UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA SECONDARIA 2°


PERCORSI DIDATTICI INTEGRATI di Laura Alberico

Dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande
L’insegnante può avere la funzione di “mediatore” didattico se, nel senso etimologico del termine, riesce a veicolare messaggi, indicando la strada per apprendere e fare proprie le conoscenze insite nel bagaglio culturale degli alunni. In questo senso è possibile costruire un percorso formativo integrato tale da comprendere argomenti apparentemente slegati tra loro. L’insegnamento scientifico deve, ora più che mai, allargare i propri campi di indagine, perché le tematiche ambientali sono diventate urgenti per la loro influenza sulla vita dell’intera specie umana.
La biologia è una disciplina che si presta in modo efficace allo studio delle influenze reciproche tra i viventi e l’ambiente. La ricerca e sperimentazione sul campo iniziano quando si prospetta agli alunni una situazione problematica semplice come può essere la cura di una pianta all’interno della classe. È necessaria l’acqua e la luce per farla crescere e questa relazione permette all’insegnante di introdurre concetti astratti come l’aria e l’acqua.
Mediante l’uso di semplici modelli si inizia a rappresentare ciò che non è possibile toccare e vedere.
Il linguaggio della chimica risulta meno astruso se ogni formula (acqua, ossigeno, anidride carbonica) viene visualizzata mediante modelli di atomi che si uniscono insieme formando aggregati più o meno complessi che sono le molecole.
Cosa succede se questi atomi e molecole si uniscono? Dalla fotosintesi clorofilliana al problema delle piogge acide il percorso è breve.
Lo studio sulla struttura della materia porterà l’insegnante a definire i cambiamenti di stato, la differenza tra fenomeni chimici e fisici.
Le funzioni vitali di tutti gli organismi viventi sono condizionate dall’introduzione nell’atmosfera di sostanze inquinanti che provocano l’effetto serra e il buco dell’ozono.
I composti chimici che ne derivano sono aumentati nel corso degli anni a causa degli interventi dell’uomo sull’ambiente, interventi che hanno visto ridurre gradualmente le risorse naturali a disposizione della comunità umana ( aria, acqua, suolo).
Uno sguardo all’infinitamente piccolo può riferirsi all’osservazione al microscopio di cellule animali e vegetali e, parlando di ciò che non è possibile vedere a occhio nudo, anche i virus e i batteri, responsabili di molte malattie di stagione introducono efficacemente il discorso dell’educazione sanitaria e della prevenzione, tematiche relative alla comunità, che rivestono una notevole importanza sociale.
Dall’ambiente si ricavano sempre delle informazioni che possono essere di natura qualitativa e quantitativa.
È necessario far capire agli alunni che solo una parte di esse può essere misurata e rappresentata e il compito dello studio scientifico è proprio quello di raccogliere dati, confrontarli e stabilire relazioni di causa-effetto.
Lo studio dei cambiamenti nel corso della vita risulterà più comprensibile se gli alunni potranno assistere alla nascita di un pulcino se l’uovo fecondato viene tenuto il tempo necessario in una incubatrice.
La vita è cambiamento e trasformazione che si possono osservare direttamente.
Il desiderio della scoperta è una spinta a conoscere fenomeni nuovi, a dare una risposta adeguata alle curiosità ed agli interrogativi più disparati.
Un esempio è il discorso sull’etologia.
Quali sono i comportamenti innati e quali quelli appresi?
Cosa rende diversi gli animali dall’uomo?
La memoria è una attività necessaria all’apprendimento che viene esercitata se si hanno gli stimoli adeguati, relazioni significative trasmesse nell’ambito di ogni specie animale, dalla più semplice alla più complessa come quella dell’uomo.
Per concludere questo breve panorama di possibili percorsi didattici vorrei ricordare che la motivazione è il primo momento della conoscenza e l’insegnante può essere uno strumento di mediazione, un coordinatore delle attività dell’intera classe se riesce a organizzare attività in cui l’alunno è partecipe è costruttore in prima persona delle proprie conoscenze.

10 novembre 2008

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