UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA PRIMARIA

Geografia: obiettivi E metodoLOGIEdi Umberto Tenuta
Orientamenti di massima per l’apprendimento geografico nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria

Tra le competenze che i giovani debbono acquisire vi sono anche quelle geografiche.

Al riguardo, però, risulta quanto mai opportuna una riflessione sul significato di questa disciplina che qualcuno vorrebbe addirittura bandire dai programmi di apprendimento (obiettivi formativi che la scuola deve far perseguire).

Comunemente la Geografia viene identificata con un repertorio nozionistico tra i più ingombranti e tra i più inutili, che di solito a scuola gli alunni sono costretti ad apprendere, senza peraltro vederne alcuna utilità, anche perché la Geografia che poi serve nella vita (e anche la Geografia serve nella vita!) costituisce oggetto di un apprendimento a latere, a parte, extrascolastico.

L'esempio più banale può essere quello della lettura della carta geografica che a scuola non sempre si apprende e la lettura della carta turistica che invece si è indotti ad apprendere dalle esigenze della vita pratica.

L’uomo vive comunicando con gli altri, e perciò deve imparare i linguaggi; l'uomo vive nel tempo, e perciò deve imparare la Storia; ma l'uomo vive anche in un determinato ambiente, e perciò deve imparare a conoscerlo.

In effetti, come si afferma nei Programmi didattici del 1985 per la scuola elementare, “L'insegnamento della geografia si propone di rendere capace l'alunno di orientarsi e collocarsi nello spazio vissutodagli uomini utilizzando le conoscenze e gli strumenti concettuali e metodologici necessari per la comprensione dell'interazione uomo-ambiente. Si tratta di far acquisire uno specifico modo di osservare ed un lin­guaggio appropriato per descrivere e per rappresentare”.

Nei predetti su Programmi didattici sono abbastanza ben delineati anche gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni:

“Questo obiettivo generale si consegue attraverso l'acquisizione e l'integrazione reciproca delle capacità operative:

- di rappresentare mentalmente lo spazio, acquisendo padronanza delle nozioni di punto e sistema di riferimento, posizione relativa, percorso e spostamento;

- di osservare un ambiente e scoprirne gli elementi costitutivi fisi­ci e antropici;

- di mettere in relazione fra di loro gli elementi di un ambiente, evidenziando le diverse funzioni ed i vari rapporti che essi hanno anche con più vasto contesto;

- avvalendosi della scoperta degli elementi fisici e antropici osser­vati nell'ambiente vicino, di passare all'osservazione, sia pure indi­retta, di ambienti diversi, descrivendoli in modo via via più analitico e differenziandoli secondo i loro caratteri geografici;

- di utilizzare mezzi diversi di descrizione linguistica e di rappre­sentazione grafica;

- di costruire e di interpretare, a livelli crescenti di difficoltà, mappe e carte diverse per contenuto e scale, imparando a scegliere quel­le più adeguate agli obiettivi, a orientarsi su di esse, e a confrontare le informazioni che offrono con quelle desumibili da altre fonti;

- di ricercare l'informazione geografica, imparando a raccogliere, selezionare e controllare i dati presenti in atlanti, libri, periodici, annuari statistici, ecc., relativi ad ambienti direttamente o indiretta­mente conosciuti o che si vogliono conoscere”.

Negli stessi Programmi si precisano le linee metodologico-didattiche da tenere presenti.

In effetti, l'apprendimento della Geografia dovrà muovere dall'esplorazione dell'ambiente di vita degli alunni. è il paesaggio geografico in cui gli alunni vivono l’oggetto di studio da cui muovere per comprendere ed apprendere i concetti, le abilità e gli atteggiamenti geografici.

Al riguardo, si ritiene opportuno che negli alunni sia stimolata la maturazione di un interesse alla realtà ambientale. Larealtà ambientale è il punto di partenza dello studio di ogni disciplina, ma lo è in modo particolare nello studio della Geografia. Il bambino comincia a vivere orientandosi in un ambiente che è quello della casa in cui abita, nella quale deve apprendere a muoversi, facendosene una rappresentazione mentale che lo guida anche quando si muove all'oscuro.

Dall'ambiente domestico il bambino passa all'ambiente circostante del vicinato, del quartiere, della campagna o della montagna. Così come in casa si muove da solo, anche nel vicinato, nella campagna o nella montagna, il bambino deve essere educato a muoversi da solo, orientandosi con i punti di riferimento a sua disposizione.

L'educazione è processo di acquisto dell’autonomia: il bambino deve apprendere a muoversi da solo anche nell'ambiente geografico, conoscendolo.

Spetta già ai genitori e poi ai docenti della scuola dell'infanzia avviare la maturazione di questa motivazione e di questa competenza.

La mamma manda Cappuccetto Rosso a portare la focaccia alla nonna. Cappuccetto Rosso va da sola, anche se purtroppo incontra il lupo! Le mamme debbono vigilare.

