PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE

 

OBIETTIVI FORMATIVI DELLE DIVERSE DIMENSIONI DELLA PERSONALITÀ di Umberto Tenuta

La formazione integrale della personalità

 

Se si assume, come sembra non si possa non assumere, che la Scuola dell’autonomia è una scuola eminentemente formativa, il cui impegno è costituito dall’acquisizione delle conoscenze e dalla formazione delle capacità e degli atteggiamenti che attengono alla formazione delle diverse dimensioni della personalità, l’esigenza più impellente dei docenti è costituita dal Syllabus degli obiettivi formativi finali che purtroppo manca, perché esistono solo indicazioni frammentarie, disorganiche, incoerenti, contenute nei Programmi didattici dei diversi ordini di scuola.

Manca il quadro organico delle conoscenze, delle capacità e degli atteggiamenti che attengono alla formazione delle diverse dimensioni della persona: formazione motoria, formazione sociale, formazione emotivo-affettiva, formazione linguistica, formazione matematica ecc.

È questo un problema che non risulta  posto all’attenzione, perché non sembra che qualcuno se ne interessi. Non sembra cioè che qualcuno si sia posto il problema di individuare e di precisare  quali siano le conoscenze essenziali, le capacità essenziali e gli atteggiamenti essenziali che un giovane dovrebbe aver acquisito al termine della scuola per la formazione di base, per avere acquisito quelle competenze che gli assicurano la formazione integrale, originale e massimale della sua personalità.

Pur nelle diversità che non possono non contraddistinguere i vari individui, ci dovrebbe però essere un patrimonio di competenze comuni che fanno di ogni figlio di donna un essere umano, una persona umana,  un uomo

C’è una radice comune, una base comune che ha fatto parlare e fa parlare di scuola per la formazione di base, di una scuola di base, che è non solo scuola per la formazione di base di ogni ulteriore processo apprenditivo e formativo, ma anche di base alla personalità, perché si possa parlare di un uomo intero, di un uomo completo, di una persona armonica, seppure suscettibile di ulteriori perfezionamenti, arricchimenti, integrazioni.

Homo sum: nihil humani a me alienum puto[i]

Niente di ciò che è umano mi può essere estraneo, mi può essere negato. Tutto ciò che è umano mi appartiene di diritto, in quanto essere umano, per non risultare mutilato, dimidiato, depauperato.

C’è una base formativa comune che deve essere assicurata a tutti i giovani nel corso della loro formazione di base.

Questa esigenza poi può essere approfondita, arricchita, integrata, sì che ogni essere umano si presenti con il suo particolare volto umano.

Il volto è quello dell’uomo, ma si atteggia diversamente da individuo a individuo, da persona a persona, per cui ciascuno si configura con una personalità originale.

Tutti poeti, tutti musicisti, tutti pittori, tutti scienziati, tutti matematici ecc. ecc. ma ognuno poeta, pittore, matematico con il suo inconfondibile, originale, singolare, personale stile.

Non vi sono due pittori che hanno disegnato allo stesso modo il volto della donna innamorata; non vi sono due musicisti che hanno espresso con le stesse melodie la gioia della nascita; non vi sono due poeti che abbiano espresso con gli stessi canti il dolore della morte…

Ogni persona umana, pur partecipando di tutti i pensieri, di tutti i sentimenti, di tutte le abilità che sono proprie dell’uomo, le esprimono in una sua forma, che non solo è singolare, originale, personale, ma è più o meno accentuata, più o meno rilevante.

Anche se i sommi poeti sono pochi, ogni essere umano ha diritto a vivere la dimensione poetica della vita. Anche se i sommi musicisti sono pochi, ogni essere umano ha diritto  a vivere la dimensione musicale della vita. Anche se i sommi matematici sono pochi, ogni essere umano ha diritto a vivere la dimensione matematica della vita…

Nessuno più di noi sta battendosi per rivendicare il diritto alla originalità, alla singolarità, alla personalizzazione dei processi formativi[ii].

Pur tuttavia, di ciascun essere umano vi è una base formativa comune, che deve costituire il Syllabus degli obiettivi generali, delle discipline, delle conoscenze, delle capacità e degli atteggiamenti che al termine del processo formativo tutti i giovani dovrebbero aver acquisito. Sono gli obiettivi formativi a lungo termine, attinenti alla formazione di tutte le dimensioni della personalità che sarebbe quanto mai opportuno impegnarsi a individuare.

