PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA |
INCONSCIO E RIMOZIONE: LETTURE DI ABRAHAM DELLE TEORIE FREUDIANE
di Maria Rosaria Tenuta
Abraham (Abraham, 1975, pp. 566-567) sottolinea come Freud sia stato il primo ad evidenziare e considerare la rimozione di fondamentale importanza.
La psiche, secondo Freud, non è dominata dal caso, ma, anzi, ciò che di essa è più manifesto deriva da una predisposizione innata e dalla rimozione sessuale infantile.
FREUD: LA CASUALITA' |
Abraham (Abraham, 1975, pp. 38-40) evidenzia anche che la rimozione, concetto introdotto da Freud, è fondamentale per comprendere molti processi psicologici, sia normali che patologici.
Per quanto riguarda invece la sublimazione, Freud ritiene che essa si configuri come un processo di deviazione delle rappresentazioni e dei sentimenti sessuali rimossi su mete sociali.
Abraham (Abraham, 1975, p. 211) sostiene quindi che la Psicoanalisi, scienza creata da Freud, si è rivolta alla ricerca ed allo studio sia delle pulsioni dell'Io, necessarie per l’autoconservazione, che delle pulsioni sessuali, rinnovando completamente la Psicologia e provando l'influenza di ciò che della vita pulsionale viene rimosso ¾ed è, quindi, inconscio¾ sui processi psichici.
Egli (Abraham, 1975, pp. 724-728) evidenzia che Freud riteneva la rimozione una difesa che permette all’individuo di liberarsi nel campo della coscienza delle rappresentazioni e degli affetti spiacevoli, dolorosi, i quali vengono rimossi nell’inconscio. Dal momento che l’ipnosi, precisa Abraham, non era riuscita a debellare le resistenze che impediscono al rimosso di diventare nuovamente cosciente, Freud intuì la possibilità di utilizzare un altro metodo per indagare l’inconscio: le libere associazioni, in quanto si rese conto che la resistenza contrastante il ritorno del rimosso alla coscienza aumentava in proporzione all'attenzione prestata per ricordare ciò che era stato rimosso. Freud, quindi, secondo Abraham, si rese conto dell’utilità delle idee improvvise e della loro libera associazione e potè così sondare più a fondo l’inconscio. Questo nuovo metodo era la Psicoanalisi. Nel passaggio dalla tecnica dell’Ipnosi al Metodo psicoanalitico, Abraham ritiene che Freud poté provare che nella psiche, dove si pensava regnasse la casualità e l’arbitrio, ciò che invece prevale è la causalità: i processi psichici sono caratterizzati dall’azione di forze pulsionali opposte[1], che tendono a prevalere nella coscienza. Ciò ha permesso di conoscere, secondo Abraham, il significato nascosto dei disturbi nervosi e di molti aspetti psichici. Inoltre, precisa Abraham, si scoprì che ciò che veniva rimosso non erano solo dei ricordi di valenza affettiva spiacevole, ma anche impulsi interni relativi al desiderio, connessi con ricordi più affettivi. Si sapeva anche che i desideri rimossi originano nell’ambito delle pulsioni sessuali, per cui fu necessaria un’estensione del concetto di sessualità in Psicoanalisi, e molti processi psichici furono attribuiti all’effetto di impulsi sessuali inconsci.
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[1] Fino al 1920, in Freud c’è una distinzione tra pulsioni sessuali e pulsioni dell’Io o di autoconservazione. Dal 1920 in poi, con Al di là del principio dipiacere, Freud distingue pulsioni di vita e pulsioni di morte.