PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE |
VALUTAZIONE DEL PROCESSO EDUCATIVO
di C.Cutolo Fortunata
1. La valutazione: i fondamenti
L’importanza della valutazione è oggi riconosciuta da tutti i protagonisti impegnati nel processo di insegnamento-apprendimento. È significativo, infatti, considerare, a tal proposito, che la legge 4 agosto 1977, n. 517 -intitolata «Norme sulla valutazione degli alunni e sulla abolizione degli esami di riparazione»- abbia in realtà introdotto delle importanti modifiche nella prassi scolastica, con l’obiettivo di agevolare l’attuazione del diritto allo studio e la piena formazione della personalità degli alunni, e quindi di migliorare la qualità dell’istruzione.(1) Il riferimento considera:
Sorge dunque il bisogno di comprendere il concetto stesso di valutazione, al fine di poter migliorare la qualità del sistema formativo a vantaggio di tutti gli alunni.
2. La valutazione del processo educativo
Con il concetto di valutazione si fa riferimento “ad una serie di attività assai articolate che pur fondate sulla base dei dati quantitativi assunti con la verifica (3) e la misurazione, coinvolgono una gamma assai ampia di operazioni di analisi, di considerazioni e di interpretazioni qualitative dei fattori che hanno contribuito a produrre gli esiti registrati con gli strumenti di rilevazione usati”.(4)
Come osserva Moretti e Quagliata la valutazione rimanda a processi eminentemente qualitativi anche con una valenza (non esclusiva) soggettiva.
Se consideriamo i momenti decisionali più importanti nel processo di insegnamento-apprendimento (trasmissione dei saperi e controllo degli apprendimenti), e i contesti entro i quali le differenti decisioni devono strutturarsi, allora diviene più semplice identificare quali siano le principali funzioni valutative del processo educativo.
“La valutazione del processo educativo è un’azione volta a determinare in termini di efficacia, di efficienza e di pertinenza il percorso formativo messo in atto. Valutare l’efficacia significa individuare il grado di conseguimento degli obiettivi prefissati attraverso il confronto tra i risultati previsti e i risultati effettivi; valutare l’efficienza vuol dire mettere in relazione i risultati raggiunti con le risorse impiegate per realizzarli (rapporto costi\benefici, risorse\risultati, coerenza risorse\obiettivi); valutare la pertinenza significa individuare quanto e come, in seguito alla valutazione, si sono attivate le opportune correzioni”.(5)
Come osserva Coggi e Notti, l’insieme delle azioni dei docenti sono strettamente connesse da una parte alla programmazione didattico-educativa e dall’altra alla valutazione degli esiti e delle prestazioni indotte negli alunni a livello di comportamento e di prestazioni. Questo legame esistente tra programmazione e processo di valutazione(6) fa identificare diverse funzioni della valutazione a supporto dell’azione dell’insegnante:
BIBLIOGRAFIA
1. NOTTI ACHILLE MARIA, La valutazione nella scuola dell’autonomia, Edisud, Salerno, 2000.
2. COGGI CRISTINA, NOTTI ACHILLE MARIA, Docimologia, Ed. Pensa Multimedia, Lecce, 2002.
3. DOMENICI GAETANO, La valutazione come risorsa. analisi degli apprendimenti e autovalutazione di istituto, Tecnodid, Napoli, 2000.
4. MORETTI GIOVANNI, QUAGLIATA ALBERTO, Strumenti per la valutazione degli apprendimenti. le prove di verifica strutturate e semistrutturate, Monolite, Roma, 1999.
5. CHIAPPETTA CAJOLA LUCIA, Handicap e valutazione. La funzione di controllo e di regolazione nel processo formativo degli allievi disabili, Anicia, Roma, 1998.
6. Marisa Pavone, Valutare gli alunni in situazione di Handicap. Aspetti formali e individuazione, Erickson, Trento, 1997.
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(1) Cfr., PavoneMarisa, Valutare gli alunni in situazione di Handicap. Aspetti formali e individuazione, Erickson, Trento, 1997.
(2) 2Ivi, p.17.
(3) “Insieme delle operazioni di rilevazione e di misurazione di un certo evento, che nel caso in questione è rappresentato dall’apprendimento promosso intenzionalmente, cioè insegnato, oppure dalle conoscenze, abilità e competenze comunque possedute individualmente e\o dal gruppo, dal campione o dall’universo dei soggetti considerati. La dimensione quantitativa risulta per questo aspetto fondamentale anche se essa è una derivazione di aspetti qualitativi precedentemente identificati, più precisamente al momento della scelta degli obiettivi della verifica, delle prove e dei suoi elementi costitutivi”. (MorettiGiovanni, QuagliataAlberto, Strumenti per la valutazione degli apprendimenti. le prove di verifica strutturate e semistrutturate, Monolite, Roma, 1999, p. 13).
(4) Ibidem.
(5) CoggiCristina, NottiAchille Maria, Docimologia, Ed. Pensa Multimedia, Lecce, 2002, p. 89.
(6) “Il processo di valutazione consiste nella verifica della rispondenza di fini all’interno del contesto dato, dell’efficienza dei percorsi proposti, della positività della propria professionalità di insegnante e della risposta che il ragazzo dà al cammino educativo proposto”(Achille Maria Notti, La valutazione nella scuola dell’autonomia, Edisud, Salerno, 2000, p. 115).
(7) Coggi Cristina, NottiAchille Maria, 2002, op. cit., p. 90.
(8) Gaetano Domenici, La valutazione come risorsa. analisi degli apprendimenti e autovalutazione di istituto, Tecnodid, Napoli, 2000, p. 29.
(9) Cristina Coggi, Achille Maria Notti, 2002, op. cit., p. 90.
(10) Lucia ChiappettaCajola, Handicap e valutazione. La funzione di controllo e di regolazione nel processo formativo degli allievi disabili, Anicia, Roma, 1998, p. 101.
(11) Cristina Coggi, Achille Maria Notti, 2002, op. cit., p. 90.
2 marzo 2010