PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA |
ARTE E CATARSI DELLE PASSIONI
di Maria Rosaria Tenuta
Per quanto riguarda l’arte, Corrao (Corrao, 1965b, p. 238) ritiene che essa possa essere vista come un hobby, un’attività ricreativa fine a se stessa, oppure come un’attività il cui fine è permettere di sfogare passioni, sentimenti repressi, per potersene liberare in modo catartico.
In riferimento all’esplorazione compiuta dalla Psicoanalisi nel campo dell’arte, Corrao (Corrao, 1965b, p. 243) afferma ¾in una prospettiva freudiana¾ che l’artista nelle sue opere esprime al massimo le proprie capacità interiori, psichiche, rappresentando in modo astratto e simbolico i sentimenti e le emozioni che intende comunicare; attraverso una serie di particolari <<destrutturazioni e ristrutturazioni intrapsichiche sui generis>> che portano a modificare momentaneamente le relazioni fra Io ed Es, l’artista raggiunge un contatto più diretto con il proprio inconscio,con le proprie energie istintuali. Secondo l’Autore, ciò che rende possibili ¾sempre in termini freudiani¾ tali condizioni è la flessibilità della rimozione e la possibilità che energie libidiche ed aggressive si fondano facilmente, anche se ciò può provocare, pericolosamente, una irruente invasione degli impulsi dell’Es nell’Io, nella coscienza. Al riguardo, Corrao ritiene che solo una buona capacità di funzionamento dell’Io mette al riparo da tale pericolo; in particolare, l’Io dovrebbe essere dotato, a suo avviso, di flessibilità, costanza e possibilità di estensione; inoltre, dovrebbe avere buone capacità di sublimazione, cioè di trasferimento delle pulsioni verso mete socialmente più accettabili; ancora, dovrebbe essere capace di compiere efficaci operazioni di neutralizzazione dell’aggressività, che gli permettano di trasformare l’energia pulsionale in una forza volta a costruire, a creare, e dovrebbe essere in grado di regolarsi autonomamente nel controllo della regressione e nella gestione dei processi inconsci, delle tensioni e dei conflitti più profondi.
Quindi, nel momento in cui si verificano tali condizioni favorevoli, la produzione di un’opera artistica assume, secondo Corrao, la forma di un’energia in continuo fluire, la quale dà vita ad affetti, sentimenti e fantasmi primitivi, pulsioni parziali ed attività inconsce in una sorta di regressione che egli definisce <<protettiva e preventiva>>. Al riguardo, egli scrive: <<Entro l’ambito di questa condizione metapsicologica di base, il processo che conduce alla produzione dell’opera (d’arte) appare come una corrente dinamica diffusa animatrice di sentimenti, affetti e fantasmi primitivi, di pulsioni parziali e di attività primarie; di relazioni oggettuali non integrate e di meccanismi difensivi e funzionali non differenziati>> (Corrao, 1965b, p. 243).
Inoltre, secondo l’Autore (Corrao, 1961b, p. 150), un altro contributo di Freud è quello del “gioco del rocchetto”, con il quale ha introdotto per primo un’idea di controllo attivo ed aggressivo dell’oggetto relazionale frustrante: il bambino, spiega Corrao, fa questo gioco per evitare l’angoscia dovuta all’abbandono di un oggetto che si separa da lui.
Arbitrarietà, casualità e causalità
Nella sua opera Corrao (Corrao, 1984a) sottolinea anche che la pratica analitica insegna come sia improduttivo riferirsi ad un modello di conoscenza basato su una causalità lineare ¾quale quella sostenuta da Freud¾ tale da non permettere di considerare ciò che accade in analisi in termini di continue trasformazioni, variazioni, oscillazioni e “cambiamenti catastrofici” degli eventi.
Egli, invece, si fa sostenitore di un modello basato, per contro, sui principi di arbitrarietà e casualità (Corrao, 1987b), fin troppo trascurati, esclusi e rinnegati, a suo avviso, da Freud (Freud, 1900), il quale, però, di fatto, a suo avviso (Corrao, 1992, pp. 101-102), li utilizza di continuo ed in modo creativo, anche riguardo all’interpretazione dei sogni, sebbene possa farlo solo in modo metaforico rispetto al linguaggio scientifico-razionalista dell’epoca in cui viveva.
Al riguardo, Corrao afferma: <<per obbedienza al modello epistemologico convenzionale della sua cultura, egli (Freud) esclude e rinnega proprio ciò che è fecondo nell’operazione che compie: l’arbitrarietà e la casualità... Nel corso degli anni tuttavia Freud (Freud, 1937) sosterrà con crescente decisione la arbitrarietà del suo metodo, sino a dichiarare, trentasette anni dopo la Traumdeutung, che le “costruzioni” in analisi sono simili alle costruzioni deliranti>> (Corrao, 1987b, pp. 60-61).