Purtroppo ci si impegna a proporre gli obiettivi formativi a medio termine dei singoli ordini di scuola, ma non quelli terminali dell’intero corso degli studi.

 

Pertanto, invitiamo tutti i lettori a lavorare assieme per questa grande, significativa, importantissima impresa.

Evidentemente, occorre muovere dall’analisi delle dimensioni costitutive dell’essere umano, dalla sua motricità, dalla sua affettività, dalla sua socialità, dalla sua moralità, dalla sua religiosità, dalla sua capacità  comunicativa ed espressiva, dalla sua intelligenza, dalla sua operatività…

È uno studio teorico, degli specialisti delle singole discipline.

Ma è pure possibile partire dai Programmi didattici già esistenti (Orientamenti educativi del 1991 per la scuola materna, Programmi didattici del 1985 per la scuola elementare, Programmi didattici 1979 per la scuola media, Piani di studio Brocca[iii], oltre che dalla Bozza dei Nuovi Curricoli del 2001, dalle Indicazioni e dalle Raccomandazioni Bertagna del 24 luglio 2002, dalla Proposte delle diverse associazioni disciplinari, dai saggi dei vari studiosi, dalla proposte delle diverse agenzie educative ecc.

Utilizzando  tutti questi materiali è possibile  predisporre la bozza di un Syllabus degli obiettivi formativi a lungo termine che attenga alle diverse dimensioni della personalità.

Il criterio che a nostro parere dovrebbe  essere tenuto presente riguarda la ripartizione degli obiettivi formativi nelle tre categorie degli atteggiamenti, delle capacità e delle conoscenze essenziali. Esistono orientamenti e indicazioni che si pongono in tale prospettiva e noi li abbiamo riportati nei nostri articoli[iv].

Rinviamo comunque alla Bozza dei Nuovi Curricoli del 2001dei quali riportiamo alcuni passi[v].

Rinviamo anche al Documento “PROGRAMMA QUADRO PER LA MATURITà PROFESSIONALE -INDIRIZZO COMMERCIALEdell’Ufficio federale per la formazione professionale e  della tecnologia di Berna, al seguente sito Internet: http://www.bbt.admin.ch/berufsbi/grund/berufmatur/i/rlp_kbm_i_2002.pdf

 

 



[i] Terenzio, Heautontimoroumenos, v. 77.

[ii] In merito cfr.: TENUTA U., Individualizzazione – Autonomia e flessibilità dell’azione educativa e didattica, La Scuola, Brescia, 1998; TENUTA U., Il Piano dell’offerta formativa ¾ Moduli e unità didattiche – La programmazione nella scuola dell’autonomia, ANICIA, ROMA, 2001, con CD-ROM.; TENUTA U., La flessibilità della scuola e la centralità degli alunni,  Anicia, Roma, 2002, con CD-ROM.

 

[iii] IIn particolare, i Piani di studio Brocca, nell’elencare le dieci finalità della Fisica e della Chimica, precisano che <<le finalità da 1 a 3 riguardano la promozione di atteggiamenti e di comportamenti, le finalità da 4 a 7 lo sviluppo di capacità operative mentali e manuali, le finalità da 8 a 10 l’acquisizione di conoscenze>>. Tale ripartizione si ritrova puntualmente in tutte le altre discipline (ad esempio, per l’Italiano si parla di abitudine alla lettura.. personali esigenze di cultura... interesse più specifico per le opere letterarie… capacità di riflessione… metodo più rigoroso nell’analisi della lingua… conoscenza riflessa dei processi comunicativi …), ma viene anche prevista in linea generale, quando si afferma che i <<risultati attesi nello studente sono classificabili in vario modo: conoscenze, capacità, abilità, comportamenti, atteggiamenti. In misura diversa tutte queste denominazioni hanno in comune l'idea che si tratti di risultati organizzati e acquisiti in forma stabile, cioè di qualità permanenti del soggetto, e non di prestazioni isolate e occasionalmente riuscite.  Sono perciò qualità che concorrono a formare la struttura della personalità dell'adolescente…>>. In effetti, <<La scuola realizza le proprie finalità, anche quelle orientative, principalmente attraverso le discipline di insegnamento. Esse vanno utilizzate per rilevare e sviluppare le attitudini, le capacità, gli stili cognitivi, le preferenze e gli interessi degli studenti>>, oltre che, evidentemente, per far acquisire i “nuclei concettuali fondanti”. (Piani di studio della scuola superiore e programmi dei primi due anni –Le proposte della Commissione Brocca, STUDI E DOCUMENTO DEGLI ANNALI DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, N. 56, Le Monnier, Firenze, 1991; Piani di studio della scuola superiore e programmi dei trienni –Le proposte della Commissione Brocca, STUDI E DOCUMENTO DEGLI ANNALI DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, N. 59-60, 61, Le Monnier, Firenze, 1992 Sono reperibili al seguente indirizzo: http://www.japhost.com/annaliistruzione/index.html

