UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA SECONDARIA 2° |
LINGUA ITALIANA: Pre-nominale e post-nominale di Enzo Fresolone
Pre-nominale e post-nominale
L’itinerario didattico che segue è ”senza età”, nel senso che può essere proposto ad allievi frequentanti un qualsiasi ciclo di studi purché, a giudizio del docente, siano tanto maturi da comprendere la differenza che c’ è tra l’”oggettivo ”ed il ”soggettivo”.
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Scriviamo alla lavagna la seguente frase:
Il povero don Abbondio rimase un momento a bocca aperta.
E’ una frase tratta dal libro I promessi sposi di Alessandro Manzoni, uno dei nostri massimi scrittori. Vi si raccontano le vicende di due giovani innamorati – Renzo e Lucia – perseguitati dal signorotto del luogo e scarsamente difesi dal prete - appunto, don Abbondio – il quale per scarso coraggio e per maggiore tremarella non riesce ad unirli in matrimonio.
Ma, analizziamo la frase e, tutti insieme, cerchiamo di comprenderne – sia pure fuori dal contesto del romanzo - il significato ………………………………………………..
Il dialogo collettivo ci ha portati ad isolare due espressioni:
povero don Abbondio e bocca aperta
Continuiamo a dialogare:
-due sono le parole che esprimono una concretezza, che, cioè, si vedono e si toccano:
don Abbondio (un prete) e bocca (una parte del viso)
Chiediamoci adesso se queste due ”cose”- don Abbondio e bocca – sono accompagnate da qualcosa che le definisca meglio, che, in qualche modo, le qualifichi, che le renda espressive.
Infatti:
l’uno è un povero don Abbondio
l’altra è una bocca aperta
Abbiamo, così, isolato due parole – povero e aperta – che rispettivamente ci dicono com’è don Abbondio (un povero prete) e com’è la bocca (una bocca, appunto, aperta).
“Povero”ed ”aperta” qualificano, dunque, le due ”cose”– don Abbondio e bocca – tanto che nella grammatica italiana sono chiamate ”aggettivi qualificativi” (la parola”aggettivo”, dal latino, adjectivus, significa che si aggiunge), che esprimono degli apprezzamenti, che attribuiscono, aggiungono un giudizio ad altre parole che di solito si chiamano ”nomi” come, appunto, sono ”Abbondio” e ”bocca”.
A questo punto abbiamo accertato che nella frase
Il povero don Abbondio rimase un momento a bocca aperta
Vi sono
-due nomi (don Abbondio e bocca) e due aggettivi (povero e aperta), questi ultimi danno una qualità ai primi.
Continuiamo il dialogo e conveniamo sul fatto che
-l’aggettivo ”povero” sta prima del nome ”don Abbondio”
e
-l’aggettivo ”aperta” sta, invece, dopo il nome ”bocca”.
Perché ???
Se fossimo in Inghilterra, la domanda non ce la porremmo poiché nella lingua inglese l’aggettivo va collocato sempre, e in ogni caso, prima del nome, sì che non sussistono mai problemi per i sir e per i lord .
Noi, invece, dobbiamo fare i conti con la grammatica della nostra lingua , la quale è considerata, dagli stranieri, una delle più difficili.
C’è, dunque, il problema della collocazione dell’aggettivo qualificativo:
prima e dopo il nome ??????????????????????????
Prima e dopo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma non indifferentemente, poiché se posto prima acquista un significato, se posto dopo acquista un altro significato, addirittura opposto al primo.
Cerchiamo, allora, di comprendere questa differenza, sì che ognuno di noi possa, poi, collocare correttamente l’aggettivo là dove ritiene che debba significare qualcosa (prima) o qualcos’altra (dopo).
Il povero don Abbondio rimase un momento a bocca aperta
Potremmo anche guardarci intorno e, per esempio, osservare il compagno di banco o quello più vicino alla nostra destra e attribuirgli una qualità, un aggettivo qualificativo, appunto, un giudizio che può riguardare
- il suo modo di essere: è un bravo ragazzo
- il suo aspetto esteriore: indossa una camicia bianca
Ordiniamo, allora:
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pre-nominale |
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post-nominale |
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Prima |
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Dopo |
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povero don Abbondio bravo ragazzo |
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bocca aperta camicia bianca |
Gli aggettivi posti prima del nome (pre-nominali) hanno lo stesso valore di quelli posti dopo il nome (post-nominali) ???
NO!
PRIMA (pre-nominali). Diciamo subito che se avessimo un apparecchio non potremmo fotografare quel ”povero” o quel”bravo”poiché sono due qualità che stanno ”dentro” la persona; sono astrazioni che non si vedono e non si toccano; sono un modo di essere che connotano una persona, che apppartengono, appunto, alla personalità di ognuno. Don Abbondio è un povero prete (nota povero prima del nome) in senso commiserevole e punitivo che ha a che fare con i suoi comportamenti emotivi; è povero perché vigliacco, pauroso, debole, indeciso, incapace …. quindi qualità implicite, soggettive .
DOPO (post-nominale). Quell’”aperta”e quel ”bianca” si possono, invece, fotografare perché sono ”fuori” della persona, si vedono e si toccano; denotano un aspetto descrittivo, esteriore di don Abbondio (la bocca aperta) e del ragazzo (la camicia bianca);”aperta” e ”bianca”sono qualità esplicita, oggettive .
Riassumiamo:
Differenze |
Aggettivo + Nome AN |
Nome+Aggettivo NA |
semantica |
soggettività |
oggettività |
funzione |
connotativa |
denotativa |
registro |
senso traslato |
senso letterale |
esempi |
povero don Abbondio |
bocca aperta |
bravo ragazzo |
camicia bianca |
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vecchio amico ………………………. |
amico vecchio …………………… |
E adesso, a turno, spieghiamo o ricapitoliamo le singole differenze semantiche, la loro funzione, il registro. ……………………………………………………………………………..
È appena il caso di segnalare che in tutte le ”parti” della lingua italiana e, quindi, anche nel ”pre-nominale” e nel ”post-nominale”, vi sono delle eccezioni.
Ma questo è un altro ”itinerario”.
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