PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE

INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NELLA SCUOLA DELL' INFANZIA E NELLA SCUOLA PRIMARIA
di Umberto Tenuta

UNITÀ DI APPRENDIMENTO
Sulle unità di apprendimento le Indicazioni nazionali danno orientamenti dettagliati.

<<L’insieme di uno o più obiettivi formativi, della progettazione delle attività, dei metodi e delle soluzioni organizzative necessariepertrasformarliincompetenzedeibambini,nonchédellemodalitàdiverificadelle conoscenze, abilità e competenze acquisite, va a costituire le Unità di Apprendimento, individuali o di gruppo>>(Indicazioni nazionali scuola dell’infanzia) .

<<Le Unità di Apprendimento, individuali, di gruppi di livello, di compito o elettivi oppure di gruppo classe, sono costituite dalla progettazione:
a) di uno o più obiettivi formativi tra loro integrati (definiti anche con i relativi standard di apprendimento, riferiti alle conoscenze e alle abilità coinvolte);
b)
delle attività educative e didattiche unitarie, dei metodi, delle soluzioni organizzative ritenute necessarie per concretizzare gli obiettivi formativi formulati;
c)
delle modalità con cui verificare sia i livelli delle conoscenze e delle abilità acquisite, sia se e quanto tali conoscenze e abilità si sono trasformate in competenze personali di ciascuno.
Ogni istituzione scolastica, o ogni gruppo docente, deciderà il grado di analiticità di questa progettazione delle Unità di Apprendimento>>
(Indicazioni nazionali scuola primaria).

Dagli obiettivi specifici di apprendimento agli obiettivi formativi
Occorre partire dagli obiettivi formativi generali riportati nel Profilo educativo, culturale e professionaledello studente alla fine delPrimo ciclo di istruzione e soprattutto dagli obiettivi specifici di apprendimentoriportati nelle Indicazioni nazionali.

Gli obiettivi specifici di apprendimento vanno adeguati alle caratteristiche personali dei singoli alunni e configurarsi così, nelle unità di apprendimento, come obiettivi formativi: <<uno o più obiettivi formativi tra loro integrati (definiti anche con i relativi standard di apprendimento, riferiti alle conoscenze e alle abilità coinvolte>>).In effetti, occorre effettuare la personalizzazione degli obiettivi specifici di apprendimento adeguandoli ai livelli di sviluppo (capacità e atteggiamenti) e di apprendimento (conoscenze), ai ritmi ed agli stili di apprendimento di singoli alunni: ciò non significa che si avranno 25 obiettivi formativi, perché gli obiettivi specifici di apprendimento possono essere trasformati in obiettivi formativi per gruppi di alunni o per singoli alunni, ne caso, ad esempio, di alunni in situazione di handicap o svantaggiati.

Unità di apprendimento: loro elaborazione

E' noto che laprogrammazione nella Riforma Moratti (Legge 53/2003 e successivi decreti legislativi di applicazione) si incentra nei seguenti documenti:

a) POF (cfr. in merito il D.P.R. 275/1999)[1]
b) Unità di apprendimento[2] (cfr. in merito le Indicazioni nazionali e, a titolo meramente orientativo, le Raccomandazioni per l’attuazioni delle Indicazioni nazionali)
c) I Piani di studio personalizzati[3], che in effetti si concretizzano nella raccolta delle unità di apprendimento.

