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UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA PRIMARIA

PAESAGGIO GEOGRAFICO
di Umberto Tenuta

 

Come avviare i bambini alla conoscenza del paesaggio geografico

Da quando nasce, il bambino comincia a costruirsi un’immagine del paesaggio geografico, dell’abitato nel quale vive, orientandosi inizialmente in casa, poi nel vicinato e nel paese, prima che i suoi orizzonti si aprano a prospettive più ampie, ad orizzonti lontani.
Il compito della scuola è quello di approfondire quanto più possibile questi suoi orizzonti, questa sua conoscenza.
Da una parte, all’inizio, attraversol’osservazione, l’esperienza diretta, personale, vitale. Dall’altra, attraverso l’esperienza indiretta e la riflessione.
Un itinerario didattico, un approccio globale al paesaggio, un approccio che serva come base per i successivi ampliamenti in estensione edin profondità, secondo un procedimento ciclico e a spirale, dovrebbe muovere dalla motivazionea guardarsi intorno, ad osservare, ad approfondire le conoscenze ed a fissare nella memoria le cose osservate, anche attraverso il disegno, lo schizzo, la fotografia ecc.
Poi, a scuola, subentra la riflessione, riandandoalle cose osservate, agli elementi osservati, alle annotazioni, alle fotografie, alle videoregistrazioni ecc.
Si comincia dalla scuola dell’infanzia, mediante la ricostruzione della propria camera, del proprio appartamento, del proprio palazzo, eventualmente del quartiere.
Arrivati alla scuola elementare, in uno spirito di continuità ci si sofferma innanzitutto sul quartiere.
Per prima cosa, è opportuno crearne una mappa, abbastanza grande, da appendere magari alle pareti dell’aula.
Utilizziamo, se possibile, il PC per costruire la mappa, scannerizzando la mappa comunale, in forma schematica, in grigio, ma abbastanza ingrandita, con tutti gli accorgimenti possibili.

Su questa mappa incolliamo le immagini, i disegni, le fotografie.
Ma, nel frattempo, cominciamo a costruire, colorandole, le strade, gli edifici, le piazze, le linee ferroviarie: un avvio alla cartografia………
Facciamo lavorare gli alunni in gruppi.
Da questa rievocazione, più che rappresentazione, passiamo alla costruzione dei plastici, utilizzando prima la sabbia, poi l’argilla.
A livello di scuola elementare ci fermeremo qui, ma nella scuola media si potrà passare alle curve dilivello, utilizzando stampe incollate su fogli di compensato, ritagliate con il traforo, sovrapposte e collegate mediante l’argilla, per evitare gli sbalzi bruschi di altezza.
Attraverso queste attività gli alunni acquisiranno i primi concetti cartografici ed impareranno a leggere le mappe del paesaggio ambientale, per poi passare gradualmente alla lettura delle carte geografiche.

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