette di considerare una varietà come una collezione di “piccoli pezzetti di spazio euclideo” orientati l’uno rispetto all’altro …”(9).

SCHEMA.

La natura del trasporto parallelo è il tentativo di ovviare all’illusione percettiva della curvatura dello spazio a causa dell’influenza gravitazionale o altro. Einstein era sicuro che la gravità non era la causa della curvatura dello spazio-tempo, ma la curvatura stessa. Ora, dopo mezzo secolo di neuroscienza e di psicologia-cognitiva siamo in grado di affermare che la gravità influisce sulla PERCEZIONE, in questo senso la GRAVITÁ non è la CURVATURA DELLO SPAZIO ma l’ILLUSIONE DELLA CURVATURA.Quello che si curva in realtà è la luce che porta dietro di se L’IMMAGINE ILLUSORIA DELL’OGGETTO NELLO SPAZIO NON L’OGGETTO STESSO.

LA LUCE: RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA E PONTE PERCETTIVO DI UNIONE TRA GRAVITAZIONE ED ELETTROMAGNETISMO.
Maxwell scoprì che le radiazioni elettromagnetiche e la luce viaggiano con la stessa velocità (300000 k/sec.) da ciò dedusse che la luce stessa era una forma di radiazione elettromagnetica, Sarà confermato anche da Hertz.
Nei Bastoncelli, e precisamente nei fotorecettori della retina avviene la sintesi percettiva tra il sistema strutturale (sistema non specifico B ) e ciò che fa parte dei meccanismi della visione (sistema non specifico A), il sistema gravitazionale influenze entrambi i sistemi. Come afferma Roberto Casati citando Gary Marcus: “la retina ha i ricettori verso l’interno e non verso l’esterno, e quindi i collegamenti con il nervo ottico devono passare davanti e filtrare la luce, come se una fotocamera avesse i cavi davanti all’obiettivo (e il risultato è la macchia cieca, cui il cervello rimedia a posteriori con un software che la cancella riempiendola di un colore che approssima quello rilevato intorno ad essa). Solo un ubriaco avrebbe potuto progettare un occhio così”(10). La coscienza rabberciata come la chiama Casati, è un’anomalia originaria alla base della visione tridimensionale, che come ho già esposto dipende dal sistemaspecifico della coscienza ma viene assodata nella sua struttura stabile dal sistema non specifico, ecco spiegata la ragione dei ricettori rivolti verso l’interno. Un occhio così non è stato progettato da un ubriaco, ma probabilmente dalle prime civiltà evolute, quelle che progettarono la coscienza per l’autodifesa non dalla natura ma dalle loro stesse strutture sulle quali erano fondate(11).

LA SIMMETRIA RISULTATO DELL’ANOMALIA CONCRETIZATA NEL LIGUAGIO SIMBOLICO ALLA BASE DELLA STRUTTURA MATEMATICA.
La dicotomia messa il luce da Matteo Blanco come BI-LOGICA(12) è insufficiente per spiegare la SIMMETRIA struttura base della matematica. Non c’è come ho rilevato anch’io un tempo solo la dicotomia SIMMETRIA –ASIMMETRIA ma anche quelle all’ interno alla simmetria stessa. Possiamo affermare che è la sintesi fra inconscio-conscio, realizzatasi con una concatenazione di concetti (sillogismo), scaturiti dall’allineamento degli OM provenienti dalla sublimazione. Attraverso questi concetti con le dovute mediazioni si realizza la struttura base della teoria insiemistica(13).

SIMMETRIA –CONSERVAZIONE DELLE LEGGI FISICHE.
Gli OM sono già allineati sillogisticamente in un determinato modo secondo il meccanismo psicanalitico non casuale della SUBLIMAZIONE che come abbiamo visto(14) è un meccanismo che usa la sintesi simbolica per unificare due realtà di per se contraddittorie. Il linguaggio simbolico in se è in questo senso è conservatore, in fisica teorica questo vuol dire stabilità delle leggi, questo lo pensava anche Einstein come cita Edelman “Fu Einstein il primo a capire quanto fosse importante l’invarianza della fisica e, quindi,la loro simmetria. In effetti si può considerare la teoria della relatività come un sistema per ricercare le condizioni di invarianza assoluta!”(15).

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(1) Le scienze, gennaio 2008, n. 473, Christof Koch e Susan Greenfield- come nasce la coscienza – da p. 92 a 99.
(2) Penelope Maddy, realism in Mathematics, Clarendon Press, Oxford 1990 p.157.
(3) Mario Piazza, intorno ai numeri, ed. Bruno Mondadori, MI, 2000, in particolare schema p. 75.
(4) Roberto Ettore Bertagnolio, schema sulla sincronizzazione, le scienze web news
(5) Saggio introduttivo di Lombardo Radice a N. I. Lobacevskij (1963). p. 68-73.
(6) 1) l’energia non si crea né si distrugge, ma si trasforma. 2) Il calore passa spontaneamente solo da un corpo più caldo ad un corpo più freddo. Solo una parte può essere trasformata in lavoro. E’ impossibile realizzare una macchina capace di trasformare tutto il calore in lavoro. Vedere anche studio in “Cosmologia” ed. Cuen (quaderni divulgazione) Napoli 1997-pag.65-84- La seconda legge della termodinamica e l’espansione dell’universo, Silvio Bercia.
(7) Keith Devlin, L’istinto matematico, Raffaello cortina editore, 2007 Mi. pag. 104 oppure, discorso più ampio in Steven Pinker, come funziona la mente, ed. Modadori, Mi,2000.
(8) 2) le scienze web news, Bertagnolio.
(9) Enciclopedia U.T.E.T ristampa La Repubblica, pag. n. 348, vol. 14 parte I° Geometria, Umberto Buttazzini.
(10) Roberto Casati dal libro di Gary Marcus, “Klun: The Haphazard Construction of the Human Mind”. Su il sole 24 ore inserto domenicale 11 maggio 2008. N. 129.
(11) La 3D è un’arma da difesa che permette (con l’aiuto del gravitazionale) alla percezione strutturale del reale un carattere immanente ed una struttura dualistica del mondo. (vedere studi su le scienze web news ).
(12) Ignacio Matteo Blanco, l’inconscio come insiemi infiniti, saggio sulla bi-logica, ed. Einaudi, 2000 TO. prefazione di Pietro Bodei.
(13) simmetria asimmetria, dicotomia non superabile attraverso la Bi-logica…, Bertagnolio, in “Le scienze web news”.
(14) vedere schema “pensiero logico-simbolico” (Le scienze web news). Bertagnolio.
(15) G. M. Edelman, Sulla Materia della mente, ED. Adelphi1 995 (2°) MI; pag. 314.

27 aprile 2009

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