UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA SECONDARIA 1°

MUSICA: L’IMPORTANZA DEL RESPIRO NEL FRASEGGIO DEL CLARINETTO
di Giovanni Litrico

La didattica musicale

Il fraseggio musicale , che si innalza dalle note del clarinetto, assume la peculiarità di sublime esecuzione in funzionedel respiro di colui che lo suona . Se tale considerazione può sembrare alquanto banale ed ovvia , tuttavia, in ambito didattico-metodologico è un aspetto ben poco attenzionato, o ancor meglio , un passaggio che si delega , più che altro, alla volontà dello studente in quella fase che è propria di arricchimento personale; dimenticando , per altro, l’importanza che tale verifica assume nella valenza della impostazione didattica dello strumento. Disciplina, oggi, tra l’altro ben evidenziata anche nei programmi di insegnamento di strumento musicale nei corsi di scuola media ad indirizzo musicale, poiché costituisce integrazione interdisciplinare ed arricchimento dell'insegnamento obbligatorio dell'educazione musicale.
Ecco perché sarebbe opportuno , anche se il meccanismo che determina la fase della respirazione è alquanto complesso, “perniare” l’attività didattica sull’aspetto semplicistico di un atto coscientemente controllabile , al punto da poter scegliere , a secondo della necessità, la frequenza più conveniente per modificare ed aumentare la prestazione individuale .
Per giungere , comunque, alla capacità della regolazione volontaria, necessaria a mantenere quella “ventilazione” da garantire l’apporto quantitativo e qualitativo, occorre insistere su tecniche ed esercizi di ginnastica respiratoria; che purtroppo, come già accennato, non vengono inglobati nel programma di studio dello strumento.
La tecnica , che comunemente è adottata dai musicisti del comparto fiati , è quella dell’emissione del suono continuo , più conosciuta come tecnica di respirazione circolare . E’ utile, infatti , osservare come semplicemente nel momento dell’inalazione dell’aria dal naso si utilizzi , anche se pur per un secondo, il residuo di aria presente nelle guance; facendo sì che la cavità orale , con quella esigua riserva d’aria , assuma la caratteristica che è propria della cornamusa, riuscendo così ad ottenere l’emissione di un sono senza pause.
La descrizione della tecnica circolare ed i tentativi di praticarla
non presentano quelle difficoltà , pressoché insormontabili , di cui spesso parlano i suonatori . Infatti, alcuni musicisti come : Howard Leather, Clark Terry e Maynard Ferguson, Urbie Green, Bill Watrous, Stuart Dempster, Don Menza, James Moody, Evan Parker, ed altri l’hanno utilizzata e la utilizzano mostrando notevoli capacità di gestione .
Naturalmente tutto ciò va al di là di concezioni che, se anche dettate da musicisti , lasciano alcune perplessità :
« ... La nostra musica è divenuta musica di discorso... Essa è determinata dai muscoli: quelli della laringe per il canto, quelli delle dita per gli strumenti a tastiera, quelli della respirazione per gli strumenti a fiato: tutto era determinato dal corpo dell'uomo ed è per questo che non si è mai suonato su ritmi più rapidi o più lenti di quelli dei movimenti naturali dei corpo... ritmo di marcia, ritmo di polsi, ritmo di cuore, tutti questi ritmi meccanici che sono anche quelli dei nostro corpo e che rimangono al nostro corpo e non a qualcosa di libero, qualcosa che voli, qualcosa che mi lasci provare tra le battute il mio ritmo personale, che mi lasci il tempo, qualcosa che cambia, che non è statico, che ha una facoltà di variazione che non trovo nella vita meccanica di tutti i giorni » Stockhausen

CENNI DI APPROCCIO ALLA TECNICA CIRCOLARE

Sarebbe opportuno che in una prima fase dell’attività didattica si avviasse una indagine conoscitiva delle varie tipologie di respirazione , per riconoscere le differenze tra i vari modi di respirare , che più delle volte automaticamente utilizziamo, così da sfruttare al meglio , oltre che al massimo, le possibilità individuali di controllo dell’aria inalata quotidianamente respirando.
Pertanto, si presenteranno con gradualità alcuni esercizi ad esempio, per sviluppare i muscoli delle guance, si suggerirà di prendere un gran respiro e chiudere la bocca gonfiando bene le guance, così da metterle in profonda tensione (questo esercizio potrà anche essere ripetuto riempiendo la cavità orale di acqua ).
Successivamente si farà esalare l’aria , facendo vibrare in modo rumoroso le labbra, per poi ancora passare alla possibilità di effettuare questo passaggio contemporaneamente alla capacità di inalare area dal naso senza che avvenga un evidente distacco . La ripetitività di questo esercizioporterà automaticamente a non pensare più ad una scelta differente tra l’esalazione dal naso e dalla bocca.
Questo processo , che può sembrare alquanto difficile e per certi versi divertente, è quanto contenuto nella tecnica del suono continuo o respirazione circolare.
Tuttavia, occorre aggiungere che ogni essere umano, anche se musicista , per la proprio potenzialità o per il proprio limite raggiungerà livelli ben differenziati e mai uniformi ad altri.

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