[iv] In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995;TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U.,  Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U.,  Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U.,  Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U.,  Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U.,  Obiettivi: come districarsi?, nel sito Http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html

[v] Nei Nuovi Curricoli (Indirizzi per l’attuazione del curricolo) del 2001si ritrovano riferimenti agli atteggiamenti, quali i seguenti:

·                     << definire percorsi educativi… e attività capaci di accendere interesse e passione in ogni bambina e bambino, in ogni giovane persona che apprende e si forma. È decisivo perciò che… l’insegnante sappia dare a ogni singolo discente il senso di quanto sono importanti, di quanto sono serie per la sua vita le tappe di studio che viene a mano a mano raggiungendo….

·                     È, quindi, compito della scuola, per educare alla cittadinanza, almeno a un primo livello di consapevolezza e di consenso libero, porre le basi di conoscenza, di abilità, di atteggiamento e di capacità operativa necessarie alla progressiva acquisizione di competenze sociali

·                     Si tratta di un aiuto educativo che abiliti ad atteggiamenti e a comportamenti democratici, a partire da quelli interni alla scuola; che favorisca l’apprendimento di idee, valori, strumenti interpretativi, tecniche conoscitive e di ricerca, modelli di comportamento per una formazione culturale congruente; che promuova lo sviluppo di una mentalità e di una prima consapevolezza critica congiunta alla scoperta di orizzonti di valori e di prospettive di partecipazione e impegno solidale….

·                     maturare progressivamente abitudini di rispetto reciproco e di partecipazione alla vita e all’apprendimento scolastico, secondo le potenzialità, le attitudini e le propensioni di ciascuno…

·                     essere sensibili alle esigenze della vita sociale comunitaria

·                     affinare la sensibilità alle diversità e alle differenze…

·                     acquisire e consolidare atteggiamenti di confronto costruttivo con persone, popoli e altre culture…

·                     essere sensibili ai problemi della salute, della prevenzione,  dell’igiene personale, del rispetto dell’ambiente naturale, del corretto atteggiamento verso gli esseri viventi, della conservazione di strutture e servizi di pubblica utilità

·                     Questa impostazione esclude che gli obiettivi formativi della scuola dell’infanzia vengano espressi in termini di contenuti di apprendimento, aree o aspetti del sapere che vanno trasmessi. Essi vanno invece concepiti ed espressi nella forma di atteggiamenti e capacità che si vogliono sollecitare, promuovere ed affinare…

·                     Quest’ultimo si acquisisce tanto più facilmente quanto più l’insegnante assume e induce nella classe un atteggiamento sereno verso eventuali divergenze linguistiche, assumendole, ad esempio, come elementi di gioco e di comune curiosità….

·                     Sicurezza, fiducia, autonomia, senso di appartenenza, capacità di dirigere le proprie azioni, autocontrollo, perseveranza: questi sono alcuni degli aspetti più importanti dello sviluppo emotivo da sostenere e promuovere negli anni della scuola dell’infanzia. Non solo costituiscono gli ingredienti di una personalità sana, ma sono anche i prerequisiti essenziali per qualsiasi tipo di apprendimento….

·                     Molteplici sono le capacità e gli atteggiamenti che la scuola dell’infanzia ha il dovere di promuovere e affinare in questo ambito. I più importanti, anche in vista delle successive possibilità di apprendimento, sono: un atteggiamento di curiosità da canalizzare in attività di esplorazione, scoperta, soluzione di problemi e prima sistematizzazione delle conoscenze…

·                     ampliano, modificano e infine imparano a individuare e rispettare sensi e usi per loro nuovi di parole e termini già in parte noti; si formano convinzioni, nei primi anni del ciclo soprattutto implicite, ma già comunque ricche di significato, circa l’utilità, l’importanza, la difficoltà e l’interesse di ciò che si apprende

·                     Il clima partecipativo in classe non è solo importante per sviluppare atteggiamenti di apertura e collaborazione tra gli alunni…

·                     La consapevolezza che essere allievi significa impegnarsi con gli insegnanti e i compagni in progetti di apprendimento importanti e significativi è alla base della motivazione ad apprendere.

