RIFORMA DELLA SCUOLA

 

 

INGLESE di Concetta Palo

l’insegnamento dell’inglese da materia scolastica extracurriculare alla riforma Moratti

Nell’epoca in cui viviamo, contrassegnata da intense comunicazioni e da processi di integrazione internazionale già da tempo avviati, è ormai fondamentale che anche la scuola elementare preveda una seconda lingua vivente fra i propri insegnamenti. Quest’educazione linguistica dovrà essere adeguata alla realtà dei rapporti che il bambino vive oggi, già in età precoce, con altre lingue e altre culture: basti pensare alle opportunità che gli si presentano attraverso viaggi e incontri con bambini stranieri nel nostro paese, oppure il linguaggio del computer, i giocattoli, i mass-media o la musica.

 La finalità dell’insegnamento di una lingua straniera, così come la si trova nei Programmi del 1985, è quella di:

1. aiutare e arricchire lo sviluppo cognitivo, offrendo al bambino un altro strumento di organizzazione delle conoscenze;

2. permettere al bambino di comunicare con altri anche attraverso una lingua diversa dalla propria;

3. avviare l’alunno attraverso lo strumento linguistico, alla comprensione di altre culture e di altri popoli.

·                      Dall'anno scolastico 1998-99 ha preso avvio il progetto per l'introduzione della seconda lingua comunitaria in via extracurricolare nella scuola media; l'anno scolastico successivo la sperimentazione si è estesa a tutto il percorso formativo, dalla scuola dell’infanzia all'ultimo anno della secondaria di secondo grado e ha assunto la denominazione di progetto Lingue 2000.

 

·                     Sin dal primo anno di nascita, il progetto speciale è stato accompagnato da un'azione di monitoraggio condotta congiuntamente tra l'Amministrazione Centrale e l'INDIRE (ex BDP), che ha assicurato la raccolta e l'elaborazione dei dati pervenuti dalle scuole medie interessate.
Dal 1° settembre 2000, con l'entrata in vigore del Regolamento dell' Autonomia, tutte le iniziative di monitoraggio e valutazione sono state ricondotte nel quadro complessivo della rinnovata struttura amministrativa e di governo del sistema scolastico. Anche la documentazione dell'esperienza innovativa del progetto speciale Lingue 2000 è quindi rientrata a pieno titolo nel quadro più ampio del monitoraggio dei Piani dell'Offerta Formativa.

Il monitoraggio del progetto Lingue 2000, di tipo sistemico e descrittivo dei processi innovativi attivati, mette in luce quanto l'Amministrazione riconosca oramai l'esigenza di accompagnare tutte le iniziative di sperimentazione con strumenti di indagine appositamente elaborati per:

- dare conto dello stato e dell'andamento progressivo dei progetti sperimentali nell'ottica di un ritorno di informazione agli attori coinvolti (scuole, dirigenti scolastici, docenti, allievi e genitori)

- consentire alla luce delle informazioni rilevate la predisposizione di eventuali strumenti correttivi da applicare ai percorsi innovativi realizzati e/o alle prassi curricolari che direttamente o indirettamente sono toccate dall'innovazione

- diffondere le buone prassi monitorate tanto tra gli attori coinvolti nella sperimentazione quanto nel più ampio contesto scolastico

- offrire uno strumento di riflessione ai vari soggetti istituzionali che hanno concorso a realizzare l'innovazione, perché possano meglio circoscrivere le specifiche responsabilità ed adoperarsi per migliorare gli esiti progettuali.

Per l'anno scolastico 2000/2001 il monitoraggio INDIRE è stato condotto su un campione di 802 istituzioni scolastiche tra 1000, che costituivano il campione prescelto in partenza per il progetto Lingue 2000 .

1. Le finalità del progetto in relazione al piano dell'offerta formativa dell'istituzione scolastica

Il Progetto speciale Lingue 2000 è -nel quadro dell'autonomia- da considerarsi un progetto integrato nel piano dell'offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche

Il Progetto è stato percepito dalla quasi totalità delle istituzioni scolastiche come una reale possibilità di ampliare l'offerta formativa e, per circa il 60%, anche come strumento aggiuntivo atto alla realizzazione degli obiettivi complessivi del POF. Inoltre, quasi la metà delle scuole ha previsto sia un rapporto integrato tra Lingue 2000 e altri progetti, sia una valutazione interna di Lingue 2000 sulla base di indicatori trasversali comuni agli insegnamenti e alle attività previste nel POF.

