RIFORMA DELLA SCUOLA

 

AGENZIA DI FORMAZIONE LA SCUOLA EDITRICE - FILIALE DI NAPOLI

LA RIFORMA DEI CICLI SCOLASTICI

NAPOLI 6-7-8-9-10 SETTEMBRE 2004

GIOVEDI 9 SETTEMRE 2004: ORE 16 - 18

 

IL PORTFOLIO DELLE COMPETENZE

 

SCHEMA DELLA RelaZIONE DEL Dott. UMBERTO TENURA

 ex Dirigente superiore per i servizi ispettivi del MIUR

 

 

 

            PERCHE’ IL Portfolio?

Ø     Un documento aggiuntivo agli attuali documenti di valutazione?

§     oppure un documento sostitutivo?

·           Vorremmo augurarci: un documento sostitutivo (non sunt multiplicanda entia sine necessitate, dicevano gli Scolastici)

 

          Un nuovo documento di valutazione? 

Ø     Ma nuovo nella forma o nelle finalità?

§     Anche qui, vorremmo augurarci: nuovo nelle finalità!

·           nuovo, perché utile strumento per insegnare e per apprendere

·           SI valuta per educare[1].

 

           Una precisazione

Ø     La scuola nasce con determinati obiettivi e quindi con la valutazione.

§     L’intervento della scuola è intenzionale o programmatico, si diceva nei vecchi Programmi.didattici

§     Non si può non dire anche oggi.

§     Non si può concepire un’attività educativa e didattica che non sia finalizzata al perseguimento degli obiettivi formativi.

§     E, quindi, occorre valutare che gli obiettivi siano stati raggiunti.

§     Ma quali sono questi obiettivi? 

§     Variano da epoca ad epoca.

§     La scuola moderna nasce sotto l’ispirazione illuministica dei saperi (Encliclopedia francese).

§     La scuola nasce per istruire (cfr. I saperi essenziali della Riforma Berlinguer).

§     Quando nasce la scuola nel 1859 i programmi imponevano dei traguardi, costituiti soprattutto  da conoscenze, più o meno uguali per tutti gli alunni, a seconda del tipo di scuola.

§     I programmi imponevano i saperi della classe dominante: tutti avevano l’obbligo, il dovere di acquisirli.

§     Quindi la costrizione dell’imparare.

Ø     Perciò il voto era concepito come riprovazione, condanna, pena, addirittura infamia: il brutto voto! 

 

          Ma la situazione è mutata con l'articolo 3 della Costituzione:

Ø     <<Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese>>

 

        tutTAVIA, La finalità della scuola è cambiata soprattutto con il Regolamento dell'autonomia scolastica, nel quale si parla di  successo formativo.

Ø     La scuola deve garantire il successo formativo e deve garantirlo a tutti gli alunni!

Ø     Se non si capisce questo, non si capisce niente dell’autonomia e della riforma della scuola!

§     Perché?

 

          Perché uomini non si nasce  MA si diventa solo attraverso l'educazione e, quindi l’educazione e’ un diritto di ogni essere umano[2]

Ø     Al momento della nascita, l’uomo è solo un candidato alla condizione umana[3] 

Ø     Come afferma il Piaget, la stessa logica si apprende solo attraverso l’educazione[4]. 

§     Il compito della scuola è l’autorealizzazione umana. 

 

          La scuola si organizza non tanto per insegnare quanto per mettere tutti gli alunni nella condizione di apprendere. Tutto è funzionale all'apprendere: istruire, educare, formare.

Ø     Istruire; acquisire conoscenze (sapere)

Ø     Educare o formare; acquisire competenze: atteggiamenti e capacità (abilità) (saper fare e saper essere): obiettivi formativi e competenze[5]

§     La qualità della scuola 

·           La qualità della scuola è la sua capacità di assicurare il successo formativo a tutti i singoli alunni.

 

v            VALUTAZIONE

Ø     Quindi valutare per educare

§     Tranne che negli esami per il rilascio dei titoli di studio, la valutazione ha sempre carattere formativo.

