RIFORMA DELLA SCUOLA


OLOGRAMMA E PROSPETTIVA UNITARIA DELL’ATTIVITÀ EDUCATIVA E DIDATTICA  di Umberto Tenuta

L’impostazione ologrammatica delle unità di apprendimento, dei Piani di studio personalizzati e del POF                                                          

 

Viene spontaneo domandarsi perché nelle INDICAZIONI NAZIONALI PER I PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI si ritrovano separate le discipline e l'educazione civile? 

E perché invece non si ritrovano solo le discipline, le quali promuovono la formazione  integrale della personalità nelle sue molteplici dimensioni? 

È  come volere frammentare la formazione della persona umana: da una parte l'educazione linguistica, matematica, scientifica eccetera, e dall'altra l'educazione alla convivenza civile, anche se poi si riconosce che l’una e le altre si identificano.                                                                                            Anche se le discipline  assumono sempre valenza formativa delle singole dimensioni della persona umana, occorre però tenere presente che in ciascun aspetto c'è il tutto (ologramma), c’è la  persona umana, l'uomo come tutto (sistema integrato) [1].

Indubbiamente nell'uomo c'è il sistema nervoso, il sistema muscolare, il sistema circolatorio.…

Tuttavia ogni sistema non sta a sé, ma si lega, si correla, si integra nel tutto, e se un sistema non funziona, non funzionano gli altri e non funziona il tutto.

Nell'educazione matematica c'è l'educazione linguistica, storica, geografica, civile, sociale, religiosa…

Allora, l’ologramma  è la persona umana (sistema integrato).

Precisano le INDICAZIONI NAZIONALI:

·          <<In relazione allo sviluppo delle competenze, infine la Scuola dell’Infanzia, consolida… le capacità sensoriali, percettive, motorie, sociali, linguistiche ed intellettive del bambino…>> (INDICAZIONI NAZIONALI SCUOLA DELL’INFANZIA);

·          La scuola primaria <<promuove nei fanciulli e nelle fanciulle  l’acquisizione di tutti i tipi di linguaggio e un primo livello di padronanza delle conoscenze e delle abilità, comprese quelle metodologiche di indagine, indispensabili alla comprensione intersoggettiva del mondo umano, naturale e artificiale, nel quale si vive>> (INDICAZIONI NAZIONALI SCUOLA PRIMARIA).

·          <<La Scuola Secondaria di 1° grado, confermando una tradizione avviata nel 1963 e consolidata nel 1979, rinnova il proposito di promuovere processi formativi in quanto si preoccupa di adoperare il sapere (le conoscenze) e il fare (abilità) che è tenuta ad insegnare come occasioni per sviluppare armonicamente la personalità degli allievi in tutte le direzioni (etiche, religiose, sociali, intellettuali, affettive, operative, creative ecc…) e per consentire loro di agire in maniera matura e responsabile>> (INDICAZIONI NAZIONALI scuola secondaria di primo grado).

Più chiaramente i Programmi didattici del 1985 per la scuola primaria parlavano di alfabetizzazione culturale come <<acquisizione di tutti i fondamentali tipi di linguaggio e un primo livello di padronanza dei quadri concet­tuali, delle abilità, delle modalità di indagine essenziali alla com­prensione del mondo umano, naturale e artificiale>>.  Però anch’essi aggiungevano l’Educazione alla convivenza democratica.

 

LA VALENZA FORMATIVA DELLE DISCIPLINE

Le discipline sono strumenti di formazione della personalità, delle sue diverse dimensioni, che sono costituite da atteggiamenti, capacità e conoscenze[2]. 

La Lingua, parte costitutiva della personalità (senza lingua non si è persona umana completa), comporta conoscenze (fonemi e semantemi: le parole e i loro significati). Ma la Lingua comporta anche capacità, cioè una metodologia di indagine che è quella del linguista: come si costruiscono le regole? Ma comporta anche atteggiamenti: bisogni di comunicare, di ascoltare di leggere, di scrivere... 

Ora, l'educazione, e l'educazione scolastica in particolare, deve favorire la formazione delle diverse dimensioni della personalità e quindi la formazione motoria, sociale, cognitiva, linguistica, matematica, storica, geografica ecc.  

Però, si tratta di dimensioni integrate, seppure distinte. 

Le discipline si integrano nell’unità della persona umana  (prospettiva interdisciplinare) e, peraltro, in fondo, anche in se stesse non sono nemmeno separate, perché tutte collegate l'una all'altra: la logica matematica si collega alla logica linguistica, filosofica ecc.  Pertanto, le discipline non possono essere concepite come compartimenti stagni, separate, ciascuna per suo conto. Ma vanno considerate nelle loro interrelazioni, sia nell'unità della persona umana, sia nella loro costitutiva natura: la Matematica è Storia, Lingua, Geografia... 

