PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE

Progetto Legalità: è ormai tempo di Rivoluzione!    di Antonia Crupi
Come educare gli alunni alla legalità


Avranno, prima o poi, un vero e proprio riscontro nella crescita culturale e individuale di ciascun studente tutti questi progetti  che, apparentemente,  sembrano sottrarre tempo: al vecchio insegnante, attento a portare a termine il programma annuale,  e  al genitore che, nonostante sia continuamente chiamato ad entrare come parte in causa nella formazione del proprio figlio, demanda i propri compiti alle istituzioni o, ancor peggio, alla TV babysitter ? La risposta è implicita ma forte: è ormai tempo di Rivoluzione!Parlare di Legalità e nel frattempo di Rivoluzione, utilizzando il termine nella sua accezione più volgare, sembra quasi un controsenso. Inizieremo, perciò, col chiarire subito il concetto di Rivoluzione usando come suo sinonimo il termine Movimento. Mi riferisco a un movimento di cuore, di intenti, di azioni  che nella storia è sempre risultato necessario per mettere in opera  ogni cambiamento.Tornando al nostro progetto, potremmo muoverci verso  una risposta al quesito iniziale affermando che, perché ogni azione formativa risulti realmente efficace, non ci si può accontentare di trasferire  nozioni, ma bisogna pretendere da ciascun studente l’acquisizione della consapevolezza che ogni conoscenza può e deve essere tradotta in competenza. O ancor più semplicemente, ogni fanciullo deve essere guidato a trovare in sé la capacità di mettere in pratica quanto appreso  nei gesti quotidiani della propria vita, quando va a buttare la spazzatura o gioca al pallone con i suoi amici. D’altra parte, guardando all’etimologia del termine educare, ci accorgiamo che già i latini, utilizzando la parola educere, ci invitavano a riscoprire l’antica tecnica socratica del tirar fuori.Conoscere la Costituzione o i Diritti Umani è importante, ma non sufficiente.L’insegnante che si troverà davanti al dilemma di far comprendere effettivamente ai sui allievi che la differenza è una ricchezza e perciò va rispettata si troverà di fronte ad una delle mie prime esperienze. Ecco: Progetto Legalità, come iniziare il primo incontro? Preparando il mio intervento (perché niente deve essere lasciato al caso in virtù del rispetto verso chi ci ascolta) mi ricordai dell’esperienza americana. Gli americani, così pragmatici, ci sono maestri al riguardo: iniziano anche i consigli di amministrazione delle più grandi e importanti multinazionali con raccontini e giochi di ruolo. Decisi di iniziare  proprio con un gioco. Il gioco non è solamente utile per entrare a contatto con i fanciulli, essendo il linguaggio più utilizzato nella loro età, ma è anche utile ad attirare l’attenzione dei grandi  (che, come abbiamo già detto, devono essere sempre coinvolti nei progetti educativi destinati ai loro figli per non incorrere nell’errore di costruire un bel castello senza fondamenta), nonché a rilassare il relatore e soprattutto a dargli delle direttive.Nella tabella in basso i vantaggi risultanti da un semplicissimo gioco che ha visto i bambini , chiamati a presentarsi  dicendo il proprio nome e quale animale avrebbero voluto essere, come protagonisti.

Per i FANCIULLI

Per gli ADULTI (genitori,  insegnaNti…)

Per il RELATORE

Ciascun individuo è differente dall’altro per eredità, carattere, desideri…

Ciascun individuo è differente dall’altro per eredità, carattere, desideri…

Ciascun individuo è differente dall’altro per eredità, carattere, desideri…

 

Nessun errore di stampa! È evidente che ognuno dei personaggi sopra citati abbia goduto dello stesso vantaggio. Ma come nella favoletta esopica  della tartaruga e della lepre ciascuno è arrivato al suo traguardo con tecniche, fini e tempi differenti. I bambini, si sa, sono molto più disponibili a modificare i propri paradigmi, ma anche negli adulti è presto emersa  la disposizione alla  ricerca. Credete sia poco? È il primo passo verso una vera e  propria Rivoluzione di mentalità.Una Rivoluzione che spingerà il fanciullo a  rispettare il proprio compagno, l’insegnante a  comprendere meglio ciascun alunno rivelatosi nei suoi aspetti caratteriali forte come un leone o docile come un coniglio, il genitore a modificare le sue abitudini, il relatore a personalizzare il suo intervento.  Non stancatevi mai di giocare con i bambini! Sono loro i protagonisti del futuro.Parlare di legalità, in un contesto in cui la malavita dilaga, è possibile, necessario e auspicabile.  Ma comporta da parte nostra l’esercizio di una pretesa: ai progetti, alle attività formative, ai laboratori  non il compito di rivoluzionare la scuola, ma di cercare la rivoluzione a partire da essa.