UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA SECONDARIA 2° |
Per avviare e realizzare il processo di rinnovamento tutte le formule per la nuova scuola puntano su un uso più o meno massiccio delle nuove tecnologie e di Internet.
Gli articoli di riflessione sull'uso di Internet si moltiplicano e non c'è rivista di didattica che non contenga rubriche sull'argomento. In molte sperimentazioni scolastiche alla moda è anche comparsa una nuova materia curricolare, "Linguaggi non verbali e multimediali", di cui pochi conoscono obiettivi e di cui nella pratica ciascuno definisce secondo il suo gusto personale i contenuti, ma che molti associano alle nuove tecnologie e ad Internet. Questo dibattito, vede sostenitori entusiasti (con argomentazioni più o meno serie) e altrettanto forti denigratori.
Quello che mi propongo è sottolineare alcune delle riflessioni che mi sembrano più significative, non tanto sotto l'aspetto filosofico-epistemologico, quanto nell'ottica, più limitata e pragmatica, dell'insegnante a cui si suggerisce un nuovo strumento didattico, nuove metodologie di insegnamento, nuovi "contenuti", e che deve cercare di realizzare nella pratica quotidiana un percorso didattico che gli sembri significativo per i suoi studenti, e per se stesso.
Internet è una miniera virtualmente inesauribile di informazioni e materiale, anche per la didattica e in particolare per la didattica della matematica. La pratica di ricorrere ad Internet per reperire informazioni è sempre più diffusa.
Il problema è che trovare materiale e suggerimenti davvero interessanti è difficile, senza una buona guida. Chiunque può pubblicare i suoi prodotti, più o meno intellettuali, in rete, e spesso molti siti, anche accattivanti nell'aspetto esteriore, con begli effetti speciali, contengono assai poco di utile, e non si riesce neanche a capire chi ne è, o ne sono, gli autori. Non vorremmo che le nostre proposte didattiche servissero ad alimentare una "cultura delle immagini" vuote di contenuti.
E' vero che Internet è già parte della vita dei ragazzi che incontriamo a scuola, che passano buona parte delle loro giornate a chattare e navigare. Non vogliamo una scuola separata dal mondo, riconosciamo che una didattica per problemi (reali), che stimoli e incuriosisca, e contrasti la dispersione, deve confrontarsi con la vita quotidiana, ma qual è il ruolo della scuola, e degli insegnanti? Quello di assecondare le mode o quello di aiutare la formazione di una coscienza critica e di un uso consapevole delle nuove tecnologie? Se d'altra parte utilizzare Internet come strumento didattico può essere stimolante, vediamo nella pratica che uso se ne può fare e quali possono essere potenziali vantaggi e svantaggi. Alcuni degli svantaggi li abbiamo già individuati: su Internet si trova proprio di tutto, da materiale ottimamente confezionato e ricco di contenuti, a vera e propria spazzatura.
Se un insegnante riesce ad avere un controllo, anche limitato, del libro di testo che propone, il controllo che dovrebbe esercitare sul materiale trovato dai suoi studenti mentre navigano in libertà probabilmente è fuori dalla sua portata. Questo non vuol dire censurare la navigazione libera, ma essere consapevoli dei rischi. Senza considerare quelli che si incappi in veri siti-spazzatura, bisogna cercare di valutare se gli studenti sono in grado di riconoscere che le informazioni che trovano in rete non sono, per il solo fatto di averle trovate su Internet, più credibili o vere. (Lo stesso rischio che corrono d'altra parte leggendo la televisione o i giornali, ma Internet è un mezzo di comunicazione più giovane, e forse meno conosciuto e meno criticato).
Quindi la prima cosa che bisognerebbe fare è programmare di lavorare con Internet su un progetto ben preciso e dando delle direttive chiare: l'uso peggiore che si può fare di Internet è scambiare il mezzo con il fine, e dare l'impressione che navigare sia bello di per sé. Oltretutto, procedendo in questo modo, si rischia di non arrivare da nessuna parte...
Il secondo problema riguarda i costi. Internet non è ancora gratuito, e anche se molte scuole sono dotate di laboratori informatici ben attrezzati, in poche è possibile utilizzare i computer scolastici per accedere a Internet. Se allora si programma un’attività che preveda di utilizzare Internet a casa, bisognerebbe valutare se ci sono le condizioni per farlo. Anche in termini di tempo, se non ci si organizza molto bene (e sarebbe compito dell'insegnante organizzare il lavoro), l'uso di Internet può diventare molto oneroso.
Abbiamo lasciato per ultimo il problema dei contenuti, ma è ovvio che non è ultimo per importanza. Se decidiamo di lavorare ad un progetto didattico che preveda intensivamente l'uso di Internet, quali vantaggi ci aspettiamo, e quali obiettivi ci poniamo? Esistono molti bei libri di matematica, anche divertenti e di piacevole lettura. Esistono mostre interessanti. La ragione più semplice per questa scelta è che, se ci vengono in mentre idee per un progetto che preveda l'uso di Internet, lo strumento in sé è vicino al mondo dei nostri studenti, che lo conoscono e possono imparare ad usufruirne in modo più consapevole (speriamo), e ci offre la possibilità di incuriosirli e stimolarli. Un commento deve riguardare il prodotto finale. Si potrebbe pensare ad un progetto didattico che preveda alla fine la realizzazione di un ipertesto, o addirittura un piccolo sito. Questo ci offre la possibilità di approfondire, oltre che il contenuto disciplinare del progetto, anche alcune tecniche che riguardano più specificamente la comunicazione con strumenti multimediali, le conoscenze dei linguaggi specifici utilizzati, della struttura fisica della rete in generale, che, pur non essendo di competenza stretta dell'insegnante di matematica, possono contribuire, se se ne fa un uso mirato, a sviluppare quel senso critico e quell'uso consapevole delle nuove tecnologie che la maggior parte degli utenti (passivi) della rete non hanno, e che il mondo dell'informationtechnology in genere non ritiene che debbano avere. A scuola, se la scuola deve continuare a rivestire un ruolo di educazione-formazione, questo aspetto non va sottovalutato. Molte scuole, o singole classi, hanno ormai un sito Internet, ma in molti casi serve solo a scopi pubblicitari e non a condividere informazioni significative.