§     Si valuta per educare, formare, istruire

Ø     In altri termini, <<la valutazione è il momento della esperienza educa­tiva... nella quale l'educatore riesce a comprendere per quale itinerario riuscirà a prestare il suo aiuto, quello cioè che legit­tima la sua fun­zio­ne, affinché la ricchezza del potenziale educa­tivo (intelligenza, lin­guag­gio, affettività, socialità, volontà, memoria, ecc.) si traduca in libertà personale, in coscienza (intesa, alla maniera dello Spranger, co­me sorgente normativa), in volontà morale, in creatività: senza nessuna manomissione, senza alienazione di sorta>>[6].

 

v            Portfolio

Ø     Anche il Portfolio  dovrebbe assumere questa funzione formativa  

§     Non ha importanza tanto la forma quanto la finalità, anzi la forma deve nascere dalla finalità, dall'uso che se ne vuole fare

§     Finora questo non è avvenuto, né nella pagella, né nel primo e peggio ancora nel secondo modello dei documenti di valutazione

§     Malgrado le affermazioni di principio (vedi legge 517/1977, circolari e ordinanze ministeriali sulla valutazione) tutti i documenti di valutazione hanno assunto sempre carattere sanzionatorio se non selettivo: non c'è stata differenza tra valutazione continua e valutazione sommativa

§     Si pensi solo all’assurdo della compilazione dei documenti di valutazione alla fine dei trimestri o peggio dei quadrimestri, quando era troppo tardi per apportare modifiche alla programmazione delle unità didattiche (ora, unità di apprendimento)

Ø     Quindi è legittimo domandarsi che sarà del Portfolio? 

§     Una ennesima riedizione dei documenti di valutazione anche nella forma del raccoglitore dei documenti e delle osservazioni dei docenti, oltre che degli alunni e dei genitori

§     oppure una cartella socio-psico-pedagogica[7]?

§     ovvero una fotografia a colori degli alunni[8]?

 

          Portfolio

Ø     Il Portfolio introdotto dalla riforma Moratti può costituire l'occasione per un radicale cambiamento di prospettiva nella gestione della valutazione scolastica, anche nella prospettiva della personalizzazione educativa e didattica

§     In tal senso, esso non si struttura più come un documento costituito esclusivamente dai giudizi dei docenti, quale che sia la forma nella quale vengono espressi, ma come un insieme integrato di documenti prodotti dagli alunni, di rilevazioni effettuate dai docenti, di indicazioni offerte dalle famiglie e dagli stessi alunni  

§     La documentazione, peraltro già prevista a dagli Orientamenti educativi del 1991, dà al Portfolio  un carattere nuovo, descrittivo, aperto più che definitorio e sanzionatorio: quindi offre  i materiali (documenti, elaborati, osservazioni, prove di verifica...) ma non i giudizi  sanzionatori

§     Il Portfolio risponde pienamente a quella che dovrebbe essere la funzione della valutazione in una scuola che assume, a tutti i livelli e soprattutto a livello di scuola dell'infanzia e  di primo ciclo del sistema scolastico, preminente carattere  formativo, in quanto tutte le scuole sono impegnate ad assicurare il successo formativo a tutti i singoli alunni

 

           struttura e CONTENUTI DEL Portfolio

Ø     Evidentemente, il Portfolio dovrebbe seguire l’iter della valutazione:

§     Valutazione iniziale

§     Valutazione in itinere

§     Valutazione finale

Ø      Valutazione iniziale

§     conoscenza delle caratteristiche personali dei singoli alunni (fotografia a  colori) dei singoli alunni, anche nella prospettiva della elaborazione dei Piani di studio personalizzati (?)[9]

¨     livelli di sviluppo, relativi alle competenze (atteggiamenti e capacità)

¨     livello di apprendimento

¨     ritmi di apprendimento

¨     stili di apprendimento

¨     motivazioni

Ø           che variano da alunno ad alunno

§     occorre     conoscere le caratteristiche personali dei singoli alunni per elaborazione le unità di apprendimento ed i Piani di studio personalizzati