ATTIVITÀ EDUCATIVE E DIDATTICHE E MODALITA' DI VALUTAZIONE

Una volta precisati gli obiettivi formativi per i singoli alunni, occorre procedere alla definizione dei percorsi formativi e delle modalità di valutazione (<<delle attività educative e didattiche unitarie, dei metodi, delle soluzioni organizzative ritenute necessarie per concretizzare gli obiettivi formativi formulati>>; delle modalità con cui verificare sia i livelli delle conoscenze e delle abilità acquisite, sia se e quanto tali conoscenze e abilità si sono trasformate in competenze personali di ciascuno>>).
Occorre individuare i percorsi formativi[4], cioè le attività che i docenti e soprattutto gli alunni debbono svolgere per perseguire gli obiettivi formativi, trasformandoli in <<competenze personali>>.
In una scuola che assume preminente carattere formativo e che anche per questo si configura come ambiente di apprendimento[5], per cui si parla di unità di apprendimento, e non di unità di insegnamento (unità didattiche), ciò che importa sono soprattutto i percorsi apprenditiviche gli alunni sono chiamati a seguire: i docenti ipotizzano delle attività a livello concreto, virtuale, iconico o simbolico[6] che possano far pervenire i singoli alunni alla conquista delle competenze (<<competenze personali>>), ove per competenze vanno intesi le conoscenze, le capacità e gli atteggiamenti[7] relativi alle specifiche tematiche prese in considerazione.
L’espressione <<delleattività educative e didattiche unitarie, dei metodi, delle soluzioni organizzative>> va intesacome l’insieme delle strategie apprenditive, cioè dei metodi, dei percorsi, delle strategie di apprendimento che gli alunni, singolarmente o preferibilmente in gruppo (cooperative learning)[8], debbono seguire per acquisire conoscenze, capacità e atteggiamenti. Nelle unità di apprendimento vanno descritte le attività che i docenti e soprattutto gli alunni debbono effettuare per costruire i concetti, le idee, le conoscenze e soprattutto maturare capacitàed atteggiamenti. Al riguardo, estremamente significative sono le esperienze delle case dei bambini realizzate dalla Montessori[9].
Nella elaborazione delleunità di apprendimento vanno previste anche le <<modalità con cui verificare, sia i livelli delle conoscenze e delle abilità acquisite, sia se e quanto tali conoscenze e abilità si sono trasformate in competenze personali di ciascuno>>.
Al riguardo, però, vorremmo precisare che le modalità (criteri e strumenti) di valutazione debbono fare riferimento sia alla valutazione iniziale che alla valutazione in itinere e alla valutazione finale.
Le unità di apprendimento possono essere personalizzate solo nella misura in cui si attua sempre, sia la valutazione iniziale, che riguarda le caratteristiche personali dei singoli alunni, sia la valutazione in itinere o continua che si configura come monitoraggio dei processi di apprendimentodei singoli alunni, sia la valutazione finale o sommativa che accertase le competenze sono state raggiunte dai singoli alunni.
Se grande rilevanza assume la valutazione iniziale, che consente la personalizzazione delle unità di apprendimento, adeguandole alle caratteristiche personali dei singoli alunni, forse più importante ancora risulta la valutazione in itinere, inteso come monitoraggio dei processi di apprendimento, che consente ai docenti di intervenire immediatamente per orientare le attività di apprendimento dei singoli alunni. In altri termini, <<la valutazione è il momento della esperienza educa­tiva... nella quale l'educatore riesce a comprendere per quale itinerario riuscirà a prestare il suo aiuto, quello cioè che legit­tima la sua fun­zio­ne, affinché la ricchezza del potenziale educa­tivo (intelligenza, lin­guag­gio, affettività, socialità, volontà, memoria, ecc.) si traduca>>[10] in competenze effettivamente possedute dai singoli alunni.

LE UNITÀ DI APPRENDIMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA

Agli stessi criteri debbono obbedire le unità di apprendimento relative all’insegnamento della Religione cattolica che piùcorretto sarebbe dire all’apprendimento della religione cattolica, oltreche alle conoscenze, occorremirare soprattutto all’acquisizione di capacità e di atteggiamenti.
Si faccia riferimento all’obiettivo specifico di apprendimento

<<Identificare tra le espressioni delle religioni la preghiera e, nel "Padre Nostro", la specificità della preghiera cristiana>>.

Tenendo presenti le indicazioni di cui sopra e quelle contenute negli articoli pubblicati nella RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com, si dovrebbe

1)

Livelli di sviluppo e di apprendimento
Sono i singoli alunni nella condizione di individuare la presenza della preghiera nelle diverse religioni?
Conoscono il Padre nostro e ne hanno capito il significato profondo, con specifico riferimento alle singole espressioni
(verificare in riferimento alle seguenti espressioni:
……………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………

2)

Obiettivi formativi
Elencare conoscenze, capacità ed atteggiamenti adeguati ai livelli di sviluppo e di apprendimento dei singoli alunni

3)

Attività educative e didattiche
Quali materiali saranno offerti ai singoli alunni per individuare la presenza della preghiera nelle diverse religioni?
Quali attività saranno svolte: Lavori di gruppo? Brainstorming? Lezione espositiva del docente?
…………………………………………………………………………………………

