UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA PRIMARIA |
GEOGRAFIA: AMBIENTI di Umberto Tenuta
Lo studio degli ambienti geografici attraverso l’esplorazione e l’osservazione diretta e le rappresentazioni virtuali
L'apprendimento e la formazione geografica cominciano nel bambino sin dal momento della sua nascita, sin da quando egli inizia a guardarsi intorno e a riconoscere persone, oggetti e contesti ambientali.
Nei bambini si attua un’esplorazione intensa del suo ambiente, prima a livello di manipolazione e di percezione visiva, poi anche a livello motorio, nel momento in cui comincia a camminare.
Il bambino esplora il suo ambiente di vita, acquisisce la capacità di orientarsi nell'appartamento in cui vive, facendosi una mappa dei locali, per cui non va all'impazzata da una stanza e l'altra ma fa le sue scelte e si dirige dove gli preferisce.
Intanto, si guarda anche intorno: nella sua mente si formano le immagini delle case, delle strade, delle piazze, delle pianure, delle colline, dei monti, del cielo...
Piano piano, egli diventa capace di orientarsi anche fuori di casa, nei percorsi più consueti. Gli elementi del paesaggio geografico si consolidano sotto forma di immagini e le sue capacità di orientamento si accrescono sempre più.
Per vedere il sole e la luna guarda in cielo, per osservare la neve guarda verso le montagne, per andare a casa e poi alla scuola dell'infanzia segue un percorso che si consolida sempre più.
Il suo paesaggio si amplia, si arricchisce, si approfondisce secondo una progressione ciclica o a spirale (1).
Dalla "topografia" dell'appartamento e dei luoghi (stanze) di cui egli fa subito diretta esperienza, passa via via al mondo circostante che, dapprima confuso, indefinito, labile, si consolida sempre più nella configurazione dei suoi elementi costitutivi.
I genitori possono favorire questo processo, non solo stimolando la sua attenzione ai vari elementi del paesaggio (case, strade, piazze, giardini, parchi, campi, colline, monti, laghi, fiumi..., cielo, sole, stelle...), ma favorendo quanto più possibile l'esplorazione più che l'osservazione, l'esperienza diretta più che quella iconica e simbolica: correre a destra e a manca nella piazza, girarci intorno, è da preferire alla sua osservazione e ancor più alla sua rappresentazione grafica.
I genitori prima ed i docenti della scuola dell'infanzia poi dovrebbero avere l'accortezza di favorire l'esplorazione del paesaggio geografico in tutti gli aspetti coltivando la curiosità, l’interesse, il bisogno esploratorio dei bambini.
Così come per ogni altro apprendimento, anche per la conoscenza dell'ambiente geografico, importa l'atteggiamento che matura negli alunni: tra le cose che interessano vi sono le bambole, ma vi è anche l'esplorazione delle strade, delle piazze, dei giardini, dei campi, dei fossati, dei fiumi, dei laghi, delle colline, dei monti e, perché no, del cielo, con le nuvole, con il sole, con la luna, con le stelle...
Uno dei tanti mondi che si offrono all'esplorazione dei bambini è quello geografico: essi cominciano a esplorarlo, ad osservarlo, a conoscerlo, da quando nascono, ma soprattutto sin dalla scuola dell'infanzia, per poi approfondirne via via sempre più la conoscenza, attraverso l'esplorazione, l’osservazione, la riflessione nella scuola primaria.
Questa esplorazione e questa conoscenza diretta possono essere favorite anche mediante le immagini (fotografie, riprese video ecc.), oltre che con le rappresentazioni che i singoli bambini ne possono realizzare prima a livello plastico, se dispongono di modellini di case, di strade, di piazze, di giardini, di campi, di colline, di monti, di sfondi (cielo, sole, stelle, nuvole, luna...).
Tuttavia, oggi possono risultare di aiuto anche le TIC (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione), a condizione che esse offrano questi oggetti in forma virtuale, tridimensionale, prima che bidimensionale.
