PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE |
APPRENDIMENTO− di Laura Alberico
Riprogrammare l’apprendimento
Gli studi più recenti hanno permesso di identificare i processi che avvengono nelle cellule nervose e in particolare tra le sinapsi che rappresentano i collegamenti tra i corpi cellulari dei neuroni. La memoria sensitiva raccoglie le informazioni che provengono dagli organi di senso ma di esse soltanto una minima parte viene immagazzinata nella memoria primaria (memoria a breve termine)
per un periodo che è compreso tra pochi secondi e alcuni minuti. L’ippocampo,che fa parte del sistema limbico è una struttura nervosa situata al di sopra del cervelletto; esso seleziona le informazioni da trasferire alla memoria secondaria .Questa zona del cervello,assieme ad altre strutture vicine gestisce le emozioni ma anche la percezione della realtà che può essere influenzata dalle emozioni positive o negative del soggetto.Se esiste una buona disposizione per un determinato apprendimento si avrà un più facile trasferimento di informazioni nella memoria secondaria,cosa che invece non accade se si manifesta uno scarso interesse. La motivazione può rendere più efficace il meccanismo sopra descritto. Nell’encefalo non esistono zone specifiche in cui vengono immagazzinate le informazioni; in esso funziona la memoria associativa che permette di ricostruire una immagine anche quando non sono stati recuperati tutti i dati per richiamarla alla mente.
Gli studi degli ultimi anni hanno dimostrato che la genetica riveste solo una parziale importanza nella formazione della memoria. Le proteine prodotte dai neuroni (prioni) sarebbero in grado di attivare i processi della memoria modificando la loro struttura e rimodellando la rete di collegamenti nervosi che vi sono in ogni individuo.
Il comportamentismo , corrente della psicologia fondata nel 1913 da J.B.Watson ,ha per oggetto di studio il comportamento che si manifesta attraverso le reazioni a stimoli esterni. Skinner, in particolare studiò il comportamento animale e affermò che “quando studiamo il pensiero studiamo il comportamento” proprio perché esiste un parallelismo tra lo stimolo e la risposta.Il comportamentismo tuttavia non indaga sui processi mentali che determinano l’elaborazione della risposta poiché la mente rappresenta solo un filtro in grado di imparare la risposta corretta ad un determinato stimolo (condizionamento operante ).Questa corrente psicologica nasce anche sotto l’influenza della teoria darwiniana dell’evoluzione che considera primario l’adattamento dell’individuo all’ambiente nel quale vive.
Il cognitivismo è una corrente psicologica che si afferma negli anni sessanta ed ha come maggiore esponente Neisser. Mentre i comportamentisti trascurano di studiare i processi mentali ,i cognitivisti rivolgono la loro attenzione ai processi intellettivi dell’individuo e alle possibili forme di rappresentazione della conoscenza che la nostra mente è capace di operare. Esso è un sapere trasversale perché si occupa di molteplici branche della conoscenza (filosofia,psicologia,linguistica,neuroscienze). Il modello didattico del cognitivismo si sviluppa attraverso l’elaborazione dell’informazione ,la memorizzazione e l’applicazione di regole come ad esempio l’uso dei modelli.Quest’ultimo permette una conoscenza e una rappresentazione della realtà che mette in atto nella memoria l’attivazione dello schema base sul quale si costruisce e si elaborano le nuove conoscenze.
Il costruttivismo,che ha come esponente autorevole Piaget,è una corrente di pensiero che si basa su alcuni punti fondamentali quali: il sapere come costruzione personale, l’apprendimento attivo,l’apprendimento collaborativo,l’importanza del contesto e la valutazione intrinseca (la valutazione dovrebbe essere integrata con il processo di costruzione della propria conoscenza anziché essere una attività separata).Secondo i costruttivisti la conoscenza non è altro che un atto soggettivo e personale con il quale l’individuo “costruisce” la sua rappresentazione della realtà.Il pensiero psicopedagogico a partire dagli anni 70 (con Piaget, Vygotskij e Bruner) considera la conoscenza in ambito didattico influenzabile soltanto da colui che impara, per cui la costruzione di nuove conoscenze avviene mediante l’osservazione ragionata di eventi, interpretata e mediata attraverso concetti che già si possiedono.Come scrive D.Ausubel :”Il fattore singolarmente più importante che influenza l’apprendimento è ciò che lo studente già conosce. Accerta questo e insegna in accordo,”
La didattica metacognitiva si caratterizza per un’attenzione all’insegnamento di processi e strategie cognitive piuttosto che ai contenuti specifici delle varie materie curriculari.La cognizione riguarda il conoscere (cosa),la metacognizione riguarda invece la riflessione metodologica sul modo in cui si conosce (come).La metacognizione è una concezione dell’apprendimento che ritiene rilevante la conoscenza delle strategie di pensiero per poter potenziare le capacità cognitive.Dai vari studi eseguiti risulta che migliorando le competenze metacognitive migliora conseguentemente anche il livello di prestazione dell’alunno perché esso controlla consapevolmente lo svolgimento dei propri processi cognitivi. L’azione didattica può essere “riprogrammata” in funzione dell’obiettivo da raggiungere.Secondo B.Dodge,che basa il suo studio sui presupposti teorici del costruttivismo,applicando all’insegnamento la tecnologia moderna, l’attività di ricerca deve comprendere queste fasi:
- fase introduttiva nella quale vengono fornite le informazioni di base
- presentazione del compito
- descrizione del procedimento da seguire
- individuazione delle risorse occorrenti
- valutazione delle attività
- momento conclusivo per fare il punto su quanto appreso.
Dodge è sostenitore dell’apprendimento cooperativo che è in grado di promuovere le competenze metacognitive sviluppando negli alunni capacità di analisi,sintesi e valutazione.
Spesso le difficoltà evidenziate dall’alunno nel lavoro scolastico possono dipendere da una scarsa consapevolezza delle strategie e dei comportamenti che possono rendere efficace il suo impegno. Le abilità metacognitive riguardano la consapevolezza con cui le informazioni sono acquisite, elaborate, memorizzate , applicate,le capacità di riflettere e controllare i propri processi cognitivi per renderli più efficienti ed affidabili.La didattica metacognitiva consente di sviluppare l’attenzione,di scegliere vari percorsi di apprendimento, di conoscere le leggi della memoria elaborando strategie di recupero delle informazioni già acquisite che sono la base per ulteriori conoscenze.
In ogni caso come scriveva il pedagogista A.Giordan a proposito del metodo didattico,bisogna sempre partire dall’alunno :….Ho scelto un metodo a contropelo…Partire dalla mia ignoranza e dalle certezze degli alunni piuttosto che dalle mie certezze per proporle agli alunni ignoranti”.
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