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
In conclusione, ritengo che Corrao abbia messo in particolare rilievo la genialità di Freud, il quale ha scoperto l’esistenza di quello che, a suo avviso, è il primo fra gli “oggetti analitici”: l’inconscio.
Inoltre, anche se Freud era orientato verso un’ottica intrapsichica ¾propria di una successiva corrente di pensiero in Psicoanalisi detta One person pshycology¾ Corrao ha tenuto in grande considerazione la teoria freudiana del transfert e del controtransfert, ritenendola punto di partenza per la costruzione in Psicoanalisi del “modello relazionale interattivo”, elemento focale, a mio avviso, della ricerca analitica da lui compiuta.
Credo anche che l’Autore abbia ritenuto un salto di qualità, dal punto di vista epistemologico, l’uso fatto da Freud del sogno come modello scientifico di indagine per l’esplorazione dell’inconscio, valutando, quindi, in tal senso, di notevole importanza il contributo apportato da Freud per la creazione di nuovi modelli “costruzionisti” della conoscenza in ambito psicoanalitico.
Corrao ha inoltre considerato Freud originale per aver introdotto per primo l’uso del mito ¾attraverso la scoperta del complesso di Edipo¾ come modello conoscitivo per l’esplorazione di aspetti psichici inconsci.
Tuttavia, l’Autore, a mio parere, ha notevolmente ampliato tale prospettiva, che in Freud rimane prevalentemente intrasoggettiva, per cogliere, invece, in campo analitico, la dimensione trans-individuale presente nelle relazioni intersoggettive. Corrao, inoltre, ha evidenziato anche che i processi fondamentali per la “costruzione”, sia del mito che del sogno (raffigurazione, simbolizzazione, drammatizzazione, narrazione, interpretazione, elaborazione) vadano sviluppati, secondo una prospettiva più ampia, in senso diacronico e sincronico e sul versante sia del pàthema che del màthema.
Per quanto riguarda l’Edipo, è importante rilevare che Corrao evidenzia in tale mito, sul versante delle passioni, l’elemento pulsionale conoscitivo presente in Edipo.
Ritengo opportuno sottolineare che nella sua opera Corrao si è interessato in particolar modo dell’arte, tema ampiamente esplorato, peraltro, in Psicoanalisi da
Freud e da Abraham. Il nostro Autore ha evidenziato, in modo peculiare, che la creatività dell’artista è intimamente connessa con la sua vita pulsionale e che l’attività artistica, attraverso l’espressione delle emozioni e delle passioni, porta ad una <<catarsi liberatoria>>.
Inoltre, a mio avviso, Corrao ha colto in Freud l’intuizione di una relazione tra lineare e non lineare e di un tipo di costruzione in analisi creativa, non lineare, evidenziando inoltre come Freud, in un primo momento, abbia intuitivamente individuato, in particolare, nell’interpretazione dei sogni, i principi dell’arbitrarietà e della casualità, anche se poi, invece, li ha rinnegati e li ha potuti esprimere solo metaforicamente, per non contravvenire alla logica razionalista del tempo in cui viveva.
Infatti, ad un certo punto, secondo Corrao, Freud ha volto la propria attenzione alla ricerca del senso, all’attribuzione di un senso, seguendo così la logica aristotelica, che è una logica di tipo causale. Corrao evidenzia ciò in Freud, anche nel suo denotare l’interpretazione con il termine deutung, il quale presuppone l’esistenza di un senso da ritrovare nel contenuto manifesto, per ricondurlo al contenuto latente.
Ritengo invece che Corrao sia sempre stato contrario ad una logica lineare, quale quella aristotelica, ed abbia dato spazio, nella sua ricerca psicoanalitica, in modo molto originale e creativo, a mio avviso, ad una <<logica analogica>>, ad una <<logica del paradosso>>, che non cerca tanto di raggiungere a tutti i costi una verità certa e definitiva, quanto di permettere l’esistenza, anzi la coesistenza di una pluralità dei significati possibili.
Quindi, a mio avviso, Corrao, pur ritenendo il pensiero freudiano originale e geniale per molti versi e pur considerando Freud il precursore, sul piano intuitivo, di un orientamento psicoanalitico volto verso orizzonti sempre più ampi e comprendente la complessità dell’universo pisichico soggettivo, ritiene opportuno distaccarsi dalla sua prospettivadeterministica, per abbracciare, invece, una logica più complessa, una logica dei possibili, caratterizzata dalla polisemia.