Le variabili dell'autonomia che influenzano positivamente il Progetto sembrano in maniera equilibrata distribuirsi tra la flessibilità organizzativa e didattica, la responsabilizzazione delle componenti della vita scolastica e la presenza di altre attività aggiuntive integrabili al progetto. Ciò sembra corrispondere da un lato all'esigenza di flessibilità implicita in Lingue 2000 e dall'altro, lo ripetiamo, a considerare il progetto speciale anche "integrato" alle altre attività.

La difficoltà che si è frapposta alla migliore realizzazione di Lingue 2000 è stata soprattutto la collocazione oraria nella giornata scolastica. Tale aspetto sembra dimostrare che, mentre impostare una didattica flessibile e organizzare i corsi secondo formule innovative (intensive, estensive ) sembra relativamente semplice, non è sempre possibile inserire il Progetto all'interno dell'orario curricolare

 

Lo svolgimento e l'orario settimanale del corso

I corsi del progetto Lingue 2000 si sono svolti per una grossa percentuale nel pomeriggio, salvo qualche rara eccezione riferita alla scuola materna e in misura minore alla scuola elementare, dove del resto il progetto determina una riorganizzazione dell'orario curricolare piuttosto che una offerta aggiuntiva (vedi grafici 1 e 2).

 

Svolgimento del corso

Sc. dell’infanzia

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La riforma MORATTI

Per quanto attiene all’inglese nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, è utile partire dal DM del 18 settembre 2002 che ha sancito le caratteristiche della sperimentazione .La Lettera Circolare 101 dà alcuni chiarimenti, anche per quel che riguarda l’inglese.
Per quel che riguarda le indicazioni del DM. del 18 settembre, il primo riferimento alla lingua inglese si trova nell’art 2, VI comma, dove si dice che “Nella scuola elementare l’attivazione dell’insegnamento della lingua straniera (inglese) … rappresenta connotazione essenziale del progetto di sperimentazione.”
Il concetto viene ribadito nella Lettera circolare (punto B, III cpv.) e nell’art. 9, comma I, nel quale si parla del piano regionale delle scuole aderenti alla sperimentazione, e si fa presente che la possibilità per una scuola di essere inserita nel piano regionale è subordinata, fra l’altro, “alla presenza di … personale fornito delle necessarie competenze professionali per attivare l’insegnamento della lingua inglese …

 

Il tema della formazione ritorna nell’art. 8, comma I, nel quale si sancisce l’obbligo che “vengano assicurate al personale scolastico coinvolto nella sperimentazione opportune azioni di formazione in servizio con metodologie qualificate ed interattive, quali l’e-learning integrato.

Su questo punto, come annunciato, tornerò più avanti.

 

Nella Lettera circolare (lett. E) si chiarisce che la formazione dovrà riguardare 3 ambiti:

 

a)                  il quadro di sistema;

b)                 l’inglese;

c)                  l’informatica.

 

Per quel che riguarda l’inglese, in particolare, se ne delineano le caratteristiche nel senso che vi si afferma che “il supporto all’apprendimento precoce della lingua straniera (inglese) sarà realizzato attraverso interventi di formazione mirati all’ampliamento delle competenze linguistiche dei docenti (corsi, conversazione on line, attività in presenza con i tutor, borse di studio all’estero) e al potenziamento delle competenze metodologico-didattiche (corsi tematici, forum con le associazioni disciplinari, classi virtuali).”

