PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE

PROGRAMMAZIONE
di Adelaide Perez

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE-- "Paride Del Pozzo" - Pimonte

A completamento del percorso formativo, per i ragazzi, giunti in terza classe,diventa essenziale implementare le competenze trasversali, cogliere relazioni tra saperi e fenomeni, legare il “locale al globale” e viceversa.

Fra i bisogni formativi, emersi dall’analisi dei bisogni educativi della società contemporanea e dall’analisi del territorio, intendo scegliere i seguenti, di particolare rilevanza:

I bisogni formativi prescelti indicano quali atteggiamenti e competenze gli alunni devono raggiungere.

[“ Competenza è ciò che, in un contesto dato, si sa fare (abilità), sulla base di un

sapere (conoscenze) per raggiungere l’obiettivo atteso e produrre (nuove) conoscenze” ]

LINGUA ITALIANA

L’attività didattica si compatterà intorno a un progetto linguistico-antropologico, finalizzato a fornire i ragazzi di uno “strumento per capire il mondo da cui siamo venuti e in cui siamo ancora immersi, non per limitare il nostro orizzonte, ma, al contrario, per collocare i fatti della nostra storia particolare nel quadro più ampio della storia e della cultura nazionale ed europea, che è fattadi tanti contributi particolari che lentamente si sono aggregati e stanno ancora aggregandosi”. (Mario Lodi)

PROGETTO

TITOLO: “Uagliù, e mmò parlo pur’io”

I dialetti sono testimoni preziosi di storia civile e culturale: sonointrisi dell’intelligenza e della fatica, del sapere intellettuale e delle esperienze culturali delle popolazioni che li hanno parlati e parlano.

Gli alunni si abituino a guardare al patrimonio dialettale senza ostilità, ma con curiosità e rispetto, come a un patrimonio prezioso.

L’esistenza dei dialetti è il risultato di una storia civile antica e complessacome è quella italiana.

La dialettofobia ha dato origine, sposata all’incultura, ad uno stile scolastico che sta appiccicato addosso a tutti: il parlare inutilmente complicato e il gusto delle parole che non si capiscono.

Nel modo in cui spesso sono usati i dialetti vi sono espressioni dirette, efficaci, un modo di parlare concreto, preciso, realistico, caratteristiche di stile preziose da trasportare in italiano.

Lo studio del dialetto, affiancante lo studio dell’italiano, è un potente mezzo contro l’emarginazione di quegli alunni che arrivano a scuola conoscendo e usando il solo dialetto.

La scuola democratica, prevista dalla nostra Costituzione, fa diventare il dialetto materia di studio per contribuire alla conoscenza della storia della comunità locale.

L’alunno che parla in dialetto esprime, insieme ai dati della propria esperienza, i tratti significativi e originali della cultura e della gente cui appartiene e di cui ha assimilato un modo di sentire, di affrontare i problemi, di pensare, di parlare.

Chi parla un idioma diverso dall’italiano obbedisce a una grammatica, a una sintassi, a regole d’uso dei vocaboli non meno precise e sottili di quelle che regolano l’uso dell’italiano.

Scopriranno gli alunni che il dialetto e l’italiano sono due lingue diverse, con due strutture diverse e, quindi, con peculiari modi sintattici, che, soltanto conoscendo, si possono usare correttamente.

Di conseguenza, gran parte degli errori sintattici, presenza del dialetto e delle sue strutture nell’italiano, scompariranno.

Il progetto si realizzerà dal 03/10/2005 – 29/04/2006

L’idea d’apprendimento più adeguata (per conquistare la capacità di ricerca) è quella che pone l’accento sui processi e sull’apprendimento come scoperta.
La ricerca sul campo, partendo da problemi reali e importanti per gli alunni, diventa lo strumento metodologico principe per una maggiore individualizzazione del processo educativo.

VERIFICA:

(Conoscenza del dialetto attraverso la riflessione metalinguistica. Scoperta della ricchezzaculturale del dialetto attraverso la lettura dei suoi prodotti, orali e non. Scoperta e conoscenza della cultura locale)

(Dar voce a chi ancora non ha voce perchè parla e intendemale l’italiano. Fornirsi degli strumenti utili per la sistemazione dei materiali raccolti. Scoprire l’arbitrarietà e convenzionalità dei segni alfabetici. Eliminare gran parte degli errori sintattici, presenza del dialetto e delle sue strutture nell’italiano)

SOCIALIZZAZIONE

INTERNA

ESTERNA

EVENTI FINALI (interni): festa del territorio

 

23 aprile 2007