PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE

Controllo e valutazione, elementi-chiave per il miglioramento della qualità dell’istruzione di Anna Marra  

 

§          “La variabile centrale dell’attività delle scuole diventa la qualità dell’istruzione, intesa come misura dell’idoneità dell’offerta formativa a condurre gli allievi verso il conseguimento dei traguardi desiderati….. L’istruzione deve essere adeguata alle esigenze di ciascuno di essi, differenziando la proposta di apprendimento per adeguarla alle caratteristiche individuali” (B.Vertecchi).

 

§         Perché valutare?

o       Per migliorare la qualità e l’efficacia degli interventi formativi

o       Per misurare qualità ed efficacia al fine di far conoscere all’interno e all’esterno dell’istituzione scolastica i livelli di qualità ed efficacia raggiunti

 

Con la  misura e quindi con l’informazione è possibile diffondere, gradualmente, tra tutti i soggetti responsabili delle pratiche valutative, quella cultura della valutazione che consente di prendere le decisioni opportune per migliorare la qualità e l’efficacia di un intervento operativo.

Conoscere per decidere. Se lo scopo prioritario della valutazione è quello di migliorare qualità ed efficacia, essa può produrre cambiamento solo se le regole del processo decisionale sono in grado di assicurare tale cambiamento. Il problema della valutazione, pertanto, nei sistemi caratterizzati da un elevato livello di collegialità e di democrazia decisionale, è legato al problema della creazione del consenso tra le unità operative e all’interno del sistema, perché solo attraverso il consenso si possono cambiare le regole del processo decisionale e far sì che la valutazione non si limiti alla informazione e alla misura, ma produca effettivamente il  miglioramento della qualità ed efficacia degli interventi formativi.

 

§         Controllo e valutazione strettamente correlati all’attività di programmazione (valutazione iniziale, valutazione in itinere o continua, valutazione finale).

 

§         Termini ricorrenti nella scuola dell’autonomia: scelte, decisioni, responsabilità, efficacia, efficienza, risorse, ottimizzazione, qualità, produttività, crediti scolastici e formativi, debiti, certificazione, standard (Legge 59/97- commi 7- 9; Regolamento dell’autonomia (art.li 4-8-10).

§         Dalla normativa che regola l’autonomia scolastica  si evince che i livelli  di valutazione sono tre:

 

qValutazione degli apprendimenti degli alunni (a livello sia di istituto che nazionale ad

opera  di Enti delegati  dal MIUR (INVALSI).Valutazione didattica tesa ad apprezzare i processi e gli esiti dell’apprendimento

 

Valutazione dei risultati conseguiti dalle istituzioni scolastiche ( valutazione interna di istituto mirata a rilevare le caratteristiche del servizio erogato). L’autoanalisi di istituto, con funzione autoregolativa, quale strumento fondamentale per la valutazione del servizio offerto dal singolo istituto.

 

qValutazione del raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e degli standard di qualità del servizio ( valutazione di sistema  orientata  a cogliere tendenze, rapporto costi/ benefici,  risorse , risultati  del sistema nella sua globalità). La valutazione di sistema ( valutazione esterna) riguarda  tutti gli aspetti che possono influire positivamente o negativamente sul raggiungimento delle finalità educative (contesto socioculturale, situazione strutturale e organizzativa, gestione delle risorse umane e finanziarie ecc). Strategia di rilevazione che tenti di mediare la cultura della produttività con la cultura dell’autoreferenzialità, in termini di efficacia e di efficienza.

           

§         Il quadro di riferimento della nuova scuola:

o       I documenti nazionali

Ø      il Profilo educativo, culturale e professionale (PECUP)

Ø      le Indicazioni nazionali per i Piani di studio personalizzati (PPAE o PSP)

Ø      le Raccomandazioni per l’attuazione dei Piani di studio

o       I documenti di scuola:

Ø      Il Piano dell’offerta formativa

Ø      I Piani di studio personalizzati

Ø      Il Portfolio delle competenze individuali

 

 

§         “Il profilo educativo, culturale e professionale esplicita ciò che un ragazzo di 14 anni dovrebbe sapere e fare per essere l’uomo e il cittadino che è lecito attendersi da lui in questo momento della sua crescita globale”.

I profili educativì, culturali e professionali (PECUP)  del primo e del secondo ciclo costituiscono la bussola di orientamento per la determinazione sia degli “obiettivi generali del processo formativo”, sia degli “obiettivi specifici di apprendimento”, (art.8 del DPR 275/99) dettati dalle Indicazioni nazionali per i PPAE e i PSP, a seconda dei livelli scolastici di riferimento.

