PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE |
PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI: NON CI SONO di Umberto Tenuta
Certamente quella delle unità di apprendimento costituisce una grossa novità, di rilevante importanza, che non sembra abbia suscitato la necessaria attenzione degli operatori scolastici, tutti presi da altre questioni pur rilevanti, tra le quali qualcuna di particolare importanza, come quella del docente tutor e del docente prevalente.
Ma ora noi vogliamo soffermarci sui piani di studio personalizzati, l'araba fenice della riforma Moratti.
Nelle Indicazione nazionali, nelle Raccomandazioni, nel Decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, i piani di studio personalizzati non ci sono.
Occorre semplicemente prenderne atto: non ci sono.
La raccolta delle unità di apprendimento fatta a posteriori, appare chiaro pure alle persone dotate di scarse capacità di lettura, non rappresentano i piani di studio personalizzati.
Piano, progetto, programmazione, progettazione sono qualcosa che viene prima e non dopo.
Si abbia allora il coraggio di chiarire che nella Riforma Moratti i due soli documenti programmatori sono il Piano dell'offerta formativa e le unità di apprendimento, mentre i piani di studio personalizzati non sono previsti.
Di conseguenza, si dica che anche i Piani educativi personalizzati per gli alunni in situazione di handicap previsti dal D.P.R. 24 febbraio 1974 sono abrogati, perché evidentemente non si possono fare trattamenti diversificati per gli alunni in situazione di handicap e per gli altri alunni della classe.
Al riguardo, ciò che dovrebbe meravigliare, ma non meraviglia affatto, è che nessuno se ne preoccupa, segno evidente che di programmazione si parla e si scrive tanto, ma poi non si fa.
La programmazione costituisce solo un mero esercizio retorico orale e scritto.
Bertagna ne ha preso atto ed ha previsto solo le unità di apprendimento.
Resta da vedere se anche queste non costituiscono un mero esercizio retorico e se i docenti non danno libero corso alla loro più o meno ricca creatività didattica nell’improvvisare le quotidiane lezioni, con il prezioso ausilio degli intramontabili libri di testo, dei quali non sempre sopravvivono i migliori.
2 luglio 2004