RIFORMA DELLA SCUOLA


Portfolio: un'ipotesi di Portfolio diUmberto Tenuta
La struttura del Portfolio

Abbiamo scritto altrove[i] sul Portfolioe abbiamo precisato, in particolare, che esso deve costituire l'unico strumento per la valutazione, la documentazione e l'orientamento dell'alunno.

Nonun documento aggiuntivo, ma un documento di sintesi.

Sarebbe estremamente importante conoscere come esso è stato impostato nelle scuole che hanno realizzato la sperimentazione della riforma Moratti nell'anno scolastico 2002/2003.

Ècomunque utile poter disporre di una serie di ipotesi la più vasta possibile, per arrivare, se non ad un modello, almeno ad una ipotesi di Portfolio che si presenti con caratteristiche non eccessivamente discordanti da scuola a scuola, ai fine di un'utilizzazione proficua soprattutto nella successione delle scuole, dalla scuola dell’infanziaalla scuola secondaria superiore.

In tale prospettiva, giova senz'altro tenere presente quanto riportato nelle indicazioni e nelle raccomandazioni.

Il Portfolio dovrebbe costituire lo strumento essenziale per la messa a punto dei Piani educativi personalizzati e conseguentemente del Piano dell'offerta formativa.

Pertanto, gli orientamenti delle indicazioni e delle raccomandazioni dovrebbero meglio focalizzarne la funzione di strumento di conoscenza dell’alunnoin vista della elaborazione delle suo Piano educativo personalizzato. Intale prospettiva esso dovrebbe configurarsi, non come un documento aggiuntivo, ma come la sintesi dei documenti oggi utilizzati nelle scuole, a cominciare dai documenti di valutazione.

Per conoscere i singoli alunni vi dovrebbe essereun solo documento che è il Portfolio.

Èinutile, controproducente, improduttivo, contrario alla logica dell’efficacia e dell'efficienza, prevedere documenti diversi, e si impone con forza l'esigenza di unificare i vari documenti nel Portfolio.

 

La struttura del Portfolio

La saggistica ha ampiamente dibattuto la problematica dall'articolazione dei documenti di analisi delle caratteristiche personali dei singoli alunni ai fini della progettazione degli interventi educativi e didattici che le istituzioni scolastiche debbono effettuare, ora più che mai in forma estremamente personalizzata.

Atteso che il successo dell’azione educativa e didattica è strettamente correlata alle caratteristiche personali dei singoli alunni, così come ha sempre esplicitato il discorso sull’individualizzazione dell'insegnamento[ii] e sulla personalizzazione educativa e didattica[iii], gli strumenti di valutazione dovrebbero essere mirati ad offrire una conoscenza quanto più possibile articolata, organica, completa di tutti gli alunni, che possano dare una fotografia a colori dei singoli alunni[iv], considerati nei loro livelli di sviluppo e di apprendimento, nelle loro motivazioni, nei loro ritmi e nei loro stili di apprendimento, oltre che nei contesti formativi informali, non formali e formali nei quali si è avviato e si compie il loro processo formativo e apprenditivo.

Così come i genitori, anche i docenti non possono operare efficacemente se degli alunni hanno una conoscenza approssimativa, generica, vaga o addirittura inesistente, come purtroppo spesso si verifica.

Conoscere i propri alunni è stato sempre il vanto dei migliori docenti!

Maconoscere i propri alunni, come conoscere i propri figli per i genitori, è certamente un'impresa non facile, atteso che si tratta di una conoscenza a tutto tondo, a trecentosessanta gradi, completa e quanto più possibile puntuale.

Pertanto, sarebbe il caso che a questa conoscenza offrissero il loro apporto, in primo luogo, i genitori, i sociologi, gli psicologi, i pediatri ed i rappresentanti delle agenzie formative che comunque i bambini frequentano sin dai loro primi anni di vita.

In tale prospettiva, il Portfolio dovrebbe essere attivato sin dalla nascita del bambino. Ogni persona ha il suo fascicolo formativo, che comincia sin dalla nascita, e anche prima, perché il processo di formazione non ha inizio nella scuola e non si esaurisce in essa.

Comunque, in attesa che il Portfolio sia predisposto sin dalla nascita, è opportuno che al momento dell'iscrizione agli asili nido o alla scuola dell'infanzia, si raccolgano le informazioni relative al processo formativo dell’alunnosin dalla sua nascita, e che esso sia comunque comprensivo di tutti gli apporti formativi di cui l’alunnoabbia potuto giovarsi sin dai primi anni di vita.

