PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE

VALUTAZIONE E PROCEDURE
di Anna Marra Barone

Concetto di “standard” e “portfolio”

Significato e funzioni della valutazione

La valutazione:

La valutazioneformativa o continuasi configura come monitoraggio dei processi di apprendimento ed ha una funzione regolativa dell’attività educativa e didattica, sia da parte del docente, che da parte dell’alunno.
Dalla normativa che regola l’autonomia scolasticasi evince che i livellidi valutazione sono tre:

Tipi di valutazione

Gli elementi della valutazione sono:

La valutazione è il risultato di un confronto tra i dati osservati e il criterio che funge da elemento di riferimento. I dati, anche se debitamente registrati, descritti o misurati, non hanno nessun significato finché non vengonoconfrontati con il criterio scelto.
In base al criterio si possono distinguere tre tipi di valutazione:

La scala a 3 o 5 livelli, espressi mediante numeri o lettere e riferiti solo agli obiettivi cognitivi,consente di valutare i gradi di sviluppo dell'apprendimento e individuare un livello medio ( per quanto riguarda conoscenze, capacità, competenze) indicativo della forma di apprendimento più comune.
La valutazione si considera conclusa solo quando il giudizio espresso viene comunicato ad altri.
Le forme di espressione più comuni fanno riferimento a:

Valutazione e pratiche valutative

Il sistema di riferimento per la valutazione è rappresentato attualmente dal PECUP e dagli OSA che delimitano lo spazio al cui interno devono collocarsi gli obiettivi formativi elaborati dai docenti.
“La valutazione periodica e annualedegli apprendimenti e del comportamento degli studenti e la certificazione delle competenze sono affidate ai docenti delle istituzioni di istruzione e formazione frequentate””e riguarda, di fatto, i processi di apprendimento che rappresentano l’oggetto più ampio e complessivo delle pratiche valutative.
Nelle operazioni valutative si distinguono :

Le pratiche valutative rivolte agli “apprendimenti”che si realizzano in termini di acquisizione di conoscenze e abilità ( processo di acculturazione ), vanno distinte da quelle volte ad accertare e valutare la maturazione dei modi di essere della persona (processo di personalizzazione) quali ad esempio l’identità personale, le competenze culturali, gli atteggiamenti e i comportamenti propri della Convivenza civile.

Concetto di "standard"

Nel vocabolario della lingua italiana- Zanichelli- alla parola “standard” si legge:
“modello, esempio, punto di riferimento prestabilito. Valore significativo di una certa grandezza , ricavato comemedia di valori consuntivi o come valore statisticamente più probabile tra quelliverificatisi”.
I criteri fondamentali alla base degli standard, in genere, sono:

In campo valutativo, il termine“standard” può assumere significati diversi..

In campo scolastico lo standard può riferirsi al risultato raggiunto da un gruppo o da una classe al termine di un periodo di apprendimento ( èsinonimo di livello medio , inteso come misura di tendenza centrale). In tal caso può essere espresso con un numero seguito da un indice che descrive gli errori di campionamento o da un indice di variabilità che misura il grado di omogeneità del gruppo.

La parola “standard” può anche indicare la “norma” (da “normare” = conformare a una norma) che è il risultato medio raggiunto da un campione rappresentativo di soggetti che viene preso come termine di riferimento.
Il confronto con taletermine può servire a precisare il posto che un soggetto, una classe, una scuola occuperebbero se fossero trasferiti sulla gamma dei risultati del gruppo scelto come campione. Si parla allora di punteggio simile alla media del gruppo oppure di punteggi più alti o più bassi..
Nell’accezione sia dell’uno chedell’altro significato di standard, resta però aperta la domanda:
I risultati raggiuntirappresentano un esito soddisfacente o eccellente? E’ giusto prendere questi risultati come modello ?
Per rispondere a queste domande bisogna predeterminareillivello al quale si dovrebbegiungere per affermare per es. cheil punteggio raggiuntoin un determinato campoè soddisfacente o che gli esiti .raggiunti da una classe sono proprio quelli attesi per una terza media, e così via. Lo standard, quindi, viene inteso come soglia o livello di accettabilità di una prestazione (vieneindicato anche come standard minimo).
Si tratta di una nuova accezione di standard: un dover essere che viene fissato da persone competenti tenendo conto, nel campo scolastico, degli esiti delle grandi inchieste sistematicamente condotte sui livelli di preparazione acquisiti dagli alunni dei diversi gradi scolastici nelle discipline di base ( lingua, matematica, scienze).
Secondo Mauro Laeng, per definire la soglia di accettabilità , il Collegio dei docenti potrebbe usare due soluzioni:

La definizione di soglie di accettabilità dei risultati osservati comporta il confronto continuo con altre realtà professionali. Per tale motivo, la costituzione di una rete di scuole può arricchire la visione complessiva dei fenomeni analizzati e consentire percorsi di ricerca finalizzati a strutturare un servizio di autoanalisi interno attraverso un progetto che ponga, come scopo primario, il miglioramento della qualità deirisultatidelle scuole aderenti.