I profili sono garanzia dell’unità di direzione e del coordinamento organizzativo di tutti gli interventi educativi e didattici programmati dalle istituzioni formative formali e anche non formali ed informali, finalizzati allo sviluppo armonico, integrale ed integrato della persona umana di ogni allievo.

 

§         Obiettivi specifici di apprendimento.

Sono ordinati sia per discipline, sia per “educazioni” che trovano la loro sintesi nell’unitaria educazione alla Convivenza civile.

Sono elencati nelle Indicazioni Nazionali secondo un ordine epistemologico, che vale solo per i docenti e  non per gli allievi, per i quali va rispettato un ordine di svolgimento psicologico e didattico.

Indicano i livelli essenziali di prestazione che le scuole paritarie  della Repubblica sono tenute ad assicurare ai cittadini per mantenere l'unità del sistema educativo nazionale di istruzione e di formazione, per impedire la frammentazione e la polarizzazione del sistema e, soprattutto, per consentire agli allievi la possibilità di maturare in tutte le dimensioni tracciate nel Profilo educativo, culturale e professionale previsto per la conclusione del primo ciclo degli studi;

 

La loro centratura è sull' oggetto culturale, su ciò che c'è da sapere (conoscenze) e da saper fare (abilità). Risultano infatti  dalla definizione operativa  di conoscenze (cioè di concetti disciplinari e/o interdisciplinari) e di abilità (cioè di procedure riguardanti il saper fare qualcosa in campi disciplinari e/o interdisciplinari più o meno complessi) che tutti gli allievi di un certo ciclo di istruzione o di formazione devono acquisire.

La prescrittività degli obiettivi presenti nelle Indicazioni nazionali deve essere intesa in chiave pedagogica, nel senso che sono obbligatori se e nella misura in cui sono trasformati dalle istituzioni scolastiche e dai docenti in obiettivi formativi adatti e significativi per i singoli allievi.

 

Compito esclusivo di ogni scuola autonoma e dei docenti è di:

o       mediare, interpretare, ordinare, distribuire ed organizzare gli obiettivi specifici di apprendimento in obiettivi formativi (evidenziano il compito di apprendimento ritenuto realmente accessibile ad un allievo concreto e sono allo stesso tempo ritenuti da "questo" allievo traguardi importanti e significativi per la formazione di sé e per la propria maturazione ).

 

o       progettare le Unità di Apprendimento necessarie a raggiungere e a trasformare gli obiettivi formativi in reali competenze di ciascun alunno.

Si intende per unità di apprendimento  l’insieme della progettazione di uno o più obiettivi formativi,             nonché delle attività, dei metodi, delle soluzioni organizzative e delle modalità di verifica necessarie             per  trasformarli in competenze degli alunni.

L’insieme delle Unità di apprendimento, con le eventuali differenziazioni che si rendessero nel tempo necessarie per i singoli alunni, costituisce i Piani personalizzati delle attività educative   (scuola dell’infanzia) e i Piani di studio personalizzati (scuola primaria e scuola secondaria di I grado)  che restano a disposizione delle famiglie  (dal Piano si ricavano anche spunti utili per la compilazione del Portfolio delle competenze individuali).

 

  • Dalle Raccomandazioni  per la  scuola primaria:il concetto di competenza:

 

Capacità: Per capacità si intende una potenzialità e una propensione dell'essere umano a fare, pensare, agire in un certo modo. Riguarda ciò che una persona può fare, pensare e agire, senza per questo avere già trasformato questa sua possibilità ( poter essere) in una sua realtà ( essere).

 

Competenza: Le competenze  indicano quello che siamo effettivamente in grado di fare, pensare e agire, adesso, nell'unità della nostra persona, dinanzi all'unità complessa dei problemi e delle situazioni di un certo tipo  che siamo chiamati ad affrontare e risolvere in un determinato contesto.

Mentre le capacità esprimono la forma del nostro essere potenziale, le competenze manifestano quella del nostro essere attuale, nelle diverse contingenze date.

 

Conoscenze e abilità: Le capacità personali diventano competenze personali grazie all'insieme degli interventi educativi promossi da tutte le istituzioni educative, formali, non formali, informali.

