UNITA' DI APPRENDIMENTO: SCUOLA DELL'INFANZIA

ITINERARI DIDATTICI  PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA di Umberto Tenuta

Anche nella scuola dell’infanzia è necessario programmare l’attività educativa!

 

Forse può apparire una provocazione: itinerari didattici per la scuola dell’infanzia!

 

La scuola dell’infanzia, la scuola più importante, la scuola primaria, primaria, perché è la prima scuola, ma primaria perché getta le fondamenta di quel processo ciclico o a spirale in cui consiste la formazione  della personalità.

Eppure scuola ancora sottovalutata, ancora “asilo”, ancora scuola della “socializzazione, come nel primo disegno di legge di riforma veniva ufficialmente definita, per un significativo lapsus!

Non diciamo dopo Fröbel, ma dopo la Montessori e dopo il Freud, non dovrebbe essere consentito a nessuno di sottovalutare la scuola dell’infanzia.

Scuola primaria, anzi forse scuola secondaria, se la prima scuola è quella materna, quella del “grembo materno” di comeniana memoria.

Ma se vogliamo, sistema scolastico organizzato, “primo segmento del sistema scolastico”, come veniva definita nel Documento Zoso.

Eppure, scuola trascurata, seppure frequentata ormai dalla quasi totalità dei bambini.

Scuola degli Orientamenti educativi del 1991, un capolavoro di Programmi didattici, alla pari con quelli del 1985 per la scuola elementare.

Iniziative varie per rilanciarla sono stati attuati.

Ma una sola cosa, importante, la più importante, non è stata fatta: impegnare i docenti ad elaborare itinerari didattici, perché la scuola dell’infanzia è scuola intenzionale E programmatica, e perciò scuola della programmazione, scuola in cui anche il giOco deve assumere chiara, precisa, definita finalità formativa.

Nulla di quello che si fa nella scuola dell’infanzia deve essere estemporaneo, come si afferma nel Rapporto Zoso.

Tutto nella scuola dell’infanzia deve essere finalizzato a porre le BAsi delle future acquisizioni di conoscenze, di capacità e di atteggiamenti[i].

Negli Orientamenti sono chiaramente indicati gli obiettivi formativi.

Ma “Occorre impegnarsi a perseguirli, a farli perseguire ai bambini, attraverso precisi itinerari didattici. Uno strumento importante per realizzare queste prospettive è la programmazione coordinata di obiettivi, itinerari e strumenti di osservazione e verifica….. la progettazione degli interventi si modula e si mette a punto costantemente sui modi di essere, sui ritmi di sviluppo e sugli stili di apprendimento di ogni bambino. L’osservazione, inoltre, è uno strumento essenziale per condurre la verifica delle validità e della adeguatezza del processo educativo. Una progettazione aperta, flessibile, da costruirsi in progressione e lontana da schematismi risulta coerente con la plasticità ed il dinamismo dello sviluppo infantile e, di conseguenza, capace di sollecitare sinergicamente tutte le potenzialità, i linguaggi e le forme di intelligenza”).

Itinerari didattici” anche nella scuola dell’infanzia, seppure nell’ambito di “Una progettazione aperta, flessibile, da costruirsi in progressione e lontana da schematismi”.

 

Itinerari didattici  nella scuola dell’infanzia.

Itinerari didattici predisposti sulla base dei precisi obiettivi formativi che gli Orientamenti pongono alla scuola dell’infanzia. Ma itinerari didattici, non improvvisazione (“Un'organizzazione adeguata consente alla scuola di divenire luogo educativamente pregnante, dove nulla è lasciato alla casualità ed all'improvvisazione, ma tutto e predisposto in modo flessibile con intelligenza educativa”)(Relazione Zoso).

Predisposto, organizzato, previsto negli obiettivi formativi, nell’organizzazione delle ituazioni di apprendimento, attraverso la predisposizione di adeguati materiali didattici: la scuola dell’infanzia è la scuola delle “cianfrusaglie agaziane” e dei materiali strutturati della Montessori: i bambini manipolano, utilizzano materiali per scoprire concetti.

Occorre conoscere, precisare gli obiettivi formativi. Quali conoscenze, quali capacità, quali atteggiamenti i bambini debbono maturare? Gli Orientamenti li indicano chiaramente per i singoli campi di esperienza: occorre andarli a ricercare, ad organizzare, a precisare.

Innanzitutto, gli obiettivi formativi!

Mai nulla che non sia finalizzato a precisi obiettivi formativi, nemmeno i giochi!

Poi i contesti di apprendimento, gli ambienti di apprendimento, costruiti con appositi materiali didattici: la scuola materna come museo didattico, con le sue scatole di materiali concreti, comuni e strutturati[ii].

Infine, le modalità di utilizzazione di questi materiali, senza la rigidità della Montessori, ma nemmeno a casaccio, liberamente, senza scopo.

I materiali debbono servire a far acquisire, determinate conoscenze, capacità e atteggiamenti.

I bambini imparano e si formano anche nella scuola dell’infanzia.

Non stanno lì per trascorrere il loro tempo, per “socializzare”, ma per imparare.

I bambini imparano!

Imparano a casa, attraverso le esperienze che fanno sin dalla nascita.

Le mamme debbono stare attente alle esperienze che fanno i loro bambini: ai discorsi che fanno loro, ai materiali che utilizzano nei giochi, alle situazioni che vivono.

Occorre scrivere un manuale dell’educazione materna!

Ma nella scuola dell’infanzia i manuali di didattica esistono, a cominciare dalla Didattica magna del Comenio, dall’Emilio del Rousseau, dall’Educazione  dell’uomo del Fröbel, dai libri delle sorelle Agazzi e della Montessori ecc. ecc.

La RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA intende aggiungersi alle riviste didattiche cartacee  e intende fare la sua parte, ma chiedendo la collaborazione intensa, attiva, puntuale delle insegnanti di scuola dell’infanzia.

I loro itinerari didattici saranno puntualmente pubblicati.

Li aspettiamo, al più presto!  

 

 NOTE


[i] In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995;TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U.,  Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U.,  Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U.,  Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U.,  Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U.,  Obiettivi: come districarsi?, nel sito Http://www.edscuola.com/dida.html.

[ii] AGAZZI R., Come intendo il museo didattico, La Scuola, Brescia; MONTESSORI M., La scoperta del bambino, Garzanti, Milano, 2000.