Quindi le unità di apprendimento delle diverse discipline non possono essere separate ma integrate e pertanto richiedono una cooperazione dei docenti nel momento della loro elaborazione. 

Quando il docente di Matematica predispone l'unità di apprendimento sui numeri decimali, il docente di Storia dovrebbe collegarlo al SMD che nasce dalla Rivoluzione francese ed ai diversi sistemi di numerazione che gli uomini hanno adottato nel corso dei tempi, alle situazioni storiche ed alle culture dei popoli delle diverse nazioni; il docente di Geografia dovrebbe collegarlo ai diversi sistemi di numerazione che gli uomini hanno adottato nei diversi paesi del mondo e il docente di Lingua ai termini decimo, decimale, centesimo, centesimale ecc.

Se il sistema decimale (ora SI) è un complesso organico di conoscenze della Matematica (numerazione e misure di lunghezza, di peso, di capacità...), esiste anche una mappa concettuale di elementi matematici, storici, geografici ecc.

Non ha ragione di essere una scuola dell'infanzia, una scuola primaria, una scuola secondaria di primo grado ed una scuola  secondaria di secondo grado in cui le discipline vivano separate l'una dall'altra (con i loro docenti e  le loro unità di apprendimento separate).

Ma la separazione delle discipline  non ha ragione di essere nemmeno nell’unità della persona umana che tutte le conoscenze non acquisisce e non colloca in compartimenti distinti: il libro e il mondo della Storia, il libro e il mondo della Matematica, il libro e il mondo della Lingua… E ancora non ha ragione di essere nemmeno la separazione tra scuola ed extra scuola.

Tutto nasce dall'unità dell'uomo (impegnato a conoscere unitariamente il mondo)[3] e dall'unità del mondo che può essere riguardato nei suoi molteplici aspetti, distinti ma interferenti. 

L'universo, e l'uomo in esso, non è forse un tutto unitario, un sistema integrato (se la luna spostasse la sua orbita, ne risentirebbe tutto il sistema solare e forse tutto l'universo).

D’altra parte, sappiamo che é bastata l'invenzione del motore a benzina a  inquinare l'atmosfera ed a creare problemi di natura geografica, sociale, economica ecc.  

Finora, spesso nelle scuole le discipline sono state insegnate ciascuna a sé stante: il docente di Storia ignorava quello che insegnava il docente di Matematica, il docente di Filosofia, il docente di Lingua ecc.  

Dagli anni ‘70 si è cominciato a fare il discorso sulla interdisciplinarità[4] e nel Documento dei saggi sui saperi essenziali (1998) si è parlato dell'uomo come un sistema integrato. 

Oggi, si utilizza il termine ologramma. 

Si legge nelle INDICAZIONI NAZIONALI:

·                    SCUOLA DELL’INFANZIA: <<Per quanto presentati in maniera elencatoria, infine, va ricordato che gli obiettivi specifici di apprendimento obbediscono, in verità, ciascuno, al principio della sintesi e dell’ologramma: l’uno rimanda sempre funzionalmente all’altro e non sono mai, per quanto possano essere minuti e parziali, richiusi su se stessi, bensì aperti ad un complesso, continuo  e unitario rimando reciproco>>.

·                  
  SCUOLA PRIMARIA E SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO:

