PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE

VALUTAZIONE E STRUMENTI: LE PROVE DI VERIFICA
di C.Cutolo Fortunata

Una prova può definirsi come “ogni tentativo compiuto per far manifestare le conoscenze degli allievi con lo scopo di saggiarne la qualità e\o la quantità”.(1) Dunque, una prova è uno stratagemma, un artificio intenzionalmente elaborato per cogliere determinate informazioni sulle abilità possedute dai discenti. Il dispositivo o il veicolo attraverso cui si offrono le sollecitazioni o gli stimoli e si manifestano le risposte degli allievi determina lo strumento dell’accertamento delle conoscenze e degli apprendimenti. Esiste un’ampia gamma di prove di verifica o strumenti di verifica, utilizzando come criterio di classificazione “l’apertura e la chiusura” degli stimoli (quesiti, item) e delle risposte, che possono essere utilizzate nella scuola per la rilevazione delle abilità, conoscenze e competenze possedute e\o acquisite dagli allievi.

Le prove possono essere distinte in base al diverso grado di strutturazione delle domande e delle risposte. “A seconda delle modalità con cui lo stimolo viene presentato e la risposta determinata, e a seconda delle combinazioni dell’uno e dell’altra, deriveranno i diversi gradi di strutturazione dello strumento e i diversi modi di lettura delle prestazioni offerte”.(2)

Lo stimolo può considerarsi aperto quando non presenta indicazioni univocamente determinabili circa la questione posta, lasciando così al soggetto cui la prova si somministra ampi margini di libertà interpretativa della sollecitazione richiesta, e quindi dei modi in cui può organizzare la risposta”.(3) Invece, uno stimolo è chiuso quando vi è unicità di interpretazione, non ambiguità e soprattutto l’organizzazione della risposta è predeterminata. Come lo stimolo anche la risposta può essere aperta o chiusa; una risposta sarà aperta quando colui che la fornisce ha la possibilità di idearla, organizzarla ed elaborarla in maniera del tutto autonoma; sarà chiusa, invece, quando colui che la fornisce deve limitarsi solamente a scegliere la risposta esatta tra una serie di alternative presentate dal docente insieme con la domanda.

Prove a stimolo aperto-risposta chiusa.

Di questo gruppo fanno parte tutte quelle prove in cui il docente espone la situazione problematica in modo molto ampio e chiede all’allievo di esprimere, assai sinteticamente, l’assenso o il dissenso su quanto affermato; le risposte saranno si-no-giusto-vero-falso. Tale verifica può essere utile durante la lezione in classe per mantenere vivo l’interesse e l’attenzione degli alunni o, anche per verificare il livello di difficoltà e di comprensione della spiegazione.

Prove a stimolo aperto-rispostaaperta

Fanno parte di questo gruppo le cosiddette prove tradizionali, il tema e l’interrogazione orale, conosciute anche come prove scritte e prove orali, dove sia l’apertura dello stimolo che della risposta non consente la rilevazione di informazioni affidabili se non si predispongono tecniche controllate di valutazione, in quanto gli alunni possono liberamente interpretare ciò che viene loro richiesto dal docente organizzando in modo autonomo e soggettivo la risposta; i docenti, per contro, non avendo predeterminato criteri univoci di correzione esprimono giudizi soggettivi.(4)

Le prove semistrutturate

Come evidenzia Domenici, le prove semistrutturate sono quelle prove di verifica dell’apprendimento “costituite da una serie articolata di quesiti chiusi che richiedono ai soggetti cui si somministrano di formulare autonomamente i testi delle risposte rispettando però alcuni vincoli prescrittivi capaci di renderli confrontabili con criteri di correzione predeterminati”.(5)

Domande strutturate

Sono formate da quesiti scritti, ognuno dei quali viene articolato in sottodomande, su tematiche disciplinari o interdisciplinari ben definite, che richiedono risposte aperte molto brevi e circoscritte. Una caratteristica importante è l’inserimento di una breve, semplice e chiara introduzione fornita agli alunni prima della somministrazione della prova. L’introduzione ha lo scopo di facilitare negli allievi la focalizzazione della situazione problematica oggetto di verifica. Per quanto riguarda la divisione in sottodomande, queste ultime devono essere strettamente collegate all’argomento trattato nella domanda principale e nelle sottodomande precedenti e successive, ma la sua risposta non deve, tuttavia, dipendere propedeuticamente dalle risposte date alle sottodomande precedenti così come non deve condizionare le risposte alle sottodomande successive.

Saggi brevi

I saggi sono composizioni scritte di lunghezza variabile sollecitate attraverso stimoli opportuni allo scopo di far manifestare ai soggetti, cui se ne chiede l’elaborazione, particolari competenze possedute in specifici campi di studio o disciplinari, ivi compresa la lingua madre, le funzioni comunicative, i tipi e i generi testuali”.(6)

La risposta può essere articolata autonomamente dagli studenti nel rispetto delle indicazioni prescrittive presentate dal docente nella traccia stessa. Molto spesso questa prova viene identificata con il tradizionale tema, anche se vi sono molte differenze: infatti come osserva Cajola Chiappetta, “nel saggio lo stimolo è tendenzialmente chiuso e consente quindi, la predeterminazione delle risposte che fungeranno da criterio valutativo; nel tema lo stimolo e la risposta sono aperti e tale apertura pone l’alunno nelle condizioni di interpretare e ampliare in modo del tutto soggettivo la traccia fornita dal docente, riducendo fortemente la possibilità di rilevare dati valutativi validi”.(7)

Riassunti

E’ una prova che da una parte tende al controllo, indiretto, delle capacità di lettura e di comprensione del testo, e dall’altro, alla verifica, diretta, delle abilità di riscrittura del testo letto. Importante è rispettare le istruzioni fornite dal docente, che peraltro, giustificano la presenza di questa prova all’interno del gruppo delle prove semistrutturate. Gli allievi devono dimostrare di saper leggere e riscrivere un testo rispettando le indicazioni avute. ‘Saper leggere’ significa essere in grado di analizzare, sulla base delle proprie conoscenze, di selezionare e quindi di riorganizzare tutte quelle informazioni particolarmente utili per poter organizzare e dare logicità al testo che si sta leggendo e al testo che si scriverà; ‘saper riscrivere’ vuol dire essere capaci di formulare in maniera sintetica e efficace i contenuti e le informazioni più importanti senza modificare il senso e il significato, considerando attentamente i vincoli imposti.

