UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA PRIMARIA

ORIENTAMENTO GEOGRAFICO: INDICAZIONI PER LA COSTRUZIONE DI UN MODULO DIDATTICO
di Umberto Tenuta

La scuola deve insegnare ad orientarsi anche nella realtà geografica

Una delle competenze che nella scuola viene richiesta, seppure a diversi livelli, sin dalla scuola dell’infanzia, riguarda l’orientamento geografico.
Nel mentre a livello di scuola dell’infanzia si auspica che un bambino sappia orientarsi nel ritrovare un percorso che lo porti da qualche parte (a scuola, a casa, alla chiesa ecc.), nella scuola elementare il discorso si fa più teorico o peggio astratto e l’argomento dell’orientamento rientra il quelli previsti dai Programmi didattici ed è contenuto nel libro di Geografia. La situazione si ripropone a livello di scuola media.
Si tratta perciò di una problematica essenziale che è opportuno cominciare ad affrontare adeguatamente sin dalla scuola dell’infanzia, ritornando su di essenziale sia nella scuola elementare che nella scuola media, magari più volte, secondo procedimenti ciclici o a spirale.
Al riguardo, risulta opportuno che il docente chiarisca a se stesso quanto più possibile il concetto di orientamento.
La parola orientamento deriva da Oriente (punto dove sorge il sole) e significa etimologicamente tenere presente l’Oriente, cioè muoversi tenendo presente l’Oriente per trovare il percorso da fare. C. Colombo voleva andare ad Oriente per la via dell’Occidente.

Comunque, risulta opportuna un’adeguata introduzione al concetto di Orientamento che estensivamente significa trovare il giusto percorso o la giusta posizione.
In senso più tecnico orientamento significa trovare l’Oriente e quindi i punti cardinali, in particolare il Nord, dal quale poi è possibile desumere gli altri punticardinali, comportandosi diversamente a seconda se ci si trova nell’emisfero boreale o australe.
Comincia certamente il bambino ad orientarsi movendosi in casa e andando di volta in volta nelle giuste direzioni, sia per raggiungere una stanza, sia per raggiungere un mobile o un dato luogo.
La stessa cosa il bambino fa fuori di casa ove presto impara a “orientarsi” nei luoghi a lui noti, vissuti, sperimentati.
Evidentemente, queste prime forme di orientamento sono correlate ai concetti di avanti/dietro, prima/dopo, a destra/a sinistra, sopra/sotto, vicino/lontano ecc.
In tal senso costituiscono i primi obiettivi del programma di Geometria della scuola elementare, ma si ritrovano anche negli Orientamenti educativi del 1991 per la scuola materna.
Si tratta di competenze molto importanti, nelle quali però in questa sede non intendiamo soffermarci[1], perché desideriamo affrontare specificamente la particolare problematica dell’orientamento geografico.
Anche qui, però, è opportuno muovere dalle conoscenze e competenze già possedute dai bambini, semmai effettuandone una specifica verifica. Ciò che in particolare occorre accertare è se tutti i bambini hanno osservato che il sole sorge sempre da una certa parte dell’orizzonte, ma anche questo è un concetto molto importante che occorre accertare se i bambini lo possiedono: circolo massimo che intorno intorno divide il cielo dalla terra che ci circonda!
Metodologicamente però risulta opportuno creare delle situazioni nelle quali si ponela necessità di orizzontarsi.
L’esercizio classico, estremamente significativo è quello di Emilio di J.J.Rousseau che, sperduto nel bosco, si impegna a ritrovare la via del ritorno a casa.
Si possono creare situazioni del genere sia in contesti ambientali urbani che rurali, mettendo i bambini nella condizione di non riuscire più a ritrovare la strada del ritorno.
Le situazioni possono essere create anche artificialmente, mediante la costruzione di labirinti con grossi cartoni da imballaggio.
Nato il problema dell’orientamento, si può cominciare a porne il problema specifico, soprattutto se nelle esperienze di davanti/dietro, destra/sinistra ecc. si è fatto riferimento ad una posizione. Così come per dire davanti o dietro occorre assumere un punto di riferimento, anche per orientarsi mediante i punti cardinali occorre precisare un punto di riferimento, che per convenzione è il punto cardinale NORD.
Per individuare il NORD gli alunni possono essere guidati a individuare preventivamente l’ORIENTE (EST), che nell’emisfero boreale resta a sinistra per chi si pone con le spalle al NORD, mentre l’OVEST resta a destra ed il SUD davanti.
Mentre gli uomini primitivi disponevano solo del sole che sorge (Oriente) per orientarsi (orizzontarsi) e della stella polare per individuare il Nord, oggi noi disponiamo della bussola checi indica il NORD. È pertanto estremamente opportuno che gli alunni compiano numerose esperienze di orientamento locale in base a questi dati, di orientamento con il punto cardinale EST ovvero ORIENTE (ove sorge il sole) e con la stella polare (NORD), prima di passare all’utilizzazione della bussola, che peraltro è opportuno far costruireper comprenderne meglio la struttura.
Al riguardo, si può procedere come indicato nell’itinerario BUSSOLA del sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html.
Una volta costruita la bussola, è opportuno utilizzarla in situazioni artificiali opportunamente create (ad esempio, labirinti) o ritrovati nell’ambiente (quartieri cittadini, vicoli o boschi).
Al PC si possono creare degli apposti software (come i simulatori di volo o ancora più semplici come i simulatori di navigazione in ambienti MICROMONDI, creando situazioni che richiedano dai bambini di orientarsi per seguire determinate rotte.
Le situazioni possono poi essere riprodotte in formato digitale anche a livello iconico con panorami nei quali siano individuabili i punti cardinali dalla posizione in cui sorge il sole.
Infine si possono effettuare attività di orientamento con le bussole sulle carte geografiche sulle quali siano già fissati i punti cardinali ed occorre stabilire la posizione relativa di una località o di un automobile.

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[1] Si rinvia a: UMBERTO TENUTA, Itinerari geometrici, LA SCUOLA, BRESCIA, 1991, pp. 33-48.