Le conoscenze sono il prodotto dell'attività teoretica dell'uomo. Nella scuola sono soprattutto  ricavate dai risultati della ricerca scientifica. Riguardano, quindi, il sapere, quello teoretico e quello pratico.

Le abilità sono la condizione e il prodotto della razionalità tecnica dell'uomo. Si riferiscono, quindi al saper fare: non solo al fare, ma anche al sapere le ragioni e le procedure di questo fare

 

Nella scuola, le capacità personali degli allievi, grazie alla mediazione delle conoscenze e delle abilità, riunite negli obiettivi specifici di apprendimento, diventano competenze personali attraverso tre strategie didattiche: l'esempio, l'esercizio, l'insegnamento/apprendimento.

 

Obiettivi formativi: i docenti sono tenuti a trasformare il quadro tracciato dal PECUP, nonché gli obiettivi generali del processo formativo e gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli allievi, in obiettivi formativi, cioè in obiettivi di apprendimento effettivamente adatti alla maturazione dei singoli allievi e per loro sicuramente significativi.

 

Gli obiettivi specifici di apprendimento: indicano le conoscenze ( il sapere) e le abilità ( il saper fare) che i docenti devono organizzare in attività educative e didattiche ( unità di apprendimento) per la promozione concreta delle competenze individuali finali degli allievi a partire dalle loro capacità. Essi sono ordinati per discipline e per " educazione alla Convivenza civile".

 

Unità di apprendimento: Gli obiettivi formativi, le attività, le modalità organizzative, i tempi e i metodi necessari per trasformarli in competenze degli allievi, nonché le modalità di certificazione delle competenze acquisite, vanno a costituire le Unità di apprendimento del Piano di studio personalizzato di ciascun alunno, da cui si ricava documentazione utile per la compilazione del Portfolio delle competenze  individuali.

 

  • La sperimentazione sulla riforma  degli ordinamenti scolastici:

Nell’anno scolastico 2002/2003 è stato promosso, ai sensi  dell’art.11 del DPR 275/99, un Progetto Nazionale di sperimentazione sui contenuti attinenti alla riforma degli ordinamenti scolastici nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, limitatamente, per quest’ultima, alla prima classe  (DM. n.100 del 18 settembre 2002- CM n.101 di pari data).

Le istituzioni scolastiche coinvolte nella sperimentazione sono state  251, di cui 78 paritarie e 173 statali.

Oggetto della sperimentazione ( recepita nel POF):

·        l'anticipo nella scuola dell'infanzia ed elementare

·        la continuità educativa

·        la flessibilità organizzativa, metodologica e didattica

·        il docente tutor coordinatore

·        il portfolio delle competenze individuali

·        l'insegnamento della lingua inglese

·        l'alfabetizzazione informatica

Documenti allegati al DM n.100/2002

·        Indicazioni nazionali per i  PPAE -Scuola dell'infanzia

·        Raccomandazioni per l'attuazione dei PPAE- Scuola dell'infanzia

·        Indicazioni nazionali per i PSP-Scuola primaria

·        Raccomandazioni per l'attuazione dei PSP-Scuola primaria

·        Profilo educativo, culturale e professionale  dello studente  (1° ciclo di istruzione)

 

A decorrere dall’anno scolastico 2003/2004 è promosso, sempre ai sensi dell’art.11 del DPR 275/99, un Progetto Nazionale rivolto alle prime due  classi della scuola primaria  e finalizzato ad avviare alcune innovazioni  coerenti con le linee di riforma dettate dalla Legge n.53/2003, limitatamente ai contenuti di cui alle Indicazioni  nazionali per i Piani di studio personalizzati per la scuola primaria. Si procederà nei primi due anni all’introduzione dell’alfabetizzazione informatica e dell’ insegnamento della lingua inglese, sulla base delle predette Indicazioni nazionali (DM n.61 del 22 luglio 2003-CM n.62 di pari data- CM n.68 dell’8 agosto 2003).

 

Nella scuola dell' infanzia la sperimentazione della riforma ha messo in risalto non tanto gli aspetti legati alla flessibilità organizzativa inerente alla  riorganizzazione delle sezioni, alla ristrutturazione degli spazi, alla rimodulazione dei tempi (potenziamento dei tempi riservati all'accoglienza), alla ridefinizione delle attività ricorrenti di vita quotidiana, quanto piuttosto quelli di arricchimento della vita di sezione e/o di intersezione, con attività di laboratori per gruppi di alunni, sia omogenei che eterogenei per età e per livelli di competenze.  

 

 

aprile 2004