Sarebbe estremamente importante mettere a disposizione dei bambini della scuola primaria e, perché no, anche della scuola dell'infanzia, prima degli elementi materiali e poi virtuali per la costruzione del paesaggio geografico: qualcosa di analogo alla costruzione del presepe!
Case, strade, piazze, quartiere, campi, colline, monti, laghi, fiumi, mari, prima concreti (oggi la plastica fa miracoli!), poi con oggetti virtuali (la grafica 3D è estremamente sviluppata).
Da questa esperienza diretta e virtuale si può passare poi alla rappresentazione cartografica.
Un passaggio significativo è dato dalla rappresentazione delle isoipse che, a livello concreto e a livello virtuale, può essere facilmente realizzata creando gli elementi da sovrapporre per creare colline e monti.
Attraverso il software di grafica è poi possibile utilizzare il colore per rappresentare i mari, i fiumi, le pianure, le colline, i monti...
Ad un ulteriore livello di approfondimento e si può pensare alla rappresentazione delle coordinate geografiche (meridiani e paralleli).
Si possono completare i paesaggi con il cielo e con il sole per realizzare situazioni che favoriscano l'acquisizione dell’orientamento.
Gli strumenti informatici possono offrire opportunità estremamente significative per comprendere la rappresentazione cartografica attraverso la sua costruzione con appositi programmi di grafica.
Tuttavia, non è forse mai sufficiente ripetere che occorre partire sempre dall'esperienza diretta del paesaggio geografico, esperienza da realizzare attraverso l'esplorazione e l'osservazione, più che attraverso la rappresentazioni iconica.
Dopo questa esperienza diretta, ineliminabile, indispensabile, necessaria, oggi è possibile ricorrere alla rappresentazione virtuale. Pensiamo ai voli virtuali su alcuni aspetti del territorio (pianure, monti, fiumi, laghi, mare...)(2).
L'editoria dovrebbe mettere a disposizione materiale di questo genere e lo farà se nasce una domanda nelle scuole: se i docenti chiedono software costituiti da voli per la visione dall'alto delle regioni d'Italia, dell’Europa, dei Continenti, del globo terrestre.
A questo punto, però, possono risultare utili anche le documentazioni iconiche ed i testi descrittivi, magari nella forma di ipermedia.
Prima che le Case editrice approntino materiale di questo genere, sarebbe opportuno che le scuole si attivassero, non solo per produrli, ma anche per metterli a disposizione delle altre scuole
Internet che dovrebbe costituire il museo didattico delle scuole. Il MIUR potrebbe favorire iniziative di questo tipo, coordinando e unificando le varie iniziative in atto (CNR, INDIRE…), ed anche le varie riviste digitali.
Tuttavia, nel suo piccolo, anche la RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (http://www.rivistadidattica.com/) è disponibile a raccogliere ed a pubblicizzare i lavori di questo tipo, mettendole a disposizione di tutte le scuole.
Tuttavia, pensiamo, oltre che alle rappresentazioni dei paesaggi, anche alla loro descrizione attraverso opere narrative (più che trattati, opere descrittive, anche narrative, che offrano una descrizione avvincente, coinvolgente, viva dei paesaggi geografici, che hanno una loro vita, non meno coinvolgente e avvincente di quelle dei personaggi umani e animali.
Il museo geografico potrebbe rappresentare una finestra aperta al mondo geografico, visto nelle sue diverse dimensioni (fisiche e antropologiche...): culturali, religiose, musicali, artistiche...
Tuttavia, concludendo, vorremmo sottolineare con forza che non si deve commettere l'errore di saltare il momento dell'esplorazione diretta e dell’osservazione, almeno degli ambienti geografici vicini, per poi, in un secondo momento, ricorrere alla rappresentazioni virtuali, iconiche e narrative.
NOTE
1) In merito cfr.: TENUTA U., Ciclico o a spirale, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/
2) In merito cfr.: CD ROM Volo sull’Italia, FOCUS, Milano.
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