PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA

PULSIONE: IL CONCETTO DI PULSIONE IN MELANIE KLEINE
di Maria Rosaria Tenuta

M. Klein ha compiuto un lavoro di riformulazione, rispetto alla teoria di Freud, circa la natura delle pulsioni e l’origine e la natura degli oggetti.
Ella ritiene fondamentali le fantasie, gli oggetti interni e le relazioni fantastiche tra sé e gli altri. In particolare, sostiene che la fantasia inconscia sia geneticamente innata nel bambino (Greenberg, Mitchell, 1983).
Con l’elaborazione di S. Isaacs (Isaacs, 1943) della fantasia inconscia come elemento basilare pertutti i processi mentali, la Klein riformula il concetto di pulsione, ampliando anche il concetto di oggetto interno, che collega all’uso allargato del termine fantasia.
Per quanto riguarda gli oggetti, la Klein inizialmente li considera intrinseci alle pulsioni, in quanto generati da esse ed indipendenti dagli altri reali del mondo esterno, ma vissuti in fantasia dal bambino.

FANTASIA INCONSCIA
La Klein, ipotizzando che le fantasie siano innate e funzionino come meccanismi universali, introduce nella sua teorizzazione una nuova visione del desiderio¾in seguito formulata da S.Isaacs (Isaacs, 1943)¾ che, per natura, implica l’esistenza di un oggetto da desiderare e di una fantasia circa le condizioni per ottenere una gratificazione.
Mentre per Freud le pulsioni esistono in assenza degli oggetti, che diventano importanti solo quando possono essere associati alla gratificazione pulsionale, per la Klein le pulsioni, in quanto espressioni, per loro natura, del desiderio, sono dirette verso immagini innate e fantasie del mondo esterno antecedenti all’esperienza della realtà.
Bisogna però precisare che, pur considerando gli oggetti intrinseci al desiderio ¾come immagini universali innate¾ e creati dal bambino per allontanare l’autodistruzionee gli istinti di morte, e pur considerandoli fondamentali per spiegare fenomenologicamente le prime sensazioni provate dal bambino, la Klein non esclude la determinante importanza dell’esperienza con gli altri reali del mondo esterno nella modificazione e nella trasformazione di queste immagini innate.
Per quanto riguarda le pulsioni, per M. Klein, l’oggetto assume importanza fondamentale e le pulsionisono rivolte, in modo intrinseco ed inscindibile, verso gli oggetti: la Klein ritiene le pulsionistrettamente legate agli oggetti (Greenberg, Mitchell, 1983).
Ella sostiene anche che il narcisismo è caratterizzato, non dall’assenza di oggetto, ma da intense relazioni con oggetti interni, dal momento che considera i principali processi psichici, sia normali che patologici, fondati su relazioni con oggetti, sia reali che fantasticati, interni.
Le pulsioni, per la Klein, hanno molte caratteristiche che Freud considera appartenenti alla sfera dell’Io, in quanto ella le considera orientate verso la realtà come unità relazionali a priori. Infatti, la Klein ritiene l’energia psichica, per sua natura, orientata e strutturata; le relazioni oggettuali sono fondamentali nella vita emotiva.
Inoltre, le pulsioni per la Klein rappresentano forze psicologiche orientate ed equivalgono già ad emozioni complesse che usano il corpo come mezzo per esprimersi (Greenberg, Mitchell, 1983).
Anche la libido e la aggressività, ad esempio, sono per la Klein emozioni personali ed orientate verso il mondo esterno, e non aspetti istintuali che assumono forma di tensioni corporee.
La Klein, quindi, considera che il sentimento e la passione come delle forze motivazionali, le quali si esprimono attraverso parti del corpo: le pulsioni, quindi, di natura psicologica, danno un significato agli eventi del corpo, per esprimere le loro mete.

Il significato non nasce, come per Freud, da parti del corpo, ma da esperienze emotive. Pertanto, la Klein sostiene che il concetto di pulsione non riguarda solo la riduzione di tensioni corporee, ma è legato ad una relazione appassionata con un altro.
La natura del desiderio che il bambinoprova per la madre va oltre la gratificazione fisica, riguardando anche la relazione di amore con la madre.
Da queste considerazioni, infine, si può dedurre che, mentre nel modello strutturale di Freud, l’Io è fondamentalmente neutrale, anche se rivolto alla realtà ed in relazione con le pulsioni ¾ in quanto mediatore tra esse e il mondo esterno¾ la Klein invece considera fondamentale il ruolo svolto dall’Io nei conflitti, in quanto l’Io è strettamente connesso ed alleato dell’istinto di vita (rappresentato dall’amore) nella lotta contro l’istinto di morte (rappresentato dall’odio) e nel raggiungimento della integrazione.

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