Infine, sembra il caso di accennare al tema del portfolio delle competenze, del quale si parla nell’art. 7 del DM, nella Lettera circolare (§ D) e nella GUIDA ALLA LETTURA del QUADRO TEORICO DELLA SPERIMENTAZIONE E DEL SIGNIFICATO DEI DOCUMENTI CHE L’ACCOMPAGNANO

 

Il Consiglio d’Europa ha da tempo proposto il tema del Portfolio delle competenze linguistiche dell’allievo. In una una pubblicazione del 1997 (European Language Portfolio – Proposals for Development), dà questa definizione:

 

A language portfolio is a document, or an organised collection of documents, in which individual learners (the ‘holders’) can assemble over a period of time, and display in a systematic way, a record of their qualifications, achievements and experiences in language learning, together with samples of work they have themselves produced.

 (Un p.l. è un documento, o una raccolta organizzata di documenti, in cui i singoli learner (apprendenti) - i detentori del p.- possono assemblare in un certo periodo di tempo, ed esibire in modo sistematico, la registrazione delle loro qualificazioni, delle loro acquisizioni ed esperienze nell’apprendimento della lingua, unitamente a campioni dei lavori che essi stessi hanno prodotto).

Si articola in passaporto, biografia, dossier.

 

La definizione che viene data nella Lettera circolare, secondo cui il portfolio delle competenze individuali “non può essere considerato ‘un mero contenitore”, ma costituisce una collezione strutturata, selezionata e commentata/valutata di materiali particolarmente paradigmatici prodotti dal bambino, che consentono di conoscere l’ampiezza e la profondità delle sue competenze e, allo stesso tempo, della maggiore o minore pertinenza degli intereventi didattici adottati”.

 

Verso un nuovo concetto di alfabetizzazione

- Sviluppare conoscenze sui concetti di: intertestualità, ibridità e genere di discorso e sui fattori motivazionali soggiacenti l'apprendimento linguistico;
- Favorire l'elaborazione di un concetto aperto e integrato di alfabetizzazione, come padronanza di un ventaglio ampio e allargato di testi, discorsi, forme e funzioni linguistiche;
- Facilitare la progettazione di percorsi didattici aperti e integrati tramite la presentazione di strategie didattiche di tipo collaborativo e discorsivo.

I concetti di intertestualità, ibridità, genere di discorso stanno modificando profondamente la concezione formalista della lingua e lo stesso concetto di alfabetizzazione. Alla lingua cristallizzata nelle formule e negli esercizi scolastici, si contrappone la lingua viva degli scambi quotidiani, con impennate, voci, inflessioni, misture di termini. Il suo carattere è composito e ibrido perché il discorso prende forma all'interno di contesti sociali e nel corso di attività in cui le persone, ciascuna dalla sua prospettiva, intrecciano parole, idee, discutono. In tal senso, ogni discorso, oltre ad essere processo e impegno individuale, è anche attività collaborativa fra gli interlocutori degli scambi conversazionali. Esso riflette la natura multiculturale degli incontri e gli usi ai quali è destinato e risente dei vincoli "imposti" dal contesto in cui viene prodotto.

Questa concezione aperta e integrata di lingua è alla base di un nuovo concetto di alfabetizzazione. Fino al decennio scorso esso è stato per lo più identificato con la padronanza delle forme logiche e ben definite del linguaggio scolastico. Attualmente l'acquisizione della literacy è un processo di natura ibrida e intertestuale (Dyson,1999; 2000), che si compone attraverso il contatto tra molte lingue: quella/e ufficiale/i della scuola e le molte lingue non ufficiali praticate in famiglia, nel gruppo dei pari ed anche attraverso i media.

Così intesa, l'alfabetizzazione indica la padronanza allargata di un ampio ventaglio di testi e discorsi (Dyson,1999; 2000) che, oltre alle forme tipicamente scolastiche, include anche le risorse simboliche della cultura popolare, con cui i bambini vengono a contatto precocemente e in modo del tutto naturale. Temi, lingue e linguaggi convergono così nella costruzione di un linguaggio multiculturale per il curricolo.

Per quel che riguarda il piano di formazione sono previste due azioni:

 

L’azione A dedicata prioritariamente ai docenti sperimentatori, è finalizzata a potenziare le competenze linguistico-comunicative.