Non dimentichiamo infine che Internet può essere uno strumento estremamente utile per l'insegnante, aiutandolo nelle attività di studio e formazione professionale, e nel lavoro quotidiano di ricerca di informazioni.
Progetti sull'uso di Internet nella didattica della matematica
Vediamo concretamente che tipo di lavoro si potrebbe far fare agli studenti, in modo da utilizzare Internet in maniera significativa. In questa sezione vengono descritti due approcci diversi sull'uso di Internet come supporto alla didattica della matematica.
Il primo approccio è quello di prendere dalla rete suggerimenti per attività che vengono svolte in classe, ed utilizzare Internet per comunicare, interagire e (perché no?) competere, con una comunità scolastica allargata all'intero territorio nazionale (almeno fino a quando la conoscenza dell'inglese non ci consentirà l'accesso anche alle risorse in lingua anglosassone).
La possibilità di risolvere problemi concorrendo pubblicamente alla soluzione offre i vantaggi delle gare pubbliche di matematica, ma senza i vincoli di tempo e di spazio che hanno queste ultime.
L'insegnante può preparare la classe (o anche lavorare con singoli studenti, se lo ritiene più opportuno) nei tempi e nei modi che ritiene più opportuni, perché la partecipazione al progetto si può rinnovare di mese in mese.
I quesiti proposti possono essere usati dagli insegnanti per stimolare gli studenti a risolvere problemi matematici con uno spirito leggermente diverso da quello dell'esercizio svolto in classe, creando così l'occasione per fare lavorare gli studenti in gruppo, con la consapevolezza che le soluzioni alle quali arriveranno verranno analizzate e confrontate con quelle di altre classi, senza i vincoli della valutazione e del voto. Il fatto che alla soluzione del problema si possa partecipare singolarmente, per gruppi o inviando un'unica soluzione a nome di tutta la classe, rende molteplici le modalità d'uso. Si può, per esempio, stimolare un singolo ragazzo, che magari è particolarmente bravo, alla risoluzione del problema. In questo modo egli si sentirà enormemente gratificato. Si può, al contrario, impegnare l'intera classe, magari mettendola in competizione con la sezione vicina, o anche con la scuola vicina.
Si possono vedere le diverse strade alternative per giungere alla soluzione di un problema, e confrontarle tra loro in classe con l'opportunità di coinvolgere gli studenti in discussioni produttive.
Il secondo approccio è quello di utilizzare Internet non solo come biblioteca multimediale, ma anche come mezzo per la pubblicazione del proprio lavoro. Anche questo tipo di approccio, come del resto il precedente, richiede un notevole lavoro di coordinazione da parte dell'insegnante. Il rischio, come già accennato nell'introduzione, è quello di scambiare il mezzo con il fine, e utilizzare la rete solo per farsi pubblicità. Quando questo lavoro riesce si possono ottenere diverse "ricadute" in termini didattici.
Credo che impostare un lavoro di questo tipo, in classe, al di là delle conoscenze disciplinari specifiche che gli studenti acquisiscono (e non sono poche), serva a raggiungere molti altri obiettivi. Gli studenti impareranno a lavorare insieme a un progetto, scegliere e organizzare i materiali che raccolgono, con la consapevolezza di come andranno collegati nella struttura del sito, capire il funzionamento di un nuovo linguaggio, quello utilizzato per costruire l'ipertesto, e più in generale affrontare il problema di uno stile di comunicazione profondamente diverso da quello tradizionalmente scolastico, che è più eloquente e ampolloso di quello utilizzato generalmente in rete. Complessivamente, in un lavoro del genere, si acquista una migliore consapevolezza e padronanza dei "nuovi mezzi". La scelta di affrontare un lavoro così, come complemento ad un corso di matematica, e l'argomento scelto, sono uno dei modi migliori per comunicare agli altri che la matematica è una scienza unitaria e che è una scienza viva, con collegamenti anche inaspettati con altre scienze e con applicazioni interessanti e sorprendenti, e che facendo matematica ci si può divertire parecchio.
Bibliografia
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Kerckhove, Derrick de, The skin of culture, Sommerville House Books Limited, Toronto 1995, trad.it. La pelle della cultura, Costa & Nolan, Genova 1997.
Lévy, Pierre, Cyberculture. Rapport au Conseil de l'Europe, Odile Jacob, Parigi, 1997, trad.it Cybercultura. Gli usi sociali delle nuove tecnologie, Feltrinelli, Milano, 2000.
McLuhan, Marshall, Understanding Media, Mc Graw - Hill, Toronto, 1964, trad.it. Gli strumenti del comunicare, Garzanti, Milano 1986.
Russo,Lucio, Segmenti e bastoncini, Feltrinelli Editore, 2000.
20 marzo 2003
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