Ø     Valutazione in itinere

§     Valutazione continua, nell’ambito delle unità di apprendimento[10]

·           ogni unità di apprendimento comporta la continua verifica (monitoraggio) che, diversamente da come comunemente intesa e praticata:

¨     dovrebbe servire ai docenti

Ø           per meglio programmare  e mettere continuamente a punto le unità di apprendimento

Ø           per meglio conoscere le caratteristiche personali dei singoli alunni

¨     dovrebbe servire agli alunni (autovalutazione) per prendere consapevolezza (metacognizione)  delle loro caratteristiche personali, anche nella prospettiva dell’educazione permanete (lifelong learning)[11]

¨     la valutazione continua dovrebbe servire sempre a prendere atto se gli obiettivi formativi sono stati raggiunti, anche al fine di progettare eventuali interventi di recupero, di consolidamento e di approfondimento che, sia detto per inciso, debbono essere  realizzati nel contesto della normale attività educativa e didattica, più che con interventi a latere o peggio aggiuntivi, magari fuori della scuola, a cura delle famiglie

Ø     Valutazione finale

§     valutazione finale o sommativa

·           anch’essa in prospettiva formativa, in quanto finalizzata alla elaborazione del POF e dei Piani di studio personalizzati dei singoli alunni ed alla loro continua messa a punto (POF e Piani di studio personalizzati non vengono elaborati una tantum all’inizio dell’anno scolastico)

·           programmare o progettare non sono atti (fatti) o documenti che vengono elaborati una tantum ma sono processi programmatori o progettuali, azioni programmatorie o azioni progettuali.

·           Anche la valutazione finale va utilizzata in prospettiva formativa, per meglio personalizzare  l’azione e l’organizzazione educativa e didattica  (la flessibilità va intesa come personalizzazione educativa e didattica, cioè come valorizzazione delle diversità e quindi delle identità personali, sociali, culturali, religiose, linguistiche dei singoli alunni[12]

 

           CHI ELABORA IL Portfolio?

Ø     Tutti i docenti

Ø     Genitori (“cooperazione dei genitori”)

Ø     Alunni

§     Con il coordinamento del tutor

 

           FORMA DEL Portfolio

Ø     Raccoglitore

Ø     Portfolio digitale[13]

§     Elaborato al PC e continuamente aggiornato, con immagini digitalizzate.

 

 

BIBLIOGRAFIA DEL RELATORE

TENUTA U.,, Portfolio al computer, in Scuola italiana moderna, Editrice La Scuola, Brescia, 2003-2004, nn. VI, VII

TENUTA U.,, Portfolio: un'ipotesi di Portfolio - La struttura del Portfolio, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com  (Rubrica Riforma della scuola)

TENUTA U., Portfolio e documenti di valutazione - Il Portfolio come unico documento di valutazione degli alunni, , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com  (Rubrica Riforma della scuola)

TENUTA U.,, Portfolio, Fascicolo personale e Piani educativi personalizzati, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com  (Rubrica Programmazione)

TENUTA U., Portfolio: invio modelli elaborati dalle scuole - Inviare i modelli di Portfolio alla Rivista Digitale della Didattica ed alla rivista Ambienti virtuali di apprendimento  , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com  (Rubrica Avvisi)

 TENUTA U.,, Valutazione formativa -un bambino non vuole andare più a scuola, , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com  (Rubrica Programmazione

TENUTA U., La flessibilità della scuola e la centralità degli alunni,  ANICIA, ROMA, 2002, con CD-ROM

TENUTA U., Il POF moduli e unità didattiche - Programmazione, azione educativa e didattica nella scuola dell'autonomia, ANICIA, ROMA, 2001, con CD-ROM

 

23 settembre 2004


[1] ZAVALLONI R., Valutare per educare, La Scuola, Brescia, 1961

[2] <<Ogni uomo è destinato ad essere un successo  e il mondo è destinato ad accogliere questo successo>>( FAURE E. ,a cura di, Rapporto sulle strategie dell'educazione, Armando-UNESCO, Roma, 1973, P. 249).