·                     Compito della scuola, e particolarmente del gruppo docente, è non solo di predisporre, quando possibile, situazioni di apprendimento in grado di stimolare l’interesse e il coinvolgimento degli allievi, ma anche di garantire condizioni ottimali per l’apprendimento. Allievi e allieve vanno aiutati a dare un significato a ciò che imparano, proponendo loro attività di un appropriato livello di difficoltà in modo che essi possano sentirsi valorizzati e in grado di affrontare l’impegno scolastico, sollecitando la capacità di ragionare e di valutare insieme con insegnanti e compagni il lavoro fatto, le difficoltà incontrate e gli obiettivi ancora da raggiungere, in un clima cooperativo che faciliti e renda più significative le attività, in relazione agli obiettivi e ai progetti. Queste condizioni contribuiscono a formare nelle allieve e negli allievi la consapevolezza che apprendere è anche un’assunzione di responsabilità….

·                     Introdurre gradualmente le alunne e gli alunni alle discipline significa appunto aiutarli senza forzature a cogliere e usare modi per loro nuovi, ma comunque significativi, di elaborare curiosità, esperienze e conoscenze e di inquadrarle in ambiti non definitivi né rigidi, ma già ordinati

·                     ascoltare, mantenendo la concentrazione e l’interesse

·                     Questo ambito contribuisce alla formazione del pensiero in quanto consente una iniziale elaborazione di concetti, metodi, atteggiamenti necessari per meglio osservare, comprendere, interpretare, imparare a trasformare la realtà…

·                     attraverso semplici esperienze con piante, animali e trasformazioni di materiali sviluppare sensibilità in relazione al rapporto tra esseri umani e natura e alla difesa dell’ambiente…

·                     Le specificità disciplinari si intrecciano con le tematiche relative agli scienze sociali a partire dalla globalità delle esperienze di vita dei bambini e delle bambine e si articolano gradatamente in base alle curiosità, agli interessi, ai bisogni di esplorazione e di comprensione dei singoli alunni e dei gruppi….

·                     L'allievo applica strategie adeguate a diversi scopi di lettura: leggere per orientarsi su un argomento, informarsi, acquisire conoscenze e studiare, per orientare attività pratiche, per affrontare problematiche di suo interesse, per il piacere di leggere….

·                     Ha acquisito autonomia nella scelta dei testi, per seguire liberamente interessi personali, culturali e di ricerca….

·                     individuare nelle immagini elementi che coinvolgono emotivamente e che attirano l’attenzione e la curiosità…

·                     sviluppare atteggiamenti di curiosità, attenzione e rispetto della realtà naturale, di riflessione sulle proprie esperienze, di interesse per l’indagine scientifica…

·                     La scuola di base, in continuità con gli obiettivi raggiunti nella scuola dell'infanzia, deve realizzare un ambiente di apprendimento che consenta loro, in modo via via più consapevole, di consolidare e arricchire le capacità espressive e comunicative, di acquisire un repertorio ricco e differenziato di abilità linguistiche riferito agli usi funzionali e creativi della lingua e a scopi diversi della comunicazione, di avviare un incontro gratificante con il piacere di leggere e con la fruizione di testi narrativi e poetici adeguati all'età e ai propri bisogni di conoscenza, di sperimentare anche attivamente gli usi creativi e poetici del patrimonio linguistico, di imparare progressivamente a riflettere sulle caratteristiche sia della nostra lingua in rapporto alle altre sia dei testi e della comunicazione, infine di acquisire e rielaborare nuove conoscenze in campi diversi del sapere….

·                     L’educazione agli usi creativi e letterari della lingua costituisce un primo avvio all’educazione letteraria, che si fonda sulla capacità di leggere e capire testi letterari in prosa e in versi adeguati all'età, ai gusti, agli interessi e ai bisogni di conoscenza degli allievi.

