PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA

INCONSCIO E SOGNO: LETTURE DI ABRAHAM DELL’OPERA FREUDIANA
di Maria Rosaria Tenuta

Abraham (Abraham, 1975, pp. 724-728) sottolinea che Freud considera l'inconscio colmo di desideri inappagati, per lo più inesaudibili, e la fantasia inconscia come un aspetto del pensiero umano che permette di rappresentare come esauditi od esaudibili i nostri desideri più profondi. Ciò, secondo Abraham, conferma quanto siano collegati fra loro inconscio e vita pulsionale primitivo-infantile. In età adulta invece vi sono due forme di pensiero cosciente: una fantastica e l'altra realistica. Nell’inconscio, tuttavia, egli sottolinea che vi sono solo i desideri rimossi, cioè una forma di pensiero lontana dalla realtà.
Abraham ricorda anche come l'indagine dell'inconscio sia stata possibile soprattutto grazie all'interpretazione psicoanalitica dei sogni, i quali permettono di manifestare metaforicamente gli impulsi psichici; Freud, infatti, distinse il contenuto manifesto da quello latente.
Inoltre, Abraham (Abraham, 1975, p. 733) rileva che il sogno, definito da Freud <<lavoro onirico>>, serve ad evitare la “censura”, la quale non permette agli impulsi inconsci di accedere alla coscienza quando siamo svegli, mentre durante il sonno, li ammette solo a condizione che i pensieri onirici ed i loro effetti siano deformati, repressi o rovesciati. La censura, ad esempio, unisce più rappresentazioni simili in un’unica rappresentazione e dà inoltre al materiale onirico una forma che possa essere rappresentata. Quindi, egli ritiene che il lavoro onirico usa moltissimo una modalità di rappresentazione simbolica.
Secondo Abraham (Abraham, 1975, pp. 433-436), Freud evidenzia anche che gli stati onirici ben rappresentano la lotta presente nella nevrosi fra pulsionee rimozione: dall’inconscio emergono pulsioni rimosse estremamente forti che si oppongono alla rimozione.
Egli poi (Abraham, 1975, p. 426), considerando anche il rapporto tra stati onirici e fantasticherie ad occhi aperti, osserva come Freud ritenga le fantasie espressioni delle nostre pulsioni: si cerca di rappresentare come soddisfatti, nell’immaginazione, i desideri che non possono esserlo nella realtà.
Per quanto concerne le fantasie ad occhi aperti, Abraham (Abraham, 1975, p. 148) rileva che esse nascono da diversi moti pulsionali. I simbolismi onirici esprimono a volte in una intensa condensazione una svariata serie di tendenze sessuali rimosse.
Infine Abraham (Abraham, 1975, p. 428) riferisce che Freud (Freud, 1908, p. 443), evidenziando come dei fenomeni occasionali dell’isteria rappresentano un appagamento sostitutivo della masturbazione cui si è dovuto rinunciare, ritiene che anche lo stato onirico rappresenta un soddisfacimento sostitutivo.
Inoltre, per quanto riguarda la connessione tra psiche e soma, Abraham (Abraham, 1975, pp. 213-215) evidenzia che, secondo Freud, i disturbi dello sviluppo psicosessuale possono riguardare, non solo la sfera corporea, ma anche quella psichica (ad esempio, forme di angoscia), producendo forme complementari sul piano somatico. Vi sono infatti sintomi organici che scaturiscono da forme di rifiuto inconscio, e ciò è stato ampiamente documentato dagli studi compiuti da Freud sull’isteria.

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