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NOTEBOOK Cl@sse 2.0: la scuola digitale di Antonetta Cerasale e Anna Maria Savino

 

Il mutamento non è dato solo dal materiale innovativo che il giorno 25 marzo alle ore 18,00 nella bella e confortevole Sala dedicata a “Nino Aiello” dell’Istituto Comprensivo “ Giovanni Palatucci” Quadrivio di Campagna – Salerno è stato consegnato agli alunni della classe 1D presenti i genitori ovvero 23 computer portatili da 15 pollici, 23 tavolette grafiche, 23 pen-drive, 23 cuffie con microfono, ma è dato, soprattutto, dal rispetto della logica del progetto Cl@ssi 2.0: valorizzare l’attuazione di più modelli di innovazione che possano generare buone pratiche d’utilizzo delle tecnologie.
In quest’ottica l’Istituto “Giovanni Palatucci” auspica che, pur in presenza di un necessario coordinamento volto a far sì che la sperimentazione risponda alle finalità del Ministero della Pubblica Istruzione, possa entrare a far parte della casistica eterogenea di modelli di applicazione per l’innovazione didattica nell’ambito dell’Autonomia Scolastica.

Il progetto riguarda, per ora, 156 classi di scuole secondarie di primo grado a livello nazionale di cui 12 in Campania, 4 nella provincia di Salerno. Ogni classe individuata, assistita nella progettazione e nella sperimentazione da Docenti dell’Università, Agenzia Nazionale Scuola e Uffici Scolastici Regionali, ha già ricevuto i finanziamenti che saranno utilizzati nell’arco del triennio in base a quanto definito nella progettazione didattica di ogni istituto.
Molte sono le credenziali che l’Istituto “Giovanni Palatucci”, ha potuto esibire inoltrando la propria candidatura: il numero di docenti formati come corsisti alcuni e come formatori altri, il grado di innovazione raggiunto dall’istituto per il numero progetti europei, sia FSE sia FESR che già da tre anni vengono finanziati, il cospicuo numero di progetti nazionali e regionali presentati e sempre autorizzati , finanziati e realizzati negli ultimi 5 anni, le tecnologie avanzate presenti e non ultimo i progetti di recupero dello svantaggio e potenziamento degli apprendimenti inseriti nel Piano dell’Offerta Formativa.
Per portare avanti le finalità del progetto Cl@ssi 2.0. trasformare gli ambienti di apprendimento, dicevamo, non basta dotarsi della tecnologia, bisogna intervenire sulla didattica cambiandone la prospettiva. Le Lavagne Interattive Multimediali, i computer portatili sono strumenti che permettono ai docenti l’utilizzo sinergico dei vari media per potenziare la lezione e per coinvolgere i ragazzi assecondando i differenti stili cognitivi e di apprendimento. L’uso di questi mezzi innovativi riduce drasticamente la separazione tra le discipline cosa che, fino a qualche tempo fa, era ritenuta quasi impossibile da attuarsi per ritenersi un bravo docente. Riflettendo, si arriva alla conclusione che il sapere è stato organizzato in differenti discipline per la sola utilità di scegliere che cosa trasmettere, di scegliere da cosa partire, di decidere cosa fosse basilare. Il Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli nel 1894 riformando la scuola disse:“ Bisogna insegnare solo a leggere e scrivere, bisogna istruire quanto basta…… mettere da parte l’educazione al dubbio e alla critica. “
A distanza di oltre centoventi anni, in un’epoca in cui le frontiere sono continuamente attraversate, di fatto non esistono più confini tra gli stati, le comunità, le generazioni e le classi sociali non presentano più limiti insormontabili , in un’epoca nella quale si è onnipresente ovunque tramite il “web” i confini delle scienze, così come erano state codificate per studiare entità considerate ben definite e circoscritte, appaiono ingombranti intralci per uno studio che richiede, a nostro avviso, agilità, dinamismo e flessibilità.
Affermare l’importanza della pluridisciplinarità e/o interdisciplinarità significa “ in primis” assicurare il sapere e la comprensione della realtà attuale ma, allo stesso tempo, significa indurre a rivedere, riconsiderare e riesaminare molti contenuti disciplinari che via via si sono trasformati. Mai come oggi ci rendiamo conto della vastità delle cose che non sappiamo e siamo sempre più consapevoli dell’impossibilità di padroneggiare la totalità del sapere.

Il docente con la sua interazione e con una collaborazione continua con i colleghi e con gli stessi alunni può disegnare e realizzare percorsi e stabilire obiettivi raggiungibili e verificabili perché è giunto alla conclusione che possedere più strumenti culturali risulterà determinante nella crescita dell’individuo e si rivelerà indispensabile per la promozione delle sue capacità progettuali e di autodeterminazione.