<<La seconda consapevolezza ricorda che gli obiettivi specifici di apprendimento indicati per le diverse discipline e per l’educazione alla Convivenza civile, se pure sono presentati in maniera analitica, obbediscono, in realtà, ciascuno, al principio della sintesi e dell.ologramma: gli uni rimandano agli altri; non sono mai, per quanto possano essere autoreferenziali, richiusi su se stessi, ma sono sempre un complesso e continuo rimando al tutto. Un obiettivo specifico di apprendimento di una delle dimensioni della Convivenza civile, quindi, è e deve essere sempre anche disciplinare e viceversa; analogamente, un obiettivo specifico di apprendimento di matematica è e deve essere sempre, allo stesso tempo, non solo ricco di risonanze di natura linguistica, storica, geografica, espressiva, estetica, motoria, sociale, morale, religiosa, ma anche lievitare comportamenti personali adeguati alla Convivenza civile. E così per qualsiasi altro obiettivo specifico d’apprendimento. Dentro la disciplinarità anche più spinta, in sostanza, va sempre rintracciata l’apertura inter e transdisciplinare: la parte che si lega al tutto e il tutto che non si dà se non come parte. E dentro, o dietro, le educazioni. che scandiscono l’educazione alla Convivenza civile vanno sempre riconosciute le discipline, così come attraverso le discipline non si fa altro che promuovere l’educazione alla Convivenza civile e, attraverso questa, nient’altro che l’unica educazione integrale di ciascuno a cui tutta l’attività scolastica è indirizzati…A maggior ragione, infatti, a livello di obiettivi formativi si ripete, anzi si moltiplica, l’esigenza di riferirsi al principio della sintesi e dell’ologramma, già menzionato a proposito degli obiettivi specifici di apprendimento. Se non testimoniassero la traduzione di questo principio nel concreto delle relazioni educative e delle esperienze personali di apprendimento che si svolgono nei gruppi di lavoro scolastici difficilmente, del resto, potrebbero essere ancora definiti “formativi”.  Per questo, sebbene formulati dai docenti in maniera analitica e disciplinare, vanno sempre esperiti a partire da problemi ed attività che, per definizione, sono sempre unitari e sintetici, quindi mai riducibili né ad esercizi che pretendono di raggiungerli in maniera atomistica, né alla comprensione dell’esperienza assicurata da singole prospettive disciplinari o da  singole “educazioni”. Richiedono, piuttosto, sempre, la mobilitazioni di sensibilità e prospettive pluri, inter e transdisciplinari, nonché il continuo richiamo all’integralità educativa. Inoltre, aspetto ancora più importante, esigono che siano sempre dotate di senso, e quindi motivanti, per chi le svolge e per chi le propone>>.

 

Non può che essere così! 

La frammentazione degli obiettivi specifici di apprendimento delle Indicazioni nazionali vale per i docenti, ma non sul piano didattico per gli alunni. 

Che  significa questo?

Non significa che debbano scomparire i diversi docenti, né nella scuola secondaria di secondo grado, né nella scuola secondaria di primo grado, né nella scuola primaria, né  nella scuola dell'infanzia, per cui risulta inconcepibile la figura del docente prevalente anche nelle prime tre classi della scuola primaria. 

L’ologramma non è la negazione della distinzione della specificità delle realtà umane, naturali e artificiali, e quindi delle diverse discipline, ma è l'affermazione delle loro interrelazioni, delle loro interferenze. Il sistema uomo, il sistema circolatorio, il sistema respiratorio ecc., così come le relative discipline, sono distinti ma interferiscono. 

Occorre perciò che i docenti non annullino le singole discipline ma siano sempre impegnati nella loro costruzione. 

Ecco, fosse potremmo dire: discipline interferenti! 

I saperi che gli alunni apprendono nella scuola (e nella vita) non sono saperi separati, incomunicanti, a sé stanti, sibbene saperi distinti, ciascuno con la sua logica, la sua sintassi, il suo lessico, ma che interloquiscono. perché aiutano l’alunno a comprendere il mondo umano, naturale e artificiale.

Il  che comporta, assieme alla distinzione delle discipline, la specializzazione dei docenti, ma nello stesso tempo la loro cooperazione: dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria di secondo grado. 

I docenti cooperano nell'affrontare da diverse angolazioni disciplinari le stesse situazioni problematiche che gli alunni, opportunamente stimolati, avvertono. 

Ma i docenti cooperano anche sul piano metodologico-didattico nell’elaborazione del Portfolio, nell’adozione di strategie di apprendimento coerenti, di criteri e di strumenti di valutazione omogenei.

Innanzitutto, è unitaria, ologrammatica, la raccolta degli elementi conoscitivi che, per la elaborazione del POF,  i diversi docenti realizzano dei singoli alunni, diversi nei livelli di maturazione e di apprendimento, negli stili e nei ritmi di apprendimento, nelle motivazioni ecc.

Poi, i docenti cooperano ancora nell’elaborazione dei piani di studio personalizzati e delle unità di apprendimento.

Non c'è più spazio per i docenti delle diverse discipline che si ignorano. 

Tutto questo non significa. però, lo si ribadisce, che ogni docente non operi dalla sua prospettiva disciplinare e che in ogni unità di apprendimento vi debbano essere tutte le prospettive disciplinari: le discipline impegnate ed integrate possono essere due, tre, quattro... o una sola! 

Vi sono unità di apprendimento che riguardano tematiche specifiche di una sola disciplina: l’unità di apprendimento sull’addizione con riporto è l’unità di apprendimento del solo docente di matematica, così come l’unità di apprendimento sul congiuntivo riguarda il solo docente di Lingua italiana e al più di Lingua straniera. 