 

LA PRIMA PARTE DEL Portfolio

La prima parte delle Portfolio dovrebbe offrire una rappresentazione dei livelli di sviluppo e di apprendimento dell’alunno, relativamente a tutte le dimensioni della personalità (motoria, emotivo-affettiva, sociale, religiosa, morale, linguistica, logica, cognitiva, matematica, espressiva, aritmetica ecc.).

Ma poi dovrebbe cercare di individuare e di descrivere anche la sue motivazioni, le sue predilezioni, i suoi interessi, le sue propensioni, con particolare riferimento alle sue curiosità, ai suoi bisogni di competenza, ai suoi processi di identificazione ecc., al fine di individuare i suoi bisogni di autorealizzazione, di autoaffermazione, di crescita e quindi la sua volontà di apprendere e di formarsi cui è strettamente correlato il successo dell’azione educativa edidattica che la scuola svolge.

In tale prospettiva, necessita anche conoscere i ritmi e gli stili di apprendimento dei singoli alunni: quali i tempi apprenditivi e quali le strategie cognitive?

Evidentemente, si tratta di un profilo dinamico, non statico, anche perché oggetto esso stesso della programmazione di appositi interventi educativi volti a migliorare, a modificare, a cambiare le situazioni di partenza. Se un bambino si presenta alla scuola dell'infanzia scarsamente curioso, occorre progettare ed attivare interventi perché egli accresca le sue curiosità; se si presenta lento nei processi apprenditivi, occorre progettare ed attivare interventi perché egli diventi più svelto; se si presenta con modalità apprenditivedi tipo meccanico occorre progettare e attuare interventi educativi che favoriscano lo sviluppo di strategie apprenditive intelligenti (per scoperta, per ricostruzione, per reinvenzione, per insight) (Problem solving).

 

La seconda E LA TERZA parte del Portfolio

Èin tal senso che alla Prima parte del Portfolio dovrebbe far seguito una Seconda parte relativa ai risultati conseguiti nel corso degli interventi educativi e didattici progettati e attivati nel corso dell'anno scolastico.

Forse è il caso che il Portfolio abbia una scansione cronologica, evolutiva, offrendo la rappresentazione dell'iter formativo dell'alunno nella sua complessità.

Èutile conoscere i punti di partenza all'inizio del suo processo formativo, ma anche all'inizio di ogni anno scolastico, dopo ogni ciclo scolastico, così come è opportuno conoscere i risultati, i progressi conseguiti, le mete raggiunte di anno in anno.

Forse, la metafora della “Fotografia a colori[v] va modificata e sostituita con quella del “filmato a colori”.

Perdare il giusto peso ai risultati attuali, è opportuno conoscere, non solo i punti di partenza all'inizio dell'anno scolastico, ma le difficoltà incontrate negli anni precedenti, i risultati conseguiti ecc. è la storia dell’alunnoche interessa, non l’istantanea, la fotografia del momento.

Ogni persona umana è figlia della sua storia e senza la conoscenza storica non si ha comprensione: si sa ma non si comprende, e senza comprensione non si può valutare. Perciò, dicevamo, la scansione storica della seconda parte, anno dopo anno.

Lo stesso discorso vale per la Terza parte, la quale dovrebbe raccogliere le problematiche rilevate e le ipotesi di intervento formulate.

IL CARATTERE UNITARIO DEL Portfolio

Al riguardo è però opportuno evidenziare l'esigenza che le tre parti del Portfolio siano articolate, analitiche, relative alle diverse dimensioni della personalità e quindi alle diverse attività educative e alle diverse discipline di studio.

Ciò che importa non è un giudizio sommario nel quale si annulla la ricchezza della persona umana che è sempre sfaccettata, multiforme, variegata nelle sue luci e nelle sue ombre.

Purtroppo, i giudizi finali che di consueto vengono formulati sugli alunnisi traducono in termini estremamente sintetici e perciò poco significativi di “ammesso” oppure “non ammesso”, “promosso” o “respinto”.

