UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA PRIMARIA

BIGI STEFANIA, Frilli combina guai, Campanila, , Pisa, 2009; BIGI STEFANIA,Frilli e il temporale, Campanila, Pisa, 2009 ─ Recensione di Umberto Tenuta

La poesia nella scuola.
Dove sta?
Nessun lo sa!
Che?
Nelle scuole non si studiano le poesie?
Ma, suvvia, si comincia con qualche autore ignoto, poi la Cavallina storna, il Sabato del villaggio
Imparate a memoria!
Esercizio della memoria.
Ma no, anche traduzione prosa!
Se non capisci nei “bei vermigli fiori” che vermigli vuol dire rossi che studio fai? Ma scherziamo?
Orsù cominciamo con la traduzione in prosa che quella, sì, si capisce!
E nella scuola secondaria? Leopardi, Foscolo, Pascoli… Poi l’Iliade, l’Odissea….
Ovviamente tradotte in prosa!
Una Professoressa di Scuola media confessa: “Oddio, stamattina ho perso i lumi dell’intelletto! Avevo quattro ore di seguito di Lingua italiana e che faccio? Mi metto a leggere poesie. Al termine, il più discolo degli alunni si avvicina per dirmi: <<Professorè… però la pelle si accapponava!>>. La Professoressa si fa prendere dai rimorsi: quattro ore a leggere poesie! Mi domanda: <<Ma che dici? Sai, però, son corsa ai ripari. Ho dato per casa il compito di spiegare quello che avevano letto! Che dici, ho rimediato?>>.
Mi viene da dirle: <<L’unica cosa sbagliata è il compito>>. ma mi trattengo per non mortificare questa brava Professoressa e le dico: <<Mi auguro che i tuoi alunni, quando scriveranno il compito si sentiranno accapponare la pelle!>>.
Non so se mi ha capito, ma non mi ha parlato più, su Messenger, di letture di poesie!
La scuola dei compiti, dei riassunti, dei temi, delle tabelline… del teorema di Pitagora (<<Il quadrato costruito sull’ipotenusa è equivalente…>>.
E le poesie?
Mi auguro che tutti i bambini di seconda elementare leggano questi due libretti (Oddio, perché libretti e non libri?).
Me lo auguro con tutto il cuore.
Io, da parte mia, li ho letti con entusiasmo ed ammirazione, ma soprattutto muoio dalla voglia di farli leggere al nipotino di seconda elementare! Di farli leggere senza chiedere la traduzione in prosa, senza chiedere la spiegazione, per la gioia di leggere, alla Pennac.
E a Stefania Bigi che dico?
Brava, bravissima, sei, prima che una brava poetessa, una eccellente maestra. Beati i tuoi alunni!
Ma beati tutti gli alunni le cui insegnanti faranno leggere a tutti i loro alunni questi due meravigliosi libretti di filo stracche, che sono poesie bellissime, adatte ai bambini sin dalla prima elementare.

22 marzo 2010