PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA

LEGGERE E' BELLO
di Annamaria Pelle
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Il tema della lettura è un argomentoa me caro, poiché per dirla con il famoso autore: ”Nessun battello mai è come un libro che può portarti lontano, in porti fantastici ed inimmaginabilisenza muoversi e senza spendere nulla”.
Oggi il rapporto con la lettura è molto cambiato e non solo a causa dei mezzi di comunicazione, ma anche con il vivere freneticoche la società di oggi ci impone.
Il vocabolario dei nostri ragazzi, ma anche di noi adulti è limitato, spesso abbreviato, con termini di lingua inglese, privo di espressioni che esprimono sensazioni ed emozioni, oserei dire tecnico ma non di quel tecnico che fa di un parlare, lessico specifico di una disciplina, inteso invece, come un parlare “spiccio”quasi ripetitivo.
Il linguaggio,sia verbale sia grafico è qualcosa che non si improvvisa ma si costruisce attraverso la lettura.
Educare oggi alla lettura è difficile, sommersi come siamo da una marea di mezzi che ci parlano, i “raccontano”, ci informano a scapito del rapporto con il caro vecchio libro o con il giornale come espressione di un popolo,di una società.
Gli alunni arrivano spesso alle secondarie senza saper leggere, con difficoltà di rielaborazione di un testo, abituati come sono a cogliere il tutto in modo superficiale e sbrigativo senza sosta sui particolari, sulla punteggiatura, cogliendo eventuali immagini e colori che fanno da distrattori al vero senso del testo.
Ma il piacere di leggere non è istintivo come ne è di esso l’apprendimento, tutt’altro esso va costruito, fin dalla prima infanzia, il bambino deve essere abituato a leggere.
La lettura di una fiaba, di una filastrocca, sottolineata dalla voce della mamma, del papà o di un adulto che crea complicità intimità, che crea un mondo diverso nelle quattro pareti di casa; quasi un rito di iniziazione per altre letture che verranno in seguito. Quando poi il bambino arriva alla scuola dell’infanzia prima e alle elementari poi, se è abituato a questo tipo di lettura si abitua anche all’ascolto e quindi di seguito alla rielaborazione, alla sintesi, alla ricerca di un finale “ad hoc”.
Detto “sic et simpliciter” sembra facile ma non lo è;il docente attento seleziona le letture,crea la cara vecchia biblioteca di classe e si informa degli interessi degli alunni anche riguardo ai vecchi eroi di Disney, poiché il fine è motivare alla lettura gli alunni è suscitare curiosità; bisogna iniziare con testi brevi, piacevoli, facili da memorizzare e poi lasciare che i ragazzi scelgano da soli che cosa leggere.
Nelle secondarie poi abituare gli alunni alla lettura del quotidiano ma non “online” è importante, poiché dalle pagine lette in classe nasce la discussione, si individua il parere di parte, insomma si fa in modo da creare spiriti critici e liberi.
Ricordo che la mia seconda figlia,oggi divoratrice di libri, da piccola non voleva leggere, leggeva le immagini e “raccontava” la lettura traendo spunto proprio da esse; gradiva la lettura fatta da altri, anzi voleva che altri leggessero al suo posto potenziando le sue doti di ascoltatrice, ma il leggere da sola le procurava panico, disagio.
Con la complicità della sorellina più grande e mia madre ci inventammo un “gioco” ci scambiavamo in sua presenza dei biglietti, ridevamo fra noi, parlottavamo e lei non poteva partecipare perché non sapeva, non voleva leggere… dopo qualche tempo cominciò a sentirsi esclusa a sentirsi isolata e il suo amor proprio valse sulla difficoltà che avvertiva per la lettura, decise di imparare ed imparò così bene che in seguito questo sapere le aprì le porte del teatro.
Non penso che questa esperienza personale sia l’unica ad aver dato ottimi risultati, credo nelle didattiche individuali, nell’empatia che si crea fra discente e docente nell’attimo in cui si incontrano attraverso le pagine di un libro.
Riscopriamo dunque, il piacere della lettura, ritroviamolo con i nostri alunni facendogli capire che il libro “battello” non è solo un compagno di viaggio, un amico, ma unprezioso consigliere anche in momenti particolari perché fra i libri da leggere c’è anche la Bibbia ed i Vangeli indipendentemente dal proprio credo religioso.
Insomma leggere è bello.

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(1)Pedagogista counsellor Dirigente Scolastico

25 giugno 2008

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