PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE

SET-PROGETTO SPECIALE PER L’EDUCAZIONE SCIENTIFICO-TECNOLOGICA
di Anna Marra

Relazione del Progetto SET

Premessa
Con la C.M. 270/99 il Ministero, nell’ambito degli interventi prioritari previsti dalla legge 440/97, ha avviato un Progetto speciale per l’educazione scientifica e tecnologica ( Progetto SeT), che, mediante un programma pluriennale, intende coinvolgere gradualmente tutte le istituzioni scolastiche.
In questo momento di profonda trasformazione della scuola italiana il Progetto SeT costituisce senza dubbio una opportunita’ formativa di grande valore, in quanto stimola i docenti dell’area scientifica a progettare in maniera cooperativa, flessibile, distinta per aree di competenza raccordate tra di loro, unita’ di lavoro nell’ambito di percorsi curricolari attinenti a tematiche, quali quelle proposte dal progetto SeT, particolarmente rilevanti sotto l’aspetto storico, culturale, sociale.
Una adeguata cultura scientifica e tecnologica e’ una componente fondamentale della formazione di tutti i cittadini. Allo stato attuale, pero’, la cultura scientifica e tecnologica si presenta piuttosto carente per svariati motivi e per seri problemi che affliggono da anni la scuola italiana, pur essendo presenti in vasta misura opportunita’ formative e risorse culturali che pero’ risultano essere scarsamente utilizzate. Il progetto speciale SeT e’ nato proprio per dare risposte alle predette carenze e ai vari problemi.
Le idee fortemente innovative del progetto Set si riferiscono alla visione unitaria di Scienza e tecnologia, alla nozione allargata del concetto di laboratorio e di sperimentazione, all’uso strumentale delle nuove tecnologie informatiche, telematiche e multimediali. E questo perche’ la storia della Scienza e dellaTecnologia e’ una storia di interazioni continue tra scoperte scientifiche e applicazioni tecniche. Porre quindi alla base dell’insegnamento scientifico-tecnologico la continua interazione tra momento cognitivo/teorico e momento pratico-sperimentale significa far rivivere tale continuita’ nel processo di formazione dei giovani, assumendo cosi’ un modello culturale che, in un processo di apprendimento continuo, miri a sviluppare negli studenti di tutte le eta’ “attitudini speculative e capacita’ di soluzione di problemi.”
Qualsiasi approccio alla qualita’ dell’insegnamento, afferma il prof. Romei nel suo testo “Guarire dal mal di scuola”, presuppone lo sviluppo nei docenti della capacita’ di lavorare effettivamente insieme, in modo da consolidare una identita’ istituzionale forte dell’unita’ scolastica" ed acquisire così la consapevolezza che la collegialità , esercitata come prassi ordinaria di lavoro, rappresenta una componente fondamentale della professionalità docente e costituisce un fattore determinante della motivazione non solo degli alunni ma degli stessi insegnanti.

Motivazioni e obiettivi
Finalita’ fondamentale del progetto e’ quella di favorire la crescita complessiva della cultura scientifico-tecnologica degli studenti puntando sul miglioramento della qualita’ dell’insegnamento.
Come sopra detto, la cultura scientifica e tecnologica nel nostro Paese, allo stato attuale, e’ piuttosto carente. Queste carenze hanno origini lontane e profonde ( la scuola ne é più vittima che causa) che, in genere, derivano da:
- presenza discontinua, non sempre ben ripartita e insufficiente (fatta eccezione per la matematica), delle discipline scientifiche nei curricoli, specialmente della scuola secondaria;
- scarsita’ o mancanza di strumenti per fondare l’insegnamento su basi sperimentali;
-carente formazione dei docenti sul piano pratico-sperimentale;
- scarsita’ di servizi a sostegno del lavoro dei docenti.
Tuttavia, e’ noto che vi sono opportunita’ e risorse che sono state finora scarsamente utilizzate ( attivita’ di ricerca didattica nel campo delle scienze, una crescente diffusione delle tecnologie informatiche e della comunicazione, Enti di ricerca, Associazioni professionali, agenzie formative, imprese industriali all'avanguardia ecc.).
A parte i problemi curricolari che possono essere risolti solo nell’ambito delle riforme ordinamentali, e’ possibile promuovere un rinnovamento della pratica dell’insegnamento scientifico-tecnologico proprio attraverso il Progetto speciale SeT che tende, in sostanza, a migliorare:

Metodologia, strumenti di lavoro, aree tematiche
Per migliorare la qualita’ dell’insegnamento scientifico-tecnologico e, di riflesso, la qualita’ del prodotto scolastico, si dovra’ privilegiare nell’insegnamento l’uso di metodi e strumenti di lavoro particolarmente efficaci, quali:
-l’approccio sperimentale (dall’osservazione, dall’esperimento e dalle idee previe degli alunni alla formalizzazione dei concetti);
-la didattica per problemi e per progetti;
-l’uso sistematico del laboratorio inteso in senso ampio, come l’insieme di tutte le opportunita’, interne ed esterne, che consentano di esercitare concretamente i procedimenti scientifici (osservare, analizzare, cogliere analogie e differenze, variabili e costanti ecc.).Visite programmate a centri di ricerca ed industrie, incontri con personale specializzato, visite guidate , escursioni naturalistiche ecc.
-l’uso del laboratorio, inteso in senso stretto, come spazio attrezzato in cui gli alunni possono ideare e progettare essi stessi gli esperimenti anche mediante l’uso di materiale povero;
-l’utilizzazione delle tecnologie informatiche, telematiche e multimediali nella didattica disciplinare e pluridisciplinare e nella ricerca dell’informazione;
-la costituzione di reti di scuole per comunicare, per scambiare idee e materiali, per collaborare a distanza;
-l’uso sistematico del monitoraggio delle esperienze e la produzione di materiali (questionari di ingresso, prove in itinere di tipo formativo, verifiche finali, diario di bordo dell’insegnante, portfolio degli alunni).
Alla base di qualsiasi percorso didattico di natura scientifico-tecnologica devono porsi, a tutti i livelli scolastici, le seguenti opzioni strategiche:

Le aree tematiche individuate per la elaborazione dei progetti SeT riguardano argomenti di particolare rilevanza culturale e sociale. Esse non sostituiscono i programmi vigenti ma consentono di sviluppare e di approfondire, ai vari livelli di scolarità, i contenuti fondamentali dell'area scientifico-tecnologica non solo sul piano disciplinare, ma anche su quello pluri e/o interdisciplinare. Le tematiche proposte sono le seguenti:

Nota conclusiva
Il SeT è un progetto altamente innovativo di cui la scuola aveva particolare bisogno, specialmente in vista dei profondi e radicali cambiamenti previsti per tutto il sistema scolastico e che impegneranno sempre più i docenti nella riflessione sui saperi, sulle competenze e sui nuclei fondanti delle discipline, nella realizzazione della piena integrazione tra discipline scientifiche e tecnologiche, nella progettazione di curricoli di scuola che realizzino l'interazione tra quota nazionale e locale dello stesso, nella piena attuazione di tutti gli articoli di legge riguardanti l'autonomia scolastica.
In questa complessa e difficile opera di rinnovamento e di sistematizzazione i docenti vanno sostenuti. Occorre fornire alle scuole risorse per migliorare gli strumenti, le strutture e l'organizzazione didattica dell'insegnamento scientifico-tecnologico. E' necessario creare servizi, materiali di sostegno e opportunità formative per i docenti e soprattutto corsi di formazione mirata che, ispirandosi ai principi innovativi del SeT, prevedano nei loro programmi gli aspetti teorico-concettuali, pratico-laboratoriali e progettuali- curricolari che sono alla base della programmazione di percorsi didattici di natura scientifico-tecnologica.
Ma occorre soprattutto sensibilizzare, informare e preparare tutte le scuole a concepire l'educazione scientifico-tecnologica come una questione di interesse generale che richiede nelle azioni di sostegno il coinvolgimento di personale altamente qualificato e particolarmente esperto sul piano sia disciplinare che metodologico-didattico se non si vuole che i corsi di aggiornamento continuino a produrre il " nulla" che la scuola attuale si ritrova in dote.

12 novembre 2008

 

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