PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE |
PROGRAMMAZIONE
di Adelaide Perez
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE-- "Paride Del Pozzo" - Pimonte
A completamento del percorso formativo, per i ragazzi, giunti in terza classe,diventa essenziale implementare le competenze trasversali, cogliere relazioni tra saperi e fenomeni, legare il “locale al globale” e viceversa.
Fra i bisogni formativi, emersi dall’analisi dei bisogni educativi della società contemporanea e dall’analisi del territorio, intendo scegliere i seguenti, di particolare rilevanza:
Aver autonomia di giudizio, mente critica e creativa per realizzare il proprio progetto di vita.
Conoscere il proprio ambiente, attraverso una ricerca sempre più approfondita delle radici storico-culturali
Accettare la diversità, riconoscendone il valore
Rispettare persone e “cose”, assumendo un atteggiamento attivo e partecipativo
I bisogni formativi prescelti indicano quali atteggiamenti e competenze gli alunni devono raggiungere.
ATTEGGIAMENTI
Considerare le materie di studio come strumenti necessari per intervenire su se stessi e sulla realtà
Considerare la scuola come una palestra in cui addestrarsi ad essere cooperativi, solidali, impegnati, fiduciosi in sé e negli altri, leali e coerenti.
Essere autonomi nel pensare e nell’agire
COMPETENZE che strutturano e orientano le scelte
[“ Competenza è ciò che, in un contesto dato, si sa fare (abilità), sulla base di un
sapere (conoscenze) per raggiungere l’obiettivo atteso e produrre (nuove) conoscenze” ]
Saper fare delle scelte
Saper gestire i conflitti.
Saper lavorare in gruppo
Saper scoprire la coerenza tra conoscenze, valori e comportamenti
Saper recuperare radici e valori in processi di mondializzazione che sembrano annullare le individualità e le identità.
COMPETENZE che strutturano e orientano le conoscenze
Saper porsi domande e organizzare la ricerca delle risposte.
Saper comunicare usando tutti i linguaggi.
Saper ragionare usando strutture concettuali di tipo trasversale come relazione, sistema, causa – effetto, trasformazione processo, ciclo
LINGUA ITALIANA
L’attività didattica si compatterà intorno a un progetto linguistico-antropologico, finalizzato a fornire i ragazzi di uno “strumento per capire il mondo da cui siamo venuti e in cui siamo ancora immersi, non per limitare il nostro orizzonte, ma, al contrario, per collocare i fatti della nostra storia particolare nel quadro più ampio della storia e della cultura nazionale ed europea, che è fattadi tanti contributi particolari che lentamente si sono aggregati e stanno ancora aggregandosi”. (Mario Lodi)
PROGETTO
TITOLO: “Uagliù, e mmò parlo pur’io”
IL PERCHE’ DEL PROGETTO:
Il dialetto come valore in sè
I dialetti sono testimoni preziosi di storia civile e culturale: sonointrisi dell’intelligenza e della fatica, del sapere intellettuale e delle esperienze culturali delle popolazioni che li hanno parlati e parlano.
Gli alunni si abituino a guardare al patrimonio dialettale senza ostilità, ma con curiosità e rispetto, come a un patrimonio prezioso.
L’esistenza dei dialetti è il risultato di una storia civile antica e complessacome è quella italiana.
I danni della dialettofobia
La dialettofobia ha dato origine, sposata all’incultura, ad uno stile scolastico che sta appiccicato addosso a tutti: il parlare inutilmente complicato e il gusto delle parole che non si capiscono.
Il dialetto polmone verde dell’italiano
Nel modo in cui spesso sono usati i dialetti vi sono espressioni dirette, efficaci, un modo di parlare concreto, preciso, realistico, caratteristiche di stile preziose da trasportare in italiano.
Il dialetto come strumento di democrazia
Lo studio del dialetto, affiancante lo studio dell’italiano, è un potente mezzo contro l’emarginazione di quegli alunni che arrivano a scuola conoscendo e usando il solo dialetto.
Il dialetto come strumento di conoscenza
La scuola democratica, prevista dalla nostra Costituzione, fa diventare il dialetto materia di studio per contribuire alla conoscenza della storia della comunità locale.
L’alunno che parla in dialetto esprime, insieme ai dati della propria esperienza, i tratti significativi e originali della cultura e della gente cui appartiene e di cui ha assimilato un modo di sentire, di affrontare i problemi, di pensare, di parlare.
