PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE

COMPETENZE DA VALUTARE di Laura Alberico

Le competenze, quindi, comprendono la sfera dei saperi (conoscenze), del saper fare (capacità, abilità) e dell’essere (atteggiamenti).

Per “competenza” si intende un insieme di risorse soggettive (a carattere cognitivo e non) ed oggettive. In particolare, considerando i recenti documenti ministeriali, possiamo riportare la definizione più esaustiva di M. Pellerey che definisce le competenze “le capacità di far fronte ad un compito, o a un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto ed a orchestrare le proprie risorse interne, cognitive, affettive e volitive, e a utilizzare quelle esterne disponibili in modo coerente e fecondo”. Le competenze, quindi, comprendono la sfera dei saperi (conoscenze), del saper fare (capacità, abilità) e dell’essere (atteggiamenti)(1). Le linee programmatiche ci parlano anche di “traguardi per lo sviluppo delle competenze” considerando che questo processo è in continuo divenire ed è inoltre finalizzato al raggiungimento di uno scopo. Lavorare per competenze presuppone una progettualità mirata in cui le conoscenze e le abilità disciplinari si intrecciano e acquistano una valenza formativa generale nel quadro sinottico delle discipline. Si sottolinea quindi l’importanza della valutazione che letteralmente significa “dare un valore”, cioè riconoscere la significatività delle conoscenze e delle capacità acquisite in vari contesti. Gli indicatori e i descrittori disciplinari rappresentano una sorta di categorizzazione e riformulazione degli obiettivi didattici in cui possiamo ritrovare i vari segmenti della programmazione curriculare . E’ evidente come sia importante in questa ottica la personalizzazione dell’apprendimento perché ogni alunno mette in atto le proprie risorse personali e il proprio stile cognitivo nell’affrontare lo studio. Il valore educativo dell’esperienza scolastica viene messa in evidenza da P. Perrenoud : “ La scuola è un luogo in cui ognuno può apprendere liberamente e intelligentemente cose utili per la vita”. Per fare questo tuttavia è necessario che si stabilisca un raccordo tra scuola e mondo del lavoro, cosa che con le varie riforme resta ancora un progetto che stenta a decollare. Affinché le competenze acquisite in ambito scolastico abbiano un riconoscimento sociale e diventino un bagaglio di strumenti utilizzabili in contesti extra-scolastici sarà necessario forse aspettare ancora. Dicono che la vita è la vera scuola ma non sempre si può dire il contrario.

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(1) In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995;TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U., Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U., Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U., Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U.,Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U., Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U., Obiettivi: come districarsi?, nel sito Http://www.edscuola.com/dida.html.

7 gennaio 2009

 

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