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RIFORMA DELLA SCUOLA

Piani di studio personalizzati: MODELLO a di Umberto Tenuta 

Un’ipotesi di Piani di studio personalizzati

 

Con l'articolo “Piani di studio personalizzati: CONTRADDIZIONI E SOLUZIONI” [1], sosteniamo che nelle scuole si debbano elaborare i Piani di studio personalizzati per ogni singolo alunno, come si fa d’altra parte con gli alunni in situazione di handicap[2].

Abbiamo trovato le motivazioni di un tale orientamento nelle indicazionI nazionali e soprattutto nell’istituto giuridico della  flessibilità di cui all’art. 4 del D.P.R. 275/1999.

Pertanto, intendiamo offrire un modello di piano di studio personalizzato.

 Innanzitutto, la domanda: quanti Piani di studio personalizzati? 

Evidentemente, se gli alunni sono, come sono, diversi l'uno dall'altro e la loro diversità deve essere riconosciuta e valorizzata, sia perché caratteristica fondamentale della persona umana, da coltivare (anche come fondamento dell’orientamento), sia perché strumentale al successo formativo, occorre predisporre tanti piani di studio personalizzati quanti sono gli alunni. Certamente, così come gli adulti, anche i giovani sono uguali e diversi allo stesso tempo. 

Pertanto, vi saranno piani di studio personalizzati che si rassomiglieranno molto, altri meno, altri meno ancora ed altri che saranno molto diversi l'uno dall’altro.

Potremmo così prevedere un canovaccio comune, che è poi quello delineato nel PECUS, nelle indicazioni nazionali e soprattutto nelle Piano dell'offerta formativa. 

A questo canovaccio si apporteranno poi le modifiche più o meno consistenti per i singoli alunni: verranno fuori tanti piani di studio personalizzati quanti sono gli alunni. Ovviamente possiamo raggruppare quelli che si rassomigliano. 

Avremo, così, come per le unità di apprendimento, la seguente situazione:

PianO di studio personalizzato

PER IL GRUPPO DI ALUNNI A¾B¾C¾D¾E¾F  OPPURE PER L’ALUNNO X¾-Y¾Z

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Ora, entriamo nel merito dei Piani di studio personalizzati. 

 

UN MODELLO DI Piani di studio personalizzati

Abbiamo già ampia conoscenza della problematica delle personalizzazione educativa e didattica[3] e larga esperienza di programmazione educativa, di progettazione, di piani educativi individualizzati. 

Possiamo valorizzare questa nostra competenza e questa nostra esperienza. 

Il Piano di studio personalizzato delinea il percorso formativo dell'alunno ovvero, potremmo dire, il suo metodo[4] di apprendimento e di formazione. 

Quindi il Piani di studio personalizzati  muovono dalla conoscenza dei singoli alunni, la più larga e la più approfondita possibile (fotografia a colori)[5]. 

 

ANALISI DELLE CARATTERISTICHE PERSONALI DEI SINGOLI ALUNNI (PREREQUISITI COGNITIVI ED AFFETTIVI: PRECONOSCENZE, PRECOMPETENZE, PREATTEGGIAMENTI).

Occorre conoscere di ogni alunno, relativamente ad ogni aspetto della personalità (motoria, affettiva, sociale, cognitiva…) e ad ogni disciplina:

·                    i livelli di sviluppo (capacità o abilità  già maturate) che abbiano attinenza con gli obiettivi specifici di apprendimento

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·                    Le esigenze formative che occorre soddisfare per colmare eventuali carenze preesistenti che creano difficoltà ai processi apprenditivi e formativi:

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·                    I livelli di apprendimento (conoscenze già acquisite relativamente agli specifici ambiti di apprendimento): LINGUA ITALIANA¾ MATEMATICA ¾SCIENZE…………………

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·                    Le carenze apprenditive che occorre colmare perché creano difficoltà ai processi apprenditivi e formativi:

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·                    I ritmi apprenditivi (quanto tempo impiega ad imparare, impara più di mattina o di pomeriggio, qual è la durata del suo impegno in un’attività di  apprendimento…)

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·                    Le esigenze di intervento per apportare eventuali modifiche nei ritmi apprenditivi che non vanno mai considerati come definitivi, dati una volta per sempre

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·                    Gli stili apprenditivi (operativo, visivo, uditivo, intuitivo, analitico…..)[6]

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·                    Le esigenze di intervento per apportare eventuali modifiche negli stili apprenditivi che non vanno mai considerati come definitivi, dati una volta per sempre

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·                    Le disponibilità a lavorare in gruppo (cooperative learning)[7]

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·                    Le esigenze di intervento per apportare eventuali modifiche negli stili apprenditivi che non vanno mai considerati come definitivi, dati una volta per sempre

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·                    Le motivazione[8] (atteggiamenti: propensioni, predilezioni, interessi……………)

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·                    Le esigenze di intervento per incrementare le motivazioni esistenti e/o per crearne di nuove

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Ma occorre conoscere anche le risorse professionali e materiali che esistono nella scuola e  fuori della scuola (risorse formative esistenti nella famiglia e nel contesto socioculturale). Questa conoscenza va effettuata in funzione formativa relativamente ai singoli alunni: 

FAMIGLIA

LIVELLI CULTURALI

PADRE

MADRE

FRATELLI

FAMILIARI FREQUENTATI

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QUALE  INFLUENZA EDUCATIVA ESERCITANO?