Pertanto, le unità d'apprendimento possono essere mono-pluri-inter-transdisciplinari, (riguardanti due o più discipline e addirittura tutte le discipline). 

 

L’EDUCAZIONE CIVILE

Infine, il discorso dell’educazione alla convivenza civile. Sebbene riportate a parte, esse non esistono, non costituiscono discipline: non esiste una disciplina che si chiama educazione alla cittadinanza, educazione ambientale, educazione alla salute, educazione alimentare, educazione all'affettività.

Queste educazioni non sono educazioni a sé stanti ma il risultato degli apprendimenti che gli alunni realizzano nell’apprendimento delle diverse discipline di studio. 

Evidentemente, vale l'indicazione che anche l’educazione civile si integra nell'unitario processo di apprendimento che gli alunni realizzano, appunto, secondo la prospettiva ologrammatica della persona umana e dell'apprendimento attraverso lo studio delle singole discipline.

 

DISCIPLINE E UNITARIETà EDUCATIVA E DIDATTICA

Vi sono, sempre, sin dalla scuola dell'infanzia, le discipline, intese come specifici linguaggi, metodi di indagine e quadri concettuali distinti. 

Ma le discipline non sono che strumenti, lenti colorate e di ingrandimento, strumenti sofisticati ed apparecchiature sempre più avanzate che gli uomini hanno costruito e costruiscono per conoscere il mondo umano, naturale e artificiale e soprattutto per formare le loro capacità e i loro atteggiamenti personali nel processo mai compiuto e sempre unitario di formazione della loro personalità. 

Come tali, le discipline i bambini cominciano ad apprenderle sin dalla nascita (protodiscipline)[5], nel loro innato bisogno di crescere, di autorealizzazione, di umanizzazione (<< pieno sviluppo della persona umana>>). 

Due consapevolezze, però, occorre avere sempre ben presenti e chiare.

Innanzitutto l'apprendimento non è mai solo istruzione (acquisizione di conoscenze), ma sempre educazione, cioè formazione di capacità e di atteggiamenti (competenze)[6]. 

Le agenzie formative, formali (come la scuola), non formali (come la famiglia, le chiese ecc.) e informali (come la società, i mass media ecc.), mirano a fare acquisire conoscenze, ma mirano anche e soprattutto a fare acquisire competenze (capacità e atteggiamenti).

Purtroppo, troppo spesso nella scuola l'attenzione è rivolta alla sola acquisizione di conoscenze.

La seconda consapevolezza riguarda l'unitarietà dei processi apprenditivi. Persiste ancora la concezione illuminista, nozionistica, cumulativa dei saperi che si aggiungono l'uno all'altro, l'uno accanto all'altro, l'uno dopo l'altro, e soprattutto l’uno separato dall'altro. Questa concezione occorre superare, non solo costruendo unità di apprendimento che riguardino obiettivi formativi di diverse discipline, opportunamente integrati, ma, anche quando si tratta dell’obiettivo formativo di una sola disciplina, occorre tenere presenti le possibili interferenze o correlazioni con le unità di apprendimento delle  diverse discipline. 

Questa impostazione comporta la cooperazione dei diversi docenti impegnati sullo stesso gruppo classe, soprattutto nel momento dell'elaborazione dei piani di studio personalizzati e, in particolare, delle unità di apprendimento: occorre che i diversi docenti tengano sempre presente che:

a) il destinatario degli apprendimenti è sempre lo stesso alunno; 

b) le diverse azioni formative debbono risultare coerenti; 

c) le diverse azioni formative debbono integrarsi nel senso che debbono convergere alla formazione delle stesse capacità e degli stessi atteggiamenti ed alla acquisizione delle stesse conoscenze;

d) occorre evitare perciò discrasie, incoerenze, contraddizioni. 

 

LA COOPERAZIONE DEI DOCENTI

In tale prospettiva si rende necessaria una stretta cooperazione di tutti i docenti che, pur nella diversificazione dei contenuti e degli apporti formativi, debbono mirare unitariamente alla formazione integrale, originale e massimale dei singoli alunni. 

Seppure distinti per discipline, i vari docenti operano sempre come un gruppo unitario (team teaching)[7], facendo proprio il principio fondante di questa metodologia didattica (<<preparare un orario in modo tale che l’insegnante più adatto si trovi nell’aula giusta, con il materiale più opportuno, al momento opportuno, per il ragazzo o per il gruppo di ragazzi che possano trarne il massimo beneficio>>)[8].