I Docenti della cl@sse 2.0, la 1D, molti dei quali già alfabetizzati al mondo digitale, guidati dal referente del progetto prof. Giuseppe Magliano che li ha coinvolti con entusiasmo nell’ambito della formazione in servizio, si stanno adeguando, ponendosi in maniera molto positiva, a passare dalla logica del corso di aggiornamento, spesso avulso dalla pratica quotidiana e uguale per tutti, ad una serie di interventi mirati e riletti nei diversi contesti. Gli incontri regolari tenutisi con il Team del GRUPPO di SUPPORTO REGIONALE composto dall’Isp. Bouché, dalla prof. Casalino dell’A.N.S.A.S. e dal prof. Fattori dell’Università di Napoli “Federico II” che svolgono l’azione di “coaching”, orientando l’acquisizione di competenze da parte del docente per migliorare la performance nel proprio contesto, si stanno rivelando utili ad analizzare i bisogni della classe per quanto riguarda le problematiche degli studenti, i bisogni dei docenti per quanto riguarda le problematiche relazionali e organizzative e a prendere atto delle riflessioni individuali e collettive sui miglioramenti da apportare alla didattica in seguito alla sperimentazione. L’intero processo verrà verificato e valutato dalla FONDAZIONE SAN PAOLO e dalla FONDAZIONE AGNELLI.

In questa nuova ottica, gli studenti della classe 1D, che hanno già iniziato a sperimentare l'utilizzo innovativo delle tecnologie nel proprio percorso di studio che proseguirà per l’intera durata del triennio, usano la lavagna digitale, tablets e computers negli spazi tradizionali dell’apprendimento e l’uso che ne faranno li avvierà verso una nuova forma mentis: saper condividere, saper collaborare e saper lavorare in equipe, saper progettare oggetti multimediali e non, saper ricercare tramite una navigazione critica e consapevole.

Una didattica che, sebbene già da alcuni anni utilizzava le nuove tecnologie ma era costretta in un’apposita aula laboratorio per una sola ora a settimana, non era utilizzabile nel momento in cui poteva risultare opportuna e appropriata per assecondare il variegato senso naturale della scoperta e di relazione dei ragazzi. Infatti l’utilità degli strumenti tecnologico-multimediali è averli a disposizione nel momento in cui occorrono, durante una lezione, nel corso dell’interrogazione, mentre ci si esercita e mentre si dà o si richiede una spiegazione di approfondimento. In pratica poter cogliere il momento di massimo interesse dell’ alunno, lavorandoci insieme, collaborando nel costruire qualcosa. Quindi, anche la componente emozionale della scoperta condivisa incide, scava un solco profondo e indelebile, e consente, probabilmente, di mantenere vivo il ricordo del percorso, del come si è proceduto nel raggiungere l’obiettivo, forse più della nozione/informazione in quel momento acquisita.

I genitori di questi alunni molti dei quali scettici ed anche un po’ timorosi verso le nuove tecnologie, soprattutto Internet, hanno potuto esprimere i loro dubbi e perplessità, all’indomani dell’approvazione del progetto, in incontri appositamente organizzati. Essi hanno espresso opinioni che monitorate e analizzate hanno evidenziato la volontà ad essere formati ed informati su quanto poteva essere di aiuto nel seguire l’evoluzione della conoscenza dei propri figli nei riguardi del mondo “digitalmultimediale”.
L’Istituzione ha ritenuto opportuno, allora, organizzare un apposito corso rivolto esclusivamente ai genitor e tenuto dal referente del progetto sull’uso della posta elettronica per la comunicazione Istituto-Utenza, rudimenti per la navigazione in Internet, partecipazione a forum dedicati, uso consapevole di Facebook, You Tube e Twitter.

La copia dei testi classici da parte degli amanuensi portò alla divulgazione della religione, della cultura ma l’invenzione della stampa fu una spinta formidabile all’ aumento del numero di coloro che impararono a scrivere sentendo la necessità di dire qualcosa, cioè creare idee e condividerle con altri. I rischi c’erano ma si accettò la sfida.
La televisione ci ha introdotto nell’era dell’informazione fruita, ma l’ingresso nell’era multimediale e digitale dà l’impressione di essere proprio quell’innesco di reazione a catena che ci rende protagonisti e attivi in prima persona nel fare comunicazione e nel distribuire informazione, nel pensare, cioè creare idee e condividerle con altri, i rischi ci sono ma accettiamo la sfida.