RIFORMA DELLA SCUOLA

 

Portfolio e documenti di valutazione diUmberto Tenuta
Il Portfolio come unico documento di valutazione degli alunni

Non sunt moltiplicanda entia[i].

Lo richiedeva la filosofia scolastica, lo richiede il buonsenso, lo richiede l'esigenza di non appesantire il lavoro dei docenti: lo impone il bisogno di dare significato al Portfolio.

A che serve il Portfolio?

È, forse, e senza forse, questa la prima domanda da farsi. Nelle indicazioni e nelle raccomandazioni per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria si afferma:

scuola dell’infanzia

<<la Scuola dell’Infanzia accompagna ciascun bambino con un apposito Portfolio (o cartella) delle competenze a mano a mano sviluppate, che comprende:

1.una descrizione essenziale dei percorsi seguiti e dei progressi educativi raggiunti;

2.una documentazione regolare, ancorché significativa, di elaborati che offra indicazioni di orientamento fondate sulle risorse, i modi e i tempi dell’apprendimento, gli interessi, le attitudini e le aspirazioni personali dei bambini.

….Il Portfolio …è una collezione strutturata, selezionata e commentata di materiali paradigmatici prodotti dal bambino, che consente una ricostruzione del suo processo di maturazione e, allo stesso tempo, della maggiore o minore pertinenza degli interventi didattici adottati.

I contenuti del Portfolio. Durante i 12 anni di diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, questo documento comprende una sezione dedicata alla valutazione e un’altra sezione riservata all’orientamento.

Con la peculiarità che caratterizza la scuola dell’infanzia, queste due dimensioni non dovrebbero mancare nemmeno a questo livello scolastico. La raccomandazione è che si intreccino in continuazione, nella consapevolezza che l’unica valutazione positiva per il bambino è quella che contribuisce a conoscere l’ampiezza e la profondità delle sue competenze e, attraverso questa conoscenza progressiva e sistematica, a scoprire ed apprezzare sempre meglio le capacità potenziali di ciascuno, non pienamente mobilitate. Anche per questa ragione, non può mancare, nella compilazione del Portfolio, la reciproca collaborazione tra famiglia e scuola al servizio del massimo sviluppo possibile del bambino.

Alla luce di queste considerazioni, esso raccoglie, con precise annotazioni sia dei docenti sia dei genitori:

- materiali prodotti dal bambino individualmente o in gruppo, indicando in questo secondo caso i nomi e l’età degli altri autori;

- prove scolastiche significative e contestualizzate alle circostanze, capaci di descrivere le più spiccate competenze dell’allievo, in tutti campi d’esperienza;

- osservazioni dei docenti e della famiglia sui metodi di apprendimento del bambino, con la rilevazione delle sue caratteristiche originalinelle diverse esperienze formative affrontate;

- commenti su lavori personali ed elaborati significativi, sia scelti dal bambino (è importante questo coinvolgimento diretto) sia indicati dalla famiglia e dalla scuola, ritenuti esemplificativi delle sue capacità personali;

- indicazioni che emergono dall’osservazione sistematica, dai colloqui insegnanti-genitori, da colloqui con il bambinoin ordine alle personali attitudini e agli interessi più manifesti. 

Scuola primaria

Il Portfolio delle competenze individualicomprende una sezione dedicata alla valutazione e un’altra riservata all’orientamento. La primaè redatta sulla base degli indirizzi generali circa la valutazione degli alunni e il riconoscimento dei crediti e debiti formativi (art.8, DPR 275/99).

Le due dimensioni, però, si intrecciano in continuazione perché l’unica valutazione positiva per lo studente di qualsiasi età è quella che contribuisce a conoscere l’ampiezza e la profondità delle sue competenze e, attraverso questa conoscenza progressiva e sistematica, a fargli scoprire ed apprezzare sempre meglio le capacità potenziali personali, non pienamente mobilitate, ma indispensabili per avvalorare e decidere un proprio futuro progetto esistenziale. Anche per questa ragione, la compilazione del Portfolio, oltre che il diretto coinvolgimento del fanciullo, esige la reciproca collaborazione tra famiglia e scuola.