I voti relativi alle singole discipline e le stesse indicazioni relative ai debiti e ai crediti formativi non riescono certamente ad offrire una rappresentazione a tutto campo, seppure sintetica, della realtà dei singoli alunni. Anzi, c'è il rischio che l'alunno venga ridotto ad un giudizio o a un voto, così come nel registro è ridotto ad un numero o ad un cognome con o senza un nome. L'alunnoAXZ vale 7: è 7; l’alunno BMX vale 6: è 6; l'alunno ZRS vale 5: è 5.

Oggi c'è il rischio che vengano fatte le medie dei voti dei singoli alunni delle scolaresche, per valutare l'andamento della classe e soprattutto della scuola. Quelloche finisce per contare è la scolaresca o sono le scolaresche delle singole scuole.

La scuola ZR vale 7; la scuola MRT vale 6; la scuola FXZ vale 8...

Non si disconosce l'importanza della valutazione della qualità dell'offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche, né di quella che effettuano le singole scuole, né di quella che viene effettuata dall'esterno.

Noi vorremmo solo evidenziare che l'istituzione scolastica, così come le classi o le scolaresche, sono astrazioni: reali sono solo gli alunni, i singoli alunni: Marco, Filippo, Giovanna, Pasquale, Mariangela..., ciascuno con la sua storia, la sua identità sociale e culturale, la sua irripetibile personalità.

L'auspicio è che il Portfolio riesca a superare l'anonimato dei singoli alunni, l'astrazione delle scolaresche, la dimenticanza, l’oblio, la trascuranza delle persone.

L’ impegno degli operatori scolastici ed extrascolastici dovrebbe essere quello di riconoscere e valorizzare le diversità, le quali esprimono il valore delle persone umane, quali sono i bambini di 3 anni o i giovani di 18 anni.

Nellascuola ci sono, vivono, crescono persone umane. Nessuno riuscirà mai a conoscerle, comprenderle, descriverle nella loro pienezza: troppo profonda è l’umanità di ogni persona, ancorché negli stadi iniziali della sua esistenza.

Quella che il Portfolio potrà offrire è solo una rappresentazione, una descrizione, un’interpretazione la più larga, articolata e sfaccettata possibile dei singoli alunni.

Come tale, è opportunoche il Portfoliovenga scritto a più mani, dai diversi docenti, perché la rappresentazione possa essere vista da angolazioni diverse, variegate, molteplici, e perciò molto più vicine a quelle che nella vita si avrà poi modo di sperimentare, molto spesso smentendo i giudizi sommari che la scuola di ieri non ha esitato a dare con i voti.

Se questa è la funzione del Portfolio, la sua elaborazione merita tutta la nostra attenzione.

[i] In RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/

(Rubrica riforma).

[ii] In merito cfr.: AA.VV., L’individualizzazione dell’insegnamento, Provincia autonoma di Bolzano, 1991; BALDACCI M., L’istruzione individualizzata, La Nuova Italia, Firenze, 1993; CLAPARèDE E., La scuola su misura, La Nuova Italia, Firenze, 1972; DOLL R. C. ET ALII, L’istruzione individualizzata, La Nuova Italia, Firenze, 1969; DOTTRENS R., L'insegnamento individualizzato, Armando, Roma, 1960; DUNN R., DUNN K., Programmazione individualizzata, Armando, Roma, 1979; GARDNER J. Et alii, Programmazione educativa individualizzata, ERIKSON, Trento, 1991; MEIRIEU P., Lavoro di gruppo e apprendimenti individuali, La Nuova Italia, Firenze, 1990; Petracchi G.,Individualizzazione classi aperte interclasse, La Scuola, Brescia, 1985: UMBERTO TENUTA, Individualizzazione – Autonomia e flessibilità dell’azione educativa e didattica, La Scuola, Brescia, 1998.

[iii] In merito cfr.: GARCíA HOZ V., L’educazione personalizzata. Individualizzazione e socializzazione nell’insegnamento, Le Monnier, Firenze, 1982; RUSKIN R.S. (a cura di), Il sistema di istruzione personalizzata, Giunti e Lisciani, Teramo, 1982; DAZZI D., La personalizzazione dell’insegnamento, DE AGOSTINI, 1999.

[iv]Tenuta U.,Le fotografie a colori dei nostri alunni, in METODOLOGIA E DIDATTICA: http://www.edscuola.com/archivio/didattica/

[v]Tenuta U.,Le fotografie a colori dei nostri alunni, in METODOLOGIA E DIDATTICA: http://www.edscuola.com/archivio/didattica/