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QUALE  DISPONIBILITà A COOPERARE CON LA SCUOLA OFFRONO?

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CONTESTO SOCIOCULTURALE

ISTITUTI RELIGIOSI

ORGANIZZAZIONI LUDICHE

BENI AMBIENTALI

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QUALE  INFLUENZA EDUCATIVA ESERCITANO?

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CONTESTO EDUCATIVO SCOLASTICO

RISORSE PROFESSIONALI

RISORSE MATERIALI

Rinvio al Repertorio delle competenze professionali del personale docente e non docente che ogni istituzione scolastica dovrebbe mettere a punto all’inizio di ogni anno scolastico[9].

Rinvio all’Inventario delle risorse  materiali (strutture edilizie, spazi educativi, laboratori, tecnologie educative, aule ecc. )che ogni istituzione scolastica dovrebbe mettere a punto all’inizio di ogni anno scolastico[10].

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Obiettivi specifici di apprendimento[11]

Si ritiene innanzitutto opportuno riportare gli obiettivi specifici di apprendimento delle INDICAZIONI NAZIONALI, da tradurre poi in OBIETTIVI FORMATIVI:

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO OBBLIGATORI DELLA QUOTA NAZIONALE

ITALIANO

MATEMATICA

SCIENZE

STORIA

GEOGRAFIA

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………….

………….

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OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO OBBLIGATORI DELLA QUOTA REGIONALE

ITALIANO

MATEMATICA

SCIENZE

STORIA

GEOGRAFIA

…….

………….

………….

………….

………….

………….

………….

 

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO OBBLIGATORI

DELLA QUOTA RISERVATA ALLE SCUOLE E PERSONALIZZANTI

ITALIANO

MATEMATICA

SCIENZE

STORIA

GEOGRAFIA

…….

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………….

………….

………….

………….

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OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO OPZIONALI

ITALIANO

MATEMATICA

SCIENZE

STORIA

GEOGRAFIA

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………….

………….

………….

………….

………….

Forse conviene effettuare una numerazione decimale degli obiettivi specifici di apprendimento nei testi delle INDICAZIONI NAZIONALI oppure nei testi in cui sono indicati e poi riprodurli nei Piani di studio personalizzati con tale numerazione: 1.2.1,  2.1.3,  6.4.1…….

Oppure si possono aggiungere alla numerazione alcuni termini significativi: 1.2.2.RIV. FRANCESE; 2.4.3. TEOREMA DI PITAGORA…..

All'indicazione analitica degli obiettivi specifici di apprendimento può essere sostituita l'indicazione integrata o unificata di obiettivi specifici di apprendimento, desumendoli dal PECUS.  In questo caso, si entra nella logica dei moduli didattici[12]: il loro obiettivo specifico si ritrova in più discipline o attività (prospettiva pluri,  inter e transdisciplinare).

 

Obiettivi formativi

Individuati gli obiettivi specifici di apprendimento, occorre renderli adatti e significativi per i singoli alunni trasformandoli così in obiettivi formativi. Questa operazione è molto delicata perché comporta due momenti: 

A)                 da una parte occorre adeguare l'obiettivo specifico di apprendimento alle caratteristiche personali dei singoli alunni. Ad esempio

- saltare graduando l'asta a 40, 50, 60, 70... centimetri da terra 

- Conoscenza della rivoluzione francese a livelli diversi di approfondimento

- Conoscenza della geografia dell'Europa a livelli diversi di apprendimento 

B)                 l'altra operazione è quella di rendere significativi gli obiettivi formativi, facendo leva sulle motivazioni già esistenti o creandone altri. Nel Piano di studio personalizzato si fa riferimento alle motivazioni in via generale, cercando di individuare però quelle che sono maggiormente presenti nel singolo alunno  (curiosità, bisogno di competenza, bisogno di identificazione, bisogno di reciprocanza[13]...). Sarà poi nelle unità di apprendimento che si dovranno indicare e attivare le motivazioni specifiche:

MOTIVAZIONI

CURIOSITà

BISOGNO DI

IDENTIFICAZIONE

RECIPROCANZA

COMPETENZA

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…………….

Esigenze di interventi educativi  per coltivare, incrementare e sostenere le motivazioni  esistenti e/o per crearne nuove

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Ora si possono tradurre gli obiettivi specifici di apprendimento sopra indicati in:

 

A)    OBIETTIVI FORMATIVI  OBBLIGATORI COMUNI ALLA CLASSE

Si tratta di obiettivi formativi che vengono presentati allo stesso modo per tutti gli alunni:

OBIETTIVI FORMATIVI OBBLIGATORI DELLA QUOTA NAZIONALE

ITALIANO

MATEMATICA

SCIENZE

STORIA

GEOGRAFIA

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