4)

Verifica in itinere (monitoraggio)
Criteri e strumenti per monitorare i percorsi di apprendimento
……………………………………………………………

5)

Sintesi magistrale
Al termine delle attività di problem solving il docente offre la soluzione magistrale, esponendo il significatoche la preghiera assume nelle diverse religioni ed in particolare il significato del Pater noster

6)

Attività di consolidamento
Utilizzando il libro di testo o le dispense date dai docenti gli alunni consolidano le competenzeacquisite attraverso il lavoro di gruppo o individuale

7)

Attività di verifica
Che cosa e come si verifica?

8)

Recupero e approfondimento
Eventuali attività di recupero e contemporanee attività di approfondimento

9)

Verifica finale
Che cosa e come si verifica?

Osservazioni ed integrazioni saranno gradite al seguente indirizzo: umberto.tenuta@tin.it

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[1] TENUTA U., Il POF moduli e unità didattiche - Programmazione, azione educativa e didattica nella scuola dell'autonomia, ANICIA, ROMA, 2001, con CD-ROM
[2] In merito cfr.:RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com
[3] In merito cfr.:RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com
[4] In merito cfr.il cap. METODOLOGIE del volume TENUTA U., La flessibilità della scuola e la centralità degli alunni,ANICIA, ROMA, 2002, con CD-ROM
[5] TENUTA U., L'attività educativa e didattica nella scuola elementare ¾ Come organizzare l'ambiente educativo e di apprendimento, La Scuola, Brescia, 1989.
[6] In merito cfr.: TENUTA U., Rappresentazione virtuale, in Rivista digitale della didattica,www.rivistadidattica.com e AMBIENTI VIRTUALI DI APPRENDIMENTO,http://www.ava-ut.it/ . Per una esemplifazione articolata e dettagliata, anche se in riferimento agli apprendimenti matematici, cfr.: TENUTA U., I numeri in colore, LA SCUOLA, BRESCIA, ill. a colori, pp.96, illu­strato a colori, 1994; TENUTA U., Itinerari aritmetici, LA SCUOLA, BRESCIA, 1991, ill., pp. 256; TENUTA U., Itinerari di Logica Probabilità Statistica Informatica, LA SCUOLA, BRESCIA, 1992, ill., pp. 344: TENUTA U., Itinerari geometrici, LA SCUOLA, BRESCIA, 1991, illustrato a colori, pp. 244: TENUTA U., L’ambito matematico-scientifico, in: FIORIN I. (a cura di), L’innovazione nella scuola elementare, La Scuola, Brescia, 1994. Ma, in generale, vedi anche TENUTA U., L'attività educativa e didattica nella scuola elementare ¾ Come organizzare l'ambiente educativo e di apprendimento, La Scuola, Brescia, 1989.
[7]Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995;. In merito cfr.: CAMBI F. (a cura di), Nel conflitto delle emozioni – Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma, 1999; TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U.,Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U.,Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U., Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U.,Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U., Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U., Obiettivi: come districarsi?; TENUTA U. , Atteggiamenti Capacità Conoscenze, nel sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html; TENUTA U., Atteggiamenti, capacità e conoscenze , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/
[8]In merito cfr.: Johnson, D.W. et al., Apprendimento Cooperativo in Classe, Edizioni Erickson, Trento, 1997; PONTECORVO C., AIELLO A.M., ZUCCHERMAGLIO C., Discutendo si impara. Interazione sociale e conoscenza a scuola, NIS, Roma, 1991; PONTECORVOC. (a cura di), La condivisione della conoscenza, La Nuova Italia, Firenze, 1993; PONTECORVO C., AIELLO A.M., ZUCCERMAGLIO C., (a cura di), I contesti sociali dell’apprendimento. Acquisire conoscenze a scuola, nel lavoro, nella vita quotidiana, LED, Milano, 1995;. Ligorio M.B., Apprendimento e collaborazione in ambienti di Realtà Virtuale. Teoria, metodi, tecniche ed esperienze, Garamond, Roma 2002 .
[9] MONTESSORI M., La scoperta del bambino, Garzanti, Milano, 2000.
[10]AA.VV., Pedagogia della valutazione scolastica, La Scuola, Brescia, 1974.

14 settembre 2004