PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA |
CONSULENZA PSICOPEDAGOGICO
di Carla Narni Mancinelli
Il servizio di consulenza psicopedagogico nelle scuole
Io non me e anderò di qui, - rispose il Grillo -
se prima non ti avrò detto una gran verità.
Dimmela e spicciati.
- Guai a quei ragazzi che si ribellano ai loro genitori
e che abbandonano capricciosamente la casa paterna!
Non avranno mai bene in questo mondo;
e prima o poi dovranno pentirsene amaramente.
Canta pure, Grillo mio, come ti pare e piace: ma io so
che domani, all'alba, voglio andarmene di qui, perché
se rimango qui, avverrà a me quel che avviene
a tutti gli altri ragazzi, vale a dire
mi manderanno a scuola,
e per amore o per forza mi toccherà studiare;
e io, per dirtela in confidenza, di studiare non ne ho punta voglia
e mi diverto più a correre dietro alle farfalle e salire su per gli alberi
e prendere gli uccellini di nido.
Da “Pinocchio” di Carlo Collodi
A volte gli insegnanti si trovano di fronte alunni con problematiche complesse, che manifestano dei segni di disagio che loro, con gli strumenti che hanno a disposizione nel loro bagaglio, non riescono a fronteggiare.
Succede, così, che le difficoltà aumentano, stratificandosi e strutturandosi nelle varie forme di disagio scolastico. Il disagio scolastico è spesso il primo ed unico sintomo, quindi, di problemi più profondi, che affondano le loro radici in famiglia o nell’ambiente socio-culturale ed è spesso il campanello d’allarme di problemi più complessi non ancora emersi.
Il servizio di consulenza psicopedagogica nelle scuole è un servizio di ascolto e sostegno, il cui primo obiettivo è la prevenzione e la rilevazione del disagio scolastico.
Ma come si manifesta il disagio scolastico? Il segnale più esplicito è l’evasione totale, quando il ragazzo diserta totalmente le lezioni, ma anche la dispersione scolastica, le tante, troppe assenze che si riflettono sull’andamento scolastico.
L’evasione totale nella scuola primaria riguarda soprattutto le frange di popolazione ed i contesti in cui sono più marcati i segni di disagio socio-ambientale. Bambini che non vengono iscritti a scuola, o che non la frequentano perché appartengono a nuclei familiari molto svantaggiati e multiproblematici, spesso stranieri, e che non sono integrati nella società anche per altri aspetti.
La dispersione riguarda, invece, spesso alunni appartenenti allo stesso tipo di famiglie, ma si riferisce a ragazzi che avevano iniziato a frequentare e poi hanno perso interesse per la scuola, per vari motivi. La difficoltà di integrazione di questi ragazzi all’interno delle classi si evidenzia, spesso, fin dal loro primo inserimento. In assenza di una programmazione individualizzata, questi bambini, che non hanno gli strumenti, i prerequisiti all’apprendimento, e spesso non hanno neanche alle spalle famiglie in grado di sostenerli, si trovano allo sbaraglio, e sperimentano la scuola come un contesto frustrante e fonte di sensazioni sgradevoli e di insuccesso.
Altro elemento di disagio scolastico è rappresentato dalla mancanza di attenzione durante le lezioni, dallo scarso profitto, che a volte si concretizza in difficoltà o in disturbi dell’apprendimento conclamati, che vanno affrontati con l’ausilio di interventi specialistici.
Un’ulteriore modalità in cui si manifesta il disagio scolastico riguarda gli aspetti comportamentali, le difficoltà di socializzazione, l’isolamento, o, all’opposto, l’eccessiva esuberanza, irrequietezza. A volte i ragazzi mettono in atto comportamenti aggressivi verso i compagni e/o verso gli insegnanti, altre volte il loro comportamento sfocia in veri e propri atti di bullismo.
Il servizio di consulenza psicopedagogica consiste in uno sportello di ascolto, che viene attivato, di solito in orario scolastico, all’interno della scuola, in un’aula messa a disposizione e adattata all’occorrenza.Viene gestito da uno psicologo, in genere per due-tre ore a settimana, e si rivolge a insegnanti, genitori ed alunni.