I docenti non hanno questa esigenza, perché “le attività volte ad esplorare e a conoscere gli spazi e gli ambienti devono essere sempre intenzionali e ogni volta guidati da problemi e da proposte di ipotesi”. L'osservazione geografica va innanzitutto motivata, ma poi va soprattutto progettata in vista del perseguimento dei precisi obiettivi formativi a lungo, a medio e a breve termine che occorre sempre tenere presenti.

Al riguardo, vorremmo anche qui ribadire che ciò che maggiormente importa nell’apprendimento geografico è la maturazione di atteggiamenti positivi nei confronti dell'ambiente geografico. Così come occorre accendere nei bambini la loro curiosità per il mondo degli animali e delle piante, per il mondo dei numeri e delle forme, per il mondo dei suoni e della musica, occorre accendere la loro curiosità anche per il paesaggio geografico: mari, pianure, colline, montagne, cieli azzurri, stelle e comete debbono costituire oggetto del loro desiderio di conoscere, comprendere ed apprendere.

La motivazione geografica, l'atteggiamento positivo verso il paesaggio geografico, gli interessi generali e specifici per tutti gli elementi del paesaggio geografico costituiscono il primo obiettivo dell'insegnamento geografico, senza del quale lo studio della Geografia diventa noioso, pesante, ingombrante.

Tuttavia non basta che maturino e vengano coltivate le motivazioni e che si consolidino gli atteggiamenti positivi, ma occorre che la metodologia dell’apprendimento geografico si avvalga soprattutto dell'osservazione diretta (“esplorazione degli spazi direttamente esperibile degli alunni”).

Come concludono i Programmi del 1985, “L'adozione di procedure operative e l'uso degli strumenti tecnici non dovranno in ogni caso esaurirsi in esercitazioni fini a se stesse, ma essere funzionali ad un accrescimento di conoscenze significative e col­legate, pertanto, ad un motivato itinerario di ricerca sugli ambienti”.

Le procedure operative debbono comprendere innanzitutto l'esplorazione diretta (visite, escursioni, rapporti diretti con l'ambiente, che soprattutto nella scuola dell'infanzia e nella scuola elementare possono essere realizzati nell'ambiente circostante).

Epoi vengono le rappresentazioni audiovisive (trasmissioni televisive, documentari, CD-ROM, DVD ecc.). Oggi anche i docentipossono avvalersi di videocamere per approntare documentazioni specifiche di cui avvalersi nello studio di determinati elementi del paesaggio geografico. Anche le trasmissioni televisive possono essere registrate e selezionate in vista di precisi obiettivi didattici. Tuttavia, non sono da scartare nemmeno le documentazioni fotografiche, gli albi, gli atlanti ecc.

Ma, a questo punto, siamo già pervenuti ad una seconda fase dell'apprendimento geografico che è quello della rappresentazione del paesaggio, prima sotto forma di fotografie e di immagini, poi sotto forma di simboli.

Un utile passaggio è costituito dalla rappresentazione mediante plastici, oggi largamente disponibili in PVC, che peraltro in negativo consentono la costruzione di plastici con gettate di scagliola, i quali rappresentano uno strumento di grandissima valenza didattica, anche perché consentono la loro pitturazione con i colori corrispondenti a quelli simbolici utilizzati nella cartografia(azzurro per i mari, verde per le pianure, marrone per le colline ecc.)(1).

La larga disponibilità di filmati e di videoregistrazioni consente agli alunni di prendere visione dei paesaggi anche lontani e farsene una rappresentazione visiva che poi risulta di grandissima utilità nella lettura delle carte geografiche e della loro simbologia.

Alle carte geografiche è opportuno che gli alunni pervengano muovendo dall’osservazione diretta e passando attraverso la rappresentazione visiva (film e videoregistrazioni).

A questo punto, oggi il PC costituisce uno strumento estremamente utile perché, nel mentre rende disponibile abbondanza di filmati, videoregistrazioni e carte geografiche, ne consente la più ampia manipolazione. Inparticolare, si possono utilizzare carte geografiche mute e completarle con la colorazione, l'indicazione dei nomi delle città, dei fiumi, dei laghi, dei mari ecc.

Si possono creare anche ipermedia, collegando le rappresentazioni geografiche ai videofilmati ed alle descrizioni testuali orali e scritte.

Ipaesaggi possono essere fatti rivivere attraverso la rappresentazione di escursioni, esplorazioni, osservazioni.

Al paesaggio reale si aggiunge il paesaggio virtuale, sempre accessibile, a portata di mano, modificabile nelle angolazioni della sua osservazione.

Spetta agli esperti predisporre sussidi didattici estremamente versatili che possano rendere lo studio della Geografia ancora più accattivante, anche nella rappresentazione dei suoi aspetti più significativi come i fenomeni carsici, i fenomeni vulcanici, le correnti marine, i venti periodici ecc.

NOTE

1) Per costruire un plastico, basta versare la scagliolanella parte concava del plastico in PVC e poi colorarla.