Riflessione parlata

E’ una procedura diagnostica utilizzata per indagare, comprendere e sollecitare, le modalità di ragionamento che gli studenti impiegano quando vengono posti di fronte ad una situazione problematica, gli schemi concettuali impiegati, l’organizzazione delle conoscenze e delle informazioni possedute, le soluzioni trovate”.(8)

Per questa prova vi è la possibilità di predefinire, almeno in parte, alcune delle sollecitazioni offerte agli alunni; per le risposte, si cerca di prevedere e di registrare la loro qualità sulla base di modelli interpretativi utili per scoprire ed interpretare i processi di ragionamento attivati dagli alunni. Questo tipo di prova non si fonda su domande standardizzate, ma su conversazioni adattate dal docente sulla base delle caratteristiche degli allievi.

Le prove strutturateo prove oggettive di profitto

Sono definite oggettive quelle prove di verifica di abilità, conoscenze e competenze relative ad uno o più ambiti disciplinari, costituiti da una serie di quesiti, o stimoli chiusi, ciascuno dei quali è corredato da due o più risposte chiuse”.(9)

Il termine ‘oggettive’ ha le sue origini proprio in questo particolare tipo di strutturazione. La lettura e la correzione delle risposte è del tutto sottratta alla soggettività di chi la effettua dal momento che gli alunni esprimono le loro conoscenze mediante l’apposizione di un segno in corrispondenza della risposta scelta. Ne deriva che il punteggio deriva dal conteggio delle risposte esatte, sbagliate o omesse e sarà lo stesso chiunque sia il correttore della prova.

Gli item possono essere di diversi tipi. La scelta dell’una o dell’altra tipologia dipende dalle variabili in gioco nel contesto in cui si deve attivare il processo di verifica, dalle specifiche funzioni valutative che si intendono attuare e dalle caratteristiche degli ambiti conoscitivi e degli obiettivi cognitivi da sottoporre a controllo. Tra gli item più conosciuti ricordiamo: le domande vero\falso, le corrispondenze, i completamenti, le domande a scelta multipla.

Domande vero\falso

Consistono in un’affermazione che può essere vera o falsa; l’alunno deve indicare con un segno la lettera V o F a seconda che ritenga vera o falsa l’affermazione.

Corrispondenze

Questi item vengono anche definiti ‘item a confronto’ perché presentano una struttura in cui la risposta viene fornita per accoppiamento tra gli elementi di due liste. Quindi, gli alunni devono mettere in corrispondenza biunivoca i termini o dati presenti nella prima lista con quelli della seconda.

Completamenti

Sono delle prove oggettive molto semplici da costruire in cui viene chiesto agli alunni di inserire negli spazi vuoti di un testo proposto alcune parole significative scegliendole all’interno di una elencazione data: l’alunno deve inserire, laddove indicato, la risposta che ritiene giusta identificandola all’interno di una serie di alternative offertegli poste in fondo al brano da completare. In questo elenco di alternative, è opportuno inserire anche un certo numero di distrattori, cioè parole o espressioni errate.

Scelta multipla

All’alunno viene richiesto di individuare e scegliere la risposta esatta o le risposte esatte tra le alternative che vengono fornite, apponendo un segno su di essa\e.Come osserva ChiappettaCajola, sono le prove più flessibili, in quanto oltre al quesito verbale scritto si possono utilizzare disegni, diagrammi, tabelle, mappe, etc...

BIBLIOGRAFIA
1. CRISTINA COGGI, ACHILLE MARIA NOTTI, Docimologia, ED. PENSA MULTIMEDIA, LECCE, 2002.
2. GAETANO DOMENICI, Gli strumenti della valutazione, TECNODID, NAPOLI, 1996.
3. LUCIA CHIAPPETTA CAJOLA, Handicap e valutazione. La funzione di controllo e di regolazione nel processo formativo degli allievi disabili, ANICIA, ROMA, 1998.

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(1) Gaetano Domenici, Gli strumenti della valutazione, Tecnodid, Napoli, 1996, p. 53.
Ivi, p. 56.
(2) Ivi, p. 57.
(3) Cfr., Cristina Coggi, Achille Maria Notti, Docimologia, Ed. Pensa Multimedia, Lecce, 2002.
(4) Gaetano Domenici, op. cit., 1996, p. 99.
(5) Ivi, p. 105.
(6) Lucia ChiappettaCajola, Handicap e valutazione. La funzione di controllo e di regolazione nel processo formativo degli allievi disabili, Anicia, Roma, 1998, p. 147-148.
(7) Cristina Coggi, Achille Maria Notti, Docimologia, Ed. Pensa Multimedia, Lecce, 2002, p. 64.
(8) Gaetano Domenici, Gli strumenti della valutazione, Tecnodid, Napoli, 1996, p. 63.

8 marzo 2010

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