Vengono effettuate, nell’ambito di questo servizio, le seguenti attività:
Colloqui individuali con genitori, insegnanti, alunni
Incontri con il team dei docenti di una stessa classe
Osservazione del comportamento degli alunni durante le lezioni scolastiche
Dinamiche di gruppo per la rilevazione e soluzione delle difficoltà (circle time, problem solving, role playing)
Interventi in classe
Ogni intervento viene programmato e concordato con l’insegnate referente per il progetto, al fine di definirne i tempi e gli obiettivi e di verificarne l’esito. Di solito, infatti, la scuola nomina un insegnante che coordina le attività dello sportello, facendo da tramite con gli altri insegnanti e con i genitori e raccogliendo, nel corso della settimana, le segnalazioni dei casi da segnalare e per i quali si richiede di intervenire.
La casistica delle problematiche incontrate più frequentemente riguarda:
Gli interventi possibili nell’ambito della consulenza consistono, quindi, prima di tutto nel cercare di fornire un contributo alla comprensione del problema presentato, allargando il raggio della visione e aggiungendo elementi di complessità alla situazione, per poterla inquadrare da più punti di vista. Quando lo si ritiene necessario, si può avviare, all’interno dello spazio dello sportello, e compatibilmente con le esigenze di organizzazione e i tempi, dei percorsi di sostegno psicologico, rivolti agli alunni, ma anche agli insegnanti ed ai genitori.
Lo psicologo, poi, ponendosi come figura esterna, può svolgere una funzione di tramite tra la famiglia e la scuola per promuovere azioni comuni in favore degli alunni e, in determinate situazioni, contribuire al miglioramento della comunicazione tra le due agenzie.
La comunicazione può essere promossa anche all’interno della scuola stessa,per compiere una vera e propriamediazione dei conflitti tra i docenti del team.
Infine, può essere effettuata la segnalazione dei casi più problematici rilevati alle agenzie competenti sul territorio ed in rete con lo sportello di ascolto (Asl, Servizi Sociali, Tribunale per i Minorenni…)
Un esempio di Servizio di consulenza psicopedagogica a scuola consiste nello sportello “Tutt’orecchi” promosso dalla Direzione Didattica di Pellezzano in collaborazione con l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Pellezzano, nell’ambito delle attività previste dalla L.328/00 per il Piano Sociale di Zona Ambito S8.
Da circa tre anni a Pellezzano è attivo uno “Sportello di ascolto alla famiglia con minore in difficoltà”, che fornisce gratuitamente consulenza e sostegno psicologico e legale, è gestito dall’associazione onlus La Matryoska, ed è aperto ogni venerdì mattina.
Lo sportello Tutt’orecchi è nato dall’esperienza della collaborazione tra il Comune, l’associazione La matryoska e la Scuola, per offrire un contributo concreto alla comprensione e risoluzioni dei problemi scolastici dei bambini e per allargare quindi la rete degli interventi possibili e dei loro contesti.
Lo sportello è aperto agli insegnanti ed ai genitori, ponendosi come laboratorio di soluzioni e supporto psicologico e operando in sinergia con le altre agenzie del territorio, per fornire all’utenza ascolto, orientamento e mediazione.
Le problematiche affrontate in questi primi mesi di attività hanno riguardato principalmente difficoltà apprendimento, problemi di socializzazione e aggressività, ansia da separazione e “mal di scuola”, disagio familiare e rapporto alunni/insegnanti.
Gli interventi messi in atto sono quindi consistiti nel contribuire alla comprensione delle motivazioni alla base del comportamento dei bambini, fornendo sostegno psicologico attraverso l’ascolto, nell’effettuare diagnosi delle dinamiche di gruppo della classe, nel facilitare la comunicazione tra famiglia e scuola.
Il lavoro in rete con lo Sportello Ascolto alla Famiglia con minore in difficoltà ha reso possibile l’aumento della complessità della visuale, fornendo un ulteriore punto di vista delle situazioni affrontate, nella convinzione che lo psicologo, più che fornire soluzioni, debba aprire porte, e promuovere l’allargamento delle prospettive.
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(1) Psicologa – Psicoterapeuta familiare sistemico relazionale
29 febbraio 2008
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