Il Portfolio, con annotazioni sia dei docenti, sia dei genitori, sia, se del caso, dei fanciulli, seleziona in modo accurato:

- materiali prodotti dall’allievo individualmente o in gruppo, capaci di descrivere paradigmaticamente le più spiccate competenze del soggetto;

- prove scolastiche significative;

- osservazioni dei docenti e della famiglia sui metodi di apprendimento del fanciullo, con la rilevazione delle sue caratteristiche originalinelle diverse esperienze formative affrontate;

- commenti su lavori personali ed elaborati significativi, sia scelti dall’allievo (è importante questo coinvolgimento diretto) sia indicati dalla famiglia e dalla scuola, ritenuti esemplificativi delle sue capacità e aspirazioni personali;

- indicazioni di sintesi che emergono dall’osservazione sistematica, dai colloqui insegnanti-genitori, da colloqui con lo studentee anche da questionari o test in ordine alle personali attitudini e agli interessi più manifesti>>.

 

Non si mette mano a un lavoro così immane, gravoso e peraltro ingombrante, ingombrante perché occorre pensare pure ai contenitori e agli spazi per le centinaia e centinaia di raccoglitori o di cartelle che andranno a costituire i Portfoli delle singole istituzioni scolastiche; non si mette mano ad un lavoro siffattosolo per documentare il lavoro svolto dagli alunni e nemmeno nella prospettiva della continuità educativa e dell'orientamento, per scopi futuri, lontani, senza pensare alla sua immediata utilità pratica.

Ai docenti si può avere il coraggio di richiedere l’elaborazione dei Portfoli dei singoli alunni solo se se ne motiva la loro utilità immediata, ai fini del miglioramento dei processi di insegnamento e di apprendimento, impegno che deve costituire l'assillo più pressante dei docenti della scuola dell'autonomia, impegnati a garantire il successo formativo a tutti gli alunni.

Il Portfolio, come ogni strumento e come ogni attività che si svolge nella scuola,non può non avere questa finalità: contribuire a migliorare i processi apprenditivi e formativi.

Il modello di scuola che si intravede dalla legge di delega 53/2003, dalle indicazioni e dalle raccomandazioni utilizzate nelle sperimentazioni, sembra far opportunamente leva sulla personalizzazione dell'attività educativa e didattica e dei processi di apprendimento e di formazione dei singoli alunni.

Finalmente, dopo le affermazioni contenute nei Programmi didattici del 1955 e soprattutto dopo le indicazioni della Legge 517/1977, si prende atto che il successo formativo è strettamente correlato alla personalizzazione educativa e didattica.

La personalizzazione è un'esigenza ineludibile, fondante, caratterizzante di una scuola che, come quella dell'autonomia, si propone di garantire il successo formativo e di garantirlo a tutti gli alunni.

Sull’esigenza della personalizzazione educativa e didattica ci soffermiamo in altra sede[ii].

Ora, rilevatane la fondamentale esigenza, intendiamo evidenziare che la personalizzazione educativa e didattica, strumento essenziale del successo formativo, nonché del riconoscimento e della valorizzazione delle diversità, che il Regolamento dell'autonomia di cui al D.P.R. 275/1999 pone come obiettivo essenziale della scuola dell'autonomia[iii], può essere attuata solo se si dispone di una conoscenza quanto più accurata possibile delle caratteristiche personali dei singoli alunni.

La tanto affermata e sottolineata centralità degli alunni[iv], dei singoli alunni, può essere assicurata solo da una conoscenza, la più approfondita possibile, delle caratteristiche personali dei singoli alunni.

Senza la conoscenza dei livelli di sviluppo e di apprendimento, delle aspirazioni, delle motivazioni e delle predilezioni, oltre che dei ritmi e degli stili di apprendimento dei singoli alunni, non è possibile parlare di personalizzazione educativa e didattica.

Nella nuova scuola, nella scuola della Riforma, serve più che mai uno strumento di conoscenza dei singoli alunni.

Nonbastano i documenti di valutazione finora sperimentati. Nati già estremamente sintetici, scheletrici, sono peggiorati nell'ultima versione, che indubbiamente ha alleggerito il lavoro dei docenti ma lo ha reso inutile.