[3] <<Come è stato ben espresso da Pieron, il bambino è solo un “candidato alla condizione umana”>>OSTERRIETH P.A., Introduzione alla Psicologia del bambino, Giunti-Barbèra, Firenze, 1980, p. 25

[4] Piaget afferma che anche i poteri logici non sono innati, ma si sviluppano attraverso il loro esercizio: <<...la logica non è innata nel bambino. Se la logica stessa si costruisce invece di essere innata, ne consegue che il primo compito dell'educazione è di formare la ragione>> (PIAGET J., Dove va l'educazione, Armando, Roma, 1974, p. 51).

[5] << Fino alla definizione dei curricoli di cui all'articolo 8 si applicano gli attuali ordinamenti degli studi e relative sperimentazioni, nel cui ambito le istituzioni scolastiche possono contribuire a definire gli obiettivi specifici di apprendimento di cui all'articolo 8 riorganizzando i propri percorsi didattici secondo modalità fondate su obiettivi formativi e competenze>> ( Art. 13, Regolamento dell'autonomia scolastica).
In merito cfr. anche:
Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995;. In merito cfr.: CAMBI F. (a cura di), Nel conflitto delle emozioni – Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma, 1999; TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U.,  Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U.,  Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U.,  Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U.,  Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U.,  Obiettivi: come districarsi?;  TENUTA U. , Atteggiamenti Capacità Conoscenze, nel sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html; TENUTA U., Atteggiamenti, capacità e conoscenze , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/

[6]  AA.VV., Pedagogia della valutazione scolastica, La Scuola, Brescia, 1974.

[7] TENUTA U., Non <<radiografia>> dell'alunno ma <<cartella pedagogica>>, in "Scuola Italiana Mo­derna", La Scuola, Brescia, 1° gennaio 1978, n. VII, pp. 11ss.   

[8] TENUTA U.,  Le fotografie a colori dei nostri alunni, in http://www.edscuola.it/archivio/didattica/fotog.html

[9] TENUTA U.,, La centralità degli studenti - Centralità degli studenti e Piani di studio personalizzati, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com; TENUTA U.,, Piani di studio personalizzati: non ci sono -I Piani di studio personalizzati non esistono, ivi

[10] TENUTA U.,, Unità di apprendimento e loro articolazione - La progettazione delle unità di apprendimento nei loro diversi momenti; TENUTA U., Unità di apprendimento: progettare unità di apprendimento - Indicazioni operative per la costruzione delle unità di apprendimento; TENUTA U., Unità di apprendimento e creatività didattica - Riforma della scuola e unità di apprendimento,  in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com

[11] In merito cfr. MENCARELLI M., Educazione permanente.Dall’educazione di base all’educazione dell’adulto, La Scuola, Brescia, 1977; LENGRAND P., Introduzione all’educazione permanente, Armando, Roma, 1973;; DEMETRIO D., L’educazione permanente, La Nuova Italia, Firenze, 1979: pinto Minerva f., Progetto sapienza. Programmazione educativa runa pedagogia del corso della vita, Laterza, Bari, 1988; KNOWLES M., Quando l’adulto impara, Angeli, Milano, 1993; DEMETRIO D:, L’educazione nella vita adulta, NIS, Roma, 1995.

[12] <<Le istituzioni scolastiche, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa delle famiglie e delle finalità generali del sistema, a norma dell'articolo 8 concretizzano gli obiettivi nazionali in percorsi formativi funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni, riconoscono e valorizzano le diversità, promuovono le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo>> (Art. 4, D.P.R. 275/1999).

[13] TENUTA U.,, Portfolio al computer, in Scuola italiana moderna, Editrice La Scuola, Brescia, 2003-2004, nn. VI, VII ( I testi possono essere richiesti all’autore via email: umberto.tenuta@tin.it )