RIFORMA DELLA SCUOLA

PROFESSORI DEL FUTURO
di Maria Antonietta Crea

I prof del futuro dovranno conoscere l’inglese e le nuovetecnologie, ma non i dialetti locali

Nell’anno scolastico 2007-2008risultano iscritti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento 286.539 maestri eprof con abilitazione ( 237.252a pieno titolo, 49.287 con riserva). I maestri in cerca di un posto, sono nello specifico, 89.696 della scuola dell’ infanzia e 76.409 della scuola primaria, mentre sono71.095 i prof del 1° grado e115.906 quelli del 2° grado.

A questo va aggiunto che ci sono 473 mila iscritti delle graduatorie d´istituto (senza abilitazione) ed è l’intenzione del governodi tagliare in tre anni (2009/2010 -2010/2011-2011/2012) 130 mila posi nella scuola. Questo precariato selvaggio ha spinto il MIUR a dettare nuove regole per il futuro e a stabilire che per accedere alle lauree destinate a far diventare prof, si dovrà rientrare nel numero programmato deciso in base al fabbisogno reale delle scuole.

Tirocinio, inglese, informatica e fine del precariato saranno, quindi, le parole d’ordine della scuola del futuro targata Gelmini che prevede al posto delle “vecchie Ssis” biennali, un tirocinio di un anno. I dottori di ricerca e i «precari della ricerca» che saranno in possesso di tutti i requisiti curriculari, entreranno in soprannumero, dopo un esame orale, nell’anno di tirocinio. L’anno di tirocinio presume forme di interazione e coprogettazione del percorso tra istituzioni scolastiche e atenei, ed è stato previsto uno specifico spazio di laboratori per approfondire quanto viene fatto in classe.  I tirocini saranno svolti nelle scuole statali e paritarie, ma anche nelle strutture di istruzione e formazione professionale. Gli Uffici scolastici regionali dovranno organizzare, aggiornare e controllare gli albi delle istituzioni scolastiche accreditate che ospiteranno i tirocini (sulla base di appositi criteri stabiliti dal ministero).Gli Uffici scolastici regionali avranno anche funzione di controllo e di verifica sui tirocini. Sino alla costituzione degli albi, le università sceglieranno liberamente le scuole, di concerto con gliUffici scolastici regionali che manterranno comunque compiti di vigilanza.

In particolare per insegnare nella scuola dell´infanzia (ex materna) e primaria (un tempo Elementare), dopo il diploma della scuola superiore, bisognerà intraprendere un percorso universitario quinquennale (laurea magistrale a ciclo unico) a numero chiuso e con prove d’ingresso e a partire dal secondo anno, svolgere anche un tirocinio in classe seguiti da un tutor. Per ottenere l´abilitazione all´insegnamento occorrerà sostenere un esame finale con la discussione della tesi e relazione del tirocinio.

Per diventare professore nella secondaria (di primo e secondo grado) il percorso è di sei anni: laurea triennale, laurea magistrale biennale a numero chiuso e tirocinio di un anno. Ma, prima di ottenere l´abilitazione, occorre superare un esame finale. I futuri professori dovranno conoscere l´Inglese (a livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue) e padroneggiare i contenuti digitali e le nuove tecnologie. Chi vorrà insegnare agli alunni disabili (docente di sostegno) dovrà seguire un altro anno di corso e superare un altro esame. Il dialetto non è previsto, invece, nei curriculum scolastici anche se lo studio della cultura e delle tradizioni popolari è previsto da molti piani dell’offerta formativa.

Il nuovo corso, che ha già avuto un primo via libera dei sindacati, partirà però fra qualche anno. Per conseguire l´abilitazione alla scuola media inferiore, fino al 2011/2012, occorrerà seguire il tirocinio di un anno che sarà a numero chiuso con test di ammissione aperto a coloro che sono in possesso dei requisiti per l´accesso alle Ssis.

Analoga modalità per coloro che aspirano all´abilitazione per insegnare al superiore, ma fino al 2012/2013. Mentre chi ha già intrapreso una carriera da docente (iscritto nel 2008/2009 o prima) concluderà il percorso con le vecchie regole.

1 settembre 2009