Troppi documenti inutili circolano nella scuola ed appesantiscono sul piano burocratico i già gravosi impegni educativi dei docenti.Malgrado il clamore intorno alle tecnologie informatiche, nella scuola, e solo nella scuola, i docenti continuano a scrivere a mano i registri degli alunni, le programmazioni, i documenti di valutazione degli alunni ecc.

Abbiamo scritto altrove[v] che occorre alleggerire il lavoro burocratico dei docenti anche attraverso una maggiore integrazione tra attività educativa e attività amministrativa nella scuola: personale docente e personale ATA debbono lavorare fianco a fianco.

Ma soprattutto occorre non moltiplicare gli adempimenti ed i documenti, in particolare quelli della valutazione.

Nelcaso concreto, il Portfolio deve costituire l'unico strumento della valutazione degli alunni ai fini della programmazione, ai fini dell'orientamento, ai fini della continuità educativa, ai fini della documentazione del percorso formativo.

Quindi, più che ai risultati finali, il Portfolio deve risultare attento ai percorsi apprenditivi e formativi, rappresentando, sì, una cartella, intesa però, non come con raccoglitore di elaborati, quanto come un profilo dinamico, una vera e propria cartella socio-psico-pedagogica[vi], dalla quale emergano le caratteristiche, le esigenze, le possibilità formative e le modalità di apprendimento e di formazione dei singoli alunni.

Il Portfolio deve servire ai docenti, ma anche agli alunni e alle famiglie, per meglio conoscere quali siano le esigenze apprenditive e formative dei singoli alunnie come esse possano essere soddisfatte dai singoli alunni in formapersonalizzata, cioè rispettosa dei livelli di sviluppo e di apprendimento, delle motivazioni, degli stili e dei ritmi di apprendimento.

Così inteso, il Portfolio costituisce la cartella socio-psico- pedagogica che accompagna l’alunno nel suo percorso apprenditivo e formativo, consentendo ai docenti di approntare i Piani educativi personalizzati.

Fuori da questa logica, il Portfolio diventa un ulteriore documento burocratico incomprensibile nella logica dell'efficienza e inutile nella logica delle efficacia di una scuola che deve utilizzare tutte le sue risorse per assicurare la qualità dei percorsi apprenditivi e formativi, garantendo a tutti i singoli alunni il successo formativo, inteso come integrale, originale e massimale formazione della loro personalità.

In tale prospettiva il Portfolio si confugura come unico strumento della valutazione dei risultati e quindi dell'orientamento dell’alunno, utile peraltro anche per assicurare la continuità educativa orizzontale e verticale.

Frutto della collaborazione del gruppo dei docenti, esso non può non portare anche all'integrazione dei loro interventi educativi e didattici.

Peraltro, nel passaggio da una scuola a quella successiva, esso costituisce lo strumento che consente ai docenti della nuova scuola di avere sin dall'inizio della frequenza la conoscenza dei singoli alunni, soprattutto ai fini della prosecuzione dei loro processi apprenditivi e formativi, secondo una logica di continuità fondata su procedimenti didattici ciclici o a spirale.

Secosì stanno le cose, forse è il caso di riflettere ancora sulnuovo documento e di definirne meglio la struttura e la funzione.

IL Portfolio: unico strumento della valutazione degli alunni

Abbiamo detto che il Portfolionon deve costituire solo uno strumento di documentazione dei risultati, quale rischia di diventare se inteso come un raccoglitore degli elaborati degli alunni. Esso non costituisce il museo personale, l'archivio storico dell'iter formativo dell’alunno, che peraltro risulterebbe incompleto, parziale, riduttivo, in quanto limitato alle esperienze scolastiche, e solo ad alcune di esse, non comprensivo anche delle estremamente significative esperienze formative che il bambino vive fuori della scuola, nella famiglia e nelle molteplici istituzioni formative che contribuiscono alla sua piena formazione.

Il Portfolio non può non offrire la rappresentazione quanto più possibile organica e documentata del profilo dell’alunno.