·                     Nella scuola di base, è finalizzata a sviluppare la creatività e rafforzare la consapevolezza sulla flessibilità della lingua; a rinforzare la progressiva costruzione di identità, attraverso la conoscenza di sé e dell’altro; a promuovere il piacere della lettura disinteressata

·                     La riflessione sulla lingua, che diviene progressivamente più esplicita e sistematica nel corso della scuola di base, è tesa principalmente a costruire la capacità di guardare alla lingua come a un oggetto degno di attenzione e analisi; a costruire una mentalità problematica e un atteggiamento scientifico nell’analisi di fenomeni linguistici e testuali…

·                     L’arricchimento della pratica nell’area espressiva affina le capacità espressive del corpo in modo creativo e sensibilizza ai generi artistici del teatro e della danza

·                     La conoscenza e la pratica di qualsiasi disciplina sportiva contribuiscono alla formazione dei giovani, sollecitando la valutazione delle proprie capacità, il rispetto delle diversità e la condivisione delle regole. Il gioco di regole, infatti, si connota come un vero e proprio esercizio di formazione alla cittadinanza e alla democrazia. Il rapporto organizzato con gli altri, in vista di obiettivi comuni, consente ai giovani di rispondere ai propri bisogni di appartenenza e di aggregazione….

·                     sviluppare in alunne e alunni la sensibilità artistica avviandoli, sin dai primi anni di scuola, alla lettura di opere d’arte antiche e moderne…

·                     La musica si propone di sviluppare la capacità di bambini e ragazzi di partecipare all’esperienza musicale, sia nella dimensione del fare musica, sia in quella dell’ascoltare e del capire. Bambine e bambini sono sensibili al mondo di suoni e voci sin dalla primissima infanzia: essi ascoltano, si muovono, sentono il ritmo, cantano, esplorano l’universo musicale…

·                     Ogni cittadino si trova, infatti, ad affrontare fenomeni e problemi la cui comprensione richiede l'analisi del complicato intreccio tra ricerca scientifica, processi economici, innovazione tecnologica, etica ed atteggiamenti sociali; complessità e intrecci che richiedono scelte personali attente e motivate, pur nella consapevolezza che la scienza non dà soluzioni certe e definitive…

·                     Per partecipare perciò con consapevolezza ai processi sociali e culturali del nostro tempo, per contrastare la diffusione di atteggiamenti superficiali ed ingenui occorre che i bambini ed i ragazzi imparino a comprendere la complessità dei fenomeni e che sappiano utilizzare in modo consapevole le informazioni per orientarsi nel mondo e per continuare a farlo per tutto l’arco della vita….>>.

·                     Il coinvolgimento diretto costruisce la motivazione, attiva il lavoro mentale, prospetta soluzioni ai problemi, sollecita il desiderio di continuare ad apprendere

·                     sviluppare un atteggiamento esplorativo a partire dalle proprie conoscenze per affrontare e risolvere problemi di ambito anche non scolastico…

·                     L’attività formativa e didattica dovrà valorizzare le naturali curiosità possedute da bambine e bambini e la loro naturalezza nel vivere in un ambiente contrassegnato da forti componenti tecnologiche. E’ un percorso formativo che occorre costruire, tenendo conto dell’età degli allievi, in un costante, dinamico equilibrio tra fare, capire , concettualizzare….

·                     L’orientamento alla valorizzazione di sé, degli altri, dell’ambiente, nella prospettiva della fruizione dei diritti e dell’esercizio dei doveri, passa attraverso la selezione di contenuti e di esperienze adatti a sollecitare curiosità, interesse, volontà di partecipazione alla risoluzione di problemi comuni…

·                     Il passaggio dalla narrazione alla ricerca e dalla rappresentazione oggettiva del mondo all’interiorizzazione di sistemi di concetti, di atteggiamenti, di criteri di giudizio e di comportamento qualificati sul piano etico, civico, sociale e politico implica l’impegno della scuola a realizzare una continua integrazione fra l’alfabetizzazione culturale e l’educazione alla convivenza democratica, per usare i concetti proposti nei Programmi della scuola primaria del 1985…

Alla scuola spetta il compito, ricchissimo di valenze formative, di trasferire i nuovi paradigmi della ricerca geografica in una didattica che sviluppi nei bambini e nei giovani le competenze spaziali, ma anche le irrinunciabili premesse di un atteggiamento di solidarietà, apertura mentale e disponibilità all’integrazione delle culture e alla cooperazione fra i popoli, proprio attraverso la conoscenza e il rispetto di ambienti e modi di vita “altri”, la salvaguardia e la condivisione dei beni naturali e culturali…

L’apertura alle scienze sociali e antropologiche è del resto ormai consolidata nell’articolato intreccio della moderna enciclopedia del sapere….

Le scienze sociali e antropologiche promuovono negli studenti sia l’acquisizione di conoscenze relative alla struttura e all’organizzazione sociale, sia la maturazione di atteggiamenti e comportamenti critici e responsabili, ispirati ai valori della libertà e della solidarietà, a tutti i livelli della vita organizzata (locale, nazionale, europea e mondiale)….>>