Il dialetto come strumento didattico
Chi parla un idioma diverso dall’italiano obbedisce a una grammatica, a una sintassi, a regole d’uso dei vocaboli non meno precise e sottili di quelle che regolano l’uso dell’italiano.
Scopriranno gli alunni che il dialetto e l’italiano sono due lingue diverse, con due strutture diverse e, quindi, con peculiari modi sintattici, che, soltanto conoscendo, si possono usare correttamente.
Di conseguenza, gran parte degli errori sintattici, presenza del dialetto e delle sue strutture nell’italiano, scompariranno.
OBIETTIVO GENERALE:
Conoscere e valorizzare il proprio ambiente, attraverso una ricerca sempre più approfondita delle radici culturali, consentendo agli alunni di esercitare tutte le loro capacità creative e logiche, mediante una lettura del presente e del passato.
OBIETTIVI SPECIFICI:
Conoscenza del dialetto attraverso la riflessione metalinguistica
Scoperta della ricchezza culturale del dialetto attraverso la lettura dei suoi prodotti, orali e non
Scoperta e conoscenza della cultura locale
OBIETTIVI DIDATTICI:
Dar voce a chi ancora non ha voce perchè parla e intende male l’italiano
Fornirsi degli strumenti utili per la sistemazione dei materiali raccolti
Scoprire l’arbitrarietà e convenzionalità dei segni alfabetici.
Eliminare gran parte degli errori sintattici, presenza del dialetto e delle sue strutture nell’italiano
TEMPI DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
Il progetto si realizzerà dal 03/10/2005 – 29/04/2006
METODO:
L’idea d’apprendimento più adeguata (per conquistare la capacità di ricerca) è quella che pone l’accento sui processi e sull’apprendimento come scoperta.
La ricerca sul campo, partendo da problemi reali e importanti per gli alunni, diventa lo strumento metodologico principe per una maggiore individualizzazione del processo educativo.
ATTIVITA’ PREVISTE:
Fase preparatoria (presentazione del progetto agli alunni, discussione, definizione e titolazione dei filoni di ricerca)
Raccolta individuale e libera di materiali dialettali orali
Lettura dei materiali
Classificazione e sistemazione provvisoria dei materiali
Discussione e formalizzazione delle difficoltà incontrate
Ipotesi di soluzione dei problemi
Formazione dei gruppi di ricerca e assegnazione dei filoni
Definizione di regole chiare e condivise per la raccolta dei materiali
Modalità di classificazione e sistemazione dei materiali
Costruzione collettiva di un sistema di trascrizione fonetica
Raccolta individuale e/o in gruppo secondo le regole concordate
Trascrizione fonetica e traduzione in italiano
Confronto tra il dialetto e la traduzione italiana
Costruzione di un piccolo dizionario
Riflessione metalinguistica sul dialetto e, parallelamente, sull’italiano
Ipotesi di una grammatica e di una sintassi del dialetto
Lettura in chiave antropologica dei materiali raccolti
Scrittura individuale “Cosa ho scoperto e imparato”
VERIFICA:
Indicatori per gli obiettivi specifici:
(Conoscenza del dialetto attraverso la riflessione metalinguistica. Scoperta della ricchezzaculturale del dialetto attraverso la lettura dei suoi prodotti, orali e non. Scoperta e conoscenza della cultura locale)
Sanno riconoscere e formalizzare le regole scoperte
Sanno riconoscere come prodotti culturali gli oggetti orali raccolti
Sanno riconoscere come prodotti culturali gli oggetti materiali esaminati
Indicatori per gli obiettivi didattici
(Dar voce a chi ancora non ha voce perchè parla e intendemale l’italiano. Fornirsi degli strumenti utili per la sistemazione dei materiali raccolti. Scoprire l’arbitrarietà e convenzionalità dei segni alfabetici. Eliminare gran parte degli errori sintattici, presenza del dialetto e delle sue strutture nell’italiano)
Modifica dei comportamenti (maggiore considerazione e rispetto) degli alunni nei confronti dei compagni prevalentemente dialettofoni
Accessibilità e fruibilità dei materiali (cosa abbiamo e dove l’abbiamo messo)
Trovare sistemi di segni arbitrari e convenzionali
SOCIALIZZAZIONE
INTERNA
ESTERNA
EVENTI FINALI (interni): festa del territorio
23 aprile 2007