Innanzitutto, deve offrire un quadro organico della personalità dell’alunno: non solo delle sue competenze desumibili attraverso i fogli di carta, ma anche delle sue competenze motorie, emotivo-affettive, relazionali, oltre che dei suoi atteggiamenti, delle sue motivazioni, dei suoi interessi.

Se la logica dell’ologramma ha un significato, esso deve portare a una rappresentazione olistica, unitaria, integrale dell'alunno, e tale può essere il Portfolio se comprende anche le osservazioni, le annotazioni, le rilevazioni, le valutazioni che i docenti vanno effettuando nella quotidiana attività educativa e didattica nell'ambito della classe e dei laboratori.

Vogliamodire che nel Portfolio debbono confluire, non solo gli attuali documenti di valutazione, peraltro riveduti e corretti, ma anche le risultanze della valutazione continua, della valutazione ed osservazione che i docenti fanno nel corso delle attività di apprendimento degli alunni.

Ovviamente, dovendo offrire una rappresentazione integrale dell’alunno, il Portfolio non può non essere elaborato da tutti i docenti, non solo dal docente tutor, se questa figura dovesse malauguratamente rimanere nella scuola primaria, cedendo a richieste che non possono non apparire in tutta la loro illogicità, contraddittorietà e riduttività.

Ognidocente deve avere la possibilità di fare le sue rilevazioni, le sue osservazioni, le sue annotazioni relativamente alle diverse dimensioni della personalità, e non solo alle diverse attività scolastiche.

Il Portfolio non riguarda solo la Lingua italiana, la Matematica, l'Educazione artistica, le cui prestazioni possono essere tradotte su fogli, ma anche l'Educazione musicale, l’Educazione motoria, l'Educazione tecnologica, l'Educazione emotivo-affettiva, l'Educazione sociale ecc. certamente non documentabili attraverso i fogli e che, in una visione olistica della personalità, non sono meno significativi di quelli che attengono alla Lingua ed alla Matematica ai fini del processo formativo.

Tuttavia, l'esigenza che il Portfolio sia compilato da tutti i docenti, e non solo dal docente tutor, nasce anche da motivazioni scientifiche. Sappiamo che ogni conoscenza à una rappresentazione, un’interpretazione, una visione della realtà: ogni valutazione è soggettiva. Anche la “radiografia”[vii] ed anche la “fotografia a colori”[viii] dell’alunnosono una interpretazione.

Sappiamo quanto contrastanti siano spesso risultati finora i giudizi sui singoli alunni: all'8 in Latino ha fatto spesso riscontro il 6 Matematica ed il 7 in Storia, per non dire del 5 in Scienze.

E sappiamo quanto divergenti siano state anche le valutazioni, non solo sul comportamento, ma anche sulle attitudini, sulle predilezioni, sulle motivazioni degli alunni.

Che fare? Annullare tali diversità lasciandole mediare dal docente tutor oppure riportarle tutte come espressione di questa fisiologica diversità di vedute?

I rischi degli effetti di alone[ix] sono ineludibili e lasciare al docente tutor la traduzione degli apporti valutativi dei diversi docenti non sfugge certamente a questo rischio.

Meglio, quindi, lasciare che ogni docente faccia direttamente le sue osservazioni e le trascriva personalmente nel Portfolio.

Si è detto che ilPortfoliodeve lasciare agli alunni ed alle loro famiglie la possibilità di inserire i documenti che essi ritengono importanti. Perché non offrire questa possibilità anche ai diversi docenti?

In tal senso, ci sembra che il Portfoliodovrebbe essere la risultante degli apporti dei diversi docenti, tutti su un piano di parità, stante la pari importanza di tutti gli interventi formativi.

Così come sembra opportuno che i diversi docenti costituiscano un gruppo unitario, paritario e integrato, allo stesso modo riteniamo che il Portfolio debba risultare il frutto degli apporti dei diversi docenti.

LE SEZIONI DEL Portfolio

Intale prospettiva, il Portfoliodovrebbe articolarsi i in parti e sezioni diverse.

Innanzitutto, una Prima parte, relativa al profilo complessivo dell'alunno, in cui riportare quanto attiene ai livelli di sviluppo e di apprendimento, alle motivazioni, agli interessi, alle predilezioni, oltre che alle modalità di apprendimento (ritmi, strategie, stili apprenditivi).

