PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA

MITO DI EDIPO (IL) LETTO IN TERMINI BIONIANI
di Maria Rosaria Tenuta

Corrao ha sempre ritenuto di notevole interesse l’uso dei mitiin Psicoanalisi, in accordo con l’assunto di Bion, secondo il quale senza la dimensionedei miti non è possibilecostruire modelli analitici.
In particolare, egli, in una prospettiva più ampia rispetto al modello freudiano ¾e, quindi, ponendosi in un’ottica diversa da quella della logica aristotelica usata da Freud¾ prende in esame i temi più salienti della teoria bioniana sul mito, riportando la seguente citazione:
<<La dimensione mitica si identifica con una componente designabile “come se”, cioè analogica... L'uso fatto da Freud del mito di Edipo ha illuminato qualche cosa di più che la natura degli aspetti sessuali della personalità umana.
Infatti, in virtù della sua forma narrativa, il mito unisce gli elementi di una storia in un modo che ricorda la sistemazione degli elementi in un sistema deduttivo.
Nessun elemento singolo può essere compreso isolatamente, cioè indipendentemente dal suo rapporto con gli altri elementi. L'elemento “sesso” se viene estrapolato dal contesto perde la sua specificità e qualità peculiare.Ciò vale anche per gli altri elementi. Il mito quindi ha la funzione di collegare gli elementi, per conferirvi una particolare qualità psichica...
Il mito è dunque una struttura complessa dotata di senso nascosto che contiene implicitamente un modello funzionale paradigmatico, secondo cui la conoscenza opera come processo cognitivo usando varie forme di pensiero...
Il mito di Edipo può essere considerato uno strumento che servì a Freud per scoprire la Psicoanalisi e la Psicoanalisi può essere considerata uno strumento che permise a Freud di scoprire il complesso di Edipo...
Le Interpretazioni analitiche... consistono in... Teorie usate per esplorare l'ignoto, l'enigma, il paradosso, ciò che è contraddittorio, ciò che è ingannevole.
L’esempio più ovvio è quello del mito di Edipo.
La funzione di tali interpretazioni è quella di mettere in luce un materiale che altrimenti rimarrebbe oscuro affinché venga prodotto altro materiale da indagare. L'obiettivo primario è quello di ottenere materiale per soddisfare gli “impulsi di ricerca”.
Il riferimento dettagliato alla Struttura complessa, polimorfa, polivalente e polisemica del Mito ed alla sua qualità di pre-concezione, consente di definire, conclusivamente, il carattere principale del paradosso epistematico dell'esperienza analitica... "Quanto maggiore è la complessità dell'oggetto epistemologico, in Analisi, tanto maggiore diviene l'impulso alla ricerca”...
L'indagine epistemica ci può apparire allora, come un processo inesauribile, autogenerato, declinato direttamente in un atto interpretante continuo, che si cimenta senza posa nell'attraversare un percorso ciclico che parte da una “scena originaria”, indefinita e inconoscibile, per tendere ad una “scena escatologica” imprevedibile ed indicibile>> (Corrao, 1981g, pp. 221-224).

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