Portfolio: struttura e funzioni

Il portfoliodelle competenze individuali è un importante strumento di riferimento per realizzare con efficacia la personalizzazione dei percorsi formativi.
Le funzioni fondamentali del portaolio sono la valutazione e l’orientamento , funzioni che si intrecciano tra loro continuamente e profondamente.
E’ fondamentale tenere presente che la funzione valutativa si basa sulla documentazione essenziale dei percorsi e dei progressi compiuti dagli alunni in riferimento agli obiettivi formativi, agli apprendimenti(conoscenze e abilità) e al comportamento.
La predetta funzione si completa con la progressiva rilevazione e registrazione dei risultati raggiunti dall’alunno e con la certificazione delle competenze effettivamente maturate.
La funzione valutativa del portfolio si attua mediante:

La certificazione delle competenze scaturisce dalla somma qualitativa e quantitativa delle rilevazioni e degli accertamenti effettuati nel percorso acolastico e coinvolge, nella maniera professionalmente più alta, i docenti che si assumono la responsabilitàdi certificarle.
La documentazione persegue l’obiettivo di attestare le competenze personali dell’alunno effettivamente maturate nel tempo e consente di comprendere se e in quale misura gli obiettivi specifici di apprendimento si siano concretizzati negli obiettivi formativi elaborati dai docenti.
Ai fini della certificazione delle competenze, che deve attuarsi alla fine della scuola primaria ea conclusione del I Ciclo di istruzione, è opportuno che i docenti rilevino e registrino in itinere e in forma documentalela maturazione delle competenze personali degli alunni, riflettendo anchesulle ragioni di eventuali differenze riscontrate tra i livelli di padronanza nelle conoscenze/abilità e nelle competenze.

Gli strumenti per la valutazione

1. Documento di valutazione

Ai fini della valutazione individuale dell'alunno, per l’anno scolastico 2006/07, le istituzioni scolastiche hanno potuto utilizzare sia gli strumenti valutativi individuati nelle Linee guida sul Portfolio, sia gli strumenti valutativi di cui alla precedente modulistica.
Indipendentemente dagli strumenti usati, le valutazioni periodiche dell’alunno, chevengono espresse secondole scansioni temporali adottate dal Collegio dei docenti, e la valutazione annuale degli stessi, debbono tradursi poi in valutazioni globali che mettano in evidenza,sulla base dei livelli di apprendimento rilevati, il personale processo formativo dell’alunno e l’avvenuto conseguimento degli obiettivi formativi individuati dai docenti.
Per garantire sistematicità ed oggettività alla valutazione degli alunni, in questa prima fase di sperimentazione, continuano ad adottarsi, per la valutazione dei livelli di apprendimento disciplinare, le espressioni sintetiche di ottimo, distinto, buono, sufficiente, non sufficiente.

2. Portfolio delle competenze personali

Le Indicazioni Nazionali prescrivono che il ercorso scolastico di ciascun alunno sia accompagnato da un apposito strumento di documentazione dei processi formativi ( Portfolio delle competenze individuali) che si articola in due sezioni, una dedicata alla valutazione e l’altra all’orientamento.
Le annotazioni significative dei processi di apprendimento, effettuate secondo le scansioni temporali individuate autonomamente dai docenti interessati, concorrono alla organica e formale valutazione periodica dell’alunno da riportare sul documento di valutazione e da comunicare alle famiglie.

3. Attestato finale

E’ il documento che attesta formalmente gli esiti educativi di ogni alunno e fissa annualmente le tappe del suo itinerario formativo.

4. Certificazionedelle competenze

Nel Regolamento dell’autonomia scolastica (DPR 275/99) all’art.10 si legge testualmente:
“Con Decreto del Ministro della P.I.sono adottati i nuovi modelli per le certificazioni, le quali indicano le conoscenze, le competenze, le capacità acquisite e i crediti formativi riconoscibili, compresi quelli relativi alle discipline e alle attività realizzate nell’ambito dell’ampliamento dell’offerta formativa e liberamente scelte dagli alunni e debitamente certificate.”
Nella C.M. n.28, del 15 marzo 2007,avente per oggetto l’esame di stato conclusivo del I ciclo di istruzione, viene messo in evidenza che la certificazione delle competenze si rivela come un adempimento particolarmente complesso tanto che lo stesso Ministro ha configurato l’anno 2006/2007 come “ anno ponte”in cui la messa in atto dei corrispondenti strumenti valutativi/certificativi, non può non avere che un carattere sperimentale (compreso il modello di certificazione delle competenze allegato alla predetta circolare e che dovrà essere adottato da tutte le scuole)

5. Altri documenti di valutazione

I registri di classe e il registro/giornale dell’insegnante, attualmente in uso, che saranno opportunamente adattati alle nuove esigenze didattiche
A conclusione di quanto sopra, detto, mi piace riportare il pensiero espresso dal Ministro Fioroni nellalettera del 31 gennaio 2007 indirizzata alle scuole, in cui annuncia che ci sarebbe stata la revisione delle "Indicazioni Nazionali” ereditate dalla passata legislatura, che erano da considerarsi, a detta della stesa legge di riforma, "un assetto pedagogico, didattico ed organizzativo transitorio".
“Non siamo all'anno zero” afferma il Ministro “ e non è necessario stravolgere tutto ancora una volta”.Ma dichiara con fermezza cheè necessario definire in modo chiaro i livelli essenziali di apprendimento a cui gli studenti hanno il diritto di arrivare su tutto il territorio nazionale; lasciando alle singole scuole la libertà, sul piano organizzativo e didattico, diraggiungere al meglio lo scopo loro affidato, .nel rispetto dell'autonomia scolastica e della libertà di insegnamento in quanto principi sanciti dalla Costituzione.. Nel contempo riconosce che, per giungere alla definizione di nuove Indicazioni più chiare ed essenziali, è necessario che si stabilisca un rapporto costante tra il mondo della ricerca scientifica e il mondo della scuola. in quanto “ le riforme non si fanno senza l'apporto degli insegnanti, dei dirigenti, della comunità scientifica e di quella civile; e non si realizzano una volta per tutte, ma sono tanto più significative quanto più sono condivise, costruite in modo non rigido e prescrittivo, capaci di costituire una cornice di riferimento in grado di valorizzare le competenze e la passione di chi ogni giorno vive e lavora nella scuola”.

25 maggio 2007