A questa Prima parte, articolata in sezioni, dovrebbe far seguito una Seconda parte più specificamente destinata alle diverse attività educative, in cui riportare non solo i documenti, ma anche le annotazioni relative alle rilevazioni dei docenti.

Inoltre, è opportunoprevedere anche una Terza parte riservata alle proposte di intervento, nelle quali ogni docente riporta le sue ipotesi di intervento, le sue proposte, i suoi interrogativi.

Tuttavia, forse è il caso, non solo di non imporre, ma anche di non proporre un modello di Portfolio, lasciando alle singole istituzioni scolastiche l’individuazione delle articolazioni ritenute più adeguate.

Una sola cosa sembra invece ineludibile: precisare le finalità del Portfolio, concepito come strumento unico e unitario di osservazione e di valutazione dell'alunno, oltre che di documentazione, nella prospettiva preminente della progettazione dei Piani educativi personalizzati e delle unitarietà educativa edidattica, prima che nella prospettiva della continuità educativa e dell'orientamento.

Le modalità di elaborazione del Portfolio

Riteniamo che, stante l’ineludibile impegno di snellire il lavoro dei docenti sul piano educativo-didattico e soprattutto sul piano burocratico-amministrativo, va fatto sempre maggiore spazio agli strumenti informatici anche nella elaborazione del Portfolio.

Pensiamo perciò ad una versione informatica del Portfolio. Ognidocente inserisce nelle diverse sezioni del Portfolio, organizzato come un database, non solo i suoi testi, ma anche documenti grafici (elaborati degli alunni, disegni, fotografie ecc.vengono riportati sotto forma di immagini utilizzando gli appositi sw di archiviazione).

Ogni alunno avrà così il suo Portfolio su floppy o, più opportunamente, su CD-ROM o dvd.

Sarà possibile conservare l'originale nella scuola e consegnarne copia agli alunni.

Sialleggerirà il lavoro dei docenti, non si riempiranno gli archivi, si faticherà di meno per la manutenzione dei Portfoli e soprattutto si creerà uno strumento più accessibile, e come tale più fruibile e più utile del Portfolio.

Le considerazioni che abbiamo fatto vorrebbero essere solo l’avvio diun discorso, di un dibattito, di una ricerca sul Portfolio che è il caso di sviluppare e di approfondire.

Perciò rivolgiamo un pressante invito a intervenire ed a riprendere il discorso avviato.

[i] Guglielmo di Occam.
[ii] TENUTA U., La flessibilità della scuola e la centralità degli alunni, ANICIA, ROMA, 2003.
[iii]<<Le istituzioni scolastiche… riconoscono e valorizzano le diversità, promuovono le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo>> (art.4, D.P.R. 275/1999).
[iv] TENUTA U., La flessibilità della scuola e la centralità degli alunni, cit.
[v] TENUTA U., Tecnologie Multimediali, in METODOLOGIA E DIDATTICA: http://www.edscuola.com/archivio/didattica/
[vi] TENUTA U., Non <<radiografia>> dell’alunno ma <<cartella pedagogica>>, in Scuola Italiana Moderna, La Scuola, Brescia, 1 gennaio 1978, n. vii, pp. 11ss.
[vii] Ibidem
[viii]Tenuta U.,Le fotografie a colori dei nostri alunni, in METODOLOGIA E DIDATTICA: http://www.edscuola.com/archivio/didattica/
[ix]<<L’effetto di alone, secondo la classica definizione di Thorndike, si configura come l’espansione indebita di giudizio: essa si verifica quando un aspetto noto e conosciuto condiziona la valutazione nei confronti di altri aspetti non dipendenti da esso. Per esempio, un linguaggio forbito usato dallo studente può influenzare la valutazione circa la preparazione, lo studio o la reale competenza; così come un compito scritto, preciso e ordinato, può condizionare la valutazione nelle successive interrogazioni orali>>.( TESSARO F., in: http://helios.unive.it/~corc_sis/corsi/fino2001_I/tessaro_01/m03/03_02.htm)