 

Sono previsti:

-un segmento di formazione linguistica (linguistico-comunicativa) on line (il corso Englishtown messo a disposizione dall’INDIRE e integrato da opportunità offerte da RAI educational)

 

-moduli in presenza che saranno progettati a livello regionale/territoriale, da integrare ai momenti di formazione on line secondo un calendario da definire a livello regionale

 

-un corso intensivo all’estero, nel periodo giugno/agosto, presso una università da scegliere, nell’ambito delle borse di studio del programma Comenius 2.2.. Le borse saranno destinate in via prioritaria ai docenti sperimentatori, appunto;

 

-la certificazione delle competenze raggiunte alla fine dell’intero percorso da parte di un ente certificatore accreditato.

 

 

L’azione B riguarda lo sviluppo delle competenze metodologico-didattiche e prevede, per i moduli on line, itinerari diversificati a seconda dei destinatari:

 

-segmenti sincroni, conversazioni, chat e forum tematici in inglese, coordinati in linea da moderatori appositamente formati. Tali segmenti saranno destinati solo ai docenti sperimentatori ai quali sarà fornita una password individuale per l’accesso

 

-segmenti asincroni destinati progressivamente a tutti i docenti di inglese della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.

 

 

 

RISORSE PER LA FORMAZIONE:

 

- Piattaforma INDIRE

 

-                     RAI EDUCATIONAL

-                     FORMATORI DEL PROGETTO LINGUE 2000

-                     CENTRI RISORSE TERRITORIALI

-                     UNITA’ DI STUDIO E DI SUPPORTO A LIVELLO NAZIONALE E REGIONALE

 

 

WORK IN PROGRESS: IPOTESI DI SILLABO PER LA LINGUA INGLESE

 

A) NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

(secondo le Raccomandazioni)

 

COSA: (offrire ai bambini)

. altri modi di dire, salutare,

 indicare, ecc.

. racconti mimati/ drammatizzati

.narrazioni con supporto di

 immagini

.canzoncine

. filastrocche

 

.giochi cantati

PER(CHE’)

 

. aiutare i bambini a scoprire come le stesse esperienze di vita possono stare alla base di diverse forme simboliche lingui stiche e di differenti orizzonti di significato

 

-sollecitare la flessibilità cognitiva

 

- sostenere lo sviluppo del linguaggio in generale

 

COME

 

- valorizzando il gioco, l’esplorazione e

 la ricerca

- prospettando una proposta piacevo-

 le, una situazione gratificante

- offrendo una modalità comunicativa in cui siano chiaramente esplicitati destinatario, scopo e contesto

- consolidando i significati dei termini appresi anche dai media grazie al loro uso in trame narrative, scenari reali o immaginari che fungano da sfondo integratore

- offrendo occasioni di esperienze motivanti affettivamente coinvolgenti, che li sollecitino ad esprimersi e a comunicare con naturalezza nella nuova lingua

- facendo eseguire comandi

- facendo ripetere semplici strutture in situazioni significative

- (tecnica del) roleplay

 

MEZZI/STRUMENTI:

 

- burattini

 

- flashcard

 

- (lettura di ?) fumetti

- video registratore

- programmi interattivi su PC

 

(ma si possono aggiungere: audioregistratore, filmini …)

 

B) NELLA SCUOLA PRIMARIA

COME

. attività laboratoriali in

svolte con gruppi di alunni della stessa classe o di classi parallele

 - gruppi di livello

 - gruppi di compito

 - gruppi elettivi

 . strategie riflessive

 

-                     memorizzazione

-                      ripetizione

-                      associazione

-                      raggruppamento di parole

-                      deduzione

 

 in quanto meglio rispondono alla necessità di sviluppare nell’alunno la capacità di comprendere i messaggi e di rispondere ad essi in maniera adeguata

 

.utilizzo di attività motivanti che facilitino l’acquisizione e l’uso del lessico con una certa libertà di variazione all’interno di facili strutture fisse

 . situazioni significative da un punto di vista linguistico

 in cui collocare il patrimonio lessicale

COSA:

. lessico e facili strutture fisse

. conversazioni, filastrocche,

 canzoni, modi di dire

 

MEZZI/STRUMENTI

audiocassetta

computer