UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA DELL'INFANZIA

Musica - L’educazione musicale nella scuola materna di Umberto Tenuta
L’educazione musicale come aspetto fondamentale dell’attività educativa della scuola dell’infanzia

 

 

Dagli Orientamenti educativi del 1991 per la scuola materna:

“Le attività sonore e musicali mirano a sviluppare la sensibilità musicale, a favorire la fruizione della produzione presente nell’ambiente, a stimolare e sostenere l’esercizio personale diretto, avviando anche alla musica d’insieme.

Il bambino vive in un mondo caratterizzato dalla compresenza di stimoli sonori diversi, il cui eccessivo e disorganico sovrapporsi può comportare il rischio sia di una diminuzione dell’attenzione e dell’interesse per il mondo dei suoni sia un atteggiamento di ricezione soltanto passiva La scuola dell’infanzia può quindi svolgere un essenziale funzione di riequilibrazione, di attivazione e di sensibilizzazione, offrendo ai bambini proposte che consentano loro di conoscere la realtà sonora, d’orientarvisi, di esprimersi con i suoni e di stabilire per il loro tramite relazioni con gli altri.

L’intervento didattico si concretizza nelle attività di esplorazione, di produzione e di ascolto.

L’elaborazione degli itinerari di lavoro può tener conto di alcune tracce orientative particolari: scoperta e conoscenza della propria immagine sonora; ricognizione esplorativa dell’ambiente sonoro; uso dei suoni delle voci e di quelli che si possono produrre con il corpo; uso di oggetti e strumenti tradizionali ed elettronici; uso di strumenti di registrazione ed amplificazione; utilizzazione di strumenti musicali adatti ai bambini (ad esempio Strumentario didattico); apprendimento di canti adatti all’estensione vocale dei bambini; invenzioni di semplici melodie; sonorizzazione di fiabe o racconti; attività ritmico-motorie; forme elementari e ludiche di rappresentazione dei suoni; giochi per la scoperta e l’uso di regole musicali.

Dal punto di vista organizzativo, le attività musicali possono essere favorite dalla costituzione di un laboratorio musicale, o comunque dalla predisposizione di ambienti che consentono l’uso della sonorità e del movimento”.

Queste, sostanzialmente, le indicazioni per l’EDUCAZIONE MUSICALE nella scuola dell’infanzia.

Sulla base di queste indicazioni è possibile costruire delle unità didattiche nell’ambito di precisi moduli didattici.

 

Al riguardo, vorremmo anzitutto evidenziare l’importanza che assume l’ educazione musicale nella scuola, a cominciare dalla scuola dell’infanzia.

Forse, anche ricordando l’importanza che assumeva nell’educazione classica, l’educazione musicale andrebbe posta al secondo posto, dopo l’educazione motoria, in ogni ordine di scuola, per una molteplicità di motivi, che non sono solo quelli della grande diffusione che oggi la musica ha nella società e nella vita dei giovani.

L’educazione musicale è componente essenziale, fondamentale, strutturale della formazione della persona umana e, come tale, va avviata sin dai primi anni, prima dell’ingresso nella scuola dell’infanzia.

Ma la scuola dell’infanzia deve dedicare ad essa molta, adeguata, consistente cura.

 

Pur senza entrare nel merito, vorremmo sottolineare  che “L’intervento didattico si concretizza nelle attività di esplorazione, di produzione e di ascolto”.

Innanzitutto, l’attività di esplorazione (“scoperta e conoscenza della propria immagine sonora; ricognizione esplorativa dell’ambiente sonoro”).

I bambini, impegnati ad esplorare la realtà che li circonda sotto tutti i suoi molteplici aspetti, dovrebbero cominciare a  conoscere anche la realtà musicale: i suoni e la musica, si dice nei Programmi didattici del 1985 per la scuola elementare. Esistono i colori, esistono le forme, esistono i sapori, esistono gli odori, esistono i suoni e la musica. Occorre che i bambini siano guidati a prenderne atto.

Esplorare l’ambiente dei suoni e della musica, a cominciare dal proprio corpo: quali suoni e quale musica (soprattutto ritmi) viene dal corpo? Dalle mani,  dai piedi, innanzitutto. Poi dagli oggetti comuni più diversi presenti nell’ambiente.

Ma insieme, produrre la musica, in forma occasionale ed in forma programmata, come faceva la Montessori con i bicchieri in fila riempiti progressivamente d’acqua.

Esplorare i suoni emessi dagli oggetti appositamente predisposti, dagli strumenti musicali più semplici (“utilizzazione di strumenti musicali adatti ai bambini, ad esempio Strumentario didattico”).

“Apprendimento di canti adatti all’estensione vocale dei bambini; invenzioni di semplici melodie; sonorizzazione di fiabe o racconti; attività ritmico-motorie; forme elementari e ludiche di rappresentazione dei suoni; giochi per la scoperta e l’uso di regole musicali”.

Fino ad arrivare alla “costituzione di un laboratorio musicale, o comunque …alla predisposizione di ambienti che consentono l’uso della sonorità e del movimento.

 

Tre anni di scuola dell’infanzia per l’educazione musicale, che poi si continuerà nella scuola elementare.

 

Ma educazione musicale sin dalla scuola dell’infanzia.

Non solo, “Bimbi cantate”!

Ma una vera e propria attività di educazione musicale, con un insegnante competente, esperto, non necessariamente della stessa sezione, ma valorizzando, come per tutte le altre attività, le competenze dei docenti tutti presenti nella scuola.

 

Evidentemente, secondo una programmazione apposita, secondo unità didattiche appositamente predisposte, con strumenti didattici appositi.

 

La scuola dell’infanzia è una scuola, è la prima scuola del sistema formativo di base!

Anche per l’educazione musicale!

 

A tutti i docenti consigliamo, tra i tanti siti, uno:

 

 http://www.metodo-ritmia.com/