La convergenza degli interventi formativi dei diversi docenti può realizzarsi anche indipendentemente dalla scelta di una situazione problematica unitaria, a condizione però che le attività di apprendimento promosse dai singoli docenti risultino sempre personalizzate (adattate) e motivate (significative). 

In sintesi, le attività di apprendimento promosse dai singoli docenti debbono integrarsi nell’unitaria formazione della personalità dei singoli alunni, tenendo presente che l'unitarietà va intesa come integralità, cioè come formazione nella quale i diversi apporti formativi si integrano, sono parte di un tutto che viene sempre tenuto presente e non restano invece frammenti che l'alunno non riesce a ricondurre ad unità. 

Le “chiare e dolci acque” sono le acque sorgive della fonte che nasce dalle pendici del monte ma che sono il risultato delle piogge invernali, quando i raggi del sole non sono perpendicolari sulla faccia della terra, perché si è nella stagione invernale (Geografia), ma sono espressione dei sentimenti per Laura del Petrarca che viveva in una certa epoca (Storia) e che portava a complemento il passaggio dalla Lingua latina, ancora viva nel Medio Evo (Storia, Religione), alla Lingua italiana (ancora Lingua) e nell'ambito di un processo che portava al recupero della cultura classica, compresa la Filosofia. 

Questa impostazione didattica ologrammatica può essere resa più agevole, sia dalla conoscenza delle mappe cognitive dei singoli alunni, sia dalla costruzione di mappe concettuali che coinvolgano il maggior numero possibile di discipline e quindi di obiettivi specifici di apprendimento.  Essa è resa possibile dai docenti tutti della classe e  della scuola che operano sempre come un gruppo, un gruppo paritario, nel quale il tutor è solo un coordinatore che ha la specifica responsabilità di assicurare che il processo formativo dei singoli alunni sia unitario (ologrammatico).


23 novembre 2004


[1] <<idea di persona come sistema integrato, alla cui formazione e al cui equilibrio dinamico concorrono la componente percettivo-motoria, quella logico-razionale e quella affettivo-sociale>>(DOCUMENTO SUI SAPERI ESSENZIALI>> (1988).

[2] In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995;. In merito cfr.: CAMBI F. (a cura di), Nel conflitto delle emozioni – Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma, 1999; TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U.,  Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U.,  Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U.,  Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U.,  Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U.,  Obiettivi: come districarsi?;  TENUTA U. , Atteggiamenti Capacità Conoscenze, nel sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html; TENUTA U., Atteggiamenti, capacità e conoscenze , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/  

[3] <<Il programma, necessariamente articolato al suo interno, mira ad aiu­tare l'alunno, impegnato a soddisfare il suo bisogno di conoscere e di comprendere, a possedere unitariamente la cul­tura che apprende ed elabo­ra>> (Programmi didattici del 1985 per la scuola primaria).

[4] In merito cfr.: ANTISERI D., I fondamenti epistemologici del lavoro interdisciplinare, Armando, Roma, 1975; PENATI G., Interdsciplinarità, La Scuola, Brescia, 1976; GIUNTI A., Ricerca e lavoro interdisciplinare, La Scuola, Brescia, 1978; SCURATI C., DAMIANO E., Interdisciplinarità e didattica, La Scuola, Brescia, 1974; RAVAGLIOLI F. (a cura di), Interdisciplinarità, Armando, Roma, 1974; RUSSO AGRUSTI T. , Interdisciplinarità e scuola, Le Monnier, Firenze, 1976.  In merito cfr.  TENUTA U., Obiettivi Formativi da Raggiungere; Obiettivi Formativi e Competenze Obiettivi.- come districarsi? In DIDATTICA@EDSCUOLA.COM, nel sito: http:/www.edscuola.com/dida.html.

 

[5] In merito cfr.: TENUTA U., Pluralità dei docenti; TENUTA U., Enti locali e scuola; il sistema formativo integrato, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com; Syllabus defli obiettivi formativi o ancora Programmi?, in METODOLOGIA E DIATTICA: http://www.edscuola.it/archivio/didattica/

[6] In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995; CAMBI F. (a cura di), Nel conflitto delle emozioni – Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma, 1999; TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U.,  Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U.,  Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U.,  Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U.,  Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U.,  Obiettivi: come districarsi?;  TENUTA U. , Atteggiamenti Capacità Conoscenze, nel sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html; TENUTA U., Atteggiamenti, capacità e conoscenze , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/

[7] BAIR M., WOODWARD R.G., La pratica del team teaching, Loescher, Torino, 1973.

[8] In merito cfr.: BAIR M., WOODWARD R.G., La pratica del team teaching, Loescher, Torino, 1973, p. 36.